Punt ...non solo piacenza.......

miciolo

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CIMA CANFEDIN E PAGANELLA (TN)



Per questa escursione partiamo da Andalo (TN) cercando di mixare un giro pedalato alle divertenti discese del bike park della
Paganella.

Perdiamo subito quota scendendo su facile e bella ciclabile in direzione Lago di Molveno



sino ad intercettare la parte finale del Secret Trail che, con alcuni passaggi tecnici, ci deposita sulle rive del Lago.

Breve tratto sulle sponde



ed iniziamo a risalire su sterrata/cementata con alcuni tratti molto molto duri con pendenze sempre in doppia cifra.

Si rifiata su una delle poche vedute del sottostante Lago



Salendo, la pendenza diminuisce sino a raggiungere il Pian Dosson. Qui credo di non aver mai visto tante famiglie e soprattutto tanti bambini. ....Passeggini ovunque!!

Scappiamo subito tra una ninna nanna ed un cambio pannolino e riprendiamo a salire.



Oltrepassiamo il Passo di San Giacomo



Purtroppo le belle vedute sul Gruppo del Brenta non sono pervenute per nubi



manca ormai poco alla Cima Canfedin





Cima Canfedin a 2034 mt raggiunta





Ci spostiamo verso Cima Paganella da dove parte il nostro trail di discesa



Il trail che si collega alla gippabile è in prevalenza su roccia



Superiamo il Passo di Sant'Antonio ed il bacino utilizzato per l'innevamento ed io sono alla frutta.

Energie finite e si spinge



Breve sosta per riprendersi ed iniziamo a scendere per le discese del bike park.

Partiamo con un Interstellar catalogato S3



curve strette e rocce



passerelle



Terminato Interstellar continuiamo a scendere sul trail Supernatural catalogato sempre S3





Terminato anche Supernatural ci spostiamo sul trail Hustle & Flow (S2).

Non siamo abituati ai bike park e qui pensiamo solo a divertirci senza far foto.

Ripassiamo nella bolgia del Dosson per iniziare l'ultimo trail, il divertente Willy Wonka (S2)



curve spondate, dossi e passerelle a non finire









Arriviamo in fondo, breve trasferimento e chiudiamo l'anello.

Con questa escursione uniamo la fatica del pedalare con mtb su salite belle impegnative (spesso con percentuali oltre il 20%) al divertimento delle discese del bike park.
 

miciolo

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SELLE DEL MONTOZ E DEL PIZ GALIN (TN)



In noi cresce la voglia di quella parte di Dolomiti che sfugge al turismo di massa; quelle montagne non raggiunte dagli impianti, per intenderci.

Dopo
aver consultato il Regolamento del Parco Adamello Brenta ed aver appurato che nella nostra escursione non figurano sentieri elencati tra quelli vietati alle mtb, siamo pronti per una discreta massacrata che prevede una bella dose di portage.
La ricompensa, se le nubi lo permetteranno, sarà data dalle vedute sul lato selvaggio di queste splendide montagne.

Prima della partenza volgiamo lo sguardo alle montagne dietro di noi su cui andremo e, ....sorpresa non c'è una nuvola (mai successo nel nostro breve soggiorno ad Andalo).

Vuoi vedere che è proprio il giorno giusto per quello che abbiamo in testa?

Partiamo da Andalo e percorriamo la piacevole e fresca sterrata che passa in prossimità dell'omonimo lago (che non ho visto tra l'altro).



Dopo qualche km la sterrata inizia a salire anche con pendenze importanti sino ad un tornante da dove parte il sentiero CAI 301.

Su questo sentiero bisogna prestare la massima attenzione in quanto in alcuni tratti è parecchio esposto anche se la vegetazione mitiga in parte la verticalità. Si alternano tratti pedalati a tratti a spinta e di portage.





Passiamo
in prossimità di Malga Cavedago ed iniziamo a salire in direzione Sella del Montoz percorrendo la Val dei Cavai.

Posti meravigliosi e fuori dal turismo di massa.

Ed anche il meteo è finalmente ok!!



Il primo tratto lo si pedala, poi salendo non mancano i numerosi tratti di portage.





Si porta la bici soprattutto nei tratti rovinati dall'acqua





ma quando si sale in sella lo spettacolo è unico







Notevole il contrasto tra la roccia e gli ultimi pascoli



Finalmente arriviamo alla Sella del Montoz a 2327 mt.





Le previsioni iniziali erano quelle di salire anche sulla cima a 2678 mt del Santa Maria di Flavona ma per i 350 mt di duro portage e di successivo deportage desistiamo pur sapendo di rinunciare a qualcosa di unico.



Ci prepariamo alla discesa che ripercorre sino alla Malga Cavedago la via fatta all'andata, con la differenza che, a parte qualche breve tratto con bici al fianco, saremo sempre in sella.







Scendendo lo sguardo va alla dura salita che dovremo affrontare per raggiungere la Sella del Piz Galin (sulle paline) detta anche Passo Daniola (sulle carte)
nella prossima foto si intravede il sentiero ed il ripido vallone su cui dovremo salire.



continuiamo la nostra bella discesa







Alla Malga Cavedago prendiamo il sentiero in direzione Sella del Piz Galin



La stanchezza inizia a farsi sentire sul ripido sentiero



Vorremmo fermarci a rifiatare ma la presenza di una grotta nelle vicinanze del sentiero e di strani rumori ci fanno ritrovare insperate energie.
..Siamo nella zona dell'orso ed i numerosi cartelli te lo ricordano sempre!!



Percorriamo l'ultimo tratto



E siamo ai 2121 mt della Sella del Piz Galin o Passo Daniola.

Finalmente sono terminate le salite ed ora ci aspettano più di 1000 mt di dislivello di discesa.

La prima parte è troppo ripida e perdiamo con bici al fianco un pò di dislivello.

Poi riusciamo a stare in sella



Belle vedute sul sottostante Lago di Molveno





Arriviamo con lunghi tratti di bici al fianco alle Malghe Daniola Alta e Bassa



dove, dopo aver ripercorso in senso inverso un tratto della sterrata fatta in salita al mattino, imbocchiamo la prosecuzione del CAI 301 che alterna tratti impegnativi a tratti più scorrevoli



Arriviamo discretamente provati ad Andalo dopo un'escursione di circa 1700 mt di dislivello con ben più della metà fatta con le bici in spalla.

Qualche considerazione finale:
bellissima la Val dei Cavai, quasi completamente ciclabile in discesa.
Non rifaremmo più la salita alla Sella del Piz Galin o Passo Daniola in quanto la successiva discesa per noi è stata troppo complicata sino alla Malga Daniola Bassa.

Per questa escursione abbiamo preso spunto da questa traccia di @giannig che ringraziamo

https://itinerari.mtb-mag.com/tours/view/21780

e dal bel video di @biciclitu che è sempre un'ottima fonte di ispirazione

 

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FERRATA CROCE DI FAI (TN)

Oggi è il nostro giorno di riposo dalle bici.

....e cosa c'è di meglio che smaltire l'acido lattico accumulato dalle escursioni in bici con una bella via ferrata?

La scelta cade sulla "moderatamente difficile" via ferrata Croce di Fai che sale sul Monte Fausior sopra a Fai della Paganella.

E' l'escursione giusta per "recuperare le forze"; solo mezz'ora di ripido avvicinamento e poi solo 300 metri di dislivello di via ferrata.

La via ferrata è piuttosto verticale ma non presenta passaggi proibitivi; non bisogna soffrire di vertigini (come in tutte le vie ferrate) e bisogna conoscere quelli che sono i propri limiti fisici e tecnici.

Lo sviluppo della ferrata



l'attacco



prudentemente non guardo mai di sotto :medita:



meglio guardare avanti dove si deve salire



in alcuni tratti si può rifiatare



se decidete di farla, mi raccomando sempre in sicurezza con imbrago e moschettoni e soprattutto casco.

Ci sono le caprette che sono delle cecchine infallibili con il pietrisco



L'ultimo tratto è sempre verticale



ma sempre ben attrezzato



e dopo circa un paio d'ore siamo in cima



Sotto di noi bella veduta sulla Valle dell'Adige



Il rientro alterna tratti di forestale a sentiero che percorriamo in un'ora circa.

...adesso si che sono bel riposato! :smile:
 

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MOLVENO (TN)



In questa escursione andiamo ad esplorare i sentieri che scendono dal Rifugio La Montanara sull'Altopiano di Pravel unendo il rilassante periplo del Lago di Molveno.

Anche per questa escursione il dislivello positivo viene affrontato, come nostra consuetudine, senza l'utilizzo degli impianti anche se parecchi tratti presentano salite superiori al 20%.



Le vedute sul Gruppo del Brenta sono fantastiche





Essendo molto vicini all'arrivo degli impianti troviamo una marea umana.



Di conseguenza scappiamo subito ed iniziamo a scendere sul primo trail che parte proprio nelle adiacenze degli impianti

Il Big Hero, trail semplice e divertente consigliato ai neofiti ed ai picinassi che fanno la gioia dei loro papà



non c'è un sassolino fuori posto







con il Lago di Molveno sotto



conviene sempre scendere pensando che dietro una curva possa esserci un ostacolo anche se ti trovi in un bike park e non spegnere l'unico neurone che abbiamo!



L'asinina in umido sarà per la prossima volta



Terminato Big Hero riprendiamo a scendere sul trail Blad Runner



divertente anche questo



Arriviamo a Molveno sul trail Goonies



Via le protezioni ed iniziamo il periplo del Lago, molto rilassante





Il sentiero è scorrevolissimo e piacevole da percorrere



Arriviamo al Lido del Lago





Ora ci aspetta una risalita che mette a dura prova le nostre gambe.

Passando per il Pian dei Sarnacli con gli immancabili avvisi che ti ricordano sempre la presenza di Yoghi



raggiungiamo la nostra meta, il lungo e divertente Ude's Trail



Nel frattempo mi arriva una notifica sul telefono che entro mezz'ora inizierà a piovere.

Scendiamo senza far foto su questo bel trail che pur facendo parte del comprensorio del bike park resta molto natural.

Arriviamo al nostro alloggio, mettiamo le bici al coperto ed inizia a piovere.

Termina qui il nostro breve soggiorno zona Andalo/Molveno e ci trasferiamo in Val Rendena.

....che brutta cosa essere in pensione!!! :il-saggi:
 

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OSERO (PC)

Dopo 3 settimane di pausa risaliamo in sella per una tranquilla escursione sul nostro Monte Osero, primo avamposto serio della Val Nure.

Partiamo dal parcheggio sterrato adiacente al Laghetto dei Pini a Pieve di Revigozzo, a 5 minuti d'auto sopra Bettola.

Solita risalita in parte su asfalto ed in parte su sterrata, con alcuni tratti leggermente chiusi dalla vegetazione sino a Pellacini.

Raggiungiamo la Cappelletta ed iniziamo la sterrata che ci porta ai pascoli del Monte Osero.



Davanti a noi le ultime rampe





Ormai siamo in autunno



l'ultimo strappo è veramente duro, per fortuna è breve



Alby sotto pressione :paur:



l'ultimo tratto lo si pedala e si ride tra una battuta e l'altra





Breve pausa sulla panchina sommitale



e giù in discesa



sul CAI 001 con qualche passaggio tecnico sino alla sterrata appena sopra all'abitato di Montosero.

Solito pratone con alle spalle le Concrene della Val Perino



e bei sentieri del Monte Zucchero



dove perdiamo quota sulle compressioni dello scorrevole e divertente DH Trail



...anche un piccolo intoppo alla fine che non pregiudica la bella raidata


....terminata nel solito modo!! :prost:
 
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BETTOLA E LA VAL RESTANO (PC)

Grazie a Paolino che si è preso la briga di studiare e creare questo itinerario ritorniamo nella Val Restano, selvaggia valle laterale del Nure, dopo un mare di tempo.

Lo start è dal parcheggio nelle adiacenze della piscina di Bettola dove iniziamo a guadagnare quota su asfalto con traffico prossimo allo zero.



Procediamo su sterrata alternando tratti piacevoli a tratti in salita molto ma molto duri oltrepassando gli abitati di Rigolo, Roncolo e Predalbora.



Duro strappo sino a Costa e poi tratto in piano panoramico





sino ad iniziare la discesa più bella della giornata con diversi tratti su mulattiera bella sassosa







Lasciamo il "tecnico" per un rilassante single trail che ci deposita all'abitato di Fontanavento.

Ora su asfalto risaliamo sulla Provinciale che porta a Prato Barbieri con alcuni tratti abbastanza impegnativi nella zona del Preventorio



Deviazione per l'abitato dei Bergonzi e scorrevole single trail





troviamo anche un divieto a corriere ed autobus sul trail di discesa :nunsacci::smile:



Breve pausa



e giù verso Bettola



Dopo aver fatto rifornimento d'acqua al distributore automatico (...è gratis) iniziamo l'ultima risalita verso le antenne appena sotto il Castello di Vigolo per scendere sul trail Angus DH

La salita termina nei prati



e scende sempre senza particolari difficoltà



sino a Recesio dove su asfalto rientriamo alla Ila mobile.

Il giro non presenta particolari difficoltà tecniche mentre da un punto di vista fisico non è da sottovalutare perchè alla fine saranno 46 km per un dislivello di 1600 mt circa con salite in alcuni tratti molto dure.

Durante il giro troviamo diversi cartelli di itinerari tabellati dall'Associazione Trail Valley di cui allego il link al loro sito

 

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SORPRESE IN VAL RENDENA (TN)

Breve escursione in Val Rendena con partenza dagli 800 mt di altezza di Carisolo.

Subito affrontiamo la strada vecchia che porta a Sant'Antonio di Mavignola con bella veduta sull'Adamello



Procediamo oltre sulla sterrata che porta a Madonna di Campiglio



Saliamo alla Malga Ritorto e scappiamo immediatamente: mai vista tanta gente ai primi di ottobre!!

Ora belle vedute sul Gruppo del Brenta



giornata con meteo perfetto



sulle passerelle in prossimità dei ruderi della Milegna con sullo sfondo sempre l'Adamello



e sempre il Gruppo del Brenta con gli aguzzi Sfulmini







il sentiero che utilizziamo per scendere a Sant'Antonio di Mavignola non è dei più flow!



e neanche alcuni tratti dei tagli alla strada asfaltata, fatta in precedenza a salire, che riporta a Carisolo





...ma durante l'escursione nulla sfugge all'occhio attento di Ila!!

Io non vedo manco un prete nella neve.... :ueh:

Prossimi giorni alterneremo tagliatelle alla polenta.
....il sugo sappiamo con che cosa farlo!!

 

miciolo

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LE CONTRADDIZIONI DEL TRENTINO (TN)

Il meteo è incerto, nel pomeriggio alcuni siti prevedono possibilità di pioggia e non ce la sentiamo di affrontare escursioni in quota all day.

Con queste premesse iniziamo a pedalare partendo sempre dalla nostra Carisolo in direzione Madonna di Campiglio.

A Madonna di Campiglio iniziamo a percorrere il Sentiero dell'Orso, percorso pedonale infattibile in bici durante i periodi "turisitici" e nei week end per l'alto flusso di persone a piedi. Infatti noi lo percorriamo in un giorno feriale ai primi di Ottobre.



Il Sentiero è in gran parte flow



passa in una bella faggeta



A ridosso di pareti e rocce verticali



dove nelle aperture si possono ammirare alcune cime del Gruppo del Brenta



Incontriamo, visto il giorno che abbiamo scelto ed il periodo, solamente un gruppetto di turisti stranieri accompagnati da una giovane guida locale che gentilmente ci avvisa che su questo sentiero non sarebbero contemplate le bici anche se non ci sono cartelli di divieto. Ila, con la sua calma, spiega che siamo due poveri pensionati fuori stagione e proseguiamo senza problemi.

Arriviamo alla Malga Vallesinella



ed iniziamo a scendere in direzione del Parcheggio sottostante





Appena dopo il Parcheggio troviamo la solita ripida sterrata che porta alle Cascate di Mezzo chiusa per lavori.
Ora la sterrata è stata sostituita da una bella cementata.

Poco male, dopo circa un km di asfalto prendiamo il sentiero consigliato per le Cascate.

Arriviamo al Rifugio con l'intenzione di reintegrare le energie a suon di fette di torta, però prima due foto in bici con le cascate ci sembra ovvio farle.
Peccato che il simpatico gestore ci vieta il passaggio con le bici a spinta e così rinunciamo sia alle foto che alle fette di torta!!

Proseguiamo sulle divertenti radici del sentiero dell'Arciduca sino ad intercettare il bel trail che scende in Vallesinella



All'Ex Vivaio, mentre ci togliamo le protezioni, arriva un gruppo di cani.



con intenzioni molto bellicose :smile:

...mi sento un pò come San Francesco :smile:



Visto che non sta piovendo e non siamo stanchi perchè non andare alla Malga Brenta Bassa?



Davanti il Crozzon di Brenta



Le latifoglie iniziano a prendere i colori autunnali





Abbandoniamo la sterrata per un bel sentiero



Sino a che inizia a cadere dal cielo qualche goccia e rapido dietrofront





Arriviamo a La Plaza dove troviamo la sterrata chiusa per lavori.

Motivo?

Dalle due foto successive si capisce molto bene!





Un enorme sbancamento per la creazione della nuova pista da sci La Plaza che permetterà alla sig.na Silvani (cit. Fantozzi) di scendere dal Doss dei Sabion e di arrivare a bere il bombardino a Patascoss senza togliere gli sci!!

.... logicamente la causa principale del dissesto del territorio sono le bici che vanno sui sentieri e non sulle forestali!!!
 

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GROSTE' (DOLOMITI DI BRENTA) TN



Dico subito che questa è un'escursione che crea dipendenza ed almeno una volta all'anno dobbiamo percorrerla.
Sono ormai passati quasi 20 anni dalla prima volta ma passare su questi trail regala sempre emozioni uniche.

Per poterla effettuare con calma e senza incrociare "escursionisti della domenica" non bisogna venire quando la cabinovia del Grostè è funzionante ed evitare possibilmente i week end "turistici". Noi abbiamo scelto un anonimo venerdì di ottobre ed abbiamo incontrato nei pressi del Rifugio Graffer solamente i tecnici impegnati nelle manutenzioni dei pali della seggiovia in vista della prossima stagione sciistica; di escursionisti o pseudo escursionisti nemmeno l'ombra!

Partiamo dal piccolo parcheggio di Sant'Antonio di Mavignola ed in circa 40 minuti saliamo per la tranquilla sterrata sino a Madonna di Campiglio.
Con un piccolo sforzo oltrepassiamo Campo Carlo Magno ed iniziamo la sterrata che, con dure rampe, ci porterà al Passo del Grostè a 2442 mt., passando per i Rifugi Graffer e Stoppani.

Ha smesso di piovere da qualche ora e tutta l'umidità accumulata rende fumante il terreno.



Lo scenario è spettacolare ed i 600 mt di dislivello per arrivare al Rifugio Graffer passano alla svelta





Arriviamo al Rifugio Graffer e lo oltrepassiamo per raggiungere il successivo Rifugio Stoppani



Ora inizia la parte dell'escursione che più amiamo; un piccolo anello, tutto su roccia, al cospetto di Cima Grostè

La Val di Non sull'altro versante del Gruppo del Brenta vista dall'alto



l'ambiente, in questo periodo, è selvaggio





il trail alterna tratti pedalati a brevi tratti a spinta







il sentiero è sempre panoramico



ed arriviamo al Passo Grostedì a 2550 mt dove ci prepariamo per la discesa sulle bianche placche calcaree.



anche se non ci sono particolari difficoltà bisogna prestare molta attenzione alle fenditure ed ai microcrepacci.









nello scendere dobbiamo sempre tener d'occhio i segni biancorossi che tagliano verso destra. Scendere diretti freeride sulle placche non è salutare!!!



ancora brevissimi tratti di portage





ultime placche



con l'Adamello sull'altro versante coperto dalle nubi



Arriviamo ad incrociare il sentiero proveniente dal Tuckett e scendiamo decisi verso il Rifugio Graffer per chiudere l'anellino cicloalpinistico.



Troviamo, a conferma del fatto che non c'è in giro nessuno, il Rifugio Graffer chiuso.



Ora scendiamo sul trail della Corna Rossa che ha visto il passaggio qualche settimana fa degli atleti impegnati nella 64 km della Dolomiti Brenta Trail, competizione internazionale di trail running. Il trail rimane inspiegabilmente vietato alle bici anche fuori stagione turistica.



trail molto divertente e panoramico







Arriviamo nella bella radura di Malga Vallesinella dove ci si può dissetare



e poi giù sui gradoni sino al Parcheggio sottostante.

Troviamo chiusa e non percorribile causa lavori di "cementatura" la ripida sterrata che porta alle Cascate di Mezzo .
Poco male, basta percorrere la strada asfaltata per circa 1 km e prendere a sinistra il bel sentiero che scende alle Cascate (ci sono le paline segnaletiche).

Anche qui troviamo macchinari da lavoro sulla strada ma li evitiamo percorrendo il "radicioso" trail dell'Arciduca.
....se le radici sono umide e scivolose è un attimo trovarsi distesi a terra. Fare attenzione!

Sempre su divertente trail scendiamo all'Ex vivaio Brenta e troviamo più sotto la strada chiusa in località La Plaza per i lavori relativi alla nuova omonima pista da sci.
Anche qui poco male, continuiamo su asfalto per qualche km sino ad intercettare la strada diretta a Campiglio fatta in mattinata.

Strada che abbandoniamo subito per un veloce sentiero



10 minuti e siamo all'auto.

.....adesso per un anno siamo a posto!!!

La traccia GPX è già caricata sul TC

 

Marcello86

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Buongiorno. Sono Marcello da piacenza ci siamo gia sentiti per un giro nei dintorni dell armelio. Volevo Chiedere se possibile di inviarmi la traccia del giro di ieri del grostè. Perché l'ho scaricata ma nessuna app mi legge la traccia. La ringrazio e le faccio i complimenti per il reportage. La ringrazio buona giornata.
 

miciolo

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Buongiorno. Sono Marcello da piacenza ci siamo gia sentiti per un giro nei dintorni dell armelio. Volevo Chiedere se possibile di inviarmi la traccia del giro di ieri del grostè. Perché l'ho scaricata ma nessuna app mi legge la traccia. La ringrazio e le faccio i complimenti per il reportage. La ringrazio buona giornata.
Ciao Marcello,
ti chiedo di riprovare a riscaricarla.
Ora dovresti riuscire ad aprirla con le App tipo Base Camp, Maps Source.
Mi fai sapere se sei riuscito?
 

miciolo

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SENTIERO SOSAT - DOLOMITI DI BRENTA (TN)



Siamo di nuovo in Val Rendena per recuperare un paio di oggetti dimenticati durante il nostro soggiorno di settimana scorsa.

Ne approfittiamo, viste anche le previsioni meteo per il sabato ottimali, per un trekking con una parte di via ferrata nel cuore delle Dolomiti di Brenta.

L'idea iniziale era quella di percorrere la famosa via delle Bocchette Centrali ma, vista la lunghezza dell'escursione e le giornate corte, non ce la siamo sentita.
Si ripiega allora per il Sentiero attrezzato SOSAT detto anche Via delle Bocchette Basse.

Il Sentiero SOSAT, costruito dalla Sezione Operaia della SAT, collega il Rifugio Tuckett al Rifugio Brentei e può essere percorso in ambo le direzioni.
Presenta un caratteristico passaggio che va affrontato con il kit ferrata senza richiedere però abilità avanzate; è sottinteso che non bisogna soffrire di vertigini.

Partiamo di buon ora dal Rifugio Vallesinella ed in quaranta minuti arriviamo al Rifugio Casinei su uno scalinato sentiero nel bosco.

Altra ora e siamo al Rifugio Tuckett ed iniziamo l'escursione.



Passiamo sotto le pareti del Castelletto Inferiore percorrendo il sentiero senza difficoltà



Da tener presente il fatto che la prima parte dell'itinerario è tutto all'ombra con belle vedute sulla Presanella e sull'Adamello



La giornata è spaziale; siamo nel cuore delle Dolomiti di Brenta e non c'è una nuvola



Finalmente comincia la parte di Via Ferrata che inizialmente scende verticale nel canalone per poi risalire sempre in parete sull'altro versante.

Nella prossima foto si vede la traccia di sentiero che dovremo percorrere con una frana di sassi sopra e strapiombo sotto.
...proprio il massimo della tranquillità!!



Si scende







per poi risalire sull'altra parete



Passiamo sotto Punta Massari e le Punte di Campiglio e la Via Ferrata ritorna ad essere un sentiero



Vista la vicinanza risaliamo sino al Rifugio Alimonta



per poi, dopo aver consumato i nostri panini, iniziare a scendere







Passiamo in prossimità del Rifugio Brentei



con i larici che iniziano ad "infuocarsi"



L'ultima parte di discesa è per me la parte più dura dell'escursione; è lunghissima, non arrivi mai.

In tutto saranno quasi 20 km, fatti in un ambiente stupendo in compagnia di Samanta e Marco, escursionisti e biker di Modena, veri amanti della montagna e dello sport.

...ogni tanto fa bene cambiare assetto e lasciare a riposo le bici!!!
 
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