Report Esci mai dalla tua comfort zone?

ant

Biker velocissimus
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Tra i due laghi e il Moncuni
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Santa Cruz HT "Orangina" - KTM Scarp prestige "scarpetta"
Cmq tutti questi discorsi sulla prudenza, l'età e tutto il resto mi hanno fatto andare più piano del solito oggi. Non ho ancora guardato Strava ma penso di essere nell' "uncinetto zone" altro che comfort....
 
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alexzof

Biker tremendus
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Codroipo
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Sono sempre stato spericolato,ho fatto minicross (iniziato a 7 anni con le gare),motocross da grande,sci,ho iniziato a 5 anni e la prima discesa era sempre fatta solo per studiare i punti dove saltare,poi crescendo mi sono calmato.
Da 2 anni vado in MTB e esco dalla mia comfort zone solo in salita ,in discesa complice la scarsa tecnica e la paura di farmi male(la signora Iva Partita è fetente),scendo sempre con moooolta prudenza anche se vorrei rischiare di più.
 

tylerdurden71

Biker tremendus
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Udine
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Si, volutamente... è l'unico modo per migliorare, anche se a volte ci si fa la bua! Nei limiti del possibile si sceglie una giornata "si" e situazioni che non portino, in caso le cose vadano male, a rischiare la buccia.
 

gattobastardo

Biker superioris
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...il comune dei "prati lunghi"
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nukeproof dissent mullet/lapierre spicy fit 8.0 mullet, dirt, bmx, bdc
Io semplicemente la vivo in maniera più meccanica: se è allenamento, la comfort zone non esiste, si è sempre un pelo più in là, soprattutto per la discesa essendo io un discesista, anche se non tralascio assolutamente la salita
Se invece è un'uscita di svago raramente mi spingo oltre e mi godo il giro, ovviamente la discesa diventa un momento in cui girare a fare il pirla al 99% delle proprie possibilità, proprio perchè mi sono abituato ad allenarmi sempre un filino oltre il mio limite.
 
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ANDREAMASE

Biker meravigliosus
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vicenza
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una da strada, una no e una via di mezzo...
Ma anche no... :wink:
Il problema è riuscire a farlo però, con le mani è più fattibile ecco, non siamo ancora evoluti a sufficienza suppongo.
Vediamo se qualche esperto più evoluto di noi sa darci delucidazioni sulla spinosa questione.
occhio che arriva un tutorial, con foto e video!!!

:omertà::paur:
:via!:
 

MrGuado

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Sarre (AO)
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La mia comfort zone è una zona impegnativa sull'immediato, ma non tanto da macchiare il ricordo con brutte sensazioni. Nella pratica non ho tutto questo stile, e ogni tanto sconfino :-( .
 
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gattobastardo

Biker superioris
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...il comune dei "prati lunghi"
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...che poi ognuno intende la comfort zone a modo suo
Faccio un' esempio su di me; il sabato e la domenica per me uscire dalla comfort zone vuol dire salire con buon ritmo in vetta e poi senza riprendermi più di tanto, scannare le discese, per tenere alta la lucidità nonostante la fatica e tecnicamente cercare di restare preciso, efficace, veloce; oppure cercare un sentiero particolarmente viscido dopo piovuto, per imparare a girare anche dove proprio non mi piace mettere le ruote!
In settimana quando mi alleno in bike, uscire dalla comfort zone vuol dire uscire in mtb dopo le 17 a 2-3°c faretto in testa e fare ripetute su asfalto e discese su sterrato
Mentre se mi alleno in casa con i pesi, andare oltre, vuol dire ad inizio serie squat, burrare sulla fiducia altri 4kg sul bilanciere e non piegarsi alla fatica all'ottava serie
...per alcuni miei vecchi amici, uscire dalla comfort zone voleva dire percorrere seppur piano, sentieri particolarmente esposti senza scendere dalla bici.
Direi che la questione comfort zone è ampiamente soggettiva
 
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Andrea80bz

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Io interpreto la "comfort zone" per lo più in riferimento alla prestazione come numero di km, dislivelli e intensità. L'elemento del rischio a mio modo di vedere non ha molto senso come parametro in riferimento a una attività ricreativa. Ad esempio anni fa ho fatto scialpinismo (adesso non più) e francamente rischiare ogni volta di restare sotto una valanga per raggiungere vette che in estate raggiungi a piedi non mi sembrava una cosa molto sensata, anzi mi sembrava uno sfizio più che uno sport. Poi ho fatto anche un po' di downhill in bici, e anche lì dopo un po' non coglievo il senso della cosa, cioè i rischi diventavano comunque rilevanti in proporzione all'elemento ricreativo della attività.
 
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ant

Biker velocissimus
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Faccio un'altra considerazione: oltre la comfort zone si fa didattica, ma è veramente divertente?

Io il massimo del divertimento (in discesa) ce l'ho diciamo un 10/20% sotto il mio limite, dove le difficoltà scorrono sotto le ruote ma sei "nel tuo" al 100%, e quindi giochi con le difficoltà e molli i freni, invece di stringere i denti e sperare di passare indenne quel passaggio maledetto.

Poi ovvio se stai sempre lì non migliori mai, ma l'esercizio di miglioramento per me è necessario ma non particolarmente divertente.
 

fabrigiramondo

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Ma sì sono d'accordo con te, un concetto abbastanza stupido che vuole distogliere l'attenzione da altri fattori.
Parola chic ma che serve a nulla.

In alpinismo non esiste la confort zone.

Sinceramente...non ho una "confort zone"...non ci ho mai pensato.
Faccio quello che mi sento di fare...da solo o in compagnia, in salita o in discesa.
Di certo se sono molto stanco o la compagnia non mi piace o il passaggio non mi convince...non mi "allargo" più di tanto, non devo dimostrare nulla a nessuno.
Se invece mi sento in palla, cerco di fare il più possibile nel miglior modo possibile, basta che sono contento nel farlo... ;-)
 

fabrigiramondo

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Ma sì sono d'accordo con te, un concetto abbastanza stupido che vuole distogliere l'attenzione da altri fattori.
Parola chic ma che serve a nulla.

In alpinismo non esiste la confort zone.

Sinceramente...non ho una "confort zone"...non ci ho mai pensato.
Faccio quello che mi sento di fare...da solo o in compagnia, in salita o in discesa.
Di certo se sono molto stanco o la compagnia non mi piace o il passaggio non mi convince...non mi "allargo" più di tanto, non devo dimostrare nulla a nessuno.
Se invece mi sento in palla, cerco di fare il più possibile nel miglior modo possibile, basta che sono contento nel farlo... ;-)
 

Gianz

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Valdagno (VI)
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In alpinismo non esiste la confort zone.
Krakauer parla di "mediocrità alpinistica" dopo una certa età.

C'è un simpatico passaggio che spiega bene il concetto di comfort zone in alpinismo in uno dei suoi racconti.

"Una delle differenze fra noi era che lui desiderava da morire scalare l'Eiger, mentre io desideravo da morire avere scalato l'Eiger. Marc, capite, è in quell'età in cui la ghiandola pituitaria secerne in abbondanza gli ormoni che mascherano le emozioni più sottili come la paura. Ha la tendenza a confondere con il puro divertimento cose come le scalate dove ci si gioca l'osso del collo."
 

Andrea80bz

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Bolzano
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in merito all'alpinismo ci sono vari alpinisti importanti (tra cui anche messner) che sostengono che l'alpinismo non sia uno sport. e secondo me è così: laddove il rischio è così sproporzionato rispetto all'aspetto ludico/ricreativo non si può più parlare di sport indipendentemente dal notevole impegno fisico richiesto.
 

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