Diario di una giornata
é domenica. una calda domenica di fine ottobre.
mi trovo in quel di Catania.
da parecchie settimane ormai è nel programma della "Red Bull Rampage" la prima edizione della sminkialized,
per parte mia mi sveglio con strane sensazioni...
arrivo all'appuntamento in forte ritardo, tutti sono già bardati e funzionali.
mentre ancora saluto 66 e Brix, qualcuno mi invita ad iscrivermi.
prendo il mio tesserino (di cui non si segnao il numero) e 10 euro e vengo iscritto.
foto di rito e saliamo su un furgone per raggiungere la cima della discesa.
Da subito tutti hanno di che dire della mia bici, che è troppo leggera, che il carbonio sulla lava si scioglie, ecc.: io penso di rimando che loro non mi conoscono, come pure io non li conosco.
E poi sono venuto per fare esperienza, anzi la sera avanti ho sentito il Capellone (FràPeloso) e mi sono convinto a risalire verso le cime sommatali
Spero di sbrigarmi in fretta sono pure disposto a non partecipare alla gara, ma provare il percorso dopo così tanta pubblicità è dobbligo.
Fatto è che preferisco non toccare nulla della bici: per me è il primo giro di prova e forse lunico, e non intendo forzare, oltretutto non ho protezioni, tranne il camelback che pieno comè fa da paraschiena; e poi non ho mai fatto una gara di DH.
Il furgone si ferma. Sono il primo a scendere (daltronde ero stato lultimo a salire);
Brix mi dice che ho la sella alta; se è per questo ho tante cose alte:pressione ruote, modulabilità freni, ecc. ma, lo dico anche a lui, io intendo andare piano e imparare.
Scendiamo subito .parto tra i primi. Cerco di capire il terreno: è sabbia lavica su uno strato più compatto. Le curve sono regolari e ci sono pure gli appoggi, che tra laltro sono da preferire perché manca quella coltre di foglie che nasconde il fondo. Mi hanno detto però che hanno ripulito tutto e che il canalone basta prenderlo nel mezzo perché in mezzo è pulitissimo.
Sto scendendo bene, le curve non sono molto tecniche: frenata facile, leggera perdita dellavantreno che si compensa andando a cercare lappoggio: qui la mia dag non può avere rivali, nemmeno con tre ammortizzatori.
Ci fermiamo ad aspettare gli altri ----- quanto distacco in pochi metri!
Abbasso la pressione della ruota davanti.
Sto andando piano, ovviamente in relazione a come io posso andare: la relatività sarà un concetto che tornerà nel corso della giornata.
Fatto è che sui rettilinei non mollo completamente i freni, cercando di memorizzare qualche particolare, quantè il raggio curva dimmissione, dove posso o non posso inclinare la bici ecc.
Supero un ragazzo finito lungo, davanti a me cè solo un biker; è un tratto molto veloce ma non bellissimo, certo è pieno di alberi
Ancora rettilineo poi una curva a destra, freno e curvo in interno (sto passeggiando), vedo per terra il canale dellacqua (ricordo cosa mi hanno detto: è pulito) decido di tagliarlo e rimettermi allesterno (ora non ce ne sarebbe tanto bisogno, visto che non scendo così veloce, ma devo cercare di disegnare una traiettoria ideale e valida per il giro veloce) entro nel canale e ..
Da qui tutto scorre in maniera diversa: vedo lontano ma in avvicinamento una roccia, nel frattempo la bici mi resta sotto le gambe, impuntata in non so cosa di nascosto tra le foglie, guardo ancora la roccia, poi mi giro in un salto completo in avanti.
Cado, di peso e di velocità, impattando con lanca. I muscoli del culo alleggeriscono il trauma, ma da subito sento la botta.
Rimbalzo per rifinire dentro il canale.
Ho sbattuto la schiena? Un senso di paura mi scende lungo la schiena; subito guardo i miei piedi, li muovo, si muovono, ok!
Ora posso concedermi al dolore: grido, piano, ma grido.
Arrivano gli altri. Mi si accalcano, vorrei togliermi di li, ma non posso e non voglio togliermi.
Sto fermo. A terra. Non riesco a muovermi. Il dolore è tanto e non accenna a diminuire.
Sono senza fiato. Arrivano tutti.
Tra loro uno che si spaccia per medico. Mi sta accanto. Cerca di calmarmi.
Io chiedo lambulanza, non posso muovermi, fate venire lambulanza; dove sta lambulanza?
Da qui inizia la seconda parte della giornata.
Un medico che è presente mi dice che, visto che sono passati diversi minuti ed io non mi lamento, allora se ne deduce che ho solo una forte contusione, ma nessuna frattura, anzi è meglio che mi alzo e provo a stare in piedi.
Io non mi lamento, per i ----- miei ho imparato a non farlo, a sopportare il dolore; ma ciò non significa che non ne provi.
Mi dicono che lì lambulanza non ci arriva, che dobbiamo fare qualcosa noi.
Mi dicono, medico compreso, che devo provare a muovermi.
Questa è stata loperazione più incosciente a cui sono stato sottoposto: se le cose non fossero andate come poi si è appurato, cioè con la sola frattura composta del bacino; se avessi avuto una frattura composta di una vertebra .a questora avrei fatto degenza finalizzata ad una sedia a rotelle.
Oltretutto uno dei rischi della frattura di un osso piatto come il bacino è la perdita di midollo, che potrebbe entrare nel sistema circolatorio e provocare una embolia : io questo lho saputo dopo in ospedale ma credo che un medico .
Mi alzano in tre, io non ci sono, dietro di me 66.
Mi chiedono di poggiare una gamba, ma manca il bacino non cè la faccio.
Passa qualche secondo e 66 scivola, portandosi me dappresso.
Prima di cadergli addosso fa in tempo a mollarmi due ginocchiate proprio nella frattura.
La caduta è dolorosissima: tutto si ferma! Fiato, Cuore, Solo un dolore mi avvolge, intero.
Passano ancora i minuti, interminabili. Mi dicono che stanno arrivando i soccorsi. Una ragazza mi da un po dacqua: non riesco neanche a bere
Aspetto , respiro lento di un corpo steso sulla terra.
Arriva finalmente qualcuno, ma non è quello che mi aspetto: si presenta un tizio con un fuoristrada: sarà lui a portarmi fuori dal bosco da dove lambulanza mi soccorrerà.
Devo farmi forza! Michè, forza!
Mi prendono dalla terra del bosco e mi depositano nel pavimento del piccolo vano posteriore della land rover. Non riesco a stare seduto, non posso stare allinpiedi: puntello un piede, mi aggrappo ad un finestrino e mi tengo sollevato con laltra mano (della quale un dito si rivelerà pure rotto).
Il fuoristrada parte, ogni scossone è un trauma, è dura.
Soffro aggrappandomi a me stesso, in un silenzio rotto solo dai gemiti di dolore.
Accanto a me il medico mi tiene alzata la gamba sinistra
Camminiamo per un bel po, poi ci fermiamo. Mi dicono che la strada è chiusa da un cancello.
(Ma che ----- di )
aspetto ancora.
dentro la macchina mi manca laria, e le forze mi stanno abbandonando : continuo ad autoreggermi a forza di braccia.
arriva dallaltra parte del cancello il furgone che ci aveva portato su.
Mi caricano dietro. Poi accanto a me arriva Ernesto, uno degli organizzatori, credo.
Nel frattempo neanche un po di ghiaccio a fermare il versamento alla gamba/fianco, a risollevarmi
Il furgone parte e io appresso a lui.
Sono dentro una macchina, le sospensioni sono dure, il mio trauma è appena nato, è fresco, ma già si fa sentire ad ogni sobbalzo con una voce profonda che ti toglie ogni energia.
Siamo in discesa e le frenate sono continue. Quando arriviamo? Dove stà lambulanza? Perché non la facevano salire al posto del furgone?...Pensieri che dentro il furgone nascono, rimbombano nelle pareti e muoiono ad ogni buca, senza risposta.
Finalmente arriviamo!
Ma la situazione non si presenta come me lero immaginata: ci sono tutti i partecipanti, li sento parlare, ma dove stanno i soccorsi per me?
Sono passate due ore e nessuno di questi ha ancora chiamato una ----- di ambulanza; ma cosa erano i soccorsi che stavano arrivando? Ma .fanculo!
Di li a poco qualcuno chiama il 118 (col mio cellulare).
Mentre io sono dentro al furgone ormai prossimo allo svenimento: tremo di freddo e vedo tutto illuminarsi mi reggo alle ultime energie, ma non posso durare ancora a lungo.
Chiedo del ghiaccio per il fianco che ormai è diventato enorme: non cè ne.
Chiedo un po di zucchero per non svenire: niente zucchero.
Qualcuno dopo, sempre dopo, mi porta una bomboletta di ghiaccio: io stesso me la sparo sul fianco ma ormai è tardi!
Qualcun altro mi porta una lattina di red bull, lo sponsor ..
Non riesco a bere. Mi viene subito da vomitare. E credo che in quel contesto sia il minimo.
Aspetto.
E finalmente dopo una buona mezzora arriva lambulanza.
Subito quelli del 118 capiscono lentità del trauma; mi dicono se posso muovermi .se sapeste! In pochi secondi sono imbragato nella barella spinale: sto morendo di freddo ma finalmente mi sento in mano a gente che sa fare il suo lavoro.
Mi mettono dentro lambulanza .sono stanco e incazzato!
Arrivo in ospedale, al pronto soccorso mi spogliano, mi ripuliscono; sentirà dolore!, non sento nulla: la gamba è enorme!
Mi mandano a fare le radiografie: frattura composta del bacino e lesione al dito medio della mano sinistra, oltre a varie escoriazioni.
Il medico mi dice che mi aspettano in Chirurgia durgenza, ma linfermiera che mi deve portare su mi dice che non ci sono posti, che mi piazzeranno in qualche corridoio
Non ci posso credere! Devo cercarmi la raccomandazione?
La mia ragazza che nel frattempo aveva raggiunto lospedale non si trattiene, e il letto si trova! Cera già!
Mi ritrovo in una stanza dospedale, immobile, frastornato, stanco.
Ho una sete assurda ma non posso bere: cè ancora il rischio di un versamento interno!
Non mangerò per tre giorni. Ma la cosa che mi preoccupa è la degenza, immobile nel letto per un mese.
Qualcosa non torna!
Non riesco a dormire, ma qualcosa non torna.
Vengo a sapere che la sminkialized è una gara illegale, che non cerano assicurazioni, autorizzazioni, mezzi o personale di soccorso, niente!
Ma sul forum io ho letto altro!
Della discussione che è seguita al mio incidente ne ho letto una parte, poi ho deciso di smettere: primo perché si parlava di me senza avermi sentito.
È vero che io sono sceso senza protezioni. È pure vero però che: - stavo solo provando il percorso; - anche se avessi avuto le protezioni avrei subito lo stesso identico trauma; - la mia bici era ed è perfettamente funzionante e quel percorso, almeno fino al tratto da me visto, era semplice e scorrevole.
È anche vero che mi sono sentito preso per il culo quando ho scoperto che la gara era illegale; che non faceva parte della red bull rampage, ma qualche cassa di red bull lavevano comprata gli organizzatori per darsi un tono.
Ho pure sentito dire a qualcuno che se la gara fosse stata organizzata e autorizzata i costi sarebbero lievitati per i partecipanti ed in pochi avrebbero partecipato: queste sono cazzate che solo un cervello in panne può generare: a cosa servono allora le sponsorizzazioni? Certo se dico che il mio sponsor è la coca cola solo perché ne compro una bottiglia? Certo è che affermare che ci sono gli sponsor, ci saranno le classifiche full e front, si prenderanno i tempi, ecc. da cosa si capisce che si è di fronte ad un evento senza una vera organizzazione?
Un evento che voglia essere rispettato deve avere determinate caratteristiche tecniche e di sicurezza: non importa che una rivista ne parli .anzi vorrei sapere se ne parlerà come di una gara (illegale) o di un raduno tra bikers che erano a conoscenza di come stavano le cose e altri bikers che come me erano convinti di partecipare ad una gara vera; perché a quel punto una mail di chiarimento è dobbligo.
Finora ho partecipato solo a gare organizzate, a gare vere! Spesso non vedo dove sono posizionati i mezzi di soccorso perché se pochi sono posizionati ad hoc; ci sono però!
Qui non solo non cera nulla ma la cosa poteva finire molto peggio.
E perché? Perché in Sicilia non si parla di DH, spero che se è questo il modo per parlarne di più, tutti gli ammortizzatori in eccesso possano scioperare e prodursi in un unico boato. Più seriamente spero che ogni manifestazione sia permeata di trasparenza e venga organizzata con la massima serietà e nel rispetto della sicurezza.
Personalmente è questa la prima vera caduta della mia vita: se pensate che ho avuto la prima bici prima di nascere, vado in bici da sempre e sempre in fuori strada, mio nonno mi cambiava continuamente i pezzi che macinavo (era un biciclettista).
Cosa voglio fare ora?
Riprendere le fila della vita, stare 1 mese a letto senza muoversi è dura.
Comprare delle protezioni superleggere da usare sempre, vero è che se una cosa deve capitare; ma almeno se il destino vuole farmi cadere gli metto io i bastoni tra le sue ruote
Vorrei che il movimento DH prendesse quota nella piena trasparenza e sicurezza.
Ma più di ogni cosa vorrei che quel ragazzo di Villafrati caduto a Prizzi possa tornare ad alzarsi e andare in bici.
Gli auguri fateli a lui, assieme a qualche preghiera.
Ps: ringrazio tutti gli amici che mi sono stati, e mi sono vicini. Grazie di cuore.
Ps2: non credo che prima di gennaio possa tornare in bici, ma da quella data in poi sarò pronto a nuove escursioni!: Res firma mitescere nescit!
é domenica. una calda domenica di fine ottobre.
mi trovo in quel di Catania.
da parecchie settimane ormai è nel programma della "Red Bull Rampage" la prima edizione della sminkialized,
per parte mia mi sveglio con strane sensazioni...
arrivo all'appuntamento in forte ritardo, tutti sono già bardati e funzionali.
mentre ancora saluto 66 e Brix, qualcuno mi invita ad iscrivermi.
prendo il mio tesserino (di cui non si segnao il numero) e 10 euro e vengo iscritto.
foto di rito e saliamo su un furgone per raggiungere la cima della discesa.
Da subito tutti hanno di che dire della mia bici, che è troppo leggera, che il carbonio sulla lava si scioglie, ecc.: io penso di rimando che loro non mi conoscono, come pure io non li conosco.
E poi sono venuto per fare esperienza, anzi la sera avanti ho sentito il Capellone (FràPeloso) e mi sono convinto a risalire verso le cime sommatali
Spero di sbrigarmi in fretta sono pure disposto a non partecipare alla gara, ma provare il percorso dopo così tanta pubblicità è dobbligo.
Fatto è che preferisco non toccare nulla della bici: per me è il primo giro di prova e forse lunico, e non intendo forzare, oltretutto non ho protezioni, tranne il camelback che pieno comè fa da paraschiena; e poi non ho mai fatto una gara di DH.
Il furgone si ferma. Sono il primo a scendere (daltronde ero stato lultimo a salire);
Brix mi dice che ho la sella alta; se è per questo ho tante cose alte:pressione ruote, modulabilità freni, ecc. ma, lo dico anche a lui, io intendo andare piano e imparare.
Scendiamo subito .parto tra i primi. Cerco di capire il terreno: è sabbia lavica su uno strato più compatto. Le curve sono regolari e ci sono pure gli appoggi, che tra laltro sono da preferire perché manca quella coltre di foglie che nasconde il fondo. Mi hanno detto però che hanno ripulito tutto e che il canalone basta prenderlo nel mezzo perché in mezzo è pulitissimo.
Sto scendendo bene, le curve non sono molto tecniche: frenata facile, leggera perdita dellavantreno che si compensa andando a cercare lappoggio: qui la mia dag non può avere rivali, nemmeno con tre ammortizzatori.
Ci fermiamo ad aspettare gli altri ----- quanto distacco in pochi metri!
Abbasso la pressione della ruota davanti.
Sto andando piano, ovviamente in relazione a come io posso andare: la relatività sarà un concetto che tornerà nel corso della giornata.
Fatto è che sui rettilinei non mollo completamente i freni, cercando di memorizzare qualche particolare, quantè il raggio curva dimmissione, dove posso o non posso inclinare la bici ecc.
Supero un ragazzo finito lungo, davanti a me cè solo un biker; è un tratto molto veloce ma non bellissimo, certo è pieno di alberi
Ancora rettilineo poi una curva a destra, freno e curvo in interno (sto passeggiando), vedo per terra il canale dellacqua (ricordo cosa mi hanno detto: è pulito) decido di tagliarlo e rimettermi allesterno (ora non ce ne sarebbe tanto bisogno, visto che non scendo così veloce, ma devo cercare di disegnare una traiettoria ideale e valida per il giro veloce) entro nel canale e ..
Da qui tutto scorre in maniera diversa: vedo lontano ma in avvicinamento una roccia, nel frattempo la bici mi resta sotto le gambe, impuntata in non so cosa di nascosto tra le foglie, guardo ancora la roccia, poi mi giro in un salto completo in avanti.
Cado, di peso e di velocità, impattando con lanca. I muscoli del culo alleggeriscono il trauma, ma da subito sento la botta.
Rimbalzo per rifinire dentro il canale.
Ho sbattuto la schiena? Un senso di paura mi scende lungo la schiena; subito guardo i miei piedi, li muovo, si muovono, ok!
Ora posso concedermi al dolore: grido, piano, ma grido.
Arrivano gli altri. Mi si accalcano, vorrei togliermi di li, ma non posso e non voglio togliermi.
Sto fermo. A terra. Non riesco a muovermi. Il dolore è tanto e non accenna a diminuire.
Sono senza fiato. Arrivano tutti.
Tra loro uno che si spaccia per medico. Mi sta accanto. Cerca di calmarmi.
Io chiedo lambulanza, non posso muovermi, fate venire lambulanza; dove sta lambulanza?
Da qui inizia la seconda parte della giornata.
Un medico che è presente mi dice che, visto che sono passati diversi minuti ed io non mi lamento, allora se ne deduce che ho solo una forte contusione, ma nessuna frattura, anzi è meglio che mi alzo e provo a stare in piedi.
Io non mi lamento, per i ----- miei ho imparato a non farlo, a sopportare il dolore; ma ciò non significa che non ne provi.
Mi dicono che lì lambulanza non ci arriva, che dobbiamo fare qualcosa noi.
Mi dicono, medico compreso, che devo provare a muovermi.
Questa è stata loperazione più incosciente a cui sono stato sottoposto: se le cose non fossero andate come poi si è appurato, cioè con la sola frattura composta del bacino; se avessi avuto una frattura composta di una vertebra .a questora avrei fatto degenza finalizzata ad una sedia a rotelle.
Oltretutto uno dei rischi della frattura di un osso piatto come il bacino è la perdita di midollo, che potrebbe entrare nel sistema circolatorio e provocare una embolia : io questo lho saputo dopo in ospedale ma credo che un medico .
Mi alzano in tre, io non ci sono, dietro di me 66.
Mi chiedono di poggiare una gamba, ma manca il bacino non cè la faccio.
Passa qualche secondo e 66 scivola, portandosi me dappresso.
Prima di cadergli addosso fa in tempo a mollarmi due ginocchiate proprio nella frattura.
La caduta è dolorosissima: tutto si ferma! Fiato, Cuore, Solo un dolore mi avvolge, intero.
Passano ancora i minuti, interminabili. Mi dicono che stanno arrivando i soccorsi. Una ragazza mi da un po dacqua: non riesco neanche a bere
Aspetto , respiro lento di un corpo steso sulla terra.
Arriva finalmente qualcuno, ma non è quello che mi aspetto: si presenta un tizio con un fuoristrada: sarà lui a portarmi fuori dal bosco da dove lambulanza mi soccorrerà.
Devo farmi forza! Michè, forza!
Mi prendono dalla terra del bosco e mi depositano nel pavimento del piccolo vano posteriore della land rover. Non riesco a stare seduto, non posso stare allinpiedi: puntello un piede, mi aggrappo ad un finestrino e mi tengo sollevato con laltra mano (della quale un dito si rivelerà pure rotto).
Il fuoristrada parte, ogni scossone è un trauma, è dura.
Soffro aggrappandomi a me stesso, in un silenzio rotto solo dai gemiti di dolore.
Accanto a me il medico mi tiene alzata la gamba sinistra
Camminiamo per un bel po, poi ci fermiamo. Mi dicono che la strada è chiusa da un cancello.
(Ma che ----- di )
aspetto ancora.
dentro la macchina mi manca laria, e le forze mi stanno abbandonando : continuo ad autoreggermi a forza di braccia.
arriva dallaltra parte del cancello il furgone che ci aveva portato su.
Mi caricano dietro. Poi accanto a me arriva Ernesto, uno degli organizzatori, credo.
Nel frattempo neanche un po di ghiaccio a fermare il versamento alla gamba/fianco, a risollevarmi
Il furgone parte e io appresso a lui.
Sono dentro una macchina, le sospensioni sono dure, il mio trauma è appena nato, è fresco, ma già si fa sentire ad ogni sobbalzo con una voce profonda che ti toglie ogni energia.
Siamo in discesa e le frenate sono continue. Quando arriviamo? Dove stà lambulanza? Perché non la facevano salire al posto del furgone?...Pensieri che dentro il furgone nascono, rimbombano nelle pareti e muoiono ad ogni buca, senza risposta.
Finalmente arriviamo!
Ma la situazione non si presenta come me lero immaginata: ci sono tutti i partecipanti, li sento parlare, ma dove stanno i soccorsi per me?
Sono passate due ore e nessuno di questi ha ancora chiamato una ----- di ambulanza; ma cosa erano i soccorsi che stavano arrivando? Ma .fanculo!
Di li a poco qualcuno chiama il 118 (col mio cellulare).
Mentre io sono dentro al furgone ormai prossimo allo svenimento: tremo di freddo e vedo tutto illuminarsi mi reggo alle ultime energie, ma non posso durare ancora a lungo.
Chiedo del ghiaccio per il fianco che ormai è diventato enorme: non cè ne.
Chiedo un po di zucchero per non svenire: niente zucchero.
Qualcuno dopo, sempre dopo, mi porta una bomboletta di ghiaccio: io stesso me la sparo sul fianco ma ormai è tardi!
Qualcun altro mi porta una lattina di red bull, lo sponsor ..
Non riesco a bere. Mi viene subito da vomitare. E credo che in quel contesto sia il minimo.
Aspetto.
E finalmente dopo una buona mezzora arriva lambulanza.
Subito quelli del 118 capiscono lentità del trauma; mi dicono se posso muovermi .se sapeste! In pochi secondi sono imbragato nella barella spinale: sto morendo di freddo ma finalmente mi sento in mano a gente che sa fare il suo lavoro.
Mi mettono dentro lambulanza .sono stanco e incazzato!
Arrivo in ospedale, al pronto soccorso mi spogliano, mi ripuliscono; sentirà dolore!, non sento nulla: la gamba è enorme!
Mi mandano a fare le radiografie: frattura composta del bacino e lesione al dito medio della mano sinistra, oltre a varie escoriazioni.
Il medico mi dice che mi aspettano in Chirurgia durgenza, ma linfermiera che mi deve portare su mi dice che non ci sono posti, che mi piazzeranno in qualche corridoio
Non ci posso credere! Devo cercarmi la raccomandazione?
La mia ragazza che nel frattempo aveva raggiunto lospedale non si trattiene, e il letto si trova! Cera già!
Mi ritrovo in una stanza dospedale, immobile, frastornato, stanco.
Ho una sete assurda ma non posso bere: cè ancora il rischio di un versamento interno!
Non mangerò per tre giorni. Ma la cosa che mi preoccupa è la degenza, immobile nel letto per un mese.
Qualcosa non torna!
Non riesco a dormire, ma qualcosa non torna.
Vengo a sapere che la sminkialized è una gara illegale, che non cerano assicurazioni, autorizzazioni, mezzi o personale di soccorso, niente!
Ma sul forum io ho letto altro!
Della discussione che è seguita al mio incidente ne ho letto una parte, poi ho deciso di smettere: primo perché si parlava di me senza avermi sentito.
È vero che io sono sceso senza protezioni. È pure vero però che: - stavo solo provando il percorso; - anche se avessi avuto le protezioni avrei subito lo stesso identico trauma; - la mia bici era ed è perfettamente funzionante e quel percorso, almeno fino al tratto da me visto, era semplice e scorrevole.
È anche vero che mi sono sentito preso per il culo quando ho scoperto che la gara era illegale; che non faceva parte della red bull rampage, ma qualche cassa di red bull lavevano comprata gli organizzatori per darsi un tono.
Ho pure sentito dire a qualcuno che se la gara fosse stata organizzata e autorizzata i costi sarebbero lievitati per i partecipanti ed in pochi avrebbero partecipato: queste sono cazzate che solo un cervello in panne può generare: a cosa servono allora le sponsorizzazioni? Certo se dico che il mio sponsor è la coca cola solo perché ne compro una bottiglia? Certo è che affermare che ci sono gli sponsor, ci saranno le classifiche full e front, si prenderanno i tempi, ecc. da cosa si capisce che si è di fronte ad un evento senza una vera organizzazione?
Un evento che voglia essere rispettato deve avere determinate caratteristiche tecniche e di sicurezza: non importa che una rivista ne parli .anzi vorrei sapere se ne parlerà come di una gara (illegale) o di un raduno tra bikers che erano a conoscenza di come stavano le cose e altri bikers che come me erano convinti di partecipare ad una gara vera; perché a quel punto una mail di chiarimento è dobbligo.
Finora ho partecipato solo a gare organizzate, a gare vere! Spesso non vedo dove sono posizionati i mezzi di soccorso perché se pochi sono posizionati ad hoc; ci sono però!
Qui non solo non cera nulla ma la cosa poteva finire molto peggio.
E perché? Perché in Sicilia non si parla di DH, spero che se è questo il modo per parlarne di più, tutti gli ammortizzatori in eccesso possano scioperare e prodursi in un unico boato. Più seriamente spero che ogni manifestazione sia permeata di trasparenza e venga organizzata con la massima serietà e nel rispetto della sicurezza.
Personalmente è questa la prima vera caduta della mia vita: se pensate che ho avuto la prima bici prima di nascere, vado in bici da sempre e sempre in fuori strada, mio nonno mi cambiava continuamente i pezzi che macinavo (era un biciclettista).
Cosa voglio fare ora?
Riprendere le fila della vita, stare 1 mese a letto senza muoversi è dura.
Comprare delle protezioni superleggere da usare sempre, vero è che se una cosa deve capitare; ma almeno se il destino vuole farmi cadere gli metto io i bastoni tra le sue ruote
Vorrei che il movimento DH prendesse quota nella piena trasparenza e sicurezza.
Ma più di ogni cosa vorrei che quel ragazzo di Villafrati caduto a Prizzi possa tornare ad alzarsi e andare in bici.
Gli auguri fateli a lui, assieme a qualche preghiera.
Ps: ringrazio tutti gli amici che mi sono stati, e mi sono vicini. Grazie di cuore.
Ps2: non credo che prima di gennaio possa tornare in bici, ma da quella data in poi sarò pronto a nuove escursioni!: Res firma mitescere nescit!