Coast2Coast One Edition

Phendragon

Biker popularis
26/6/06
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Palermo
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Azz!! Ho appena finito di leggere il racconto dettagliato delle vostre avventure. Non ho parole, ma a vostro onore mi ritornano in mente i versi dell'immortale Bardo.

Va’ a proclamare per tutti i reparti
che se ci sia qualcuno in mezzo a loro
che non si senta di prendere parte
a questo scontro, se ne vada a casa:
riceverà il suo bel lasciapassare
e gli saranno messe nella borsa
le corone pel viaggio di ritorno.
Non vogliamo morire con nessuno
ch’abbia paura di morir con noi.
Da noi in Inghilterra questo giorno
è la festa di Santo Crispiniano; chi a questo giorno sopravviverà
ed avrà la fortuna d’invecchiare,
ogni anno, alla vigilia della festa,
radunerà i vicini intorno a sé:
“Domani è San Crispino e Crispiniano”,
dirà e, rimboccandosi le maniche
ed esibendo le sue cicatrici,
“Queste son le ferite
che ho toccate nel dì di San Crispino”.
I vecchi sono facili all’oblio,
ma lui avrà obliato tutto il resto,
non però la memoria di quel giorno,
anzi infiorando un poco quel ricordo
per quel che ha fatto lui personalmente.
E allora i vostri nomi, alle sue labbra
già stati famigliari - Caio Mario,
e Zio Crazy, Runner 54, Bibimetallo,
Vertec, Mhulo - gli ritorneranno
vivi alla mente tra i boccali colmi,
e il brav’uomo tramanderà a suo figlio
questa nostra vicenda;
ed i Santi Crispino e Crispiniano,
da questo giorno alla fine del mondo
non passeranno più la loro festa
senza che insieme a loro
non s’abbia a ricordarsi anche di noi;
di questi noi felicemente pochi,
di questa nostra banda di fratelli:
perché chi oggi verserà il suo sangue
sarà per me per sempre mio fratello
e, per quanto sia umile di nascita,
questo giorno lo nobiliterà;
e quei nobili che in Inghilterra
ora dormon ancor nei loro letti,
si dovran reputare sfortunati
per non essere stati qui quest’oggi,
e si dovran sentire sminuiti
perfino nella essenza d’uomini
quando si troveranno ad ascoltare
alcuno ch’abbia con noi combattuto
il dì di San Crispino.

(Enrico V Shakespeare. Discorso del Re alla vigilia della battaglia di Agincourt)

E porca puttana io non c'ero.
 
Azz!! Ho appena finito di leggere il racconto dettagliato delle vostre avventure. Non ho parole, ma a vostro onore mi ritornano in mente i versi dell'immortale Bardo.

Va’ a proclamare per tutti i reparti
che se ci sia qualcuno in mezzo a loro
che non si senta di prendere parte
a questo scontro, se ne vada a casa:
riceverà il suo bel lasciapassare
e gli saranno messe nella borsa
le corone pel viaggio di ritorno.
Non vogliamo morire con nessuno
ch’abbia paura di morir con noi.
Da noi in Inghilterra questo giorno
è la festa di Santo Crispiniano; chi a questo giorno sopravviverà
ed avrà la fortuna d’invecchiare,
ogni anno, alla vigilia della festa,
radunerà i vicini intorno a sé:
“Domani è San Crispino e Crispiniano”,
dirà e, rimboccandosi le maniche
ed esibendo le sue cicatrici,
“Queste son le ferite
che ho toccate nel dì di San Crispino”.
I vecchi sono facili all’oblio,
ma lui avrà obliato tutto il resto,
non però la memoria di quel giorno,
anzi infiorando un poco quel ricordo
per quel che ha fatto lui personalmente.
E allora i vostri nomi, alle sue labbra
già stati famigliari - Caio Mario,
e Zio Crazy, Runner 54, Bibimetallo,
Vertec, Mhulo - gli ritorneranno
vivi alla mente tra i boccali colmi,
e il brav’uomo tramanderà a suo figlio
questa nostra vicenda;
ed i Santi Crispino e Crispiniano,
da questo giorno alla fine del mondo
non passeranno più la loro festa
senza che insieme a loro
non s’abbia a ricordarsi anche di noi;
di questi noi felicemente pochi,
di questa nostra banda di fratelli:
perché chi oggi verserà il suo sangue
sarà per me per sempre mio fratello
e, per quanto sia umile di nascita,
questo giorno lo nobiliterà;
e quei nobili che in Inghilterra
ora dormon ancor nei loro letti,
si dovran reputare sfortunati
per non essere stati qui quest’oggi,
e si dovran sentire sminuiti
perfino nella essenza d’uomini
quando si troveranno ad ascoltare
alcuno ch’abbia con noi combattuto
il dì di San Crispino.

(Enrico V Shakespeare. Discorso del Re alla vigilia della battaglia di Agincourt)

E porca puttana io non c'ero.


Io c'ero ed il discorso di Enrico V mi colma il petto di orgoglio.
Tu fosti con noi in altra tenzone, nel giorno di S. Finale (ligure).
Grazie, Phendragon.:celopiùg:
 

ziocrazy

Biker assatanatus
Nuove gallerie fotografiche della C2C appena postate.

22.JPG
http://www.coast2coast.it/wp-content/gallery/ignazz/22.JPG


www.coast2coast.it
 

ziocrazy

Biker assatanatus
Io voglio il portachiavi o la maglietta o la cravatta o le mutande del C2C Edition One survivor!!!

a qualcosa avremmo pensato, ma gli impegni incalzanti della Giunone DH non ci hanno lasciato sufficiente tempo e serenità mentale...

Se siete disposti vedremo di "coniare" una maglietta o una felpa della C2C
con la scritta finisher e di dividerne il costo che dipenderà dalle quantità un pò come è stato fatto nella manfestazione menzionata.
L'occasione di ritrovo dei Ccoaster potrebbe essere la data (7 dicembre) della Gran Fondo dei tre Comuni, per la quale dovremmo metterci al lavoro
non appena conclusa la Giunone DH.
 
a qualcosa avremmo pensato, ma gli impegni incalzanti della Giunone DH non ci hanno lasciato sufficiente tempo e serenità mentale...

Se siete disposti vedremo di "coniare" una maglietta o una felpa della C2C
con la scritta finisher e di dividerne il costo che dipenderà dalle quantità un pò come è stato fatto nella manfestazione menzionata.
L'occasione di ritrovo dei Ccoaster potrebbe essere la data (7 dicembre) della Gran Fondo dei tre Comuni, per la quale dovremmo metterci al lavoro
non appena conclusa la Giunone DH.

Favorevole!

http://it.youtube.com/watch?v=Cfrh-xyYGiE
 
In questi giorni ho dato un'occhiata al road book della C2C Ed. One e mi si sono risvegliate delle sensazioni forti. Voglio rendervi partecipi anche se non ve ne fotte niente.

Vi ho già annoiato con i miei resoconti sulle prime due tappe della C2C, ma da tempo sento il bisogno di esternare quello che ho vissuto durante la terza tappa, forse la più bella. Per non essere prolisso mi concentrerò sulla parte finale, quella che ci ha portato a Portella Vento dopo una salita veramente dura. Riuscire a fare in sella l'ultimo strappetto prima del passo è stata una grande soddisfazione per molti e mi è capitato di provare emozioni che non provavo da quando ero un vero atleta, con le lacrime che era difficile reprimere al traguardo dopo uno sforzo durato ore ed ore.

Ma l'emozione solitaria (cioè segaiola) relativa all'"esserci riuscito" è stata ben poca cosa rispetto alla condivisione corale con gli altri compagni d'avventura della gioia per il superamento della difficoltà e per il soave ed agognato paesaggio verde del bosco della Ficuzza sotto lo sguardo impenetrabile di Rocca Busambra. Desidero fugare ogni dubbio: mi stanno sulle palle quelli che pretendono di vestire un gesto sportivo o un'impresa alpinistica o una passeggiata come la nostra C2C di chissà quale motivazione etica: preferisco ammettere a me stesso che, molto meno nobilmente, certe cose si fanno perché danno piacere, fanno godere... fanno godere da soli (poco) e in compagnia (molto). E con l'età che avanza :il-saggi:, checché ne dicano Caino e Abele (alias Massimo e Totò), meglio trovarsi dei piaceri alternativi a quelli del talamo :smile::smile::smile::smile: . Almeno questa è la mia opinione.

E tornando a Portella Vento: quei momenti saranno per sempre tra i miei ricordi più belli. Per esempio il tifo calcistico per Marianna che veniva su in sella e le altre nostre compagne di viaggio, ormai mature per fare la pipì in piedi con gesto marziale, dopo le prove ignaziane (ignaziane alla La Russa, intendo) superate. Riconosco di essere un pò una femminuccia, ma così come è successo il giorno dopo a Mondello, a Portella Vento ho dovuto nascondere più volte ed a lungo il mio viso coperto di stupide lacrime. Le emozioni erano troppo forti e, per il loro carattere di condivisione, le ricordo più simili a quelle provate quando mi è capitato di fare sport di squadra, in occasione di una partita di pallavolo vinta dopo 5 set tirati o dopo una staffetta di nuoto. Quelli meno gentili che mi leggeranno penseranno "E a mia chi mi cunti?" ma io me ne sbatto cordialmente i coglioni: tanto vi dovevo e tanto vi servo. E se proprio non riuscite a digerire o a ignorare quello che ho scritto, vi permetto di stampare queste poche righe su un foglio di carta morbida e usarlo per pulirvi dove non batte il sole.

Vi abbraccio, stronzi!
 

lappo

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3/2/08
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In questi giorni ho dato un'occhiata al road book della C2C Ed. One e mi si sono risvegliate delle sensazioni forti. Voglio rendervi partecipi anche se non ve ne fotte niente.

Vi ho già annoiato con i miei resoconti sulle prime due tappe della C2C, ma da tempo sento il bisogno di esternare quello che ho vissuto durante la terza tappa, forse la più bella. Per non essere prolisso mi concentrerò sulla parte finale, quella che ci ha portato a Portella Vento dopo una salita veramente dura. Riuscire a fare in sella l'ultimo strappetto prima del passo è stata una grande soddisfazione per molti e mi è capitato di provare emozioni che non provavo da quando ero un vero atleta, con le lacrime che era difficile reprimere al traguardo dopo uno sforzo durato ore ed ore.

Ma l'emozione solitaria (cioè segaiola) relativa all'"esserci riuscito" è stata ben poca cosa rispetto alla condivisione corale con gli altri compagni d'avventura della gioia per il superamento della difficoltà e per il soave ed agognato paesaggio verde del bosco della Ficuzza sotto lo sguardo impenetrabile di Rocca Busambra. Desidero fugare ogni dubbio: mi stanno sulle palle quelli che pretendono di vestire un gesto sportivo o un'impresa alpinistica o una passeggiata come la nostra C2C di chissà quale motivazione etica: preferisco ammettere a me stesso che, molto meno nobilmente, certe cose si fanno perché danno piacere, fanno godere... fanno godere da soli (poco) e in compagnia (molto). E con l'età che avanza :il-saggi:, checché ne dicano Caino e Abele (alias Massimo e Totò), meglio trovarsi dei piaceri alternativi a quelli del talamo :smile::smile::smile::smile: . Almeno questa è la mia opinione.

E tornando a Portella Vento: quei momenti saranno per sempre tra i miei ricordi più belli. Per esempio il tifo calcistico per Marianna che veniva su in sella e le altre nostre compagne di viaggio, ormai mature per fare la pipì in piedi con gesto marziale, dopo le prove ignaziane (ignaziane alla La Russa, intendo) superate. Riconosco di essere un pò una femminuccia, ma così come è successo il giorno dopo a Mondello, a Portella Vento ho dovuto nascondere più volte ed a lungo il mio viso coperto di stupide lacrime. Le emozioni erano troppo forti e, per il loro carattere di condivisione, le ricordo più simili a quelle provate quando mi è capitato di fare sport di squadra, in occasione di una partita di pallavolo vinta dopo 5 set tirati o dopo una staffetta di nuoto. Quelli meno gentili che mi leggeranno penseranno "E a mia chi mi cunti?" ma io me ne sbatto cordialmente i coglioni: tanto vi dovevo e tanto vi servo. E se proprio non riuscite a digerire o a ignorare quello che ho scritto, vi permetto di stampare queste poche righe su un foglio di carta morbida e usarlo per pulirvi dove non batte il sole.

Vi abbraccio, stronzi!

Porca miseria..... giusto ora che stavo cominciando a dimenticare! :rosik:

Mi ricordo bene la folla che acclamava mentre salivo a Portella Vento (erano già tutti là :-) ), tutti appollaiati sui massi che guardavano verso di me, e mi chiedevo perchè mai.
Ma forse nemmeno mi interessa saperlo il motivo, di certo però mi interessa esserci in questi momenti, e godermeli di istinto senza pensarci più di tanto.
Per me era l'ennesimo "scollinamento", ma uno dei più belli, il cambio di paesaggio notevole, di quà arida valle, di là verde montagne boscose.

P.S. Ma chi te lo ha detto che non batte mai il sole in quel posto?