Leggo solo ora: sto assente per due giorni e nel frattempo sul forum scrive il mondo intero!
Condivido la vostra iniziativa e mi associerei molto volentieri. La causa per cui lottatè è giusta, immagino il vostro sdegno e rammarico, però sono d'accordo con chi suggerisce un approccio meno diretto (anche a livello di immagine) con il quale presentarsi, oltre che ad una dialettica costruttiva, non aggressiva. Non voglio mal consigliarvi o sembrarvi paterno/patetico, purtroppo però ho la sensazione che qui in Italia, vista la poca conoscenza del fenomeno mtb, non ci sia molta comprensione verso questo sport e, in certi casi, prevalga il pregiudizio verso chi lo pratica. MTB non è sinonimo necessariamente di qualcosa dì invasivo o irrispettoso verso l'ambiente ed il prossimo: su questo punterei per proporre il movimento che andate formando. Se si arriverà a dialogare, sarebbe il primo passo, mostrando disponibilità reciproca da ambo le parti, si potrà in seguito arrivare anche ad una soluzione che non scontenti nessuno. Con regole chiare e accettate da tutti si può e di deve convivere, secondo me. Credo ci vorrà del tempo (non so quanto) prima che la mtb venga accettata dai più, come avviene per altri sports più famosi, consilidati e riconosciuti quali patrimonio comune, quel che però importa è che per far si che ciò si concretizzi si deve (se necessario, come in questo caso) anche lottare contro le avversità.
Un complimento ve lo rivolgo di cuore per la lodevole iniziativa, sperando che possiate divenire in futuro un precedente che verrà in seguito ricordato quale riferimento per tutti i bikers degli anni a seguire; sarebbe bello se essi potessero dire "se oggi liberamente possiamo frequentare i monti in mtb lo dobbiamo anche a chi un tempo lottò per rendere ciò possibile".
Sono con voi e vedrò, per quanto mi è possibile, di segnalare la vostra iniziativa agli amici e agli altri siti di mia conoscenza.
Marco