Report Davide Dolfin: la storia del primo rider che ha saltato sul Giro d'Italia

ymarti

Biker imperialis
9/16/03
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Milano
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Specialized Demo 8 26 oldschool & Nukeproof Mega 29 newschool
Cavoli. Grande per ideazione, costruzione e realizzazione.
Peccato sotto non ci fosse il gruppone ma location bella.
 
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edosossi

Biker tremendus
4/3/08
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Marina di Carrara
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Olympia Pro Tech
Quando ti senti dire "non puoi farlo" ma ti scatta qualcosa dentro che ti dice "ora ti dimostro che posso farlo" ;-)

Peccato solo per il fatto che non ci fosse almeno un partecipante del Giro sotto ma tanta roba: alla fine ci si può riprovare il prossimo anno
 

die.davide

Biker novus
9/21/10
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Mandello del Lario (LC)
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s&m
bravo, ma l'avrai ammazzato l'amico?
Ahah no, anzi… sono assolutamente felice e grato di aver potuto contare su una persona che ha guardato prima alla mia salvaguardia piuttosto che scegliere il momento più “spettacolare”. Siamo in un momento storico in cui tutte le foto, video, notizie si basano sull’effetto “wow”, ma a me non interessa, l’obiettivo era quello di costruire e riuscire nell’impresa, non quello di produrre lo scatto perfetto per stupire la gente o pendere likes sui social (che non ho). Questo “errore” ha reso ancora più reale l’esperienza: la realtà non è perfetta, come quella foto.
 

Claudio66

Biker novus
11/6/12
38
35
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Genova
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Ecco, magari non provarci il prossimo anno o negli anni a venire: il motivo? Ce ne sono mille, strano che non te ne sia venuto in mente nessuno, però uno te lo suggerisco io: Rispetto verso atleti che sono impegnati in uno sforzo che pochi immaginano.
 

die.davide

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s&m
Ecco, magari non provarci il prossimo anno o negli anni a venire: il motivo? Ce ne sono mille, strano che non te ne sia venuto in mente nessuno, però uno te lo suggerisco io: Rispetto verso atleti che sono impegnati in uno sforzo che pochi immaginano.
Due cose erano fondamentali prima ancora che potessi pensare a questo salto: 1) la sicurezza e l'incolumità degli atleti che sarebbero eventualmente passati sotto di me 2) il rispetto del loro gesto sportivo. Da qui la consapevolezza di non dover creare una distrazione per chi stava andando a vincere la tappa e ancora più importante la riduzione a zero della possibilità di commettere errori. Il concetto di base stava nel creare in un unico istante un legame, una fusione tra due mondi (quello della bici su strada e del freeride mtb) che son partiti dalla stesso seme -la passione per la bici- ma che hanno seguito due evoluzioni diverse, quasi contrapposte. La professionalità c'è stata sia da parte dei corridori del giro, sia da parte di chi ha saltato, anche se capisco che non è facile da rapportare, perché appunto parliamo di due gesti atletici molto diversi ed ottimizzati specificamente per ciascuna disciplina. La mancanza di rispetto c'è nel momento in cui ci si dimentica l'amore comune per la bici, strumento interpretabile in qualunque forma si voglia.
 
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Claudio66

Biker novus
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Due cose erano fondamentali prima ancora che potessi pensare a questo salto: 1) la sicurezza e l'incolumità degli atleti che sarebbero eventualmente passati sotto di me 2) il rispetto del loro gesto sportivo. Da qui la consapevolezza di non dover creare una distrazione per chi stava andando a vincere la tappa e ancora più importante la riduzione a zero della possibilità di commettere errori. Il concetto di base stava nel creare in un unico istante un legame, una fusione tra due mondi (quello della bici su strada e del freeride mtb) che son partiti dalla stesso seme -la passione per la bici- ma che hanno seguito due evoluzioni diverse, quasi contrapposte. La professionalità c'è stata sia da parte dei corridori del giro, sia da parte di chi ha saltato, anche se capisco che non è facile da rapportare, perché appunto parliamo di due gesti atletici molto diversi ed ottimizzati specificamente per ciascuna disciplina. La mancanza di rispetto c'è nel momento in cui ci si dimentica l'amore comune per la bici, strumento interpretabile in qualunque forma si voglia.
Il tuo ragionamento sulla "fusione tra due mondi" starebbe in piedi solo se " i due mondi " avessero condiviso prima la performance. Non pensi che il mondo dei Pro della bdc ne abbia le scatole piene di esibizionismi di varia forma e natura?
Allez Opi Omi !!
 

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