Onestamente credo che nessuno possa paragonare l'impatto delle due attività raffigurate nelle foto: da una parte una piccola piattaforma, costruita con materiale naturale, dall'altra un mezzo rumoroso e dannoso se usato nel sottobosco o comunque fuori da strade e mulattiere a fondo consolidato.
Questo però non significa è non può significare che la prima sia un'attività lecita "perchè c'è di peggio": se si ragiona in questo modo hanno ragione i quaddisti a girare dove gli pare, visto che loro fanno meno danno dell' abusivismo edilizio o dei piromani. Insomma va a finire che nessuno è responsabile di nulla e che tutti fanno quello che gli pare.
Mi sembra di capire che la presenza di tali strutture nella "vostra" pineta sia, se non esplicitamente autorizzata, sostanzialmente accettata anche in virtù delle ridotte dimensioni e delle modalità di costruzione adeguate al luogo. Buon per voi, ma la realtà nel resto del paese è purtroppo ben diversa, con strutture ben diverse per materiale e dimensioni, totalmente abusive, costruite perfino all' interno di parchi ed aree naturalistiche ed in luoghi dove sono facilmente avvistabili da chiunque. Questo non è fare "il bene della MTB in Italia" da nessun punto di vista.
Prima che qualcuno si inalberi di nuovo, preciso che non mi riferisco a quei salti in quel posto, ma alla mentalità, diffusa tra i biker come tra qualunque altro cittadino italiano, che quello che interessa alla propria categoria sia comunque lecito ed accettabile anche se le leggi lo vietano o lo limitano, usando il "benaltrismo" o l' "allorismo" come giustificazione.
Questo però non significa è non può significare che la prima sia un'attività lecita "perchè c'è di peggio": se si ragiona in questo modo hanno ragione i quaddisti a girare dove gli pare, visto che loro fanno meno danno dell' abusivismo edilizio o dei piromani. Insomma va a finire che nessuno è responsabile di nulla e che tutti fanno quello che gli pare.
Mi sembra di capire che la presenza di tali strutture nella "vostra" pineta sia, se non esplicitamente autorizzata, sostanzialmente accettata anche in virtù delle ridotte dimensioni e delle modalità di costruzione adeguate al luogo. Buon per voi, ma la realtà nel resto del paese è purtroppo ben diversa, con strutture ben diverse per materiale e dimensioni, totalmente abusive, costruite perfino all' interno di parchi ed aree naturalistiche ed in luoghi dove sono facilmente avvistabili da chiunque. Questo non è fare "il bene della MTB in Italia" da nessun punto di vista.
Prima che qualcuno si inalberi di nuovo, preciso che non mi riferisco a quei salti in quel posto, ma alla mentalità, diffusa tra i biker come tra qualunque altro cittadino italiano, che quello che interessa alla propria categoria sia comunque lecito ed accettabile anche se le leggi lo vietano o lo limitano, usando il "benaltrismo" o l' "allorismo" come giustificazione.
, offendendosi come un bimbo. Ciao a tutti ci vediamo presto in PINETA tra la ROUTE 66 e la R.I.P. ciao orketto

