[FOTO] in azione delle nostre enduro/AM, parte quinta

 

miciolo

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GROSTE' (DOLOMITI DI BRENTA -TN)

Alla nostra breve trasferta in Trentino si aggrega Paolino, desideroso di percorrere quello che considero uno dei giri + belli che si possano fare in Val Rendena e dintorni. Le vedute sono superlative, le discese tecniche il giusto, asfalto quasi zero e c'è la giusta dose di bici a spinta/in spalla.

Visto il nostro stato di forma partiamo da S.Antonio di Mavignola rinunciando al bel sentiero che si fa sulla via del ritorno scendendo a Pinzolo ma risparmiandoci anche 300 mt D+. Niente di difficile, ma preferiamo spendere il tempo risparmiato x qualche foto sulle placche del Grostè.

La salita sino a Madonna di Campiglio è sulla solita sterrata e la successiva risalita a Campo Carlo Magno non è sul Sentiero delle Grotte in quanto chiuso x lavori (era già chiuso a giugno).

La salita al Rifugio Graffer invece non si è assolutamente spianata ed ha sempre il suo perchè:



Passato il Rifugio Graffer, percorriamo la sterrata che s'inerpica verso il Rifugio Stoppani con pendenze importanti che ci obbligano a spingere la bici in alcuni tratti:



spingere x spingere decido di salire sulla pista da sci;
non fatelo!! :soffriba:



Al Passo Grostè:



e fin qui arriva la massa. Da adesso in poi spariscono sia mtb che e-mtb.

Dal Passo del Grostè facciamo l'anellino che ci obbliga a spingere le bici ma ci regala vedute straordinarie.
...siamo venuti qui proprio x questo!!



le placche rocciose che ci ricordano un paesaggio lunare sono sempre lì:





Non è vero che si spinge solamente, diversi tratti si fanno pedalando:



al cospetto di Cima Grostè:





il sentiero passa anche su diversi crepacci che si aprono all'improvviso tra le placche di roccia:





e siamo al punto dove si inizia a rientrare verso il Rifugio Graffer:



sempre con la massima attenzione percorriamo le placche:











brevi tratti gradonati ci obbligano a fare due passi a piedi:





Il sentiero verso il Graffer è splendido:





Al Rifugio Graffer plachiamo la delusione per non aver trovato le salamelle con tre mattoni di torta che ci danno la giusta energia x affrontare la bella discesa.
Discesa con tornanti, gradoni, tecnica al punto giusto. Ricordo x la cronaca che all'inizio del sentiero c'è però un bel cartello con obbligo di bici a spinta:



la parete della Corna Rossa davanti a Paolino:







Arriviamo in Vallesinella, dove i sentieri diventano flow (o quasi):



...e per finire, ....visto che siamo in settembre :omertà:

una 'sciutta ai funghi ci salta fuori :yeah!::yeah!:

 

miciolo

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ALPI APUANE (LU)

E' già da un po' di tempo che con Ila si parla delle Alpi Apuane come possibile meta di una nostra prossima escursione, ma a causa delle due ore e passa di auto da Piacenza abbiamo sempre desistito.
In questo week end invece decidiamo di spostarci in zona Forte dei Marmi già dal venerdì sera x essere belli pronti x il sabato mattina.
Sull'Autostrada della Cisa nuvoloni carichi di pioggia ci accompagnano con numerosi lampi all'orizzonte ma le previsioni meteo x il sabato sembrano OK: freddo ma sereno.
Sabato mattina infatti non c'è una nuvola e ci spostiamo in auto a Terrinca, il + antico borgo della Versilia da dove parte un itinerario postato recentemente da @lazzadielle .

Scaldiamo i motori su una salita asfaltata che non ci impensierisce:



Raggiunto il Passo della Croce, la strada diventa sterrata ed a causa della pendenza e del fondo smosso iniziamo a spingere sino ad imboccare il sentiero denominato Retrocorchia.
Anche su questo sentiero sono + i tratti con bici al fianco, anche in discesa, che quelli pedalati.
Più si scende verso il Rifugio Del Freo e più si riesce a stare in sella:



Dietro a Ila l'imponente Pania della Croce:



tratto su roccia prima del Rifugio:



il Rifugio Del Freo:





dal Rifugio bel tratto in discesa misto single trail/mulattiera in boschi di faggio e castagno dove si alternano tratti flow con qualche bel passaggio su roccia:











arriviamo al bel borgo di Isola Santa:



da qui in leggera salita percorriamo la Provinciale sino ad una cava di marmo dismessa che visitiamo:









Lasciamo il tratto asfalto ed imbocchiamo il sentiero CAI 10 in direzione Foce del Fordazzani alternando tratti a spinta a tratti dove si riesce anche a pedalare.
Qui incontriamo @gaddo con cui condividiamo questo ultimo tratto:





Dopo la foto con gaddo termina la salita e ci prepariamo x affrontare la bella discesa, tutta su single track sino a Terrinca:









Pur non raggiungendo altitudini elevate è un giro da non sottovalutare, x diversi tratti in salita si spinge (non sarebbe una traccia del Lazza altrimenti) e le discese sono belle croccanti.

Ci torneremo senz'altro, soprattutto x cercare di conquistare una cima che in questo itinerario è mancata.

Grazie a @lazzadielle x la traccia ed al @gaddo x la compagnia e i consigli sulla zona. :celopiùg:
 

miciolo

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PRESOLANA (BG)

Breve trasferta in giornata nella Bergamasca alla scoperta dei sentieri al cospetto della Presolana che, con i suoi 2.521 mt, esercita un'attrazione magnetica su escursionisti & co.
....e anche noi non siamo da meno.

Nei giorni precedenti, grazie ai suggerimenti di @Herman65 , abbiamo costruito una traccia dal kilometraggio molto breve, circa 20 km ma moooolto intensa.

Lo start è da Rusio (921 mt.), appena sopra a Castione della Presolana dove, seguendo la dura Via del Latte, guadagniamo quota in una manciata di km.

Breve sosta alla pozza di malga di Campo (1580 mt.):





la sterrata/cementata lascia il posto al sentiero che ci conduce a Passo Olone (1850 mt.):



Dietro a Ila le Cime di Bares:



e dall'altra parte la nostra meta:



Breve ma intensa discesa verso il Rifugio Olmo (1819 mt.):



Un po' a spinta, un po' a spalla raggiungiamo l'affollato Passo degli Agnelli (1950 mt) dal quale, dopo un breve tratto a spinta, riusciamo a pedalare:







Raggiungiamo il Signore dei ghiaioni (2000 mt.):







Scendiamo sul bellissimo traverso:







ed ora il tratto + duro del giro:









E anche il Passo di Pozzera (2126 mt.) è raggiunto:



altro bel traverso:









ultime fatiche x aggirare lo sperone che ci porta alla Grotta dei pagani (2224 mt.):





L'ultimo tratto lo si pedala anche!!:



Intanto che Ila sale sulla via normale a visitare la grotta superiore il meteo cambia repentinamente e ci troviamo nelle nuvole:



Panino al volo e via, giù x il ghiaione:





Arriviamo alla Cappella Savina (2085 mt.) ed al successivo Bivacco Clusone (2050 mt):



Ora svoltiamo a destra x scendere nella Valle dell'ombra, discesa molto complicata con parecchi tratti non ciclabili forse dovuti all'erosione delle ultime piogge:



Arrivati al Rifugio Cassinelli (1568 mt.) imbocchiamo il sentiero con indicazione Cornetto che, con diversi tornanti ed alternando tratti nel bosco a tratti aperti, ci porta a valle:



Arriviamo al parcheggio di Rusio dopo 9 ore; tra foto, tratti con bici in spalla, visita Grotte, sentieri interrotti ce la siamo presi veramente comoda.
.....ma a noi va bene così!!! :}}}:
 

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GALBIGA-TREMEZZO-B.DI NAVA (CO)

Altra trasferta in terra lombarda, non + ciclopirlistica come quella della settimana scorsa in Presolana ma molto ma molto panoramica.

Siamo sul Lago Como dove lasciamo l'auto ad Argegno (210 mt); 5 minuti di funicolare e voilà siamo a Pigra (881 mt) evitando così + di 600 mt di dislivello di palloso asfalto.

La salita sino al Rifugio Venini (mt 1576 mt) è tranquilla su asfalto con pendenze che non ci impensieriscono.

Ora inizia il giro con la risalita al Monte Galbiga ( 1698 mt) primo delle tre cime in programma oggi che, metro + metro -, hanno tutte la stessa altezza.



bella veduta sul sottostante Lago di Lugano:



e sulle cime imbiancate oltre il Lago di Como:



discesa freeride verso il Rifugio Venini:





Raggiunto il Rifugio brevissimo tratto sulla panoramica sterrata e poi altra breve risalita sul Monte di Tremezzo (mt 1700 mt) da cui si gode di una ampia veduta:



grazie a @NONNOALDO e gianfranco (biker incontrati in funivia e poi sul Tremezzo) x le due foto successive:





...che crinale!!!









Arriviamo anche sul Monte Crocione ( 1641 mt) ma, vuoi perchè ampiamente visto nelle volte scorse vuoi x gli assembramenti di escursionisti, abbandoniamo subito.

Altra bella discesa freeride sulla traccia che dall'Alpe di Tremezzo ti catapulta al sentiero sottostante:



alcuni tratti sono belli ripidi e con erba scivolosa.



Ora inizia un sentiero fatto di lunghi tratti rettilinei raccordati da tornanti che degrada dolcemente con vista mozzafiato sul Lago di Como:





Scendendo incontriamo diversi tagli un po' + tecnici ma nulla rispetto a quello che dovremo affrontare sul sentiero delle Bocchette di Nava (848 mt):

sentiero stretto, esposto dove in alcuni punti non c'è margine d'errore e purtroppo trovato anche molto scavato.
Diversi tratti fatti a piedi ma con vedute super!!!







Ritroviamo la civiltà a Griante; ora ci restano circa 10 km di asfalto sulla pericolosa statale x arrivare ad Argegno dove abbiamo l'auto. Ci bastano poche centinaia di metri percorsi e qualche pelo delle auto e delle moto in sorpasso x farci abbandonare la "comoda" statale x una + faticosa ma tranquilla "Green Way del lago di Como".

Credo sia molto + pericoloso un km di Statale che la discesa dalle Bocchette di Nava; i veri eroi sono gli stradisti che non so come facciano a divertirsi pur rischiando la pelle ad ogni curva.....

Con continui su e giù passiamo in angoli nascosti molto caratteristici:





Ad Argegno tappa obbligata.....



In una giornata dove alle quote + alte neve e fango la fanno da padrone questo itinerario ci ha permesso di trovare sentieri perfettamente asciutti e ciclabili (discorso a parte il trail delle Bocchette di Nava dove su alcuni passaggi devi avere un bel pelo x portarli a casa!!).
...ma come sempre, a noi va bene così!! :}}}: