News Decathlon costruisce la più grande fabbrica di bici in Europa

ant

Biker assatanatus
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Tra i due laghi e il Moncuni
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Santa Cruz HT "Orangina" - KTM Scarp prestige "scarpetta"
Per l'abbigliamento, è davvero così buono?
Spesso ho scartato i prodotti Btw in/Rock rider in favore magari di qualcosa di poco più caro ma "noto".
Se di recente c'è stato questo miglioramento, co ripenso all'occorrenza
Sulla fascia alta si,secondo me.
Non la roba da 19.90€ ma i prodotti che per loro sono top equivalgono tranquillamente la gamma media o anche alta di altri, però costano 1/3 in meno, a volte anche la metà.
 

Maiella

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infatti prima di Decathlon (sono vecchio abbastanza per ricordarmi i negozi di sci/alpinismo dei primi anni 80) una cacchetta di pile o un paio di guanti da sci costavano un rene.

Nell'84 ho perso una mascherina da sci e sono rimasto incacchiato tutto il giorno, perchè costava l'equivalente di 120€ odierni.

la globalizzazione ha avuto tanti demeriti ma ha anche democratizzato i consumi.
La democratizzazione dei consumi, però, é stata scaricata sull'ambiente. Questo é il vero dramma. Portare il pacchettino di pochi € dalla Cina (o da ogni altro posto del globo) conveniva non soltanto per il basso costo delle tasse, dei salari, delle materie prime, ma anche per una compensazione economica che si tramuta in inquinamento.
 

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Biker assatanatus
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La democratizzazione dei consumi, però, é stata scaricata sull'ambiente. Questo é il vero dramma. Portare il pacchettino di pochi € dalla Cina (o da ogni altro posto del globo) conveniva non soltanto per il basso costo delle tasse, dei salari, delle materie prime, ma anche per una compensazione economica che si tramuta in inquinamento.
Assolutamente.
Ambiente, diritti sociali ed altro.
La famosa transizione verde, se l'occidente riuscirà a portarla a termine, sarà lunga e non del tutto indolore.

Però le botteguccie anni 80 io non le rimpiango lo stesso.

Si tratta di trovare un equilibrio fra andare a fare il weekend a Londra o comprare un pacco pignoni dalla Cina e l'economia autarchica che avevamo prima, dove già comprare un'auto svedese ti faceva impazzire per i ricambi.
 
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pablos

Biker superis
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Torino
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Stereo 150 SL 2020
Sono tecnologia standard per la progettazione/produzione industriale che hanno iniziato a diffondersi già dagli anni '90 niente di fantascientifico o fuori dal comune personale formato lo si trova poi ovvio che sarà difficilissimo trovare quello che ha una esperienza ventennale nella progettazione dei trenini, trovi quello che prima progettava componenti per MTB ad esempio quindi devi fare una formazione sul prodotto non sulla tecnologia. E questo sarà sempre vero per tutte le aziende che lavorano in nicchie molto ristrette dove ci sono pochi addetti.

Noi per trovare un fresatore cammista decente, che sapesse fare la metà di quello che decantava, abbiamo tribolato un anno e più.Siamo solo stati sfortunati evidentemente.Eppure sono tecnologie che esistono da anni, e nel torinese è un lavoro diffuso e ben retribuito.Idem disegnatori e progettisti.
 

Maiella

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Comunque sembra assurdo parlarne in Italia, ma anche nostri clienti in Baden Württemberg hanno seri problemi a trovare manodopera... sia specializzata che non, sembra un miraggio.
Non sarebbe un problema se si intervenisse sulla scuola con dei veri tirocini formativi e, successivamente, su una selezione logica del personale.
 
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Maiella

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Assolutamente.
Ambiente, diritti sociali ed altro.
La famosa transizione verde, se l'occidente riuscirà a portarla a termine, sarà lunga e non del tutto indolore.

Però le botteguccie anni 80 io non le rimpiango lo stesso.

Si tratta di trovare un equilibrio fra andare a fare il weekend a Londra o comprare un pacco pignoni dalla Cina e l'economia autarchica che avevamo prima, dove già comprare un'auto svedese ti faceva impazzire per i ricambi.
La transizione verde non avverrà, se avverrà, grazie all'Occidente, ma grazie all'Europa. Sono convinto che il retaggio culturale che ci portiamo dietro da millenni rappresenti uno strumento molto potente. Siamo noi europei a dover prendere le redini di questa svolta e far comprendere a tutto il mondo che non si tratta di utopia. Per fare ciò bisogna puntare con chiarezza su una comunicazione inequivocabile circa le opportunità economiche che ne deriverebbero, con l'aggiunto del grande bagaglio dei saperi umanistici. Vedremo, ma voglio essere fiducioso.
 

Patrunne

Biker forumensus
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Carrara
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Stumpy!!!!!!
erano i primi che mi venivano in mente, ma si potrebbe continuare con quello della mascherina Trump 2020, il cabarettista di Salerno, il tipo del grande fratello portaborse di Conte, ecc ecc. Da destra a sinistra e ritorno, di certo gli ultimi 30 anni è stato dato il meglio, perlomeno prima, con due sorte di ideologie, c'era una parvenza di serietà. Parvenza.

Ma torniamo in topic e lasciamo perdere la politica.
È interessante per esempio la storia di un'azienda tedesca che produce trenini (modellini), che aveva portato tutto in Cina e stava per fallire perché i dettagli facevano pena. Riportato tutto in Germania, automatizzando la maggior parte dei processi e assumendo manodopera specializzata per questo tipo di produzione. Di meno di quando non ci fosse 30 anni fa, ma di più rispetto a quando la fabbrica tedesca era vuota se non per gli scatoli provenienti dalla Cina. Se trovo il nome lo posto.
Concordo......fino a metà degli anni '60 c'era "serietà" .
Comunque tornando al post sarebbe stato meglio che Deca costruisse lo stabilimento in Francia.
Proprio ieri ero da un amico che lavora per una catena di mobili e arredi.....c'era un divano - made in oriente - che presentava un difetto ad un piedino.
È stato pressato e buttato anziché esser riparato in negozio e rivenduto.
 

ant

Biker assatanatus
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La transizione verde non avverrà, se avverrà, grazie all'Occidente, ma grazie all'Europa. Sono convinto che il retaggio culturale che ci portiamo dietro da millenni rappresenti uno strumento molto potente. Siamo noi europei a dover prendere le redini di questa svolta e far comprendere a tutto il mondo che non si tratta di utopia. Per fare ciò bisogna puntare con chiarezza su una comunicazione inequivocabile circa le opportunità economiche che ne deriverebbero, con l'aggiunto del grande bagaglio dei saperi umanistici. Vedremo, ma voglio essere fiducioso.
L'Europa è nel patto atlantico, che è molto più di un patto militare.
È un patto di civiltà che definisce i confini di quello che sbrigativamente ho chiamato "occidente".
Le nostre dinamiche, anche se un po' diverse da quelle del nord America, si sviluppano all'interno di quel recinto, secondo me. L'Europa senza atlantismo non esiste.

l'Asia è un altro mondo, e infatti un po' di nodi stanno venendo al pettine.

Ma siamo molto OT, dal Deca alla geopolitica :prost: :smile: :smile: :smile:
 
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Julen

Biker novus
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Bra
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Decathlon produce in Italia, precisamente a dronero (cn), tramite Telai Olagnero, circa 1 milione di biciclette all’anno per il mercato europeo. Numero analogo in Portogallo.
In Romania c’è già produzione, verrà ampliata perché il costo del lavoro è di 1/3 di quello italiano
 
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Riki174

Biker urlandum
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Comunque sembra assurdo parlarne in Italia, ma anche nostri clienti in Baden Württemberg hanno seri problemi a trovare manodopera... sia specializzata che non, sembra un miraggio.

Sulla specializzata non stento a crederci.
Soprattutto se intesa come "manodopera veramente capace di fare ciò per cui manda il CV". Succede anche in Italia come scritto da altri ma ovunque nel mondo.
Poi ti ritrovi grosse aziende che da anni fanno solo prototipazione che propinano realizzazioni a peso d'oro e con un livello di cura e precisione che "con 30.000lire il mio falegname lo faceva meglio".
Sicuramente la semplicità e routine della realizzazione telai favorirà lo stabilimento in Romania.
 

albatros_la

Biker assatanatus
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Bisogna contestualizzare ciò che si lette. Da molti commenti sembra che nessuno producesse biciclette in Europa prima d'ora. Ora Decathlon apre uno stabilimento in Romania e cambia tutto.
La realtà è diversa e ce lo dicono le statistiche (fonte Eurostat). Nel 2019 in Europa il Portogallo è stato il maggior produttore di biciclette (2.7 milioni di bici); l'Italia è al secondo posto con 2.1 milioni. Poi Germania (1.5 milioni), Polonia (0.9 milioni) e Paesi Bassi (0.7 milioni). I primi cinque Paesi produttori di cui sopra rappresentano il 70% della produzione totale di biciclette dell'UE, e tra di essi l'Italia è il maggior esportatore. Chi dice che non si producono bici in Italia si sbaglia, così come chi pensa che non se ne producano più in Europa. Semplicemente non sono per la stragrande maggioranza le bici su cui posate il sedere per andar per boschi. D'altronde, per quanto Decathlon faccia ottime bici per il prezzo che hanno, un po' in tutte le fasce di prezzo, non sono certo la maggioranza nemmeno qui sul forum, pertanto relativamente pochi utenti del forum vedranno la loro bici venire da quello stabilimento. Con quello stabilimento, la Romania sicuramente scalerà la classifica di cui sopra, ma probabilmente non arriverà ai livelli produttivi italiani o portoghesi quanto a numeri. Certo sarebbe stato bello veder nascere quello stabilimento entro i nostri confini... ma il costo della manodopera rumena è molto più basso di quello italiano. Non è una colpa né nostra né loro, sia chiaro.
 
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Tc70

Entomobiker
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Picola ma carattarastica...
Non è una colpa né nostra né loro, sia chiaro.
Infatti, la colpa è di chi delocalizza, per aver più margine di profitto...non so se i francesi che han perso lavoro di recente ne saranno tanto entusiasti...idem i romeni, quando Deca ( per dir un nome, ma potrebbe essere un altro), si sposterà di nuovo in altri lidi più vantaggiosi...e in tutto questo, la politica che fa? Tace...
 

mcpelo68

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na Fury inferis , na Aspis damnatio , HellBoy
Infatti, la colpa è di chi delocalizza, per aver più margine di profitto...non so se i francesi che han perso lavoro di recente ne saranno tanto entusiasti...idem i romeni, quando Deca ( per dir un nome, ma potrebbe essere un altro), si sposterà di nuovo in altri lidi più vantaggiosi...e in tutto questo, la politica che fa? Tace...
a ma intanto bisogna esser felici che son in europa! :maremmac:
pare che i francesi si alzeranno mezzora prima x andar a lavorar in romania..:smile::smile:
 

Tc70

Entomobiker
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Picola ma carattarastica...
a ma intanto bisogna esser felici che son in europa! :maremmac:
pare che i francesi si alzeranno mezzora prima x andar a lavorar in romania..:smile::smile:
Ah si piuttosto che in Africa o in India...meglio zona eur, si risparmiano le spese di trasporto...guadagnare il più possibile alla fine...
Pensa le romene qui da noi che invece gli tocca a andar a dormir sempre tardi dopolavoro... :mrgreen:
 
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orso2020

Biker etrusco
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etruria
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una front e una gravel
Decathlon produce in Italia, precisamente a dronero (cn), tramite Telai Olagnero, circa 1 milione di biciclette all’anno per il mercato europeo. Numero analogo in Portogallo.
In Romania c’è già produzione, verrà ampliata perché il costo del lavoro è di 1/3 di quello italiano
Replico al tuo intervento ma parlo in generale...cosa intendete per costo del lavoro?
 

albatros_la

Biker assatanatus
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Replico al tuo intervento ma parlo in generale...cosa intendete per costo del lavoro?
Google (o wikipedia), is your friend. Somma di:
  1. stipendio netto
  2. contributi previdenziali a carico del dipendente (es. contributi INPS)
  3. imposte a carico del dipendente (IRPEF)
  4. contributi a carico dell'impresa (es. contributi INPS non a carico del dipendente, contributi INAIL e TFR)
  5. Costi intermedi connessi al lavoro (es. costi per la formazione del personale)
È facile immaginare che tutte queste componenti siano molto più basse in Romania che in altri Paesi europei. Immaginare è però soggettivo, quindi meglio i numeri, sempre di Eurostat. Qui si può evincere che come costo del lavoro in zona UE soltanto la Bulgaria è inferiore alla Romania. La cosa andrebbe valutata nel settore di cui si parla, ma il costo medio è comunque un buon metro di confronto. Tra Italia a Romania parliamo quasi di 3.75 volte tanto. Ogni Stato ha poi le sue "particolarità"; l'Italia ad esempio è abbastanza divisa in due: al Sud il costo del lavoro è del 30 % più basso rispetto al Nord (fonte).
 
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