I report del forum Passo Bernina, Passo della Forcola e Passo Caschauna

Visto lo spleen dovuto al lockdown da zona rossa ( anche se da domani ci si scolora un pò) creo questo report di una giornata, e serata prima , di fine luglio dove abbiam suoerato tre passi tra Engadina ed alta Valtellina.




Finalmemte dopo tre settimane di stop, son riuscito a tornare in sella per un bel giro, complici altri impegni, sabato pomeriggio riesco a partire per un giro domenicale in Engadina, o meglio internazionale ospite del Pierr che da due anni si é ivi traferito, cerco di arrivare nel tardo pomeriggio per riuscire a far dei lavoretti alle mtb,
Finiti i lavori ci siam meritati un bel giro a Livigno alla ricerca della carne alla brace, cosi testiamo il Toilasor, scegliendo un’ottima “tomahawk “per due”, edopo la passeggiata in centro a 10 gradi torniamo in Engadina, fermandoci nel piazzale del Lagalb ad ammirare la volta celeste comprensiva di cometa..




L’indomani sveglia abbastanza soft e dopo la colazione si decide di prendere il trenino delle 11, partemdo da Celerina per evitare di salire in mtb fino al passo del Bernina ( giro fatto anno scorso con discesa poi a Poschiavo) , cercando di risparmiare energia in vista della parte più dura che sarà alla fine della giornata.
Usciti a ritmo fin troppo elevato per raggiungere la stazione di Pontresina, ahimé arriviamo con 3minuti di ritardo, e perdendo il trenino ci consigliano di prendere poco distante il Postale che ci avrebbe portato ugualmente al Passo Bernina
Caricate le bici e salendo sul bus con mascherina, obbligatorie solo sui mezzi di trasporto in Switzerland, ci accorgiamo che il servizio é di “ gran classe” con presa Usb ad ogni fila e wi-fi libero, meglio non far confronti con il bel paese.
Arrivati al passo in posizione ancor migliore, rispetto alla stazione, iniziamo a pedalare puntando verso Livigno salendo su una carrareccia che ci porta fino al bivio 150/200 metri più in alto, dove si può tornare al Lagalb dalla val Minor ( fatta anno scorso tornando da Poschiavo) oppure, come noi facciamo, puntare verso il passo della Forcola per poi scendere a Livigno, percorrendo un bel singletrail ed un lungo traverso.































Giunti al Passo della Forcola attraversiamo la strada proprio alla dogana e ci buttiamo giu in un altro bel flow carino che nella parte finale sfocia in una carrareccia fino ad un bellissimo punto a lato del fiume caratterizzato da una mini diga e da un’acqua dai colori stupendi ed infine l’ultimo tratto lo percorriamo sul bitume fino agli impianti del Carosello.








Arrivati in cassa verso le 14 optiamo egualmente per un pomeridiano a 29 € visto l’esigua differenza con una singola corsa a 22 €, così riusciamo a fare un paio di flow e una pausa tecnica per la regolazione del cambio & birra per poi, dopo le 16 e non oltre di iniziare la discesa verso la val Federia, dato che un amico local ( maestro di sci e guida mtb) ci aveva preannunciato una lunga salita a spinta...fino al Passo Caschauna .


























All’inizio della val Federia si percorre un bel tracciato a curve, ma molto scavato centralmente, per proseguire in un lunghissimo e ripido traverso fino al rifugio dell’Alpe Federia, dove appena poco più avanti inizia la salita di altri 700 d+ dai 2100 sml fino il passo Caschauna, percorrendo prima un sentiero per poi incrociare una carrareccia ma molto ripida che ci costringerá a spingere e/o spallare praticamente per tutta la salita.
Con il giusto ritmo saliamo e addirittura in una pausa mentre sgranocchiavamo uno snack, abbiamo fatto amicizia con una mucca impertinente che voleva giocare ad 1.2.3.stellaaaa!!!! Forse attratta dal profumo del cibo si avvicinava con nonchalance e si fermava se la fissavamo per poi annusarci ed approvare i nostri zaini, caschi e bike..., infine si è scoperto che aveva un debole per il socio, documentato dal tenero saluto che si sono scambiati



Arrivati quasi in cima si passa dal Rifugio privato e chiuso dei cugini Galli ( nome assai comuni tra i livignaschi) dove si gode un ottimo panorama sulla sottostante val Federia, su tutta la cresta e lato B del Carosello, una parte del passo Eira, il Mottolino con i suoi tracciati ed in lontanaza i ghiacci della zona dell’Ortles ( cosi dice il tecnico Pierr)
Ne approfittiamo anche per coprirci visto il costante aumento del vento ed il calar delle temperature, e rifocillarci per l’ultimo strappo moooooolto ripido che ci accompagna verso i 2694m del passo Caschauna, che raggiungiamo pedalando, dato che finalmente la salita era divenuta umana per le nostre capacita e non solo ( É lo stesso we del 3d di Epictrail sul carosello e su questa salita fatta tutta a spinta anche da loro)



















Arrivati al passo il marmottone del Pierr ne approfitta per imbragarsi con le protezioni e fumarsi una sigaretta, facendoci raffreddare le mani soprattutto visto che si stava scendendo a 11 gradi con un vento molto forte

Dal colle si scorge una bellissima e lunghissima valle tutta berde che ci riporterá in Engadina,
Da qui l’ottima sorpresa, dove il flow appena rifatto era tutto molto pulito, quasi illibato.
Si parte con un traverso per poi concatenare diverse curve e sali scendi alla rollercoaster, osservamdolo dall’alto si presenta molto interessante, senza sassi etc, (così come erano amche i flow del Carosello rispetto a settembre dello scorso anno) ed anche se abbastanza stretto, non si scorge una traccia alternativa Per la risalita, rendendo gli incroci non così semplici, fortunatamente noi iniziando la discesa dopo le 19, abbiamo incontraro solo due coppie non elettrizzati che facevano il nostro giro in senso inverso ( con salita dal flow e discesa da carrareccia ripida, non consigliabile per il divertimento



















Altra caratteristica anomala della tracciatura, son alcune curve non abbastanza larghe da percorrerle in velocità con sponde ne troppo strette per tentare dei nose-press, semplicemente ti obbligavano a rallentare e diminuire il ritmo, pian piano verso la fine del percorso dove la valle inizia a spianare, il flow diventa molto più scorrevole e con dei bei passaggi artificiali ma scenografici costituiti da roccioni simil guado ma molto “fluidi” da superare, per poi finire tutto improvvisamente, con due paletti ed un ponticello di ferro e trovarsi nell’immensit di un verdissimo fondo valle e continuare su una carrareccia, cercando di voltarsi indietro ad ammirare il “percorso appena percorso”, fino ad una farm all’ombra delle vette imponenti quasi dolomitiche.










Da li in poi la discesa verso Zuoz prosegue su una carrareccia molto scorrevole fino ad arrivare alle pendici del Parco Nazionale Svizzero (l’ unico ) e poi proseguire su una strada asfaltata con una 50 di metri di risalita fino all’abitato di S-Chanf, dove costante della giornata perdiamo il trenino per pochi minuti ( probabilmente causata dagli strani ritardi dollosi del Pierr), così decidiamo di ammazzare l’attesa per il prossimo trenino di fermandoci a cenare una pizza e calzone sfizzero in un bellissimo architettonicamente parlando palazzo di cementolegnopietrevetro con all’interno una palestra di arrampicata, un mini bowling, biliardo ed una bella e luminosissima sala triangolare tutta vetrata per cenare.








Al calar delle tenebre riusciamo a salire sul trenino rosso e verificare la perfezione delle coincidenze svizzere, scendendo dal treno a dx del binario e salendo a sx sulla coincidenza.
Concludiamo la splendida giornata sul divano di casa gustandoci un’ottima Guinness.




Il giro così completo da Celerina a Celerina conta circa 100 km..ma noi ne abbiam tagliato la metá grazie all’aiutino dei traspoti Cantonali

La traccia del Suunto da Celerina, comprensiva di postale, giro al Carosello, salita al passo Caschauna fino alla pizzeria misurava circa 74 km per 2761 di discesa e 3945 kcal ai quali andrebbe aggiunto il tratto fino a Celerina in leggera salita

Considerando i dati reali parlerei di circa 45/50 km e oltre 900d+ E 2761 d-