Prezzi bici straniere in Italia e differenze con il resto d'Europa

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DSB

Aziende
6/30/05
408
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Provo a spiegare ancora una volta come DSB calcola i prezzi.
Credo sia ormai la mia centesima E mail al proposito.
Ma come dicono nelle vecchie gomme da masticare quando potevi vincerne una : Riprova e sarai più fortunato.
E quindi riprovo.

Un distributore può scelgiere due strade.
La prima (tipo Pro-M) - centoundici) è di vendere direttamente al pubblico quello che si distribuisce.
VAntaggio : prezzo più basso per il cliente finale. Svantaggio: non funziona per i marchi che "chiedono" numeri ai distributori.

La seconda è di avere tra noi e voi il negozio nel mezzo.
Svantaggi: prezzi più alti
VAntaggi: possibile ritiro usato, dilazione nel pagamento, e soprattutto dovrebbe esserci un servizio.

Questa è la formula che DSB ha scelto anche per Intense mentre altri distributori vedi francia è di usare la formula stile Pro-M.
Non ho molto da dire se vi è un passaggio di mano in più ossia Intense-DSB-Negozio-Voi e tutti dobbiamo cmq guadagnare per vivere il risultato è un incremento del prezzo rispetto ad un sitema Intense-DSB-Voi.

Se per esempio prendiamo la francia e guardate il listino TRibe di Yeti che usa un sistema stile DSB verete che i prezzi francesi sono più cari (idem per Crank Brothers altro marchio da loro distribuito come DSB).

Ora non dico DSB sia il distributore più economico. Non lo sono.
Sono anche di ditributore che investe maggiormente in marketing.
Intense in Italia prima che arrivasse DSB non ha mai venduto più di 30 telai all'anno. Ora con DSB ne fa molti di più.
Significa che siamo riusciti ad entrare nei negozi giusti con i prodotti giusti.
E Intense dimensionalmente è sempre la stessa.

Il prezzo al pubblico che comunichiamo è il massimo che uno dovrebbe pagare. Poi da qui entra la vostra capacità di trattativa.
E sono convinto che se voi andaste da un negozio con i soldi in mano, senza usato e senza discussione il prezzo sarebbe diverso dal listino di almeno un 10%.

E' giusto guardare Internet ma poi bisogna avere l'onestà di andare dal negoziante mettendolo nella stessa condizione : ossia pagamento cash e no usato.
Mentre spesso il paragone è : chain reaction contro listino dsb base.
Mentre dovreste usare: Chain reaction - negozio italiano dove mi presento senza usato e con i soldi in mano.

In questi anni sono saltati in italia importanti distributori (look, merida, trek...).
Vi sono importanti realtà che tuttora soffrono.

Anche questo non interessa a voi ma è la semplice vertià del vedere solo una parte di questo lavoro: il prezzo.
Venite in DSB a sarò ben felice di farvi vedere le rimanenze di prodotti vecchi che ora nessuno vuole più ad esempio. E quanto incidono sul lavoro.
Oppure le "incu....."che prendiamo dai negozi che non ci pagano.

Tutte cose che voi non vedete ma che hanno impatto sui prezzi.
E sulla sopravvivenza di ogni realtà italiana.

Grazie
Davide Bonandrini
 

LEPUS

ModeraTROLL Shardaniensis
11/21/06
17,004
1
0
43
SOUTH SARDINIA
www.sigmalambdafoto.com
Picccola regola per il buon funzionamento della discussione.
Non tollererò, in questa discussione, sarcasmo, facili ironie, contestazioni e polemiche sterili e non costruttive.
Invito tutt i distributori presenti sul forum a spiegare, come già fatto da DSB, le loro ragioni e le loro politiche sui prezzi.

Buona discussione a tutti.

Alessandro LEPUS
 
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nevermind_85

Biker tremendus
Vorrei dire una cosa ma magari è una gran [email protected] per la storia delle rimanenze.
Non si potrebbe metterle in vendita inqualche canale alternativo ai negozi...tipo il mercatino, ebay o cose simili per provare almeno a trasformare le rimanenze che immagino per voi siano solamente un peso in un minimo di liquidità?

Ripeto magari ho detto solo un gran stupidaggine ma era un'idea che mi è passata per la testa mentre leggevo.

Saluti

D.
 

Varne

Biker infernalis
4/1/08
1,848
-8
0
Trieste
Sarebbe bello sentire cosa ha da dire Trek Italia(ex Comar) sui loro listini qui da noi.Tralasciando la qualità e l'affidabilità delle bici vorrei sapere come mai nella vicina Slovenia una Trek costa anche 1000 euro in meno,e non sto parlando di bici da 6000 euro(su quelle probabilmente i prezzi sono ancora migliori,in Croazia e Slovenia si vedono più session che qualunque altra bici).Stesso discorso per Intense(uscito fuori poco fa sul topic dell'M9 e giustamente convogliato qui)che risulta meno cara in Francia che in Italia(confronto da catalogo,-500 euro).Capisco le motivazioni che portano ad un ovvio aumento di prezzo nel passaggio produttore-distributore-biker (il distributore è giusto che ci guadagni,senò che ci sta a fare),però non vedo(o almeno non sono al corrente) il perchè di prezzi così alti qui da noi.Le tasse per importare in Italia sono più alte?Le spese per i trasporti meno convenienti?Sinceramente vorrei avere una visuale completa del perchè per comperare in Italia ed avere gli stessi benefici degli altri biker dei paesi sopra citati devo spendere di più.DSB ha prontamente e seriamente risposto elencando i motivi che portano ad un aumento di prezzo da parte di un distributore.Ma questi non sono costi comuni a tutti i distributori del mondo?
 

LEPUS

ModeraTROLL Shardaniensis
11/21/06
17,004
1
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43
SOUTH SARDINIA
www.sigmalambdafoto.com
Varne, credo che le quantità di telai e bici vendute all'estero sia molto superiore a quelle vendute in Italia e di conseguenza i prezzi siano molto differenti pure per questo motivo.
 

schultz

Biker ciceronis
Varne, credo che le quantità di telai e bici vendute all'estero sia molto superiore a quelle vendute in Italia e di conseguenza i prezzi siano molto differenti pure per questo motivo.

bè rispondendo così a me sembra ke semplifichiate un pò troppo la questione.....anke xke in slovenia ci sono + biker ke in italia?
 

alexx89

Biker forumensus
4/1/10
2,027
-2
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Bergamo
Vorrei dire una cosa ma magari è una gran [email protected] per la storia delle rimanenze.
Non si potrebbe metterle in vendita inqualche canale alternativo ai negozi...tipo il mercatino, ebay o cose simili per provare almeno a trasformare le rimanenze che immagino per voi siano solamente un peso in un minimo di liquidità?

Ripeto magari ho detto solo un gran stupidaggine ma era un'idea che mi è passata per la testa mentre leggevo.

Saluti

D.

Anche io mentre leggevo ho pensato la stessa cosa... alla fine della fiera un sacco di persone comprano l'usato fregandosene del fatto che sia del 2006 o del 2007, la possibilità di comprare lo stesso prodotto nuovo ( anche se di annate passate) credo possa fare gola a molti.

o-o
 

Varne

Biker infernalis
4/1/08
1,848
-8
0
Trieste
Varne, credo che le quantità di telai e bici vendute all'estero sia molto superiore a quelle vendute in Italia e di conseguenza i prezzi siano molto differenti pure per questo motivo.
La Slovenia è grande poco più della mia regione(fvg) e anche se gli sport outdoor sono molto più diffusi e sentiti anche se ogni sloveno avesse una bici non credo che arriverebbero cmq mai al numero di bike presenti nella tripposa Italia
 
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teoDH

Ospite
Da questa riflessione di Bonandrini mi viene spontaneo dire:

Allora ha ragione CRC?

Perchè alla fine, fa i numeri, fa marketing (oggi in europa nessun distributore sponsorizza un team di Coppa, CRC si), da un servizio imparagonabile a qualunque negozio, che a meno che non si abbia il culo di trovare il pezzo in casa, può metterci da uno a sei mesi a farti avere un pezzo

Io sono un sostenitore della realtà "distributore/negozio" e infatti compro da CRC solo quello che costa o la metà (e spesso capita) che in negozio, oppure che i miei canali di normale approvigionamento non hanno in casa, o non mi assicurano arrivi in tempi brevi.
Però, ormai stiamo raggiungendo i limiti, e se i negozianti, e ancor prima i distributori, non si decidono a darsi una svegliata, in bereve i mercati più piccoli verranno assorbiti in toto da realtà simili a CRC.

Punto primo: le tempistiche
E' inaccettabile ordinare qualcosa e riceverlo dopo 6 mesi, è inacettabile già riceverlo in tempi superiori alla settimana... capisco che i costi di trasporto gravino, ma se un negozio spera ancora di vendere qualcosa, deve essere in grado di accontentare il cliente.

Punto secondo: il servizio
Se pago un po di più, diciamo una media del 20% in più di un negozio on line, voglio avere un servizio: informazioni sui prodotti e le compatibilità, consigli sul montaggio, risoluzione rapida di eventuali grane.
Invece, anche a leggere il forum, ma per farsi un'idea basta girare un po di negozi, in giro trovi tanti incompetenti, spesso gente che nemmeno usa la bici, zero disponibilità a sbattersi quando ho bisogno di un ricambio o di un intervento in garanzia (AMG a parte).
So che la colpa è del negoziante, ma siccome a farci una figura di m è poi l'azienda o il distributore, anche da parte loro ci vorrebbero due cose: formazione sul prodotto e verifica delle competenze di un negoziante.
Invece, sempre più spesso vedi anche tra gli agenti, gente più impegnata a staccare l'ordine che a creare un rapporto... creare una lista di negozi certificati, ad esempio, potrebbe aiutare nella scelta del negozio giusto, e quindi amentare la soddisfazione del cliente

Punto terzo: marketing/sponsor
Se si parla di marketing, a me, in campo bici, viene in mente solo una cosa: visibilità e sponsorizzazione.
A parte lo sporadico caso di un bravo giovane valdostano, DSB/Bonandrini ha mai sponsorizzato qualche atleta con Yeti, Intense, Rocky o Santa Cruz?
Non è solo la paginona sulla rivista che fa vendere le bici, ma vedere i mezzi in gara che vincono, e che ottengono visibilità riflessa grazie anche agli atleti che sponsorizzano.

Se uno vende 100 telai, può anche pensare, secondo me, di investirne un paio su atleti che meritano.
 

alexx89

Biker forumensus
4/1/10
2,027
-2
0
Bergamo
Da questa riflessione di Bonandrini mi viene spontaneo dire:

Allora ha ragione CRC?

Perchè alla fine, fa i numeri, fa marketing (oggi in europa nessun distributore sponsorizza un team di Coppa, CRC si)

tutto il resto sono tue opinioni ma su questa cosa devo contraddirti: CRC non è un distributore ma un negozio, il distributore inglese è la Extra LTD

o-o
 
T

teoDH

Ospite
Infatti credo che un "mercato dell'usato a km 0 per le mtb" possa fare gola a più di qualcuno...

Ne sono convinto pure io... ma alla fine il poser medio italico vuole la bici del 2012 anche se siamo ancora nel 2010... e spesso megaofferte al 30-35% in meno non se le fila nessuno...

tutto il resto sono tue opinioni ma su questa cosa devo contraddirti: CRC non è un distributore ma un negozio, il distributore inglese è la Extra LTD

o-o

Dubito che CRC passi dal distributore, per esperienza in altri settori, realtà come quelle comprano direttamente, il distributore percepisce una provvigione minima "di contentino"...
 

cencio

Biker immensus
10/30/02
8,658
-5
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Leghorn
Da questa riflessione di Bonandrini mi viene spontaneo dire:

Allora ha ragione CRC?

Perchè alla fine, fa i numeri, fa marketing (oggi in europa nessun distributore sponsorizza un team di Coppa, CRC si), da un servizio imparagonabile a qualunque negozio, che a meno che non si abbia il culo di trovare il pezzo in casa, può metterci da uno a sei mesi a farti avere un pezzo

Io sono un sostenitore della realtà "distributore/negozio" e infatti compro da CRC solo quello che costa o la metà (e spesso capita) che in negozio, oppure che i miei canali di normale approvigionamento non hanno in casa, o non mi assicurano arrivi in tempi brevi.
Però, ormai stiamo raggiungendo i limiti, e se i negozianti, e ancor prima i distributori, non si decidono a darsi una svegliata, in bereve i mercati più piccoli verranno assorbiti in toto da realtà simili a CRC.

Punto primo: le tempistiche
E' inaccettabile ordinare qualcosa e riceverlo dopo 6 mesi, è inacettabile già riceverlo in tempi superiori alla settimana... capisco che i costi di trasporto gravino, ma se un negozio spera ancora di vendere qualcosa, deve essere in grado di accontentare il cliente.

Punto secondo: il servizio
Se pago un po di più, diciamo una media del 20% in più di un negozio on line, voglio avere un servizio: informazioni sui prodotti e le compatibilità, consigli sul montaggio, risoluzione rapida di eventuali grane.
Invece, anche a leggere il forum, ma per farsi un'idea basta girare un po di negozi, in giro trovi tanti incompetenti, spesso gente che nemmeno usa la bici, zero disponibilità a sbattersi quando ho bisogno di un ricambio o di un intervento in garanzia (AMG a parte).
So che la colpa è del negoziante, ma siccome a farci una figura di m è poi l'azienda o il distributore, anche da parte loro ci vorrebbero due cose: formazione sul prodotto e verifica delle competenze di un negoziante.
Invece, sempre più spesso vedi anche tra gli agenti, gente più impegnata a staccare l'ordine che a creare un rapporto... creare una lista di negozi certificati, ad esempio, potrebbe aiutare nella scelta del negozio giusto, e quindi amentare la soddisfazione del cliente

Punto terzo: marketing/sponsor
Se si parla di marketing, a me, in campo bici, viene in mente solo una cosa: visibilità e sponsorizzazione.
A parte lo sporadico caso di un bravo giovane valdostano, DSB/Bonandrini ha mai sponsorizzato qualche atleta con Yeti, Intense, Rocky o Santa Cruz?
Non è solo la paginona sulla rivista che fa vendere le bici, ma vedere i mezzi in gara che vincono, e che ottengono visibilità riflessa grazie anche agli atleti che sponsorizzano.

Se uno vende 100 telai, può anche pensare, secondo me, di investirne un paio su atleti che meritano.


Quoto al 100 % . E come me la pensano in tanti !!:spetteguless:
Qui tutta la filiera del mercato deve ripensare tutto daccapo e/o inventarsi
qualcosa. Dove abito non ci sono negozi degni di questo nome : CRC è inevitabile e dopo un pò di pratica è inutile anche il meccanico se non si offre un servizio degno di questo nome.
Io sarei ben felice di poterlo pagare.
Tutto ciò è triste ma è una realtà abbastanza diffusa.:il-saggi:
 

alexx89

Biker forumensus
4/1/10
2,027
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Bergamo
Dubito che CRC passi dal distributore, per esperienza in altri settori, realtà come quelle comprano direttamente, il distributore percepisce una provvigione minima "di contentino"...

Nel mondo delle ipotesi può essere ma nella realtà dei fatti Intense non cita CRC come distributore e Extra segnala invece CRC come loro rivenditore.
Dopo gli accordi sotto banco che hanno io non li so ma per per fare un confronto corretto o ci si attiene hai fatti provabili o si dimostra che quello che si dice corrisponde al vero e non al sentito dire o alle personali opinioni imho

o-o
 
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teoDH

Ospite
Dopo gli accordi sotto banco che hanno io non li so ma per per fare un confronto corretto o ci si attiene hai fatti provabili o si dimostra che quello che si dice corrisponde al vero e non al sentito dire o alle personali opinioni imho

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Infatti ho detto che dubito, non che ne sia certo, almeno per Intense...

Sulle guarniture Saint, CRC esce a un prezzo che è inferiore a quello che un negoziante può comprare in italia... quindi se 1+1 fa 2...:nunsacci:
 

andre77

Biker perfektus
2/12/08
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Verbania
Bike
santa cruz hightower; ss spritz..
Infatti ho detto che dubito, non che ne sia certo, almeno per Intense...

Sulle guarniture Saint, CRC esce a un prezzo che è inferiore a quello che un negoziante può comprare in italia... quindi se 1+1 fa 2...:nunsacci:

il fatto che anche in inghilterra ci siano i passaggi produttore-distributore-negozio-cliente (e nessuno ci perde), fa pensare ancor di più che qualcosa (in Italia) non torna!
 
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alexx89

Biker forumensus
4/1/10
2,027
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Bergamo
Infatti ho detto che dubito, non che ne sia certo, almeno per Intense...

Sulle guarniture Saint, CRC esce a un prezzo che è inferiore a quello che un negoziante può comprare in italia... quindi se 1+1 fa 2...:nunsacci:

Sinceramente non saprei, non ho mai cercato di acquistare shimano in italia, ma ho letto più volte che i prezzi italiani per questa marca sono sempre più alti della media europea.
Chi sia il distributore UK di shimano, quale politiche adotti, quali siano i prezzi medi di shimano in UK sono cose che ignoro e quindi non mi metto nemmeno a fare un confronto fra IT e UK.
Io ti ho solo fatto notare il particolare che CRC è (giuridicamente parlando) un negozio e non un distributore, cosa che non rende più così strana la loro sponsorizzazione di un team ( il fatto che corra in coppa secondo me centra poco).

o-o

il fatto che anche in inghilterra ci siano i passaggi produttore-distributore-negozio-cliente (e nessuno ci perde), fa pensare ancor di più che qualcosa (in Italia) non torna!

Vero, però ti posso assicurare che se prendi ad esempio Santa Cruz acquistare in Italia è più conveniente che acquistare in UK. È un test che ho fatto sia di persona che attraverso internet e ne ho parlato anche qui sul forum (perdonami ma ora non ricordo più dove:pirletto:)
 

andre77

Biker perfektus
2/12/08
2,992
14
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Verbania
Bike
santa cruz hightower; ss spritz..
Vero, però ti posso assicurare che se prendi ad esempio Santa Cruz acquistare in Italia è più conveniente che acquistare in UK. È un test che ho fatto sia di persona che attraverso internet e ne ho parlato anche qui sul forum (perdonami ma ora non ricordo più dove:pirletto:)

Interessante non lo sapevo (cmq una Santa Cruz nuova per me è inavvicinabile ovunque:smile:)
 

pedro1973

Biker assatanatus
9/13/03
3,339
19
0
perugia
Innanzitutto vorrei lodare l'iniziativa di DSB di esporsi sul forum ad una platea di 100.000 mani non sempre connesse con il rispettivo cervello.
Può essere condivisibile o meno il canale "tradizionale "di vendita a cui tutti fino a un quinquennio fa abbiamo fatto riferimento, a mio parere se da dei plus; garanzia, pronto approvvigionamento, consigli tecnici ecc ecc allora ancora ha ragione di esistere. Bisogna però essere consapevoli del fatto che magazzini, passaggi tra distributori, rappresentati e negozianti creano un notevole aggravio di costo per l'utente finale. Se invece ciò non accade non c'è motivo per cui dovrei affidarmi ad un negoziante invece che comprare a scatola chiusa da un mail order che normalmente in 7 gg mi fa arrivare quello che voglio.

Ciao
Francesco
 
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Gerry

Biker urlandum
9/13/06
511
1
0
vicenza
purtroppo la maggior parte dei negozianti offrono un'assistenza tecnica di bassa qualità ....
ormai sono sempre meno i negozianti che si fanno un minimo di magazzino, vendendo la maggior parte dei prodotti su catalogo....
per i pagamenti dilazionati esistono le finanziarie... il negoziante non centra niente, anzi lui i soldi li prende subito.
ecco perchè sempre più persone acquistano on-line...
 
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