non vogliono donne in bicicletta

spiri

Biker paradisiacus
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treviglio
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liberazione, ettore, la meravigliosa, celestina
per chi non ha fb:
Masomah Ali Zada era ancora molto piccola quando i genitori decisero di scappare dall’Afghanistan dei Talebani, che non amano le donne, e non amano nemmeno gli Hazara, il gruppo etnico cui appartiene la famiglia Ali Zada.
Scappano in Iran, ma anche lì la vita non è semplice: non ottengono lo status di rifugiati, non hanno i documenti. Masomah e sua sorella Zahra non possono nemmeno andare a scuola. Sono discriminate e isolate, ma trovano conforto in una vecchia bicicletta usata. Imparano a pedalare, a correre spensierate, a sognare successi talmente impensabili che non hanno nemmeno il coraggio di raccontarseli.
Dopo qualche anno, però, la famiglia pensa che la situazione nel loro paese sia migliorata, e decidono di tornare a Kabul. All’inizio sembra vada tutto bene: Masomah e Zahra possono finalmente frequentare una scuola vera, fanno sport e le loro doti non passano inosservate. Sadiq Sadiqi, ex ciclista diventato allenatore, fa entrare le due sorelle nella squadra nazionale di ciclismo femminile.
Sembra una favola: Masomah e Zahra ora hanno 17 e 19 anni, e in poco tempo Masomah diventa la più forte della squadra. Indossa un foulard sotto il casco da ciclista, si allena per le strade di Kabul e continua a inseguire quel sogno indicibile: le olimpiadi.
Ma in realtà le cose non vanno affatto bene: andare in bicicletta non è semplice per una donna a Kabul, e così piovono insulti, offese, frutta, uova. E addirittura proiettili. I talebani minacciano le ragazze e il loro allenatore: non vogliono donne in bicicletta. Le due sorelle non vogliono smettere, e continuano ad allenarsi per le strade di Kabul, sfidando divieti e tabù. Finché un giorno Masomah viene picchiata per strada da uno sconosciuto, Sadiq Sadiqi viene rapito. È tutto troppo pericoloso.
Grazie a un documentario prodotto dal canale Arte, Patrick Communal, un avvocato francese appassionato di ciclismo, scopre la storia e le difficoltà delle due sorelle afghane, e si adopera per farle accogliere in Francia, insieme alla loro famiglia come rifugiati. Ci riuscirà nel 2017.
Oggi Masomah Ali Zada è a Tokio, e gareggia nella squadra dei rifugiati.
Il sogno per lei si è avverato
 

Zeus78

Biker forumensus
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complimenti alle ragazze per la passione che le ha fatte sempre andare avanti contro tutti e tutto, ma soprattutto per aver realizzato il loro sogno....
 

Teo66

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Capanna Monte Bar
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1 nera 1 elettrica
Vero per la questione del mocio si sono spese tante parole.
Io penso però che ogni estremismo o discriminazione non nasce dall'oggi al domani.
Per farla adottare dai popoli viene introdotta pian piano.
Ad esempio ebrei: non sono istituiti i campi di concentramento dall'oggi al domani, si sono introdotte norme con regolarità, ogni volta che la norma diventava "normale" nelle abitudini se ne introduceva una più restrittiva.
La strategia dei piccoli passi, le persone sono disposte a fare compromessi piccoli, col tempo diventano normali e si inasprisce la norma.
È una strategia utilizzata anche in positivo: pensa al bando del fumo, una volta nei dibattiti televisivi fumavano (:maremmac:), poi li hanno tolti dalla tv, dai film (o è il cattivo che fuma) poi vendita vietata ai minori, poi via dai ristoranti, poi via dai luoghi pubblici...
Per questo è importante censurare questi "embrioni" di discriminazione, perché normalizzano un comportamento e rende "pronta" la gente per un eventuale passo successivo.
 

Old Blueyes

Biker strambus
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Vergate sul minchio
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Rockrider "Cancellum lentus lentus"
Pochi si ricordano la censura qua in Italia... per l'ombelico della Carrà ci fu una ecatombe di dirigenti Rai!

Ma abusare di una fantomatica scusa superiore basandola sulla errata interpretazione di una fede o una convinzione politica è sempre errato e nei casi peggiori sa di nazismo già a distanza.

Spero sempre in un futuro migliore, così come oggi l'ombelico della Rimpianta Divina in prima serata non sarebbe un problema neanche per il piu perbenista dei perbenisti.
 

pk71

Biker ciceronis
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Vicopisano
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Nicolai G16
Vero per la questione del mocio si sono spese tante parole.
Io penso però che ogni estremismo o discriminazione non nasce dall'oggi al domani.
Per farla adottare dai popoli viene introdotta pian piano.
Ad esempio ebrei: non sono istituiti i campi di concentramento dall'oggi al domani, si sono introdotte norme con regolarità, ogni volta che la norma diventava "normale" nelle abitudini se ne introduceva una più restrittiva.
La strategia dei piccoli passi, le persone sono disposte a fare compromessi piccoli, col tempo diventano normali e si inasprisce la norma.
È una strategia utilizzata anche in positivo: pensa al bando del fumo, una volta nei dibattiti televisivi fumavano (:maremmac:), poi li hanno tolti dalla tv, dai film (o è il cattivo che fuma) poi vendita vietata ai minori, poi via dai ristoranti, poi via dai luoghi pubblici...
Per questo è importante censurare questi "embrioni" di discriminazione, perché normalizzano un comportamento e rende "pronta" la gente per un eventuale passo successivo.
Hai ragione, c'è anche il detto "è la dose che fa il veleno", però ragazzi questi popoli sono millenni che si scotennano l'unico con l'altro........