Certo non é facile, ed é bruttissimo.
Tra l'altro ho assistito ad una tragedia in diretta e non é stato piacevole, nonostante fossi solo un spettatore di un evento sportivo, con nessun legame col povero calciatore morto. Ma il dispiacere é stato enorme, come é stato pesantissimo il senso di impotenza, il non poter fare nulla.
C'é da dire, però, che anche i famigliari sono pienamente consapevoli dei rischi. Al recente Giro di Svizzera in cui é morto Gino Mader, é stata la madre del povero corridore a chiedere di mandare avanti la gara; anzi, due giorni dopo la signora Mader era al seguito della gara elvetica.
Anche il papà di Simoncelli, benché distrutto dal dolore, ha rimarcato più volte che l'incidente é parte integrante di alcuni sport. E di esempi di questo tipo ne esistono a decine.
Secondo me, se si accetta di essere un professionista, si mettono in conto anche i rischi.