News La triste fine del XC e dell'enduro, sviluppi

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ledesma

Biker serius
6/11/10
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torreglia colli eugenei
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Per me dire faccio le gare, era un simbolo di prestigio , uno scalino superiore , parliamo degli anni 90, che c’è l’avevi a fare la biciclettina curata con il componente figo sbavato sulle riviste, per fare il giretto del casso la domenica? “l’agonismo” è uno stato mentale, si alimentava con le uscite tra amici e si consacrava con la garetta della domenica.poi anche se arrivavi quello che arrivavi , avevi comunque portato il numero sotto il traguardo.parlo di gare amatoriali xc,quelle che i regolamenti federali decidevano a livello di distanza ecc adatte agli amatori, quelli che prima di tutto lavorano e poi grattano il muro del tempo per allenarsi per la propria passione. Poi è arrivato altro e altro e altro ancora.
 

ant

Biker marathonensis
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Tra i due laghi e il Moncuni
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Arc8 Evolve FS "Goldfinger" - Santa Cruz HT "Orangina" - Fondriest Dardo
Parlo per me, e per altri che conosco.

Qualcuno è ossessionato dallo spirito agonistico ma, siamo onesti, conosco anche gente ossessionata dal tennis dalle moto o dalle donne. Ognuno se la vive come vuole.

Senza arrivare a essere ossessionati oggi però per stare in gara un po' di sale ce lo devi mettere: ore in bici un minimo di preparazione atletica ed anche tecnica ecc.
Parlo di stare in gara, non di fare classifica.

Per me, il gioco di "stare in gara" è lo stimolo a migliorare e poi quelli che più o meno corrono sono rimasti gli ultimi a non usare l'ebike (legittima non apriamo il flame, ma se non ti piace cerchi la compagnia di chi non ce l'ha).

Lo stimolo agonistico ti tiene cmq alta la motivazione (per me è così. I soldi spesi non li conto come per qualsiasi passione. oggettivamente è diventato un hobby da benestanti correre non lo nego. Una volta era più Easy).
Se faccio un giro cazzeggio con gli amici "no corse" diventa cazzeggio lo so. Bello, divertente ma cazzeggio.
Se esco con i compagni di squadra in mezzo alle chiacchiere si cerca di spingere e di fermarsi poco per i selfie. Unisco il divertimento a una pratica sportiva.

Ma è vero che siamo sempre meno quelli che la vedono così, quindi ci sta che sia tutto in crisi.
 

picca

Biker paradisiacus
24/6/14
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Frontino basco
Quindi , per te , deduco che dovrebbe esistere solo sport professionistico o semi .
Quindi le gare anni 90 inizi 2000 con centinaia e centinaia di iscritti che volenti o no hanno contribuito alla crescita della mtb non hanno avuto senso ?
Il problema è lo sport amatoriale vissuto come se fosse professionistico.
 
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rickyvic

Biker ultra
13/11/13
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santa cruz megatower
Penso che essendo oramai uno sport di nicchia le gare nazionali devono avere l accompagno della gara per amatori cosi si ammortizza. Come ews che si finanzia con la gara amatori qualificazione. Ebike e' uno sport a se, motoristico, non si dovrebbero percorrere gli stessi trail almeno in salita, le gare dovrebbero essere differenti e non lo sono.
 

VinciTrail

Biker grossissimus
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Questa secondo me è la motivazione principale che sta sopra tutte le altre.

La gente che partecipa a gare amatoriali rispetto a 10/15 anni fa è totalmente cambiata, tanti amatori sono realmente più fissati di un professionista:
_ bici curate a livello maniacale
_ preparatore
_ nutrizionista
_ allenamenti specifici su rulli e misuratore di potenza
_ quantità esagerate di ore dedicate per allenarsi

Tutto questo poi cosa ha portato? Che invece tanti "amatori veri" con la pancetta e che si allenano solo 2 volte a settimana a sensazione, quando hanno visto un evoluzione del genere hanno smesso di far gare o si sono addirittura dati a ebike o gravel, dove lo spirito è ancora quello "pane e salame".
spesso mi ritrovo in quello che scrivi, ma sta giro dissento..
dire che alle gare c'è meno partecipazione perchè è cambiato il trend e tra virgolette dare la colpa a chi si fà il mazzo, si allena e partecipa alle gare seriamente, mi pare un pò ipocrita.

Stesso discorso, per chi dice che non vale la pena partecipare alla gara X che costa Y per vincere una mortadella.
Credo che nessun amatore sano di mente (per quanto forte sia), si iscrive ad una qualsiasi gara con la motivazione del premio in palio.

Come ho scritto altre volte io ho molti amici e conoscenti che gareggiano (Elite Sport, Master di varie categorie ecc..) e tutti gareggiano con lo spirito di migliorarsi, di competere con gli amici e/o avversari storici del circuito ecc.. ecc.. e parlo anche di M5/M6 con molti anni di esperienza. E parlo anche di gente che ha vinto la maglia di leader Circuito, gente che ha vinto l'Assietta Legend 2025 ecc.. ecc..

A MIO parere la crisi o il calo di partecipazione è dovuto ad una serie di fattori e sicuramente uno dei principali è il carico di lavoro, responsabilità e obblighi verso chi organizza e in ugual misura un aumento dei prezzi (non solo iscrizione ma logistica in generale) per chi partecipa.

Con tutto il rispetto di questo mondo, ma spendere qualche centinaio di € (non ricordo esattamente il corso di iscrizione, ma c'è da considerare anche tutta la logistica) per fare la DSB che a detta di molti puoi fare anche con una gravel, da un certo punto di vista mi meraviglio che sia durata così tanto.
Dal MIO punto di vista trovo molto più giustificabile gli 80€ (facciamo 200€ compreso eventuale logistica) per la Mythos Primiero che è una signora gara MTB!
 
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ant

Biker marathonensis
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Tra i due laghi e il Moncuni
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Arc8 Evolve FS "Goldfinger" - Santa Cruz HT "Orangina" - Fondriest Dardo
Questa secondo me è la motivazione principale che sta sopra tutte le altre.

La gente che partecipa a gare amatoriali rispetto a 10/15 anni fa è totalmente cambiata, tanti amatori sono realmente più fissati di un professionista:
_ bici curate a livello maniacale
_ preparatore
_ nutrizionista
_ allenamenti specifici su rulli e misuratore di potenza
_ quantità esagerate di ore dedicate per allenarsi

Tutto questo poi cosa ha portato? Che invece tanti "amatori veri" con la pancetta e che si allenano solo 2 volte a settimana a sensazione, quando hanno visto un evoluzione del genere hanno smesso di far gare o si sono addirittura dati a ebike o gravel, dove lo spirito è ancora quello "pane e salame".
premesso che il trend è vero (ed è il gatto che si morde la coda) secondo me però non è la causa, ma l'effetto.

Quelli che la prendevano "molto seriamente" c'erano anche una volta, però c'erano anche tutti gli altri. (gli amatori veri con la pancetta, come li hai definiti). E infatti le manifestazioni clou avevano 500 bikers almeno in griglia.

Oggi gli "amatori veri" hanno altre alternative (l'ebike e la gravel in primis) che hanno lo spirito del raduno e della condivisione dell'esperienza, senza l'agonismo e tutto ciò che comporta. Quindi, come hai scritto anche tu, fanno altro e alle gare rimangono solo gli "amatori evoluti" o "wannabe pro" a seconda di come la vedi.

Cioè 4 gatti e il giocattolo non sta più in piedi per gli organizzatori.

Sul discorso di essere ridicoli, la salamella, mi faccio il giro da solo ecc. significa non aver capito il senso di una competizione.
Allora anche i nostri figli che giocano a calcio/tennis/pallavolo sono ridicoli perchè competono nelle categorie della parrocchia e - tolte le eccezioni - non saranno mai pro?

L'agonismo esiste a tutti i livelli, dalla gara di quartiere ai campionati del mondo.
A ognuno il suo.
 

lorenzom89

Biker paradisiacus
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emilia romagna
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premesso che il trend è vero (ed è il gatto che si morde la coda) secondo me però non è la causa, ma l'effetto.

Quelli che la prendevano "molto seriamente" c'erano anche una volta, però c'erano anche tutti gli altri. (gli amatori veri con la pancetta, come li hai definiti). E infatti le manifestazioni clou avevano 500 bikers almeno in griglia.

Oggi gli "amatori veri" hanno altre alternative (l'ebike e la gravel in primis) che hanno lo spirito del raduno e della condivisione dell'esperienza, senza l'agonismo e tutto ciò che comporta. Quindi, come hai scritto anche tu, fanno altro e alle gare rimangono solo gli "amatori evoluti" o "wannabe pro" a seconda di come la vedi.

Cioè 4 gatti e il giocattolo non sta più in piedi per gli organizzatori.

Sul discorso di essere ridicoli, la salamella, mi faccio il giro da solo ecc. significa non aver capito il senso di una competizione.
Allora anche i nostri figli che giocano a calcio/tennis/pallavolo sono ridicoli perchè competono nelle categorie della parrocchia e - tolte le eccezioni - non saranno mai pro?

L'agonismo esiste a tutti i livelli, dalla gara di quartiere ai campionati del mondo.
A ognuno il suo.
Si è vero anche il tuo discorso, più centrato del mio.

Sui giovani però ha più senso la competizione "vera" perché da giovani c'è la possibilità di scoprirsi talentuosi e di tirare fuori qualche campione o di farne comunque un lavoro, cosa che da grande sicuramente non esiste.
 

Offroad93

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Si è vero anche il tuo discorso, più centrato del mio.

Sui giovani però ha più senso la competizione "vera" perché da giovani c'è la possibilità di scoprirsi talentuosi e di tirare fuori qualche campione o di farne comunque un lavoro, cosa che da grande sicuramente non esiste.

Non sono d'accordo. Salvo rari casi in cui un ragazzo "sboccia" inaspettatamente tardi, normalmente il campioncino, o comunque quello con le carte in regola per diventare un futuro pro, ad occhi esperti si nota subito o quasi.
Nei campetti di provincia, infatti, è pieno di ragazzini con i piedi quadrati che chiaramente non arriveranno mai da nessuna parte. E chiedo scusa per la schiettezza, ma è la realtà, vista da uno che è stato uno di quei ragazzini, ed ora si è dato alla mtb, sport che gli riesce decisamente peggio :))):
Il discorso di @ant è assolutamente condivisibile, dato che, secondo il ragionamento da lui citato, un ragazzino palesemente non portato per un futuro nel professionismo non avrebbe nessuna ragione di continuare a competere. Ragionamento che io non sposo per nulla, siccome l'agonismo e la competizione vanno ben oltre il mero scopo di lucro, secondo me.
 
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Arc8 Evolve FS "Goldfinger" - Santa Cruz HT "Orangina" - Fondriest Dardo
Il discorso di @ant è assolutamente condivisibile, dato che, secondo il ragionamento da lui citato, un ragazzino palesemente non portato per un futuro nel professionismo non avrebbe nessuna ragione di continuare a competere. Ragionamento che io non sposo per nulla, siccome l'agonismo e la competizione vanno ben oltre il mero scopo di lucro, secondo me.
Guarda, restando proprio in ambito ciclismo.
Mio figlio corre, da quando aveva 6 anni.
E' un talento? no, non credo proprio.
Se la cava? adesso sì, in passato meno.
Sogna di fare il pro? A 15 anni certo che si, anche perchè fra i suoi compagni di squadra qualcuno ci è riuscito.
Uno dei suoi amici è due volte campione europeo, è normale che sogni di essere come lui.

Secondo te, io o i suoi allenatori dovremmo dirgli che non sarà mai come il suo amico?
In cuor suo lo sa già, ma è normale alla sua età metterci l'anima e provare a cambiare il destino.
Lo sport e l'agonismo ti insegnano anche questo, che "partita non è finita finchè arbitro non fischia"

E cmq una volta mio figlio mi faceva vedere le classifiche giovanili di 10/15/20 anni fa.
Non sarete stupiti di scoprire che sul podio c'erano spesso nomi come Martina Berta, Braidot, Fontana e molti pro attuali, a conferma di quello che dicevi sul fatto che spesso i talenti si vedono, anche da giovani.

Fast forward a un 40enne: dovrebbe smettere solo perchè sa già che non farà mai il biker di professione?
la domanda è sciocca, e infatti nessun amatore se la pone.

Poi si può non essere interessati alla questione: legittimo e nel mondo mtb sono la maggioranza dei praticanti.
Così come ci sono quelli che giocano a tennis solo con gli amici e quelli che passano da un torneo all'altro.
Mica sognano di diventare Sinner, sono solo approcci diversi
 

Offroad93

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Guarda, restando proprio in ambito ciclismo.
Mio figlio corre, da quando aveva 6 anni.
E' un talento? no, non credo proprio.
Se la cava? adesso sì, in passato meno.
Sogna di fare il pro? A 15 anni certo che si, anche perchè fra i suoi compagni di squadra qualcuno ci è riuscito.
Uno dei suoi amici è due volte campione europeo, è normale che sogni di essere come lui.

Secondo te, io o i suoi allenatori dovremmo dirgli che non sarà mai come il suo amico?
In cuor suo lo sa già, ma è normale alla sua età metterci l'anima e provare a cambiare il destino.
Lo sport e l'agonismo ti insegnano anche questo, che "partita non è finita finchè arbitro non fischia"

E cmq una volta mio figlio mi faceva vedere le classifiche giovanili di 10/15/20 anni fa.
Non sarete stupiti di scoprire che sul podio c'erano spesso nomi come Martina Berta, Braidot, Fontana e molti pro attuali, a conferma di quello che dicevi sul fatto che spesso i talenti si vedono, anche da giovani.

Fast forward a un 40enne: dovrebbe smettere solo perchè sa già che non farà mai il biker di professione?
la domanda è sciocca, e infatti nessun amatore se la pone.

Poi si può non essere interessati alla questione: legittimo e nel mondo mtb sono la maggioranza dei praticanti.
Così come ci sono quelli che giocano a tennis solo con gli amici e quelli che passano da un torneo all'altro.
Mica sognano di diventare Sinner, sono solo approcci diversi

Hai centrato il punto.
Lo sport agonistico dovrebbe appunto insegnare valori come questi e forgiare il carattere. Poi l'ambire al professionismo in un ragazzo è il mezzo per apprendere tali valori, ma non il fine, dato che solo una percentuale misera ce la fa realmente.
Negli adulti invece, i quali dovrebbero aver maturato determinate consapevolezze, questo concetto dovrebbe essere ben chiaro, e l'adulto dovrebbe capire che l'agonismo ha un fine diverso, proprio perché oltre i 25-30 anni non hai più ambizioni, quindi l'unica è quella di forgiare il carattere e consolidarsi come persona, cose che non bisognerebbe mai smettere di perseguire a mio avviso, a qualsiasi età.

Chi non ha compreso questi concetti ovviamente non concepisce l'agonismo in età adulta. Ed è normale in una società arrivista che punta ad un guadagno oppure ad un vago divertimento (cazzeggio).
A questo punto allora non dovrebbe nemmeno esistere lo studio e la laurea in tarda età.
 

sportbackman

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Hai centrato il punto.
Lo sport agonistico dovrebbe appunto insegnare valori come questi e forgiare il carattere. Poi l'ambire al professionismo in un ragazzo è il mezzo per apprendere tali valori, ma non il fine, dato che solo una percentuale misera ce la fa realmente.
Negli adulti invece, i quali dovrebbero aver maturato determinate consapevolezze, questo concetto dovrebbe essere ben chiaro, e l'adulto dovrebbe capire che l'agonismo ha un fine diverso, proprio perché oltre i 25-30 anni non hai più ambizioni, quindi l'unica è quella di forgiare il carattere e consolidarsi come persona, cose che non bisognerebbe mai smettere di perseguire a mio avviso, a qualsiasi età.

Chi non ha compreso questi concetti ovviamente non concepisce l'agonismo in età adulta. Ed è normale in una società arrivista che punta ad un guadagno oppure ad un vago divertimento (cazzeggio).
A questo punto allora non dovrebbe nemmeno esistere lo studio e la laurea in tarda età.
Infatti ogni cosa ha la sua età ed il suo tempo,il resto trova il tempo che trova.
 
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Non sono d'accordo. Salvo rari casi in cui un ragazzo "sboccia" inaspettatamente tardi, normalmente il campioncino, o comunque quello con le carte in regola per diventare un futuro pro, ad occhi esperti si nota subito o quasi.
Nei campetti di provincia, infatti, è pieno di ragazzini con i piedi quadrati che chiaramente non arriveranno mai da nessuna parte. E chiedo scusa per la schiettezza, ma è la realtà, vista da uno che è stato uno di quei ragazzini, ed ora si è dato alla mtb, sport che gli riesce decisamente peggio :))):
Il discorso di @ant è assolutamente condivisibile, dato che, secondo il ragionamento da lui citato, un ragazzino palesemente non portato per un futuro nel professionismo non avrebbe nessuna ragione di continuare a competere. Ragionamento che io non sposo per nulla, siccome l'agonismo e la competizione vanno ben oltre il mero scopo di lucro, secondo me.
tra il bianco e il nero ci sono 1000 sfumature di grigio

è vero i campioncini si vedono subito ma anche se non sei un campioncino ma solo uno mediocre può anche essere che l'esperienza che ti fai da giovane ti porti a intraprendere altri tipi di carriera sempre nel settore, ad esempio come preparatore, massaggiatore, meccanico, istruttore, guida turistica, è pieno di esempi di giovani che sono finiti a fare questi mestieri
 

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Infatti ogni cosa ha la sua età ed il suo tempo,il resto trova il tempo che trova.

Penso piuttosto che con l'età si debba cambiare approccio e mentalità nelle cose.

Sfondarsi il sabato sera e fare casino è normale a 20 anni e ridicolo a 40 . Uscire e bere una birra con gli amici è assolutamente normale. Stessa attività, diverso approccio.
 

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tra il bianco e il nero ci sono 1000 sfumature di grigio

è vero i campioncini si vedono subito ma anche se non sei un campioncino ma solo uno mediocre può anche essere che l'esperienza che ti fai da giovane ti porti a intraprendere altri tipi di carriera sempre nel settore, ad esempio come preparatore, massaggiatore, meccanico, istruttore, guida turistica, è pieno di esempi di giovani che sono finiti a fare questi mestieri

Vero, ma quanti ragazzini che praticano intraprenderanno poi una carriera in quello sport? Pochi...
Per questo motivo dico che il fine di uno sport non è assolutamente la carriera. Ed è il motivo per cui molti giovani anche promettenti mollano.
 
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VinciTrail

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Infatti ogni cosa ha la sua età ed il suo tempo,il resto trova il tempo che trova.
"il resto trova il tempo che trova" per chi non ha un briciolo di amor proprio o voglia di sbattersi!

Puoi avere e trovare soddisfazioni anche a 50 anni correndo nelle categorie M5.. Lo fai per te stesso e per avere una soddisfazione personale. Cosa non da poco.
 

sportbackman

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"il resto trova il tempo che trova" per chi non ha un briciolo di amor proprio o voglia di sbattersi!

Puoi avere e trovare soddisfazioni anche a 50 anni correndo nelle categorie M5.. Lo fai per te stesso e per avere una soddisfazione personale. Cosa non da poco.
A queste età si trovano soddisfazioni anche a pedalare per i fatti tuoi,non hai bisogno di gareggiare per il nulla.
 

VinciTrail

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A queste età si trovano soddisfazioni anche a pedalare per i fatti tuoi,non hai bisogno di gareggiare per il nulla.
Ma certo, mi pare ovvio! Non sta scritto da nessuna parte che trovi soddisfazione SOLO gareggiando.
Puoi trovare soddisfazione anche facendo un giro impegnativo o facendo una bella uscita con compagni più giovani ecc.. ecc.. ecc..
Ma è altrettanto vero che non c'è nulla di male se il Pierino 50enne di turno si iscrive ad una qualsiasi gara con l'intento di farla seriamente per una soddisfazione personale. A prescindere dalla classifica.. partecipando dando il massimo. In entrambi i casi non ci vedo nulla di male.

C'è anche chi partecipa alle gare pur avendo problemi fisici di qualche tipo (e non parlo di disabili) eppure partecipano ugualmente. Fregandosene della classifica ma con la motivazione di fare bene ugualmente e farlo per se stessi! PS: io sono uno di quelli..

Trovo molto più "stupido" (passatemi il termine) chi si iscrive ad una gara, tanto per passare una domenica diversa e per sfondarsi nel pasta party. A quel punto lascia perdere e non ti iscrivere nemmeno.. (capaci che poi magari si lamentano pure se qualcosa non gli garba)
 

DrPeperino

Biker tremendus
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Tutti gli sport in cui c'è una grande partecipazione tendono a vedere il livello salire, le tecniche raffinarsi e in generale la competizione diventare sempre più serrata, rendendo più difficile al singolo emergere se non è un campione nato.

Il fatto che il ciclismo stia perdendo interesse perché col tempo il livello delle competizioni amatoriali sta salendo mi sembra in contraddizione con l'esperienza comune.
Nel migliore dei casi riuscirei a vederlo solo come la congiuntura di uno sport che sta comunque crescendo in popolarità, e in cui gli eventi agonistici a disposizione fossero proporzionalmente pochi rispetto all'interesse dei partecipanti e quindi alla domanda di tali eventi (e quindi tutti si riversano su quelli disponibili, con conseguente innalzamento del livello a quegli eventi).

Ma nel caso dell'XC sta succedendo l'opposto.
C'è un trend in calo già da qualche anno all'agonismo amatoriale, che poi porta le manifestazioni a chiudere i battenti. Semmai è in questo contesto e questo trend che poi si assiste al fatto che alle gare rimangono solo quelli affezionati, che sono anche più probabilmente quelli che ci tengono di più, che si allenano di più e più volentieri, e che quindi negli anni hanno colto le possibilità offerte dai miglioramenti nella tecnica di allenamento, dei materiali, ecc.
 
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DrPeperino

Biker tremendus
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Qualche fenomeno agonistico amatoriale che sta ancora tenendo duro in giro c'è. Bisognerebbe iniziare a chiedersi cos'è che tiene i partecipanti attaccati, in quei formati.
Qui nelle mie zone la formula delle garette poco impegnative in termini di costo e di tempo richiesto (tra trasferimento e svolgimento), con un percorso tecnicamente alla portata di chiunque e tendenzialmente pianeggianti o comunque con relativamente poca salita sta mantenendo la sua base di iscrizioni ogni anno, generando un gruppo di agonisti che evidentemente trovano quello che cercano in questa offerta.
 
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