Stabilizzatore ammortizzatore di sterzo MW-2010

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Per i frequentatori di mtb-forum più assidui ed attenti l'MW-2010 non è una novità assoluta, mentre tutti gli altri potranno scoprire cosa sia uno "stabilizzatore ammortizzatore di sterzo" leggendo la presentazione fatta a suo tempo nella sezione news.

Come promesso, Mecwor ci ha fornito due esemplari del MW-2010 per un test su diverse tipologie di bici.
Proprio in previsione del diverso utilizzo, i due MW-2010 in nostro possesso presentano dei range di taratura leggermente diversi: meno frenato quello previsto per un utilizzo XC, più frenato quello destinato a mezzi con maggiori propensioni discesistiche.

Gli esemplari che ci sono stati consegnati sono ancora a livello di prototipo. Le versioni definitive saranno sicuramente più leggere e probabilmente presenteranno degli affinamenti a livello del sistema di fissaggio.
Per quanto riguarda invece il "cuore" del MW-2010, vale a dire il sistema di frenatura idraulica, il prodotto è già sufficientemente affinato e facilmente rimarrà invariato.

Di seguito riportiamo i dati fondamentali, ricordando che si tratta di valori indicativi.

Ditta produttrice: MECWOR Precision (www.mecworprecision.it - [email protected])

_Peso dei prototipi in test: circa 200 g completi di kit di fissaggio
_Angolo di sterzata: +/- 90°
_Peso definitivo previsto: circa 140 g
_Prezzo di listino previsto: circa 190 Euro
_Costo di una revisione totale completa di sostituzione olio ed O-ring: circa 20 Euro + spese di spedizione


Davide Peli, titolare della Mecwor nonchè ideatore dello stabilizzatore, ha effettuato l'installazione del primo dei due MW-2010 (quello maggiormente frenato) su una delle nostre bici personali, vale a dire una Canyon Torque.

Nei prossimi giorni cominceremo l'utilizzo sul campo, mentre per ora vi proponiamo una piccola gallery fotografica che illustra alcune fasi di montaggio (peraltro piuttosto semplice) del MW-2010.

Cominciamo quindi col mostrarvi l'MW-2010 nelle parti che lo compongono.
Il "cuore" del sistema, quello che contiene il circuito idraulico, è ovviamente il bussolotto di colore nero. Il registro di colore blu serve a regolare l'intensità della frenatura, mentre il perno che fuoriesce nella parte inferiore troverà alloggiamento nel coperchietto bianco.
Perno e coperchietto faranno corpo unico grazie a i grani di fissaggio visibili in foto e ruoteranno in modo solidale allo sterzo.
Come ciò accade lo vedremo nelle prossime immagini.

IMG_1320_1.jpg



La parte dell'MW-2010 solidale al telaio viene fissata tramite i due collarini bianchi come visibile nella foto successiva. I collarini, adattabili a vari diametri, vengono in pratica fissati sul tubo della sterzo.

IMG_1298_1.jpg



A questo punto si passa all'installazione del coperchietto bianco (quello installato visibile in foto è in realtà nero), il quale prenderà il posto del coperchietto che si utilizza di norma per mandare a pacco la forcella sulla serie sterzo. Il fissaggio avviene in modo identico, con il solito bullone che andrà ad avvitarsi nel ragnetto contenuto nel cannotto della forcella.

IMG_1297_1.jpg



Di seguito la vista dall'alto. Notare i grani filettati che troveranno alloggiamento nelle opportune sedi ricavate nel perno di cui si diceva nella prima foto.

IMG_1299_1.jpg



A questo punto non rimane che posizionare il dispositivo di frenatura vero e proprio infilando il perno nella sede ricavata nel coperchietto e fissando la staffa mediante due viti a quella solidale al collarino precedentemente montato sul tubo sterzo.
Come detto il perno presenta delle sedi all'interno delle quali si andranno ad infilare i grani filettati presenti sul tappo di chiusura. In questo modo il sistema sterzo/tappo/perno ruoterà in modo solidale, mentre il bussolotto non potrà ruotare in quanto tenuto in posizione dal sistema di fissaggio costituito da collarino/staffa e solidale al telaio.

IMG_1310_1.jpg



Nella foto seguente ecco appare l'MW-2010 visto dalla posizione di guida.

IMG_1309_1.JPG




Prime valutazioni

Il montaggio in sè è cosa piuttosto semplice e fattibile da chiunque abbia un po' di dimestichezza con la meccanica. Per dare un'idea concreta diremmo che non è più difficoltoso del montaggio di una forcella.
Il dispositivo idraulico sembra ben realizzato ed il registro molto efficace: quando tutto chiuso la frenatura è nettamente percepibile, mentre quando tutto aperto lo sterzo rimane leggermente frenato. Ci è stato spiegato che a rodaggio terminato (circa 200 Km) lo sterzo dovrebbe essere praticamente libero quando il registro è tutto svitato.

Il sistema di fissaggio al telaio (collarini+staffe) ci sembra invece che debba essere un po' affinato.
Una delle difficoltà riscontrate - ci spiegava Davide - è la gran varietà di forme e dimensioni con le quali si ha a che fare.
Capita quindi soventemente di dover trovare delle soluzioni "ad hoc", cosa che però sarebbe poco proponibile nel caso di produzione su ampia scala. Vedremo cosa si sapranno inventare...
Per quanto concerne il test Davide è stato chiaro: "mi interessa soprattutto sapere cosa non va e cosa sarebbe da migliorare".
L'inizio è stato promettente, dato che proprio durante il montaggio sulla Torque ci siamo scontrati con un piccolo problema ed abbiamo ipotizzato una soluzione che sarà probabilmente adottata in futuro.

A presto per le prime valutazioni "in action"....


12-02-2010:
Questo pomeriggio abbiamo avuto il primo assaggio e le impressioni sono state positive.
Come prevedibile è sullo sconnesso veloce che si percepiscono i maggiori vantaggi, con l'avantreno che ne guadagna sensibilmente in stabilità.
Abbiamo fatto il classico giretto dietro casa, quindi sono impressioni da prendere con le pinze e suscettibili di smentita, però crediamo che, una volta affinato, l'MW-2010 possa veramente trovare impiego in certi ambiti.
A livello di feeling l'unico momento in cui abbiamo percepito una strana sensazione è stato salendo in fuorisella, probabilmente perchè tende ad inibire quelle oscillazioni dello sterzo che spontaneamente si generano in quella situazione.
Forse sarebbe stato sufficiente aprire un po' l'idraulica per ovviare al problema, mentre noi l'abbiamo tenuta alla massima durezza per tutta la durata del giro proprio con l'intento di coglierne il più possibile gli effetti.
Al momento confermiamo i dubbi sul sistema di fissaggio, che oltre ad essere esteticamente discutibile (problema minore per quanto ci riguarda) non sembra essere particolarmente solido e stabile.

Queste le primissime impressioni. Prossimamente lo porteremo sui terreni più disparati e monteremo il secondo esemplare su un'altra bici per un test più approfondito.

13-02-2010:
Oggi altra giornata di test per l'MW-2010 con due discese ed una salita.
La salita è avvenuta dapprima su asfalto, poi su sterrato ed infine per sentiero con un paio di passaggi un po' tecnici. Sicuramente inadatta per dare un giudizio, anche se crediamo che in fondo è in discesa che lo stabilizzatore può fare la differenza.
Passiamo quindi a quest'ultima, che oggi è stata dapprima veloce con un'ultima sezione che presentava parecchi tratti sconnessi, poi molto lenta e tecnica.
Sul veloce sono confermate le sensazioni avute ieri, vale a dire di una maggior stabilità e precisione dell'avantreno nei tratti più disastrati. Sarà stato un caso, ma un tratto particolarmente accidentato in piano, dove quindi c'è da pedalare, non l'avevamo mai affrontato con tanta facilità.
Sul "guidato" compatto, situazione potenzialmente critica, non abbiamo notato alcun calo nella prontezza e reattività della bici. Prossimamente metteremo comunque alla frusta l'MW-2010 proprio su questo genere di terreno.
Sul lento tecnico i vantaggi sono meno evidenti di quelli percepiti sul veloce. L'impressione di una maggior precisione dell'avantreno sui passaggi più ripidi e sconnessi c'è stata, ma è una considerazione che al momento facciamo sottovoce. Ad ogni modo una cosa è certa: anche in questo frangentel'MW-2010 non ha comportato alcun tipo di handicap.

14-02-2010:
Oggi abbiamo avuto il primo problema con l'MW-2010.
Permettendo il dispositivo una rotazione dello sterzo di +/- 90°, abbiamo provato a ruotare la piega oltre questa posizione simulando ciò che potrebbe accadere in caso di caduta.
La forza applicata è stata minima, sicuramente inferiore a quella che verrebbe generata da una violenta rotazione conseguente ad un impatto con il terreno.
Quando abbiamo forzato in senso orario, la forza contraria che si è generata sul tappo contenente i grani ha fatto sì che quest'ultimo si svitasse. Risultato: ora ruota tutto ed il sistema non funziona più.
Non abbiamo avuto tempo di smontare l'MW-2010, quindi un'analisi più approfondita per verificare eventuali danni (ad esempio alle sedi dei grani) la faremo domani.
Rimane il fatto che l'insieme ci è parso troppo fragile per poter affrontare una violenta rotazione dello sterzo, anche perchè se la sollecitazione fosse avvenuta nell'altro senso non sappiamo cosa avrebbe ceduto (il tappo non si potrebbe svitare in quanto ruoterebbe nel senso dell'avvitamento).

15-02-2010:
Aggiornamento veloce (sto uscendo in bici :-)):
ho smontato l'MW-2010 e non mi pare vi sia stato alcun danno ai grani o alle loro sedi ricavate nel perno rotante.
Il tutto è stato riassemblato mettendo del Vinavil sui grani e sulla vite che manda a pacco il coperchio avvitandosi nel ragno all'interno del cannotto forca. Per il momento ho evitato il frenafiletti vero e proprio per maggior comodità quando dovrò rismontare il tutto. Vediamo se il Vinavil è sufficiente (al termine del primo giorno di utilizzo uno dei due grani si era leggermente allentato a causa delle vibrazioni). Per oggi l'MW-2010 riposerà in attesa che la colla faccia il suo dovere...
Domani probabilmente passerò il secondo esemplare (quello un po' meno frenato) a Zergio. Sono curioso di sentire se anche le sue impressioni saranno positive come quelle che ho avuto io.

@DAVESDAN: aver portato l'angolo di rotazione a +/- 115° è sicuramente un passo avanti, ma non mette al riparo al 100% da possibili bruschi finecorsa (immagina una caduta con la piega che impatta violentemente al suolo e la conseguente forte rotazione che le viene impressa).
L'ideale sarebbe che la piega possa ruotare liberamente, ma se ben ricordo lo schema di funzionamento che mi avevi disegnato non credo sia fattibile.
Se poi riuscissi ad integrare il tutto in modo da eliminare le staffe esterne ne uscirebbe davvero un gioiellino per il quale ci sarebbero ben poche scuse per non utilizzarlo (grammomaniaci a parte).
So che è tanta carne al fuoco e che la realizzazione non è semplice, ma prendila come la lista dei desideri che i bambini scrivono a Babbo Natale.


Le impressioni di Zergio:


Montaggio
Come descritto da Muldox, il montaggio dell’MW-2010 è abbastanza semplice a patto che la bicicletta sia “predisposta” ad accettare il collarino sul tubo sterzo con almeno 5mm liberi prima di trovare il tubo orizzontale. Qualche precauzione per non rovinare il telaio dove il collarino va a serrarsi sul telaio, nastro auto-vulcanizzante ricoperto da nastro telato, e siamo pronti.
Se avete dei distanziali tra pipa e tappo serie sterzo potrebbero dare dei problemi in quanto potrebbero ruotare e inibire il funzionamento dello stabilizzatore.
Infine, una prova con bici ferma per determinare il range di funzionamento del pomello che agisce sull’idraulica: quando è tutto aperto il dispositivo sembra inesistente mentre all’estremo opposto si sente un leggero freno.
Questo secondo prototipo ha una frenatura più blanda rispetto a quello in test da Muldox così abbiamo deciso di montarlo su una full con 140 mm di escursione al posteriore, forcella Fox Talas RLC 140mm, conica, con asse passante alla ruota di 15 mm e curva manubrio da 690 mm (Granite Chief, Rose).



Sul campo, aggiornamento I (su Granite Chief, Rose; full da 140mm):
Si parte su una strada ciottolata abbastanza sconnessa: la Fox lavora bene, è oramai un dato di fatto, ma con questo stabilizzatore si ha la sensazione di aver una forcella ancora più performante e/o una gomma con sezione maggiore.
Più si prende velocità più MW-2010 fa il suo lavoro.
Su percorsi tecnici e lenti nessun vantaggio apparente (anche se mi riservo un secondo commento dopo una successiva prova).
Ancora una uscita con la Granite Chief per poi passare ad un mezzo fullsuspended da 100 mm (marathon).
 

strappo

Biker serius
22/2/09
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Vicenza
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ma se cappotti (come me alscorsa settimana..) :hahaha: lo strappi via?? (è incredibile come il mondo della mtb a volte sia refrattario alle innovazioni..)cmq sono proprio curioso di vedere come funzia...:nunsacci:
 

BlacK2 Baron

Biker tremendus
12/3/04
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boh... a me ancora sfugge il funzionamento meccanico di sto aggeggio.

Uno statore solidale al telaio (tramite quelle staffe esterne) e un rotore solidale allo sterzo. Si creare attrito idraulico tra i due

190 euro...anch'io sono curioso...
Nel caso di riscontri positivi in futuro sarebbe fattibile per i costruttori realizzare un attacco direttamente sui telai?

Nel caso venisse largamente utilizzato, credo le case potrebbero fare tubi sterzo maggiorati per ospitare direttamente una serie sterzo con quel dispositivo integrato.
Il fatto che questo ammortizzatore esterno sia sopra l'attacco manubrio, è semplicemente perchè non avevano altro spazio dove metterlo, ma come notato da molti non è certamente la posizione ottimale
 

bricke

Biker perfektus
24/8/07
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Venezia
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boh... a me ancora sfugge il funzionamento meccanico di sto aggeggio.
Probabilmente dentro ha un sistema ad olio che impedisce al perno di girare troppo bruscamente, il perno essendo collegato al manubrio impedisce quindi a quest'ultimo di girare bruscamente, dato che non vedo batterie deve funzionare esclusivamente ad olio, cambiando tipo di olio (più denso/meno denso) si cambia la risposta del ammortizzatore, o magari cambiando la sezione dei fori tra i quali l'olio deve passare per far muovere il perno.
Stile vecchie forcelle marzocchi per intenderci.

E' un po difficile da spiegare, bisognerebbe vederlo aperto per capire bene come possa funzionare.

Per il funzionamento non ho dubb, mi resterebbe da capire se serve realmente, immagino che in ambito XC non sia utile, però per un FR/DH potrebbe avere un suo perché.

Resto in attesa del test.
 

micche68

Biker serius
26/10/07
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mah, forse sbaglio. le traiettorie "pulite" sono cmq garantite da: qualità ruote, serie sterzo, forcella. la rigidità viene poi sommessa dalla forcella stessa. vedo esile e sommario il fissaggio a calotta/distanziatori e il bussollotto alla staffa. non credo garantiscano la stabilità dell'insieme per contrastare le forze agenti sullo sterzo, ogni tanto se controllate i serraggi di attacco manubrio e attacco sul canotto ve ne rendete conto: sono brugole da 6x25/30. Senza considerare i danni causati allle calotte della ss o al tubo sterzo o al telaio in caso di urto violento che ne causasse il distaccamento, le staffe sono lisce: non hanno sagomature che ne aumentino la presa. vedremo. aspetto test
 

ugo

Biker assatanatus
3/2/03
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Pescara
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Penso abbia senso soprattutto con le nuove pieghe larghissime da DH dove piccoli spostamenti del manubrio si ripercuotono immediatamente alla ruota (più che spostamenti, sarebbe corretto parlare di accellerazioni) infatti provando a guidare con una piega larga nella neve, ero costretto a continue correzioni a volte eccessive, dovute all'alta sensibilità di un braccio di leva così lungo (manubrio da 760mm)
L'unica cosa che a me non piace è la sporgenza del dispositivo verso il muso del pilota...
magari dovrebbero studiare qualcosa di più piatto.... cmq rimango in attesa della prova sul campo da parte dello staff ( se riuscite provate anche nella neve bassa dovrebbe amplificarne l'efficacia.. e in mezzo a pietre smosse)
Saluti ;-)
 

fix68

Biker serius
24/1/06
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provincia TO
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Non entro nel merito del funziona o no e del serve o non serve, mi limito ad osservare le foto e mi viene un dubbio: la staffa che si collega al telaio, oltre a tenere fermo il bussolotto impedendo che ruoti, si trova suo malgrado anche a dover assolvere l'ingrato compito da fermo dello sterzo in caso di cadute. Vi immaginate cosa può succedere se gli arriva di botto l'attacco manubrio, in seguito ad una banale caduta, magari con tutto il peso del biker sopra?:maremmac:
MULDOX mentre esegui il test potresti , per cortesia, piantarti di muso giù per un bel ripido magari "arrotandoti" sopra il manubrio per vedere se tutto regge ?:smile::smile: (naturalmente documentando il tutto con un bel video?):via!:
 

muldox

Biker nirvanensus
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Uno statore solidale al telaio (tramite quelle staffe esterne) e un rotore solidale allo sterzo. Si creare attrito idraulico tra i due



Nel caso venisse largamente utilizzato, credo le case potrebbero fare tubi sterzo maggiorati per ospitare direttamente una serie sterzo con quel dispositivo integrato.
Il fatto che questo ammortizzatore esterno sia sopra l'attacco manubrio, è semplicemente perchè non avevano altro spazio dove metterlo, ma come notato da molti non è certamente la posizione ottimale

Esatta sia la prima che la seconda.

Per quanto riguarda il funzionamento va sottolineato che la frenatura è di tipo totalmente idraulico, quindi non dovuta a sfregamento di parti meccaniche con l'usura che ne deriverebbe.

Integrazione nello sterzo: ne parlavamo durante il montaggio concordando sul fatto che quella potrebbe essere la soluzione ideale e definitiva.
Qualche idea su come realizzare la cosa c'è già, staremo a vedere...
 

muldox

Biker nirvanensus
30/10/02
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...cambiando tipo di olio (più denso/meno denso) si cambia la risposta del ammortizzatore, o magari cambiando la sezione dei fori tra i quali l'olio deve passare per far muovere il perno....

Esatta la seconda.
Il registro blu varia proprio quei diametri e conseguentemente il livello di frenatura.
Cambiando la viscosità dell'olio si varierebbe la risposta su tutto il range di regolazione. In pratica quel che accade con l'idraulica delle forcelle passando dall'estate all'inverno (o viceversa), quando appunto l'olio idraulico varia la propria viscosità a causa della diversa temperatura.
Proprio per il problema delle variazioni di temperatura - mi spiegava Davide - hanno dovuto utilizzare olio di elevata qualità, in quanto nel corso dei primi esperimenti con un olio più "andante" la variazione di comportamento al variare della temperatura era troppo marcata.
 

topix

Biker assatanatus
11/11/08
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Fiorenza
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Qualcuno ha fatto notare che potrebbe spaccarsi in caso di caduta ... io lo vedo più un problema per l'incolumità del pilota.

Almeno in un paio di occasioni, sono caduto per bloccaggio della ruota anteriore fra due sassi e ho sbattuto l'addome nella serie sterzo cappottando.

Con un tale aggeggio, oltre ai lividi, potevo anche dire addio ai gioielli di famiglia :rosik:
 

Bass_hunter

Biker novus
beh, capisco la perplessità sull'eventuale pericolosità dell'aggeggio in caso di ribaltamento, però penso non si debba dimenticare che la bike è fatta per andare sulle ruote, non è progettata per i cappottoni hihihihi
detto questo è indubbio che la cosa non si debba trascurare, si tratta secondo me di vedere se il rischio è accettabile o meno (anche e soprattutto in virtù dei pregi di questo sistema ancora da valutare)
anche la corona da 44 in caso di cappottone è una mina vagante...conosco qualcuno che ne porta i segni...eppure non ci facciamo caso più di tanto...
vediamo cosa salterà fuori da questo test...muldox sicuramente saprà dirci se il gioco vale la candela, o se è meglio contare sulle nostre braccia e magari fare qualche esercizio per rinforzarle...
un salutone a tutti!!
 

killer fiore

Biker forumensus
15/12/07
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Forli
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è inutile fare ipotesi...concordo con molti sulla pericolosità del meccanismo...è vero sporge troppo...bisogna vedere se quei 190 euro i 140 grammi in più e il rischio di farsi male è alto...
bisogna vedere se i vantaggi sono molti....
personalmente sono diffidente ma sarò il primo a ricredermi se il tutto funziona....
cmq su xc la vedo dura 140 sono parecchi....un xc racer non lo monterà mai...
 

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