News Dopo 40 anni chiude Gorewear

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Non sono i primi a chiudere una produzione perché a lungo termine non vedono prospettive di sostenibilità, tantomeno di crescita. Oggi se non mostri di poter crescere non hai investitori. Uscire bene dal problema PFAS è durissima. Come dicevo, in diversi ambiti industriali sono state chiuse linee di prodotto con conseguenze pesanti su tutta la clientela, e ciò non perché non si vendesse bensì perché i processi alternativi all'uso dei PFAS non erano sostenibili; in altre parole una conversione della linea produttiva e/o la ricerca per arrivarci, avrebbe eroso i margini per così tanto tempo che nessuno ci avrebbe messo più il denaro per continuare garantendo l'utile agli azionisti.

Mi chiedo se continuino a produrre e vendere agli altri le famose membrane. Mi verrebbe da dire di no, se il problema sono effettivamente i PFAS, che però credo impattino soltanto le hard shell (al netto del fatto che ormai di marchi che sanno produrre un'ottima soft shell ce ne sono parecchi).
Continuano a produrre e vendere le membrane col marchio Gore-Tex. Il core del loro business è quello. Gore Wear era qualcosa in più fuori dal core business.
 
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marco

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Il teflon era considerato un cancerogeno ben prima dello scoppio del caso PFAS come lo si vede oggi. Per questo si è sempre detto di cambiare le padelle se si nota il rivestimento in teflon perdere pezzi. Altrimenti non mi sembra ponga problemi particolari.

Ci sono prodotti che utilizzano PFAS in fase produttiva ma poi ne contengono pochi o nulla, e/o non ne rilasciano.
Nei tessuti i PFAS sono utilizzati come impermeabilizzante, perciò nella mitica membrana GoreTex, ma probabilmente non in molti altri prodotti Gore e simili perché non ne necessitano. D'altro canto, quanti indumenti impermeabili vengono direttamente a contatto con la pelle? Spesso è un tessuto multilamina e solo quella più esterna è impermeabile. Senza contare che nel nostro sport si suda, perciò il sudore dilava via un po' di tutto.
Infine, dagli studi fatti, non tutti i PFAS penetrano la pelle: quelli a catena corta pare di sì, gli altri difficilmente. Il problema principale è quando te li bevi perché l'industria di turno ha inquinato la falda acquifera, e magari senza nemmeno immettere sul mercato prodotti contenenti PFAS.

Al solito la questione quindi non è così semplice. Non credo che gettare al rogo tutti i tessuti tecnici che abbiamo ci metta al sicuro. Non credo che tenerli e usarli sia necessariamente un rischio per la salute. Probabilmente è utile contattare i produttori per chiedere se contengono PFAS. Così, a occhio, essendosi in diversi ormai convertiti ad altro, sono ben contenti di sapere che vogliamo cambiare il guardaroba.

poi leggi questo e ti vengono i brividi:

Greenpeace sostiene la proposta di cinque Stati europei (Danimarca, Germania, Olanda, Norvegia e Svezia) di inserire regolamentazioni rigorose per tutti i PFC, specialmente nei prodotti di consumo. Nonostante in Italia sia presente una delle aree più contaminate al mondo da PFC – la zona del Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova – la classe politica, sia a livello nazionale che locale, non ha preso seri provvedimenti per tutelare la popolazione e l’ambiente, vietando queste sostanze e riconvertendo le produzioni inquinanti.
 

lorenzom89

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poi leggi questo e ti vengono i brividi:

Greenpeace sostiene la proposta di cinque Stati europei (Danimarca, Germania, Olanda, Norvegia e Svezia) di inserire regolamentazioni rigorose per tutti i PFC, specialmente nei prodotti di consumo. Nonostante in Italia sia presente una delle aree più contaminate al mondo da PFC – la zona del Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova – la classe politica, sia a livello nazionale che locale, non ha preso seri provvedimenti per tutelare la popolazione e l’ambiente, vietando queste sostanze e riconvertendo le produzioni inquinanti.
ok però non allarmiamoci troppo, sì sono cancerogeni, ma i dati parlano di un +33% di rischio stimato di tumore con un esposizione SIGNIFICATIVA ai pfas, rispetto al rischio base, il che vuol dire che se hai l'1% di rischio di contrarre un tumore, coi pfas questo rischio diventa dell'1,33%.

per intenderci tra un non fumatore e un fumatore il rischio di cancro ai polmoni aumenta di 10 o 20 volte, quindi 1000% o 2000%.
 

marco

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ok però non allarmiamoci troppo, sì sono cancerogeni, ma i dati parlano di un +33% di rischio stimato di tumore con un esposizione SIGNIFICATIVA ai pfas, rispetto al rischio base, il che vuol dire che se hai l'1% di rischio di contrarre un tumore, coi pfas questo rischio diventa dell'1,33%.

per intenderci tra un non fumatore e un fumatore il rischio di cancro ai polmoni aumenta di 10 o 20 volte, quindi 1000% o 2000%.

certo, ma vuol dire che sono nell'acqua che bevi, nella carne che mangi, oltre che negli ortaggi
 

lorenzom89

Biker paradisiacus
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certo, ma vuol dire che sono nell'acqua che bevi, nella carne che mangi, oltre che negli ortaggi
infatti dal momento che si è scoperto che sono cancerogeni CERTI (gruppo 1) hanno deciso di bandirli, ed è giustissimo

giusto per ricordare altri cancerogeni certi sono alcool etilico (birra, vino, superalcolici ecc..), carni lavorate (salumi) , PM 2.5 (presente in molte città) , gas di scarico motori diesel, benzene, ecc.. ecc..
 
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albatros_la

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poi leggi questo e ti vengono i brividi:

Greenpeace sostiene la proposta di cinque Stati europei (Danimarca, Germania, Olanda, Norvegia e Svezia) di inserire regolamentazioni rigorose per tutti i PFC, specialmente nei prodotti di consumo. Nonostante in Italia sia presente una delle aree più contaminate al mondo da PFC – la zona del Veneto compresa tra le province di Vicenza, Verona e Padova – la classe politica, sia a livello nazionale che locale, non ha preso seri provvedimenti per tutelare la popolazione e l’ambiente, vietando queste sostanze e riconvertendo le produzioni inquinanti.
Oh sì sì, ci sono ormai fior di articoli anche molto approfonditi sulla questione. Però, di nuovo, il problema veramente grosso è l'ingestione. Il contatto diretto sicuramente porta a un qualche grado di contaminazione ma è molto probabilmente molto bassa rispetto all'ingestione. Notate che Gore nella sua risposta cita "tutte le fasi produttive". Questo proprio perché non sono pochi i detergenti e lubrificanti industriali che contengono PFAS o che li impiegano per essere prodotti.
Il problema del Veneto è che ormai la frittata è fatta. Giusto - e ci mancherebbe - intervenire per modificare le produzioni, ma il grosso del problema ora è bonificare, sempre che sia possibile. Molto probabilmente solo le biotecnologie possono qualcosa in situazioni come queste, ma l'impiego di cose del genere è ad altri livelli (legali, culturali, etc.) di difficile applicazione.
 
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Luke_Brixia

Biker superioris
22/11/08
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ragazzi, FACCIAMO CHIAREZZA.
Un minimo me ne intendo perché ho dovuto studiare il tema per questioni di lavoro.

Nello specifico caso dei capi tecnici sportivi: la presenza di rivestimenti a base di PFAS sui capi sportivi non crea pericoli rilevanti per l'utilizzatore.
Il problema è l'inquinamento in ambiente che la produzione di questi capi genera, inquinamento che poi com'è ovvio si può riverberare sugli organismi che vivono in tali zone (uomo compreso).

Siccome sono pigro faccio fare un riassunto a ChatGPT:

La questione dei PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) nei capi tecnici (come giacche impermeabili, abbigliamento outdoor, ecc.) riguarda sia la salute umana sia l’impatto ambientale, ma in modo diverso per ciascun aspetto.

1. Cosa sono i PFAS​

I PFAS sono una famiglia di migliaia di composti chimici resistenti al calore, all’acqua e ai grassi.
Nei capi tecnici vengono usati soprattutto per:

  • rendere i tessuti idrorepellenti (trattamenti DWR, durable water repellent);
  • conferire resistenza alle macchie e all’olio.

​

2. Impatto sulla salute umana​

Dipende molto dal tipo di PFAS e dall’esposizione:
  • Durante l’uso del capo, l’esposizione diretta per l’utente è bassa, perché i PFAS sono legati alle fibre e non si rilasciano facilmente in quantità elevate.
    Tuttavia, con l’usura o il lavaggio, piccole quantità possono essere rilasciate.
  • Alcuni PFAS “storici” (come PFOA e PFOS) sono tossici e bioaccumulabili, associati a:
    • alterazioni ormonali,
    • problemi immunitari,
    • aumento del rischio di alcuni tumori,
    • effetti sullo sviluppo fetale.
      Queste sostanze oggi sono in gran parte vietate o fortemente limitate in UE e negli USA.
  • I PFAS di “nuova generazione” (come i cosiddetti short-chain PFAS) si accumulano meno nei tessuti biologici, ma sono molto persistenti nell’ambiente, e la loro sicurezza a lungo termine è ancora incerta.
Quindi: per chi indossa un capo tecnico, il rischio diretto è basso, e dipende dal tipo di PFAS usato e dal grado di usura del capo.

​

3. Il problema ambientale (fase di produzione e smaltimento)​

Qui sta la parte più grave del problema:
  • Durante la produzione e lavorazione dei tessuti, molti PFAS vengono rilasciati in acqua e aria, contaminando fiumi, falde e catene alimentari.
  • Sono estremamente persistenti (“forever chemicals”): non si degradano praticamente mai.
  • Una volta dispersi, possono entrare negli organismi viventi, accumularsi e diffondersi anche a grande distanza.
Questa contaminazione ambientale è la principale ragione per cui molte aziende outdoor (come Patagonia, The North Face, ecc.) stanno abbandonando i PFAS a favore di alternative prive di fluoro.
 
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monorotula

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Non sono espertissimo, ma credo che i rischi non siano legati ai rivestimenti di indumenti o padelle, ma ai processi produttivi.
Comunque da un certo punto di vista dispiace, perchè, come detto, al di là delle membrane si trattava di prodotti mediamente molto ben fatti; io e mia moglie ne abbiamo in armadio una discreta collezione, alcuni risalenti allo scorso millennio, ancora in ottimo stato.
 

stefanocucco83

Biker cesareus
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Io lavoro in un salumificio e dal 2023 effettuiamo almeno 4 analisi all'anno per la ricerca di PFAS nelle carni di maiale e bovino in ingresso. Per ora non abbiamo mai trovato nulla. Il problema è sentito anche nel mondo alimentare.
 
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Perte90

Biker serius
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.
Stesso discorso avvenuto anni fa per le scioline per sci/snowboard

"Negli ultimi anni, le scioline fluorate sono state bandite in molte competizioni e mercati (es. FIS, EU, EPA) a causa della tossicità e persistenza ambientale dei composti fluorurati (come il PFOA).
  • Dal 2023, la FIS vieta l’uso di scioline fluorurate in tutte le gare ufficiali.
  • Molti produttori (Swix, Toko, Holmenkol, ecc.) hanno sviluppato scioline “fluoro-free” con prestazioni simili ma senza PFC

é vietata solo nelle competizioni ufficiali però, si può benissimo acquistare ed usare per uso amatoriale/hobbistico e questo non ha proprio senso :paur:
 

ChristianR

Biker infernalis
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Mottarone
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Stesso problema di Endura a mio avviso. Costo alto, qualità elevata. Ma design non aggiornato e capi durevoli. Il design che rimane uguale per diverse stagioni oltre al capo che dura molto non invoglia a ricomprare il prodotto. Che hai già perché dura e non si aggiorna come coloro o modelli.
Ma veramente Endura ha un rapporto qualità prezzo molto migliore di decine di marchi nati nell'ultimo decennio che ti vendono una maglietta a 190 Euro. Poi che siano sempre uguali d'accordo, ma cari non direi.
pfas --- metto un indumento durante l'attività sportiva dove sudo anche a livelli esasperati e dove ho pieno contatto sulla pelle... ma che chiudano!

e non saranno gli unici, è solo che hanno beccato loro.

peccato perchè i loro prodotti sono sempre stati ottimi e non entry level
Premesso che è chiaro che sia un problema, soprattutto per l'inquinamento vedi quanto citato dal Diretur, ma fino all'altro ieri non si sapeva neanche cos'erano i PFAS (io compreso eh), adesso tutti paladini della giustizia... :mrgreen:

@marco lo Shakedry è stato probabilmente il miglior giubbino impermeabile mai prodotto!

:prost:
 
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officialsm

Biker ciceronis
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Ma veramente Endura ha un rapporto qualità prezzo molto migliore di decine di marchi nati nell'ultimo decennio che ti vendono una maglietta a 190 Euro. Poi che siano sempre uguali d'accordo, ma cari non direi.

Premesso che è chiaro che sia un problema, soprattutto per l'inquinamento vedi quanto citato dal Diretur, ma fino all'altro ieri non si sapeva neanche cos'erano i PFAS (io compreso eh), adesso tutti paladini della giustizia... :mrgreen:

@marco lo Shakedry è stato probabilmente il miglior giubbino impermeabile mai prodotto!

:prost:
ma il discorso dei PFAS regge poco sulla chiusura del brand Gore Wear. Gore-Tex è il marchio core che continuerà a produrre i famosi laminati usati da tutti i toutdoor di alta gamma. Quindi non esiste che cessano il marchio per via dei PFAS se continueranno a esserci nel brand padre. Gore Wear era un giochino, i veri soldi arrivano da Gore-Tex.
 

albatros_la

Biker paradisiacus
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Non sono espertissimo, ma credo che i rischi non siano legati ai rivestimenti di indumenti o padelle, ma ai processi produttivi.
Comunque da un certo punto di vista dispiace, perchè, come detto, al di là delle membrane si trattava di prodotti mediamente molto ben fatti; io e mia moglie ne abbiamo in armadio una discreta collezione, alcuni risalenti allo scorso millennio, ancora in ottimo stato.
Una parte di essi sarà ci sarà ancora anche nel prossimo millennio. :smile:
 

bepo7310

biker tradizionalis
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Habit
Ma che voi sappiate il trattamento idrorepellente DWR utilizzato in molti altri prodotti è sempre a base di PFAS o no? Se no sarebbero tutti dentro.
Considera che c'è gente che si spruzza il repellente per le zanzare quando esce in bici, pensa a che cosa non scambia con l'organismo. Purtroppo il nostro corpo è tempestato di inquinanti, e i risultati si vedono in termini di aumenti di intolleranze, tumori.
Una volta speravo potesse crescere la consapevolezza almeno delle persone intelligenti, poi ho smesso di sperare.
 

lorenzom89

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Considera che c'è gente che si spruzza il repellente per le zanzare quando esce in bici, pensa a che cosa non scambia con l'organismo. Purtroppo il nostro corpo è tempestato di inquinanti, e i risultati si vedono in termini di aumenti di intolleranze, tumori.
Una volta speravo potesse crescere la consapevolezza almeno delle persone intelligenti, poi ho smesso di sperare.
Si io lo faccio e non ci sono evidenze che siano cancerogeni (altrimenti sarebbero vietati), informati.

Ti metto un breve trafiletto fatto dalla AI ma è abbastanza intuitiva la questione...

La priorità sanitaria, in caso di rischio di malattie trasmesse da zanzare, è la prevenzione delle punture.


È molto più sicuro usare correttamente un repellente approvato per evitare una malattia infettiva (che in alcuni casi gravi può portare a morte o disabilità permanenti) che evitare un repellente per un rischio cancerogeno considerato non significativo.
 

AlfreDoss

Biker electrificatus
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Considera che c'è gente che si spruzza il repellente per le zanzare quando esce in bici, pensa a che cosa non scambia con l'organismo. Purtroppo il nostro corpo è tempestato di inquinanti, e i risultati si vedono in termini di aumenti di intolleranze, tumori.
Una volta speravo potesse crescere la consapevolezza almeno delle persone intelligenti, poi ho smesso di sperare.
Ti ha già risposto adeguatamente Lorenzo, preferisco correre il rischio di assumere qualche sostanza nociva piuttosto che rischiare di prendere qualche malattia a causa di una puntura di una zanzara o di una zecca.
 
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lorenzom89

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Ti ha già risposto adeguatamente Lorenzo, preferisco correre il rischio di assumere qualche sostanza nociva piuttosto che rischiare di prendere qualche malattia a causa di una puntura di una zanzara o di una zecca.
In realtà non si rischia nulla. I repellenti a base di DEET o picaridina non sono cancerogeni. In passato c erano repellenti cancerogeni ma sono vietati e tolti dal commercio da tanti anni.

In europa per queste cose siamo ampiamente tutelati , sicuramente più di ogni altra parte del mondo , quindi non bisogna fare l'errore di aver paura di tutto e fare quindi cazzate come preferire le punture di insetti ai repellenti.
Come chi per cose banali non si cura perché "le medicine fanno male" poi finisce ricoverato o peggio in terapia intensiva e gli rimangono danni permanenti...
 
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Tc70

Entomobiker
20/4/11
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Picola ma carattarastica...
infatti dal momento che si è scoperto che sono cancerogeni CERTI (gruppo 1) hanno deciso di bandirli, ed è giustissimo

giusto per ricordare altri cancerogeni certi sono alcool etilico (birra, vino, superalcolici ecc..), carni lavorate (salumi) , PM 2.5 (presente in molte città) , gas di scarico motori diesel, benzene, ecc.. ecc..
Infatti da almeno 60 anni siamo pieni di merda, e non a caso proprio negli ultimi 60 anni, sono potenzialmente aumentati i tumori, oggi con studi più specifici si è iniziato finalmente ad accorgersi e a metter dei paletti...ma caz...non me lo potete togliere il culatello di Zibello e ne tantomeno il Barolo cunense :-| ...mio nonno è mancato che aveva quasi 90 anni...e fino all ultimo, MS in bocca, e bicchiere di vino sul tavolo...
E in tal proposito mi vengono in mente loro e si parla di oltre 30 anni fa...nudi e crudi ma veri...

 
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Makro

Biker fabetus
27/12/18
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Specialized Stumpjumper EVO 29'
Ci fosse qualche mega offerta che faccio spesa!!
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