nuova trasferta in terra ligure sui selvaggi sentieri nel Parco del Beigua.
Lo start è dal capiente parcheggio zona stazione di Arenzano dove oltre a Paolino ci raggiungono Andrea e Luca.
Guadagniamo subito quota passando al Santuario Gesù Bambino di Praga sino all'imbocco del Sentiero degli Inglesi dove inizia l'escursione.
Il Sentiero degli Inglesi è percorso dai biker in ambo i sensi anche se farlo in salita, come abbiamo fatto noi, richiede un discreto allenamento.
anche la sterrata successiva che porta ai 752 mt del Passo della Gava presenta delle rampe impegnative soprattutto nella prima parte
Al Passo della Gava il territorio cambia e ci troviamo catapultati in un ambiente di montagna vera nonostante la bassa quota e la vicinanza al mare.
Dobbiamo ora raggiungere i 1183 mt del Monte Reixa, nostra meta odierna e ben sappiamo quello che ora ci aspetta.
Le bici salgono sulle nostre spalle per un lungo e bellissimo trasferimento in ambiente selvaggio.
Si pedala anche per diversi tratti
ma spintage e portage la fanno da padrone
posti unici
dietro a Luca il bel traverso non tutto ciclabile che abbiamo appena percorso
Paolino soffre ma non molla
anche Ila sale con il suo passo
le nostre sono escursioni dove le soste in contemplazione dei panorami sono sempre numerose
ultime fatiche
e finalmente siamo sull'Alta Via dove si riprende a pedalare con regolarità
Arriviamo sulla cima del Monte Reixa
Ora un po' di up and down sino al Rifugio Argentea vista mare
Seguiamo sempre l'Alta Via
Al Rifugio Argentea prendiamo il lungo traverso che porta alla Ca' della Gava percorso con Ila 15 giorni fa
Risaliamo di nuovo al Passo della Gava e spingiamo/portiamo le bici sino al Passo Tardie evitando la prevista risalita al Monte Tardie.
Dal Passo parte il roccioso sentiero che porta alla Cà del Dazio
Ora si scende per il sentiero Cà del Dazio segnato con una A Rossa.
Il trail alterna tratti fattibili a tratti dove non me la sono sentita di scendere in bici, il trail già difficile di suo in alcuni tratti è parecchio rovinato e ringrazio le mie scarpe con la suola in vibram!!!
Arriviamo in fondo a fine giornata
Per me giro dai due volti, bellissimo sino alla Cà del Dazio, troppa tecnica invece la discesa successiva.
Saranno i quasi 63 anni, sarà la stanchezza accumulata dopo 1500 mt di dislivello pedalati/spallati, ma quando ho ritrovato l'asfalto ho tirato un sospiro di sollievo.
Inutile dire che l'Andrea la discesa se l'è fatta praticamente tutta in sella....
....beata gioventù!!
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