Il discorso di @ant è assolutamente condivisibile, dato che, secondo il ragionamento da lui citato, un ragazzino palesemente non portato per un futuro nel professionismo non avrebbe nessuna ragione di continuare a competere. Ragionamento che io non sposo per nulla, siccome l'agonismo e la competizione vanno ben oltre il mero scopo di lucro, secondo me.
Guarda, restando proprio in ambito ciclismo.
Mio figlio corre, da quando aveva 6 anni.
E' un talento? no, non credo proprio.
Se la cava? adesso sì, in passato meno.
Sogna di fare il pro? A 15 anni certo che si, anche perchè fra i suoi compagni di squadra qualcuno ci è riuscito.
Uno dei suoi amici è due volte campione europeo, è normale che sogni di essere come lui.
Secondo te, io o i suoi allenatori dovremmo dirgli che non sarà mai come il suo amico?
In cuor suo lo sa già, ma è normale alla sua età metterci l'anima e provare a cambiare il destino.
Lo sport e l'agonismo ti insegnano anche questo, che "partita non è finita finchè arbitro non fischia"
E cmq una volta mio figlio mi faceva vedere le classifiche giovanili di 10/15/20 anni fa.
Non sarete stupiti di scoprire che sul podio c'erano spesso nomi come Martina Berta, Braidot, Fontana e molti pro attuali, a conferma di quello che dicevi sul fatto che spesso i talenti si vedono, anche da giovani.
Fast forward a un 40enne: dovrebbe smettere solo perchè sa già che non farà mai il biker di professione?
la domanda è sciocca, e infatti nessun amatore se la pone.
Poi si può non essere interessati alla questione: legittimo e nel mondo mtb sono la maggioranza dei praticanti.
Così come ci sono quelli che giocano a tennis solo con gli amici e quelli che passano da un torneo all'altro.
Mica sognano di diventare Sinner, sono solo approcci diversi