energia nucleare

riotastro

Biker tremendus
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senza fissa dimora (barbone)
"il fuoco del 2000" ti consiglio di leggerlo e capirai meglio il nucleare, pro e contro.
Sul fatto che il futuro sia il nucleare non ci son dubbi, questo in ragione del fatto che uranio e plutonio sono tra gli elementi che hanno più energia, quindi e senza dubbio la prossima fonte di energia.
Il fuco da 6000 anni a questa parte è stato ed è la nostra fonte di approvigionamento di energia. Con gli anni ci siamo evoluti ed abbiamo raffinato le tecniche di produzione di energia, sempre attraverso il fuoco, prodotto sfruttando principalmente gas&carbone.
Da meno di 60 anni abbiamo scoperto il nucleare.
Oggi il nucleare effettivamente è pericoloso, ma, con i giusti accorgimenti, gestibile e sfruttabile.
Essendo "solo" da 60anni a disposizione, conoscenze e tecniche di sfruttamento sono ancora primitive e il NON conosciuto, tantissimo.
Il problema primo (ed unico) del nucleare ogi è ke non si riesce a sfruttare al 100% (completamente) tutto il suo potenziale energetico, le centrali producono delle scorie radiottiva, cioè prodotto ancora "carico" di energia che dobbiamo buttare (stipare in appositi depositi) poichè ancora non siamo in grado di utilizzarlo.
Solo investimenti e ricerca potranno produrre una tecnologia in grado di sfruttare uranio e plutonio al 100% eliminando completamente le "scorie".
Il futuro è senz'altro questo anke perchè l'uranio è presente in bassissime % ovunque (mentre poche sono le miniere in cui è in altra concentrazione), nel mare è allo 0,001%. Se si potesse sfruttare già solo quello contenuto in mare avremmo risolto parecchi problemi.
Oggi è prematuro giudicare una tecnologia tra le più nuove il cui lo stodio è appena agli inizi.
I francesi, leader nella produzione ed impiego del nucleare, sono già alla 4° gnerazione di centrali. la centrale di Superphoenix è in grado di riutilizzare ed impiega le scorie delle centrali di 1-3°generazione, in questo modo rimpiega le scorie e le sfrutta ancora. Anche Superphoenix produce scorie, ma in quantità minore e con carica radiottiva inferiore.
Il nucleare è di fatto pulito perchè non c'è combustione, dalla ciminiera esce vapore acqueo, no gas di combustione.
Le centrali a carbone e gas producono tonnellate di polveri altamente cancerogene. In particolare le centrali a carbone sono dei produttori di cancro perchè il carbone non è mai puro, contiene moltissimi elementi cancerogeni che nella combustione sono resi polvere altamente sottile e volatile (ti ricordo il principio fisico che più è alta la temperatura di combusionte, più sono piccole le ceneri. L'uranio è anche contenuto in basse % nel carbone, si calcola che tutte le centrali a carbone esistente disperdano polvere d'uranio nell'aria in quantità pari a quanto sprigionato da cernobyl, la differenza è che essendo sparpagliate x il mondo, il problema è minimo e non cnsiderato rischio.
Concludo che per me il futuro è nucleare, energia pulita senza emissione nocive, la mia speranza è che si invsta in ricerca x arrivare a sfruttare tutta la radioattività del materiale eliminando quindi le scorie.
 
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sembola

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una nera e l'altra pure
Invito a non ragionare per ideologie, ma esaminando i fatti.

La catastrofe di Chernobyl fa paura, ed è comrpensibile. Meno comprensibile che non facciano altrettanta paura le migliaia e migliaia di morti all' anno causati in tutto il mondo dall' uso dei combustibili fossili.

Così come è ideologico e fuorviante parlare di "nucleare pulito". E le scorie, dove vanno? Sì, il "Superphenix", e tutti gli altri impianti?


Detto questo, trovo che il dibattito sul nucleare nel nostro paese sia molto ideologico e quindi molto poco utile. Costruire delle centrali nucleari per "diminuire la dipendenza energetica" è una bufala, visto che l'uranio è come il petrolio, in Italia non ce n'è (e infatti una delle ragioni dei reattori autofertilizzanti era proprio diminuire la dipendenza dall' uranio). Senza contare che nei vent'anni di attesa va fatto comunque qualcos'altro. Ma l'ostacolo più grosso è quello economico: oggi non c'è nessuna azienda privata che può avere l'interesse per costruirle, visti i prezzi del petrolio, nè possono farlo gli stati europei per via delle regole sulla concorrenza.
 

bikerciuc

Biker infernalis
mah...

quando ci fu il referendum io votai a favore del nucleare e credo ancora che mantenere funzionali fino a fine esercizio le centrali che avevamo sarebbe stata una bella idea che ci avrebbe perlomeno consentito di evitare la "farsa" di acquistare energia elettrica prodotta con il nucleare dalla Francia...
E' prevalsa la logica del "not in my backyard", benissimo ma qui da noi il nostro "backyard" sono i dintorni di Grenoble dove c'è la Superphenix francese.

la questione del nostro rilancio nucleare mi fa appena ridere...i governi non riescono a far passare un treno in una valle e vogliono fare le centrali nucleari...

le stime (almeno talune stime dato che le '73 pronosticarono che il petrolio sarebbe finito di lì a 10 anni e ancora il mondo gira grazie a questo) dicono che l'uranio potrà coprire il fabbisogno mondiale per i prossimi 60 anni...

le scorie dello smantellamento della "Enrico Fermi" di Trino Vercellese stanno dietro un trincerone di terra e sotto una tettoia a due passi dalla Dora Baltea...e lo smantellamento ci è costato millemilanonsonemmenoiocosa...le scorie intanto stanno lì in via provvisoria ed egualmente in attesa che qualche governo individui un "sito definitivo di stoccaggio"... santodio... mettetelo dove volete ma solo ..."not in my backyard"... ancora una volta...intanto sono ufficialmente in sicurezza però le amministrazioni coinvolte ricevono cifre importanti per 'indennizzare il rischio' e per effettuare screening clinici sull'incidenza dei tumori alla tiroide che colà paiono particolarmente 'efficienti'...

ripartire con un programma nucleare adesso è come voler chiudere la stalla dopo che son scappati i buoi...

chi ce la presenta rose&fiori ha forse anche delle ragioni valide che non mi sento di criticare a priori, ma bisogna anche tener conto che i costi elevati (leggasi interessi economici) di tutto il ciclo di funzionamento/rifornimento/smaltimento della centrale nucleare non sarebbero affatto garantiti da una "gestione" allegra e spregiudicata che è ben radicata nella mentalità del Paese... e talvolta finisce che uno stadio che doveva costare 100 alla fine costa 100.000 e che il bidone sfugga in mare, in una cava abbandonata, in un magazzino anonimo alla periferia di una grande città o magari dentro un 'siluro penetratore' da spedire chessò ...ai somali...?
 
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riotastro

Biker tremendus
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senza fissa dimora (barbone)
Invito a non ragionare per ideologie......
Sembola, come nn darti torto.
Chernobyl è stato un disastro, un incidente voluto e causato dalla stupidità umana: un dirigente (dirigente per nepotismo, sappiam bene come era il sistema sovietico di assegnazione cariche), senza alcuna conoscenza tecnica ha voluto eseguire un test di sicurezza escludendo, uno ad uno i vari sistemi di raffreddamento del nocciolo....astutamente le ha escluse tutte le protezioni, il nocciola ha fuso.
Un simile incidente è capitato anche in Usa nella centrale di Tree Miles, nocciolo surriscaldato, ma il personale, preparato, ha gestito la situazione senza arrivare alla fusione.
Certo il nucleare è pericoloso ma se gestito con scenza e coscienza il rischio e riducibile al minimo.
Un dato di fatto è che nel futuro i fattori di:
- aumento richiesta energia
- riduzione delle disponibilità del combustibile fossile
porteranno il nucleare ad essere il "fuoco del 2000".

Superphenix non è una centrale pulita perchè produce comunque scorie, meno rispetto alle altre ma sempre scorie radiottive da stipare in appositi depositi per qualche centinaio d'anni.
Superphenix è attualmente l'impianto più evoluto, la strada da seguire. Ripeto, in 60anni siamo ancora ai primordi di una tecnologia dall'altissima resa (uranio e plutonio sono tra gli elementi da cui è possibile trarre maggior energia), la speranza è di trovare un sistema che possa "bruciare" completamente il materiale radioattivo o riutilizzare le scorie fino al completo esaurimento della loro carica.

L'Italia, da sempre nota per l'acume della propria classe politica, sta realizzando nella penisola balcanica due centrali nucleari. Tralasciando le realtà in cui cresceranno queste centrali, il nocciolo del problema e di cui nessun TG parla, è che secondo le norme dell' IAEA (Ente Internazionale dell'energia atomica) le scorie radiottaive devono tornare nel paese proprietario dell'impianto, cioè in Italia.
 
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samuelgol

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Senza entrare troppo nello specifico della questione per la quale ci sono certamente risvolti positivi e criticità negative, penso sarebbe meglio sviluppare come fonti di energia alternativa, quelle certamente rinnovabili ed illimitate, vale a dire l'eolico e l'energia solare. Illimitate e non inquinanti. Mi sfugge francamente la ragione della sostanziale inerzia in tal senso. Ok certamente interessi economici che si intersecano come sempre con interessi politici e giochi di potere, ma in teoria dovrebbero esserci anche contro-interessi economici ad accaparrarsi una consistente fetta di mercato interessata a queste fonti di energia ed essere quindi i primi a svilupparne in maniera veramente efficiente in fatto di quantità e qualità l'efficacia mediante strumenti eventualmente anche da brevettare.
 
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Escariot

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Lecce
Quando si parla di nucleare non bisogna sempre rifarsi ai disastri, ma bisogna capire come realmente funziona una centrale ed analizzare tutti i punti.
Io sono assolutamente contrario per diversi motivi e ve ne elenco alcuni:
1-il costo dell'uranio (che è giusto un tantinello più alto di un barile di greggio)
2-il raffreddamento della centrale (in Italia non abbiamo acqua a sufficienza per rafffreddare l'uranio)
3-la quantità di uranio presente sul nostro pianeta ed "estraibile" è minore della richiesta, se mettessimo le centrali in Italia non solo il prezzo dell'uranio aumenterebbe ma non ce ne sarebbe neanche abbastanza
4-In Italia non ci sono zone non soggette a scosse sismiche, anche se -come Lecce- non ci sono faglie i terremoti si sentono di riflesso.
5-Non siamo capaci di gestire i rifiuti normali, figurati le scorie
6-alimenterebbe il business della "mano nera" (altresì detta "criminalità organizzata")
7-Il costo della realizzazione di una centrale nucleare con tutti i crismi è altissimo, allo stesso prezzo si possono realizzare 100 centrali fotovoltaiche e un migliaio di centrali eoliche
6-si costruiscono case con lo sputo e la sabbia (vedi casa dello studente di l'Aquila) che usiamo noi stessi o i nostri figli, non oso immaginare cosa significherebbe un appalto per una centrale nucleare

Questi sono solo alcuni dei tanti punti che ho analizzato, nn sto qui ad elencarli tutti per non "sustiarvi". A me piacerebbe che la gente non ragionasse a "priori", ma che si mettesse a fare un po' di ricerca. Sono dell'umilissima opinione che i soldi che si investono sul nucleare si possono investire per energie alternative, l'Italia ha ogni tipo di energia naturale sfruttabile, abbiamo il mare, i fiumi, il sole, il vento, i vulcani... abbiamo tutto, perchè non sfruttarlo?
Vi sono paesi in Olanda che ora sono letteralmente utonomi energicamente, sono strutturati in modo che ogni casa sia indipendente e generi energia in quantità tale da esportarla. Il modello Olandese sfrutta il sole, sostituendo alle classiche "tegole" sui tetti dei pannellini fotovoltaici, le finestre sono con doppi vetri che sfruttano anch'esse il calore generato dal sole; i rifiuti "organici" vengono riciclati naturalmente e generano energia (tramite delle specie di vasche di decantazione naturali che non emettono odori sgradevoli grazie a delle piante particolari), ecc... Non ricordo il nome della città, ma basta fare una ricerca.
Orami tutti i paese stanno passando all'energia detta "alternativa", perchè non guardiamo al futuro pure noi?
 

bis

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Non sono a priori contro il nucleare ma concordo con Samuelgol che sarebbe ora di apporfondire le potenzialita' delle alternative gia' dette, piu', centrali ad osmosi o a correnti marine e altre che non conosco.
Peraltro fortunatemente sul solare le cose evolvono e mi auguro che nuovi materiali e tecnologie amplifichino la diffusione.
 

Billo

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Quando si parla di nucleare non bisogna sempre rifarsi ai disastri, ma bisogna capire come realmente funziona una centrale ed analizzare tutti i punti.
Io sono assolutamente contrario per diversi motivi e ve ne elenco alcuni:
1-il costo dell'uranio (che è giusto un tantinello più alto di un barile di greggio)
2-il raffreddamento della centrale (in Italia non abbiamo acqua a sufficienza per rafffreddare l'uranio)
3-la quantità di uranio presente sul nostro pianeta ed "estraibile" è minore della richiesta, se mettessimo le centrali in Italia non solo il prezzo dell'uranio aumenterebbe ma non ce ne sarebbe neanche abbastanza
4-In Italia non ci sono zone non soggette a scosse sismiche, anche se -come Lecce- non ci sono faglie i terremoti si sentono di riflesso.
5-Non siamo capaci di gestire i rifiuti normali, figurati le scorie
6-alimenterebbe il business della "mano nera" (altresì detta "criminalità organizzata")
7-Il costo della realizzazione di una centrale nucleare con tutti i crismi è altissimo, allo stesso prezzo si possono realizzare 100 centrali fotovoltaiche e un migliaio di centrali eoliche
6-si costruiscono case con lo sputo e la sabbia (vedi casa dello studente di l'Aquila) che usiamo noi stessi o i nostri figli, non oso immaginare cosa significherebbe un appalto per una centrale nucleare

Questi sono solo alcuni dei tanti punti che ho analizzato, nn sto qui ad elencarli tutti per non "sustiarvi". A me piacerebbe che la gente non ragionasse a "priori", ma che si mettesse a fare un po' di ricerca. Sono dell'umilissima opinione che i soldi che si investono sul nucleare si possono investire per energie alternative, l'Italia ha ogni tipo di energia naturale sfruttabile, abbiamo il mare, i fiumi, il sole, il vento, i vulcani... abbiamo tutto, perchè non sfruttarlo?
Vi sono paesi in Olanda che ora sono letteralmente utonomi energicamente, sono strutturati in modo che ogni casa sia indipendente e generi energia in quantità tale da esportarla. Il modello Olandese sfrutta il sole, sostituendo alle classiche "tegole" sui tetti dei pannellini fotovoltaici, le finestre sono con doppi vetri che sfruttano anch'esse il calore generato dal sole; i rifiuti "organici" vengono riciclati naturalmente e generano energia (tramite delle specie di vasche di decantazione naturali che non emettono odori sgradevoli grazie a delle piante particolari), ecc... Non ricordo il nome della città, ma basta fare una ricerca.
Orami tutti i paese stanno passando all'energia detta "alternativa", perchè non guardiamo al futuro pure noi?

perchè vale il "not in my backyard" citato in precedenza.
nessuno vuole una stesa di pannelli fotovoltaici accanto a casa o sul tetto.
pale eoliche scordatele, deturpano il paesaggio, nascerebbe subito il comitato contro le pale che blocca i lavori in nome del paesaggio etc etc.
in Italia funziona così...eh no no, non va bene...

concordo inoltre sul non citare sempre le disgrazie, visto che anche l'energia pulita che doveva portare il Vajont s'è visto che fine ha fatto.
 
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sembola

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1-il costo dell'uranio (che è giusto un tantinello più alto di un barile di greggio)
Ma che "contiene" una quantità di energia un tantinello diverso ;-)

2-il raffreddamento della centrale (in Italia non abbiamo acqua a sufficienza per rafffreddare l'uranio)
Chissa cpme facevano a Trino ad impedire che la centrale esplodesse... ;-) Non serve mica il Mississippi ;-)

3-la quantità di uranio presente sul nostro pianeta ed "estraibile" è minore della richiesta, se mettessimo le centrali in Italia non solo il prezzo dell'uranio aumenterebbe ma non ce ne sarebbe neanche abbastanza
Non è esatto. Le stime parlano di circa 60-100 anni di disponibilità, è vero che se aumenta la richiesta il presso sale ma cambiererebbero solo le stime di esaurimento, che so da 60-100 anni a 55-90.

4-In Italia non ci sono zone non soggette a scosse sismiche, anche se -come Lecce- non ci sono faglie i terremoti si sentono di riflesso.
Assolutamente errato.

5-Non siamo capaci di gestire i rifiuti normali, figurati le scorie
6-alimenterebbe il business della "mano nera" (altresì detta "criminalità organizzata")
Qui sono abbastanza d'accordo. Non abbiamo ancora neppure una discarica definitiva per il materiale radioattivo di origine ospedaliera...


7-Il costo della realizzazione di una centrale nucleare con tutti i crismi è altissimo, allo stesso prezzo si possono realizzare 100 centrali fotovoltaiche e un migliaio di centrali eoliche
Peccato che a) il rendimento non sia lo stesso b) la popolazione non vuole neppure le pale vicino a casa


Orami tutti i paese stanno passando all'energia detta "alternativa", perchè non guardiamo al futuro pure noi?
"Passare" è un termine errato, ad oggi non è possibile "passare" all' energia rinnovabile nel senso di sostuire i combustibili fossili ed il nucleare con eolico o fotovoltaico. Altra cosa è sfruttare ANCHE le fonti rinnovabili.
 
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samuelgol

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............nessuno vuole una stesa di pannelli fotovoltaici accanto a casa o sul tetto.
pale eoliche scordatele, deturpano il paesaggio, nascerebbe subito il comitato contro le pale che blocca i lavori in nome del paesaggio etc etc.
in Italia funziona così...eh no no, non va bene...........

.............la popolazione non vuole neppure le pale vicino a casa.........

Condenso questi vostri due pensieri che sono secondo me un pò il cuore del discorso (oltre ai già citati interessi economici).
La verità è che in Italia (parlo per noi perchè all'estero non so come funziona in tal senso), vogliamo il cellulare senza i ripetitori per farlo prendere, vogliamo l'energia ma senza le centrali nucleari, senza i pannelli, senza le pale, senza le dighe ecc.ecc., non vogliamo il traffico ma guai a fare ferrovie, gallerie, autostrade ecc.ecc., vogliamo le città pulite, ma nessuno vuole le discariche (peggio che peggio quelle delle scorie radioattive), vogliamo giustizia e legalità, ma al tempo stesso l'ipergarantismo che purtroppo qui da noi sfocia sovente nell'impunità (non approfondisco il mio pensiero su questo punto sennò faccio scoppiare il putiferio).....insomma vogliamo vogliamo (fare quel che ci pare e chi se ne frega degli altri), ma non vogliamo dare nulla, nè rinunciare a nulla per il bene comune, ognuno per il proprio orticello in un paese in cui i personalismi sono all'ordine del giorno dal Parlamento al condominio. Così non si va da nessuna parte.
 
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Progettazione, costruzione, manutenzione, gestione, smaltimento scorie, ammodernamento, demolizione e bonifica del sito rappresentano costi realmente improponibili riguardo al nucleare.
E questo è ampiamente documentato.
Poi ci sarebbero ulteriori costi a livello planetario conseguenti a estrazione, speculazione, smaltimento eccetera.
Il fotovoltaico funziona e funziona alla grande, pure con i costi di cui sopra accessibili e molto plausibili.
Copriamo i tetti di silicio... Altro che nucleare.
Chist'è 'o paese d' 'o sole, chist'è 'o paese d' 'o mare, chist'è 'o paese addó tutt' 'e pparole, so' doce o so' amare, so' sempe parole d'ammore!
:smile:
La ricerca dovrebbe muoversi verso il perfezionamento degli accumulatori.
L'eolico... Bene, invece di disperderlo il mille siti, individuiamo delle aree vocate e facciamo progettare gli impianti a Piano, Gehri o Calatrava... Chissà che non escano fuori opere d'arte.

Non va analizzato il problema in base ad un approccio ideologico?
Che vuol dire?
Alla luce di cosa si analizza un problema se non in primis secondo etica...
E l'ideologia non dovrebbe rifarsi all'etica ed alla morale? Altrimenti trattasi di opportunismo dell'ultimora.
Forse non ci siamo più abituati, ma io non riesco ad affrontare un argomento se prima non ne ho capiti, secondo le mie modeste capacità, proprio i risvolti etici e morali.
La tecnica, la convenienza, il pragmatismo, la confusione isterica dei dati pro e contro vengono dopo... Sempre secondo me!
Non dico che l'inversione di tendenza non sia faticosa, ma dobbiamo faticare solo per far godere altri?
 
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sembola

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Non va analizzato il problema in base ad un approccio ideologico?
Che vuol dire?
Alla luce di cosa si analizza un problema se non in primis secondo etica...
E l'ideologia non dovrebbe rifarsi all'etica ed alla morale? Altrimenti trattasi di opportunismo dell'ultimora.
Forse non ci siamo più abituati, ma io non riesco ad affrontare un argomento se prima non ne ho capiti, secondo le mie modeste capacità, proprio i risvolti etici e morali.
La tecnica, la convenienza, il pragmatismo, la confusione isterica dei dati pro e contro vengono dopo... Sempre secondo me!

Se vuoi risolvere un problema tecnologico ed economico con l'ideologia fai pure. Chi ci ha provato finora ci si è fatto molto male.

Perchè il problema prima che "etico" è tecnologico ed economico.

Prendiamo il fotovoltaico, che è sicuramente una delle fonti rinnovabili da tenere in considerazione: attualmente ha dei costi insostenibili, nel senso che la produzione di energia non è economica, se prendi il costo di installazione e sottrai il valore dell' energia prodotta a fine vita utile dell' impianto sei sempre sotto. Infatti l'unica zona d'Italia dove il fotovoltaico è diffuso è l'Alto Adige, dove la Provincia Autonoma ha abbondantemente finanziato gli impianti.
E' chiaro che occorre guardare avanti in prospettiva: sarebbe un errore pensare che non se ne potrà mai fare nulla perchè attualmente la tecnologia non consente di più, com'è un errore proclamare il contrario.

Allo stesso modo discutere di centrali nucleari come antidoto alla dipendenza dall' estero è un argomento ideologico, visto che l'uranio non ce l'abbiamo e dovremmo importarlo: ma quand'anche fosse, il problema permarrebbe almeno per vent'anni... senza contare che sono curioso di sapere chi ci metterebbe i soldi (e ce ne vogliono tanti, ma proprio tanti....)

Per approccio non ideologico intendo proprio questo, partire dai fatti e non dai desideri, per quanto piacevoli questi possano essere.
 

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finchè lo stato non va incontro al cittadino, con sostanziosi bonus per la riqualificazione edilizia (doppi vetri-pannelli fotovoltaici sul tetto etc), nessuno sarà mai incentivato a migliorarsi, visto che in questo momento "la coperta è corta", i soldi son pochi e comunque in pochi intendono investirli a lungo termine (perchè comunque anche il fotovoltaioco rende a lungo termine).
e se il miglioramento non parte dal basso, dubito che ci troveremo pronti quando un litro di benzina costerà 10 euro.
 

sembola

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finchè lo stato non va incontro al cittadino, con sostanziosi bonus per la riqualificazione edilizia (doppi vetri-pannelli fotovoltaici sul tetto etc), nessuno sarà mai incentivato a migliorarsi, visto che in questo momento "la coperta è corta", i soldi son pochi e comunque in pochi intendono investirli a lungo termine (perchè comunque anche il fotovoltaioco rende a lungo termine).
e se il miglioramento non parte dal basso, dubito che ci troveremo pronti quando un litro di benzina costerà 10 euro.

Esattamente.

Quando parlo di problema anche economico è proprio questo che intendo dire. Per abbattere le dispersioni di energia servono investimenti che costano e che pochi sono disposti a pagare, nè direttamente nè attraverso le tasse. Ed il risparmio è il settore dove c'è attualmente più margine.
 

bikerciuc

Biker infernalis
in linea di principio io incoraggerei la produzione autonoma e diffusa di energia elettrica da fonti rinnovabili...

ci sono piccoli insediamenti che con una altrettanto piccola centralina idroelettrica (che non richiede grandi e costosissime dighe) potrebbero sopperire ad una buona parte (se non all'intero) fabbisogno elettrico...

altri potrebbero utilizzare una pala eolica, altri situati in zone meno vantaggiose sotto i profili descritti,delle piccole centrali di cogenerazione...

occorrerebbe anche che lo Stato prendesse in seria considerazione che se la produzione di energia è davvero un problema serio allora necessita di soluzioni serie...non di pochi eurini di incentivo se mi pago da solo un tetto fotovoltaico che ne costa parecchie migliaia...occorrerebbe alla stessa stegua che il comune non mi scassasse i "cabbasisi" se voglio installare pannelli a suo avviso antiestetici (fotovoltaico+termico) dicendo che mal si sposano persino con taluni contesti rurali (tralascio il discorso delicato dei centri storici)...

Sembola ha ragione, il trentino ha finanziato (con una quota dei nostri soldi aggiungo io) e i risultati si vedono... se è Italia tutta dobbiamo poter avere tutti le stesse basi di partenza... credo sia un punto di vista democratico...

E' ovvio che la resa (nel tempo oltretutto le prestazioni decrescono per un ciclo max di 15-20anni) del fotovoltaico non è nemmeno lontanamente paragonabile a parità di costi a quella del nucleare...
io vorrei poter essere messo nelle condizioni di esercitare una mia relativa "indipendenza" energetica arrangiandomi...credo che l'ingegno italico nel senso buono per una volta potrebbe rivelare soluzioni sorprendenti...senza bisogno di scontri di piazza e di società più o meno trasparenti che getiscano lo smaltimento della monnezza radioattiva.
 
Se vuoi risolvere un problema tecnologico ed economico con l'ideologia fai pure. Chi ci ha provato finora ci si è fatto molto male.
Perchè il problema prima che "etico" è tecnologico ed economico.

Marco deve comprare un pallone da calcio, trova due modelli che fanno al caso suo:
il primo e perfetto, professionale, tecnologia al top e prezzo 10 euro, prodotto sfruttando il lavoro minorile.
Il secondo è un po' più scadente, media tecnologia, costa il doppio, 20 euro, ma non è prodotto sfruttando il lavoro minorile.
Qualità o etica?
Il modello è sempre applicabile, fidati.
Questa è ideologia, quello che i partiti politici propugnano è chiaramente altra cosa.


Prendiamo il fotovoltaico, che è sicuramente una delle fonti rinnovabili da tenere in considerazione: attualmente ha dei costi insostenibili, nel senso che la produzione di energia non è economica, se prendi il costo di installazione e sottrai il valore dell' energia prodotta a fine vita utile dell' impianto sei sempre sotto...

Questa poi! Messa così non risponde assolutamente a verità, mi spiace.
(vedi problema accumulatori)


...Per approccio non ideologico intendo proprio questo, partire dai fatti e non dai desideri, per quanto piacevoli questi possano essere.

Partire dai fatti... Allora giusto giocare con il primo pallone?
Le idee hanno cambiato il mondo e la tecnologia è servita per attuarle, non il contrario.
 

STARBUCK

Biker ultra
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@ Ribe... in linea di principio il tuo è un ragionamento giusto, solo che è l'economia, e qui sono d'accordo con Sembola, ciò che muove il mondo. Possiamo non essere d'accordo ma se su uno scaffale di supermercato ci sono due palloni e debbo comprarne uno ma nella mia tasca ho solo disponibili 10 E, la scelta ricadrà sul pallone che costa meno.
 

riotastro

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senza fissa dimora (barbone)
Il fotovoltaico funziona e funziona alla grande, pure con i costi di cui sopra accessibili e molto plausibili.
Copriamo i tetti di silicio... Altro che nucleare.
Chist'è 'o paese d' 'o sole, chist'è 'o paese d' 'o mare, chist'è 'o paese addó tutt' 'e pparole, so' doce o so' amare, so' sempe parole d'ammore!
:smile:
guarda che il fotovoltaico nn è proprio così bello come ti viene proposto, anzi a detta di molti ingegneri e fisici è una presa x il ku...molti di questi concordano che ci sia un errore alla base della tecnologia stessa, di come in pratica funziona (vado a memoria di un articolo letto).
In primo luogo la tecnologia attualmente in uso sfrutta, nell'arco cromatico, il viola che è il fascio più debole e che contiene meno energia, gli altri colori sono scartati (principio fisco su come un oggetto assume un determito colore): una tecnologia efficiente dovrebbe sfruttare l'intero arco, non un solo colore ma qui entra in gioco la fisica che sega le gambe.
Cmq il problema più grosso del fotovoltaico, ma in genere di tutte le fonti rinnovabili, è che queste non sono affidabili. Quando è notte ke fai? il pannelo nn produce (e ti ricordo che l'energia elettrica non è stoccabile)
Sotto il profilo della resa economica magiore trovia l'eolico e l'idrico (che per fisica agevolano la trasformazione dell'energia in corrente) ma entrambi chiedono che esistano acqua e aria in abbondanza, condizioni rare da trovare (non pensare solo al tuo giardino, pensa al globo).
poi comunque il silicio non abbonda, costa produrlo e deteriora velocemente oltre al fatto che c'è altissima richiesta.
Presto finirà l'era fotovoltaico, appena finita la speculazione a livello di mercato che si sta facendo e appena i consumatori si renderanno conto che l'impianto in realtà non rende.
 

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