
Mi prendo un attimo di tempo per formulare una risposta/riflessione che spieghi un attimo meglio e possa essere utile, perché altrimenti secondo me passa un messaggio fuorviante da questa discussione:
un casco è un pezzo di plastica e polistirolo allo stesso modo in cui una bici può essere fatta di metallo, plastica e gomma, ma è il modo in cui questi materiali sono progettati e combinati che fa la differenza. Questo vale sia per un casco basico per fare casa-lavoro, fino ad un integrale per fare gare di DH in coppa del mondo.
A livello estetico, anche se possono sembrare simili, non hai modo di valutare la sicurezza di uno o dell’altro, perché al di là di quello che si veda ad occhio nudo, ci sono parametri che fanno una differenza sostanziale, come la qualità del polistirene usato, a quale grado di umidità e per quanto tempo sia stato stoccato in ambiente umido prima della produzione, la densità e uniformità dell’iniezione, la presenza o meno di strutture annegate all’interno, lo spessore della calotta esterna e altro; senza considerare che da un batch di produzione ad un altro c’è una tolleranza (infatti a livello di peso dichiarato si legge solitamente un margine +/-), e i produttori seri testano costantemente diversi batch per assicurarsi che la sicurezza rimanga entro parametri delineati. Quindi, A MENO CHE tu non mi dica che conosci il fornitore che li fa e abbia visto i risultati di test di laboratorio da un ente certificatore autorizzato no, non hai modo di determinare ad occhio se quel prodotto sia “di buona qualità“ oppure no.
Esempio:
Fake helmet test
Mi potresti dire che allo stesso modo non possiamo avere i risultati degli altri produttori, ma questi sono obbligati ad avere attestati di certificazione per vendere i prodotti in Europa e anche a ritirare dal mercato quelli che hanno difetti e/o contengono sostanze ptenzialmente nocive (è successo a molti, inclusi marchi come Giro e
Bell). Questo ci garantisce una ragionevole sicurezza quando andiamo in bici, il che soprattutto per quando riguarda la testa direi che sia abbastanza fondamentale.
Non sono qui a sostenere che per avere un prodotto con un minimo livello di sicurezza serva spendere almeno 200€ o oltre, anzi, ma allo stesso budget speso da te e talvolta anche meno, al momento sui siti principali si trovano decine di pagine di prodotti, basta applicare il filtro in base al prezzo, perciò non credo ci siano scuse accettabili per andare a rischiare la vita tirando i dadi con prodotti di cui non sappiamo nulla e non abbiamo garanzie solide.
Capisco che il marketing spinto degli ultimi anni con i suoi paroloni ci abbia stancato e si possa avere la tendenza a pensare che il nome sul prodotto sia solo un pretesto per convincerci a spendere di più, però bisogna fare attenzione a non spostarsi troppo dall’altra parte.
Non scrivo questo per convincerti del fatto che i tuoi 40€ siano stati spesi male, il rischio che tu consideri accettabile è una cosa tua personale, ma non è giusto che altri leggendo si facciano l’idea che tutto quello che trovano su quei siti, inclusi prodotti di sicurezza, a patto che siano esteticamente accettabili, siano sicuro abbastanza da andarci in giro Per strada e per sentieri.