Coast2Coast One Edition

2) Dal "Pigna d'oro" alla Valle del Sosio (22 agosto 2008)

La notte in qualche modo è passata... La mia senilità precoce mi ha, come al solito, reso abbastanza insonne con qualche puntatina in bagno grazie all'incontinenza... E durante una di queste passeggiate, uno dei miei compagni di stanza (non dirò chi è, solo che è alto un metro e novantaquattro :-) ) mi ha chiesto, per favore, di aprire la finestra perché moriva di caldo. Ho aperto perché non era freddo per nulla (col senno di poi per fortuna: il ritorno al buio della sera prima sarebbe stato più problematico se ci fossero state le usuali temperature dei 1000 metri di quota) ma L' "ACCALDATO" SI ERA CORICATO IN JEANS CON I CALZETTONI AI PIEDI!!!

La mattina dopo abbiamo faticato molto a metterci in moto... la stanchezza, qualche bici da mettere a posto con interventi anche radicali e la coscienza che la tappa era molto meno lunga della prima hanno fatto sì che lasciassimo Santo Stefano di Quisquina con il sole già bello alto e caldo, dopo un lungo rifornimento di acqua e pesche. Bel percorso con tratti tecnici, in parte lungo il tracciato di una ferrovia dismessa, fino a Bivona e poi abbiamo cominciato a salire, prima su asfalto e poi su sterrato pedalabile ma tosto, fino all'ora di pranzo.

Dopo il pranzo, movimentato da qualche acrobazia di Adrenalina e concluso, come di consueto, da Totò e Massimo M. con un pò di prese per i fondelli reciproche e l'immancabile sigarettina, altra salita ma, questa volta, tecnica ed impegnativa per entrare in un territorio che, sebbene montelusano di nascita e nel sangue, sconoscevo se non per sentito dire: prati (magari secchi in questa stagione), cavalli allo stato brado, boschi veri, non di Eucaliptus come "sotto Giunone" (i montelusani sanno di cosa parlo)... acqua! Proprio acqua, non quella delle bottiglie di plastica e dei bidoni! E dopo un pò di salita comoda in un paesaggio incantato, una discesa verso il bosco di Rifesi che i freerider si sono goduti moltissimo. Io me la sono goduta un pò meno, con l'olio dei freni surriscaldato e bolle che mi facevano andare a fondo la leva senza produrre una frenata efficace. Alla fine siamo giunti alla casa della Forestale ed è cominciato un pomeriggio in cui Franco, Alessandro e Salvo hanno dato il meglio di sè.

Mancava il gruppo elettrogeno e la scorta d'acqua era risicata. In più c'era da accompagnare
a Ribera Peppe Giubal (impegnato nel trasloco il giorno dopo), perché aveva perso ormai il bus da Burgio. E anche Vittorio, nonostante la volontà di ferro, ha dovuto purtroppo abbandonare la C2C per problemi di freni non risolvibili: canciati a bicicletta, Vittò!!! E in più c'era da procurare cibo e bevande per la banda...

Dicevamo del pomeriggio folle dei Tedeschi: mentre tutti gli altri si docciavano e si rimettevano in sesto, e dopo un pò di telefonate di fuoco per riuscire a riottenere il gruppo elettrogeno, loro sono partiti, senza doccia e ancora sudati, impruvulazzati e fitusi, per affrontare un tardo pomeriggio molto avventuroso. La Panda si è guastata ed ha richiesto una lunga riparazione conclusasi a buio. L'unico mezzo rimasto è servito per accompagnare Giubal e Vittorio, e poi per andare a procurare vivande e gasolio, visto che il gruppo elettrogeno, finalmente ricomparso, ne era sprovvisto. Il tempo passava e la luce solare si affievoliva e la banda cominciava a perdere la fede nello Zio... Ma quando ormai qualcuno temeva di dover passare una notte a stomaco vuoto e al buio, ecco il miracolo: la panda e il furgone con le luci accese che fanno il loro ingresso trionfale, carichi di ogni ben di Dio!!! Pasta al forno, sasizza, formaggio, olive, ricotta, pane, frutta, birra, vino, bevande gassate, merendine e succhi per la colazione, GASOLIO per il gruppo elettrogeno: il tutto in quantità industriale!!!

Ed allora arrustuta di sasizza alla grande, sorrisi, abbracci....

E gli occhi scintillanti dello Zio (sempre lordo, impruvulazzato e fetente a notte già fonda per non aver avuto tempo di respirare), felice per aver saputo ancora una volta far fronte, con il suo impegno ed il suo problem-solving fimminino, alle difficoltà derivanti principalmente dal vivere ed operare in una terra afflitta non solo dalla mafia ma anche dal virus della burocrazia che ostacola sempre e, nella migliore delle ipotesi, concede come favore personale ciò che sarebbe un diritto.

La notte è iniziata con qualche difficoltà per alcuni probi viri che volevano dormire presto: vuoi per la breve tappa ed il poco affaticamento, vuoi per la bella atmosfera creatasi grazie alla bella cena, molti avevano poca voglia di dormire. Ma dopo qualche scaramuccia verbale tutto si è chetato (tranne la tromba di Gnazzio!!!) e anche intorno al pianale del furgone, occupato dai Fierottoli, è sceso il silenzio.

Continua....
 

ziocrazy

Biker assatanatus
benedè che dire....il tuo scritto rappresenta per me una ricompensa per le fatiche ed ipensieri sopportati in quel periodo... MA mi sopravvaluti...dovevo e dovevamo giocoforza affrontare tutte le situazioni....ma alla fine si fa esperienza anche come organizzatori...
 
quella è arte

muloqz9kf1.jpg


E questo e' Mhulo!