ok tacito e antiruggine...siete 2 super-uomo, l'abbiamo capito! a voi la pubblicità rimbalza! le aziende spendono migliaia di euro per 30 secondi di spot, e voi freschi freschi sostenete che il mercato, quindi la pubblicità, non plasma le menti!! vabbè va, lasciamo perdere!!
chissà com'è oggigiorno alcune cose sono diventate "indispensabili", tipo la fotocomera sul cellulare, l'ipod e simili, i minipc, chiavette internet, blue-ray, tutte le macchine che cambiamo perchè euro 3 4 5 (e così all'infinito) etc. etc. ... progresso?! si sarà anche progresso, ma il progresso se nessuno lo compra si ferma, perchè non ci sono i soldi da reinvestire! il progresso spesso e volentieri è inutile!
con questo chiudo, anche "credete" di non essere influenzati...ma per ovvi motivi lo siamo tutti quanti, le pubblicità e i prodotti sono studiati appositamente!
ciao!
non so Antiruggine, lui è ancora molto giovane e può aspirare, se ci tiene, a diventare un super-uomo, io ci ho provato ma i risultati sono stati modestissimi e allora mi sono accontanto di una decorosa mediocrità...
vedi quando si discute attaccare così non ha molta utilità...
provo a spiegare il mio pensiero...
un conto è il progresso un altro il consumismo...
progresso: processo di avanzamento, di sviluppo, e specialmente di miglioramento e perfezionamento.
miglioramento delle condizioni di vita e delle strutture sociali.
consumismo: tendenza ad acquistare in larghissima misura quei beni economici che la moderna industria immette nel mercato, per soddisfare bisogni spesse volte artificiosi, indotti da insidiose o martellanti campagne pubblicitarie.
io ho parlato di progresso che riguarda per esempio le scoperte mediche che migliorano le condizioni di vita e le strutture sociali.
tu parli di consumismo definendolo progresso e dicendo che il progresso spesso e volentieri è inutile... forse lo è il consumismo ( e non sono d'accordo essendo spesso la linfa economica del progresso... senza benessere non c'è mercato, non c'è consumismo, non c'è progresso... possiamo parlare dell'opportunità di un mercato equo, solidale, respnsabile...).
L'importante è mettersi d'accordo nei termini... ci aiuta a comprenderci...
se hai voglia e pazienza prova a scorrere testi di sociologia di 100 anni fa, poi di 70 anni fa , poi di 40 anni fa e di 10 anni fa... troverai sempre una corrente di pensiero che sosterrà che si sta esagerando che insomma si stava meglio quando si stava peggio...
la pubblicità mi influenza? enormemente, quotidianamente...
mi induce a sceliere in determinati modi? certo... cerco di difendermi... a volte ci riesco altre no... ho solo una consapevolezza ed è quella di conoscere le motivazioni intime di un acquisto, quando questo è motivato da reale necessità, quando invece ha valore compensativo e quando autocelebrativo...