tecnica di pedalata

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cervogia

Biker tremendus
5/23/08
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Sardegna
Bike
Nicolai ION 16, Marin Pine Singlespeed, BdC vintage by Pelizzoli e altro
ciao a tutti!

è da qualcge mese che sto usando gli SPD con la mia frontina, e dopo un piccolo periodi di assuefazione mi ci sono abituato alla grande, a parte le placche che si smollano ogni tanto (frenafiletti no eh?:arrabbiat:)

cmq mi sono sempre chiesto come gestire al meglio la pedalata per sfruttare gli attacchi..

quello che ho notato personalmmente è che la pedalata "polsitiva" inizia molto prima rispetto ai flat;se prima dovevo aspettare di avere un minimo di braccio per spingere, ora riesco a farlo subito.

il negativo, ovvero il tirare su il pedale, non l'ho ancora capito bene.. idealmente, posto 100 come forza positiva, quanto dovrebbe essere la forza applicata durante la pedalata negativa? per semplificare il discorso partiamo da strada piana asfaltata..

inoltre, come andrebbe gestita la pedalata in piede? con gli attacchi è a dir poco esplosiva, ne faccio uso se la salita è ripida ma per poco tempo..

ah, ho fatto una ricerca veloce ma non ho trovato nulla di interessante..
:spetteguless:
 

Lazlotoz

Biker superis
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Caserta, Isernia
Da spiegare è un po' complessa come cosa almeno dal punto di vista teorico, potresti cercare in rete qualche articolo di biomeccanica dove si parla di pedalata e di punto morto, magari può cominciarti a chiarire le idee
 

cervogia

Biker tremendus
5/23/08
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Sardegna
Bike
Nicolai ION 16, Marin Pine Singlespeed, BdC vintage by Pelizzoli e altro
uhmm piu tardi faccio una riucesca qui e su gugle, magari trovo qualcs di piu interessantee con queste parole chiave..

tencs ;)
 

cervogia

Biker tremendus
5/23/08
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Sardegna
Bike
Nicolai ION 16, Marin Pine Singlespeed, BdC vintage by Pelizzoli e altro
una domanda che può essere scontatissima o meno..

sto trovando solamente materiale riguardante le bdc, si hanno variazioni rispetto la MTBo la posizione è esattamente la stessa?
 

samuelgol

Bürgermeister des Waldes
7/17/07
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Bozen
Bike
Methanol
ciao a tutti!

è da qualcge mese che sto usando gli SPD con la mia frontina, e dopo un piccolo periodi di assuefazione mi ci sono abituato alla grande, a parte le placche che si smollano ogni tanto (frenafiletti no eh?:arrabbiat:)

cmq mi sono sempre chiesto come gestire al meglio la pedalata per sfruttare gli attacchi..

quello che ho notato personalmmente è che la pedalata "polsitiva" inizia molto prima rispetto ai flat;se prima dovevo aspettare di avere un minimo di braccio per spingere, ora riesco a farlo subito.

il negativo, ovvero il tirare su il pedale, non l'ho ancora capito bene.. idealmente, posto 100 come forza positiva, quanto dovrebbe essere la forza applicata durante la pedalata negativa? per semplificare il discorso partiamo da strada piana asfaltata..

inoltre, come andrebbe gestita la pedalata in piede? con gli attacchi è a dir poco esplosiva, ne faccio uso se la salita è ripida ma per poco tempo..

ah, ho fatto una ricerca veloce ma non ho trovato nulla di interessante..
:spetteguless:

L'ideale sarebbe ottenere la classica rotondità di pedalata, cioè una forza uniforme impressa nell'arco (rotondo) di tutti i 360°. E' un gesto tecnico che va allenato e metabolizzato. Il mio preparatore consiglia, affinchè avvenga il più naturale possibile o almeno ci si avvicini al massimo, sedute di allenamento in agilità che oltre ai ben noti pregi, aiutano anche ad acquisire l'automatismo del gesto tecnico. Quanto arrivi sulle 110/120 pedalate al minuto con rapporto agile e quindi senza sforzo massimale, senza saltellare come un fesso col culo sul sellino, vuol dire che sei già a buon punto.
Curare anche il gesto di movimento della gamba con piede e caviglia, in maniera che la pianta del piede, mentre ruota attorno all’asse della pedivella, lavora come se fosse un onda e in fase di spinta (dal punto morto superiore al punto morto inferiore) la gamba spinge con la pianta del piede orizzontale (la sensazione deve essere quella di avere il tallone un po’ più in basso della punta del piede), mentre in fase di richiamo invece (dal punto morto inferiore al punto morto superiore) la gamba tira con la piante del piede che si inclina di circa 30° rispetto all’orizzontale (il tallone è effettivamente più in alto della punta del piede).
Già più difficile ottenere lo stesso risultato in piedi sui pedali,anche perchè è una posizione giocoforza meno naturale e prolungata, oltre che maggiormente fuoriequilibrio, quindi si ottiene al massimo una certa sincronia nel tirare e nello spingere, ma una difficile rotondità a 360°. In sostanza bisogna distendere bene la gamba in spinta e curare il richiamo della gamba che tira, stare attenti che le braccia non tirino (cosa che non deve avvenire nemmeno in posizione seduta) è come se si tenesse la bici con i guanti il bacino deve muoversi da un lato e dall'altro della bici come in una "danza", quella danza che i francesi dicono quando ci si mette sui pedali "se metre en danceuse". Cercare, al contempo, di tenere la bici bella dritta perchè il vettore di spinta sia bello verticale,che se fosse angolato risulterebbe minore. Questo permette di sfruttare la forza di gravità a proprio vantaggio sommandola come forza aggiunta alla spinta.
Non facilea farsi....ci vuole concentrazione per impararlo e applicarlo.


una domanda che può essere scontatissima o meno..

sto trovando solamente materiale riguardante le bdc, si hanno variazioni rispetto la MTB o la posizione è esattamente la stessa?

Nel mio caso il mio biomeccanico mi fa tenere l'altezza sella rispetto al movimento centrale uguale sia per la bdc che per la mtb,variando, in funzione delle geometrie del telaio e dei componenti, solo l'arretramento sella e il dislivello sella manubrio. Altri tendono invece a far tenere anche diverse altezza sella, se non erro leggermente più bassa per la mtb.
 

Lazlotoz

Biker superis
7/12/10
347
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Caserta, Isernia
una domanda che può essere scontatissima o meno..

sto trovando solamente materiale riguardante le bdc, si hanno variazioni rispetto la MTBo la posizione è esattamente la stessa?

la posizione è simile, cambiano un po' gli angoli dei segmenti corporei, ma a livello di pedalata non ci sono variazioni significative. il materiale che trovi va bene, qualche dritta te l'ha data anche samuelgol
 

cervogia

Biker tremendus
5/23/08
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Sardegna
Bike
Nicolai ION 16, Marin Pine Singlespeed, BdC vintage by Pelizzoli e altro
grazie tante peer le dritte!!

si in effetti avevo notato in TV che gli stradisti, in salita almeno dove si "frulla" di meno, tendono ad avere il piede con il tallone piu basso della pianta nel passara dal PMS al PMI, e il contrario nel passare dal PMI al PMS.. il tutto con un transitorio tra arrivo e superamento del PMS "ondoso" ovvero il piede ondeggiava nel passare nelle 2 posizioni

ci ho provato varie volte con avvertibili benefici, solo in salita però dove si tiene un ritmo di pedalata piu basso quindi viene piu facile coordinarsi

il fatto di non usare assolutamente le braccia lo ignoravo, dovrò abituarmici.. l'ondeggiamento del bacino fino a un certo punto, con il sellino troppo alto avevo peoprio questo movimento ma nel giro ddi un paio di uscite mi ritrovavo cn dei bellissimi dolori ai lombari..

il fatto cmq è che da un paio di sett ho deciso di alzare il ritmo di pedalata.. insomma, mi sono imposto di andare piu forte. Sto andando si più forte (rapportato alle mie potenzialità, of course) ma mi stanno spuntando automaticamente dei dolori vari, compresa una piccola contrattura alla gamba forte, la SX

a questo punto sto prendento in seria considerazione una visita da un biomeccanico..
 

cervogia

Biker tremendus
5/23/08
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Sardegna
Bike
Nicolai ION 16, Marin Pine Singlespeed, BdC vintage by Pelizzoli e altro
Eccomi, un pò di tempo dopo!!!

mi sono fatto le ultime uscite con un livello di concentrazione simile a quello che ho x studiare.. :D

sto iiniziando a capirci qualcosa sulla tecnica, ma con una frequenza bassa..inoltre, se mi concentro sul negativo, e solo qu quello, ottengo una pedalata bella rotonda..o almeno la sensazione è quella!!

coordinare positivo e negativo al max è un bel po difficoltoso ancxhe a livello di gesiotne delle forze, infatti mi ritrovo subito a correre troppo e a inserire 1 o 2 rapporti in piu.. ci dovrei mettere meno forza. devo riprogrammare il tutto.. tmepo e volntà risolveranno tutto :D

Per abituarmi a scaricare solo con le gambe poi ho la presa al manubrio ridotta ai minimi termini..mano solamente apoggiata e palmo aperto, cosi sei obbligato a NON stringere il manubrio

Ah, ho pure notato che nei fondi calcarei o cmq scassati e duri in salita la bici è piu gestibile se pedalo piu con il negativo che con la spinta positiva..
 

ilcentaurorosso

Biker dantescus
9/6/10
4,797
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Paperopoli
...avere il piede con il tallone piu basso della pianta nel passare dal PMS al PMI, e il contrario nel passare dal PMI al PMS.. il tutto con un transitorio tra arrivo e superamento del PMS "ondoso" ovvero il piede ondeggiava nel passare nelle 2 posizioni... solo in salita però dove si tiene un ritmo di pedalata piu basso quindi viene piu facile coordinarsi
invece a me riesce meglio in pianura su ritmi elevati perchè in salita il movimento ondeggiante della caviglia, anche impegnandomi, non mi viene affatto naturale. Tocca lavorarci un pò su...
 

cervogia

Biker tremendus
5/23/08
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Sardegna
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Nicolai ION 16, Marin Pine Singlespeed, BdC vintage by Pelizzoli e altro
ah si?? strano..

se riesci a coordinarti ad alta frequenza, non vedo xke no ce la debba fare a bassa frequenza, anche se in salita..

:)
 

ilcentaurorosso

Biker dantescus
9/6/10
4,797
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Paperopoli
ah si?? strano..
se riesci a coordinarti ad alta frequenza, non vedo xke no ce la debba fare a bassa frequenza, anche se in salita..

E' perchè in salita, sotto sforzo, non riesco ad avere la caviglia così mobile da realizzare in scioltezza quel movimento ondulatorio, tallone leggermente giù, piede orizzontale al centro, punta inclinata c.ca 30°, etc. ; la caviglia mi resta più "legata" ecco tutto... nonostante la cadenza sia più bassa. Invece in agilità sul veloce in pianura anche la caviglia ondeggia meglio "accarezzando" quasi il pedale, mentre in salita la cosa non mi riesce... l'azione è più di forza. Strano ma vero, almeno per me è così...
 

yuk72

Biker serius
4/13/05
153
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aviano
se hai i rulli a casa, prova a pedalare con una sola gamb a per volta.. noterai subito la differenza di forza ( se c'e' ! e dis olite c'e') tra una gamb a e l altra.
Facendo cosi puoi allenare un po di piu la gamba piu debole per rafforzarla, poi sempre nella stessa maniera, ti concentri sul movimento, vedrai che se non lo fai bene te ne accorgi subito.
ti consiglio cardio e caontapedalate cosi riesci a tenere sott occhio, anche numericamente, la differenza di sforzo quando usi una gamba o l altra.
Penso! che equilibrare le due gambe non possa che giovare ad ottenere una pedalata il piu rotonda possibile..
 

cervogia

Biker tremendus
5/23/08
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Sardegna
Bike
Nicolai ION 16, Marin Pine Singlespeed, BdC vintage by Pelizzoli e altro
la fissa ti obbliga a sfruttare il negativo in frenata, usi le gambe anche per fermarti.. sta a te assorbire l'energia, non ai freni :D
tuttavia lo squilibrio tra le gambe se c'è te lo lascia, credo
 

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