News Il fatturato di Shimano cala del 25%

VINS61

Biker perfektus
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GHEMME
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CANNODALE FLASH 29 SI
Sono molto ma molto poche le aziende ciclo che rispettano i termini di pagamento. Potrei scriverci un libro, anche solo con i solleciti.
Probabile sia diventato un abitudine Italica ,non lo metto in dubbio forse dipende dal settore e dalle motivazioni dei ritardi ,di fatto l'esposizione verso i fornitori è un pessimo segno, il rischio è esponenziale anche se apparentemente non sembra e a volte si protrae per anni .
Siccome diffuso non lo si considera così pericoloso e spesso si allungano i termini o per le piccole imprese si ricorre allo "sconto fatture "
in modo da recuperare liquidità è invece un erosione costante di utili fino a portare il debito in "dovere di ristrutturazione"
 

bughy1978

Biker ultra
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Berghem
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Trek Fuel EX8
Probabile sia diventato un abitudine Italica ,non lo metto in dubbio forse dipende dal settore e dalle motivazioni dei ritardi ,di fatto l'esposizione verso i fornitori è un pessimo segno, il rischio è esponenziale anche se apparentemente non sembra e a volte si protrae per anni .
Siccome diffuso non lo si considera così pericoloso e spesso si allungano i termini o per le piccole imprese si ricorre allo "sconto fatture "
in modo da recuperare liquidità è invece un erosione costante di utili fino a portare il debito in "dovere di ristrutturazione"
Mi dispiace ma non è solo una abitudine italica, anche le aziende in Olanda e Germania spesso sono da sollecitare, credo che sia una piaga diffusa.
 

Tronicox

Biker ciceronis
4/27/12
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Giussano
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SCOR 4060 ST IL PACHIDERMA GRIGIO
Mi dispiace ma non è solo una abitudine italica, anche le aziende in Olanda e Germania spesso sono da sollecitare, credo che sia una piaga diffusa.
Confermo, quando lavoravo nel tessile avevamo più clienti francesi e pagavano quando gli pareva a loro.
Posso dire che adesso lavoro con degli svizzeri e uno delle volte ha pagato prima della scadenza dei termini:babb:
 

VINS61

Biker perfektus
10/15/20
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GHEMME
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CANNODALE FLASH 29 SI
In Svizzera ma anche in Germania non ho mai riscontrato grosse problematiche sui pagamenti e sui ritardi come in Italia ,ultimamente però credo che le cose stiano andando verso un nuovo periodo difficile per tutti in Europa e non solo
 

DG_MTBiker

Biker serius
10/20/18
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Italia
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Wilier 101FX, Rotwild RCC06
Mi stupirei del contrario! Recessione, diffuso senso di precarietà, guerre… da mesi gli indici PMI europei (principale mercato per Shimano) viaggiano in territorio negativo, la Cina avrà anche mantenuto volumi e margini ma sta affrontando la peggiore crisi economica della propria epoca moderna, i mercati rimanenti sono e rimarranno residuali e non esistono mercati ulteriori da aggredire. La conclusione del riscatto post pandemico non si fermerà ai volumi ante pandemia, le previsioni sul PIL mondiale sono in continua revisione al ribasso.
Inoltre nel caso specifico la debolezza dell’euro e la relativa tenuta dello yen non saranno di supporto a Shimano.
Questa notizia fa il paio con quella dell’altro giorno sugli store online.
Allacciate le cinture di sicurezza biker…
Relativa tenuta dello Yen? Rispetto a cosa? Al pesos messicano? Mi sa che avete una visione distorta dell'economia giapponese....

Mi interesserà di più vedere i risultati dei prossimi anni e vedere come Shimano si confronterà con le class action sulle pedivelle Hollowtech 2 che si crepano ( tecnologia ds rivedere e circa 2,8 milioni di pezzi da rifare)
 
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FOF

Biker serius
9/12/12
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Lontano
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Relativa tenuta dello Yen? Rispetto a cosa? Al pesos messicano? Mi sa che avete una visione distorta dell'economia giapponese....

Mi interesserà di più vedere i risultati dei prossimi anni e vedere come Shimano si confronterà con le class action sulle pedivelle Hollowtech 2 che si crepano ( tecnologia ds rivedere e circa 2,8 milioni di pezzi da rifare)
Nell’ultimo anno il cambio dollaro/yen ha visto per lungo tempo la moneta giapponese rivalutarsi, ad oggi la quotazione è la stessa di 1 anno orsono, infatti ho scritto “relativa” tenuta. Ricordo che diversi paesi dell’area pacifica, e non solo, hanno valute agganciate al valore del dollaro statunitense.
 
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Motubuntu

Biker popularis
3/24/18
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Estero
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Italiana
Una cosa simile accadde nel 2000 alla fu Ofmega.
Avevamo i magazzini pieni di roba invenduta, movimenti centrali e guarniture di modelli vecchi di 10 anni prima.
Accadde che un grosso cliente non ricevette dei container dall'oriente, persi in mare per l'affondamento della nave.
Piuttosto di non avere le bici da vendere, ci svuotò mezzo magazzino raspando su tutto quello che era adattabile in qualche modo.

Questi ragionamenti qualcuno li fa, una volta era normale, fino a metà anni '90 per l' Ofmega le cose andavano così bene che l'invenduto era largamente compensato da tutto il resto, mettevano via al motto "non si sa mai", non lo contavano come una palla al piede ed erano, in fin dei conti, cifre limitate.
Oggi non è più così e, forse, i numeri sono così grandi da far tremare mezzo mondo del settore.
Dicono che i magazzini di fahrrad.de contengano merce per centinaia di milioni di euro.
Dicono.
Se è così, qualcuno ha sbagliato di brutto e ha perso completamente il senso della misura.
Qualcuno dice che prossimamente più di un grosso marchio tedesco del settore produzione bici potrebbe saltare.
Ho visto che il sito Ofmega è ancora online nonostante l'ultimo aggiornamento sia del 2003... A quanto pare hanno voluto tenerlo ma in vent'anni non sono riusciti a trovare un'azienda disposta a rilevare il marchio.
 

ottomilainsu

Biker assatanatus
12/15/09
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Su per i monti
www.arsie.net
Ho visto che il sito Ofmega è ancora online nonostante l'ultimo aggiornamento sia del 2003... A quanto pare hanno voluto tenerlo ma in vent'anni non sono riusciti a trovare un'azienda disposta a rilevare il marchio.
Non ho idea di quale contratto avessero fatto, all'epoca, per il dominio. Magari è ancora attivo perché lo hanno comprato con scadenza molto lunga.
Il marchio di fatto non interessa a nessuno, credo, perché il suo prestigio è pari a zero.
L'azienda ebbe una fiammata di gloria tra la fine degli anni '70 e l'inizio dei '90, quando arrivò a sponsorizzare una squadra professionistica (Atala-Ofmega).
Tra la seconda metà degli anni '80 e dei '90 con il boom della MTB vendettero tantissimo, ma quasi tutta robaccia economica.
Non furono mai in grado di attaccare il mercato di alta gamma.
Erano anche fornitori di Campagnolo e di Sachs, realizzavano la gamma "bassa" delle guarniture, questo a metà anni '90.
Ma a metà anni '90 la prima bolla della MTB si sgonfiò, anche in coincidenza con l'affermazione sempre più netta di Shimano, oltre che con l'arrivo degli orientali.
E questo, per un'azienda che mai aveva puntato su ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, fu il colpo di grazia.
Un'azienda non si risolleva assumendo un paio di giovani con il compito di studiare nuovi prodotti a budget zero "Lei deve far funzionare quella guarnitura senza modificare lo stampo", mi fu detto più di una volta.
La gamma base vendeva, ma a guadagno quasi zero.
Ai biciclettari bastava mettere su il cambio Shimano Tourney, quello più base che c'era, per vendere la bici "con il cambio Shimano", del resto dei componenti a nessuno fregava nulla, men che meno all'acquirente finale, bastava che ci fosse il cambio Shimano.
Continuavano a fare i mozzi come negli anni '70, ad un certo punto da Taiwan costavano meno ed erano dieci volte meglio, e la produzione cessò. Ma i taiwanesi li vendevano anche loro, a minor prezzo di quelli rimarchiati Ofmega.
Facevano i movimenti centrali ancora come nel 1950, perno, calotte, sfere, arrivarono quelli a cartuccia e smisero di farli, diventando al più rivenditori di (buoni) prodotti fatti in Slovacchia. Ma gli slovacchi li vendevano pure loro, a minor prezzo di quelli rimarchiati Ofmega.
Cambi, deragliatori e manettini erano o copiati o fatti dalla francese Simplex, ovviamente incompatibili con le trasmissioni Shimano. Cessata pure quella produzione, e nessuna alternativa.
Le serie sterzo erano anche quelle rimaste ferme come tecnologia agli anni '60. Provarono a farle realizzare in Indonesia... Io: "Non hanno fatto la cementazione" Il diretùr: "Pota, le abbiamo pagate con la cementazione, ce le devono mandare così" Il commerciale "Ma che ce frega, le famo annà bene lo stesso".
Restavano le guarniture, ma in oriente all'inizio dei 2000 avevano imparato a farle meglio o, se economiche, quelle indonesiane o indiane costavano la metà e andavano lo stesso.
Insomma, dei 15000 metri quadrati dello stabilimento, la zona attiva era sì e no di 5000 mq, il resto macchinari fermi e giacenze invendute sparse dappertutto.
L'epilogo arrivò verso il 2002, con la chiusura, la vendita o la rottamazione di tutto quello che era rimasto.
Se a un biciclettaro si nomina la ditta, si mette le mani nei capelli.
 

ottomilainsu

Biker assatanatus
12/15/09
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Su per i monti
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A me un MC Ofmega a cartuccia m'è durato quasi vent'anni.
Se era un INA con cuscinetti a quattro contatti (erano eccellenti, unico difetto nessuna schermatura) o, più facilmente, un AXIS (asse zincato e corpo da 30 mm di diametro) posso confermare. Gli AXIS erano fabbricati dalla Kinex in Slovacchia, avevano l'asse in acciaio al Nichel-Cromo, corpo in 100Cr6, quasi eterni. Ma erano costosi, sebbene si vendessero senza problemi soprattutto ai clienti esigenti (Giant Olanda, per non far nomi) ai nostri commerciali non stava bene, un MC più economico avrebbe venduto di più.
Poi arrivò l'AXEC, asse in 16MnCr5 e corpo in C60 da 28 mm, sfere più piccole, e si rompevano. Così le vendite calarono.
 
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valerio_vanni

Biker grossissimus
12/5/14
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La bici è proprio una Giant.
L'ho appena ritrovato nella scatola dei rottami: ha le calotte in plastica, e il corpo è quasi completamente arrugginito.
L'unica scritta ancora leggibile è AXEC 113/JIS.
 

ottomilainsu

Biker assatanatus
12/15/09
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La bici è proprio una Giant.
L'ho appena ritrovato nella scatola dei rottami: ha le calotte in plastica, e il corpo è quasi completamente arrugginito.
L'unica scritta ancora leggibile è AXEC 113/JIS.
Beh allora forse appartiene a quei lotti nati bene. All'epoca alcuni movimenti cedevano rapidamente, cosa mai capitata con il modello precedente.
Le calotte in plastica furono uno dei miei primi lavori di progettazione, lavorai non poco per tirar fuori delle calotte che non costassero niente e fossero di adeguata resistenza, per non creare problemi nell'uso MTB specie con i "biciclettari" che le avvitavano con gli avvitatori dei gommisti.
Andai su io, alla sede della Giant a Lelystad, per vedermela con tre ingegneri per presentare loro il nuovo movimento centrale. La commerciale estero, che di tecnica non capiva niente, e il rappresentante per il Benelux fecero scena muta, ma alla fine il prodotto passò.
Non mi dissero neanche grazie una volta tornato in sede, eppure era un cliente da 500000 euro di fatturato di soli movimenti centrali che, per un'azienda media come l'Ofmega, rappresentava una grossa percentuale del totale.
Ricordi...
 

valerio_vanni

Biker grossissimus
12/5/14
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Beh allora forse appartiene a quei lotti nati bene. All'epoca alcuni movimenti cedevano rapidamente, cosa mai capitata con il modello precedente.
Le calotte in plastica furono uno dei miei primi lavori di progettazione, lavorai non poco per tirar fuori delle calotte che non costassero niente e fossero di adeguata resistenza, per non creare problemi nell'uso MTB specie con i "biciclettari" che le avvitavano con gli avvitatori dei gommisti.
La durata c'è stata :-)

E' stato complesso lo smontaggio, te lo racconto:
-La calotta sinistra non aveva nessuna voglia di venire, e l'attrezzo (pur se tenuto spinto con un dado) gli ha macinato i denti
-La calotta destra è venuta via a fatica, staccandosi dalla cartuccia.
-A quel punto, avevo il lato destro libero e la cartuccia era rimasta bloccata nella calotta sinistra
-Ho provato col martello, risultato: nessuno sblocco e telaio crepato sulla saldatura
-Alla fine mi sono costruito un estrattore e quello ce l'ha fatta
-Infine ho completato la demolizione della plastica
-Poi ho fatto saldare il telaio, ripassare il filetto e poi alla fine ho montato della nuova

Probabilmente quell'accoppiamento inseparabile è stato causato dal rigonfiamento della ruggine contro la plastica.
 

Motubuntu

Biker popularis
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Non ho idea di quale contratto avessero fatto, all'epoca, per il dominio. Magari è ancora attivo perché lo hanno comprato con scadenza molto lunga.
Il marchio di fatto non interessa a nessuno, credo, perché il suo prestigio è pari a zero.
L'azienda ebbe una fiammata di gloria tra la fine degli anni '70 e l'inizio dei '90, quando arrivò a sponsorizzare una squadra professionistica (Atala-Ofmega).
Tra la seconda metà degli anni '80 e dei '90 con il boom della MTB vendettero tantissimo, ma quasi tutta robaccia economica.
Non furono mai in grado di attaccare il mercato di alta gamma.
Erano anche fornitori di Campagnolo e di Sachs, realizzavano la gamma "bassa" delle guarniture, questo a metà anni '90.
Ma a metà anni '90 la prima bolla della MTB si sgonfiò, anche in coincidenza con l'affermazione sempre più netta di Shimano, oltre che con l'arrivo degli orientali.
E questo, per un'azienda che mai aveva puntato su ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, fu il colpo di grazia.
Un'azienda non si risolleva assumendo un paio di giovani con il compito di studiare nuovi prodotti a budget zero "Lei deve far funzionare quella guarnitura senza modificare lo stampo", mi fu detto più di una volta.
La gamma base vendeva, ma a guadagno quasi zero.
Ai biciclettari bastava mettere su il cambio Shimano Tourney, quello più base che c'era, per vendere la bici "con il cambio Shimano", del resto dei componenti a nessuno fregava nulla, men che meno all'acquirente finale, bastava che ci fosse il cambio Shimano.
Continuavano a fare i mozzi come negli anni '70, ad un certo punto da Taiwan costavano meno ed erano dieci volte meglio, e la produzione cessò. Ma i taiwanesi li vendevano anche loro, a minor prezzo di quelli rimarchiati Ofmega.
Facevano i movimenti centrali ancora come nel 1950, perno, calotte, sfere, arrivarono quelli a cartuccia e smisero di farli, diventando al più rivenditori di (buoni) prodotti fatti in Slovacchia. Ma gli slovacchi li vendevano pure loro, a minor prezzo di quelli rimarchiati Ofmega.
Cambi, deragliatori e manettini erano o copiati o fatti dalla francese Simplex, ovviamente incompatibili con le trasmissioni Shimano. Cessata pure quella produzione, e nessuna alternativa.
Le serie sterzo erano anche quelle rimaste ferme come tecnologia agli anni '60. Provarono a farle realizzare in Indonesia... Io: "Non hanno fatto la cementazione" Il diretùr: "Pota, le abbiamo pagate con la cementazione, ce le devono mandare così" Il commerciale "Ma che ce frega, le famo annà bene lo stesso".
Restavano le guarniture, ma in oriente all'inizio dei 2000 avevano imparato a farle meglio o, se economiche, quelle indonesiane o indiane costavano la metà e andavano lo stesso.
Insomma, dei 15000 metri quadrati dello stabilimento, la zona attiva era sì e no di 5000 mq, il resto macchinari fermi e giacenze invendute sparse dappertutto.
L'epilogo arrivò verso il 2002, con la chiusura, la vendita o la rottamazione di tutto quello che era rimasto.
Se a un biciclettaro si nomina la ditta, si mette le mani nei capelli.
Grazie per le informazioni su Ofmega.
Non penso che esistano dei rinnovi ventennali per il dominio del sito, probabilmente continuano a pagarlo sperando di rivenderlo insieme al marchio.
Strano che i guadagni sulla gamma base fossero quasi zero, per Shimano scrivono tutti che la maggior parte dei guadagni provengono proprio dalla bassa gamma...
 

VINS61

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Confermo, quando lavoravo nel tessile avevamo più clienti francesi e pagavano quando gli pareva a loro.
Posso dire che adesso lavoro con degli svizzeri e uno delle volte ha pagato prima della scadenza dei termini:babb:
Ma facevate pagamenti dilazionati all'estero? senza garanzia ?
PS Bianchi ha sospeso i licenziamenti

Treviglio, alla Bianchi ritirati i 25 esuberi: contratti di solidarietà invece dei licenziamenti​

Dopo l’annuncio della fabbrica di biciclette di 25 tagli nello stabilimento della frazione Battaglie di Treviglio, arriva la svolta​

 

marco

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Ma facevate pagamenti dilazionati all'estero? senza garanzia ?
PS Bianchi ha sospeso i licenziamenti

Treviglio, alla Bianchi ritirati i 25 esuberi: contratti di solidarietà invece dei licenziamenti​

Dopo l’annuncio della fabbrica di biciclette di 25 tagli nello stabilimento della frazione Battaglie di Treviglio, arriva la svolta​



Cioé paga il contribuente
 

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A sai che sei pignolo? :smile:
Ai lavoratori coinvolti nell’accordo di solidarietà viene riconosciuto dall’INPS un trattamento di integrazione salariale pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, comprese tra le zero ore e il limite previsto dall’orario contrattuale settimanale.
 

marco

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Ai lavoratori coinvolti nell’accordo di solidarietà viene riconosciuto dall’INPS un trattamento di integrazione salariale pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, comprese tra le zero ore e il limite previsto dall’orario contrattuale settimanale.

che sorpresa. Forse l'INPS non conosce i prezzi delle bici.
 
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