sportivi intutati con bici ultraleggere fermi per aperitivo al centro di Moena, ragazzi su ebike che salivano per strada con la borsa del pane, anziani con city bike elettriche, famigliole elettrificate con carrellino per cane che scorrazzavano per ciclabili e forse 4 mtbikers classici che si sparavano salite impestate su per sentieri sterrati
In queste parole hai centrato il problema per cui gli elettrificati qui sono parecchio odiati.
L'elettrificazione del ciclismo ha portato alla gentrficazione del ciclismo stesso e in misura più ampia della montagna (che ovviamente dipende anche da altri motivi).
La montagna è sempre stato un luogo di uguaglianza, fraternità e libertà (parole non scelte a caso).
- uguaglianza dove solo le tue capacità contano e non le tue ascendenze e conoscenze
- fraternità dove si è "amici" in quanto si condivide la stessa passione e ideale
- libertà dove ognuno può scegliere la propria via sia intesa come itinerario di salita sia intesa come percorso di vita.
Insomma un luogo popolare dove il ricco e il povero si potevano confrontare viso a viso ad armi pari, dove la cooperazione era fondamentale per il raggiungimento dell'obbiettivo, dove il rispetto dell'ambiente iniziava con rispetto dell'altro.
Questi sono i fondamenti della montagna fin da quando i primi inglesi hanno iniziato a scalare le alpi a metà dell'800, proseguendo nei primi del '900 con molte società operaie di alpinisti / escursionisti, fino ai fricchettoni degli anni '70 che hanno inventato il free-climbing.
Ora l'elettrificazione ha rotto tutto questo (almeno per quanto riguarda la MTB) ... quindi essere un po' incazzato mi è concesso?