Liberi di scegliere

fiore

pota-moderatur
Staff member
Moderatur
10/30/02
11,128
126
0
11
Ranica (BG)
Il summit mondiale: «Il pericolo è il sale della vita»

Gli scalatori che vogliono
la libertà di rischio sulle vette


Dai maestri dell'alpinismo al Cai: niente sanzioni, lasciateci fare le nostre scelte

Il summit mondiale: «Il pericolo è il sale della vita»
Gli scalatori che vogliono la libertà di rischio sulle vette
Dai maestri dell'alpinismo al Cai: niente sanzioni, lasciateci fare le nostre scelte


BRESSANONE (Bolzano) - Nuovi limiti? Nuove regolamentazioni? Nuove sanzioni? Gli alpinisti dicono no, e lo dicono in coro. Sia per quanto riguarda le ascensioni sulle pareti rocciose, difficili quanto si vuole, rischiose quanto si vuole, sia per quanto riguarda lo sci alpinismo sulle cime innevate. Vogliamo essere liberi di rischiare, lo facciamo coscientemente, dicono in sostanza. Non senza la dovuta preparazione e responsabilità, s'intende, ma nessuno può dirci di non andare.
LIBERTÀ DI RISCHIARE - Il tema della libertà di rischiare è stato al centro del dibattito a Bressanone, dove si sono dati appuntamento, all'International Mountain Summit grandi nomi dell'alpinismo internazionale (tra gli altri Hans Kammerlander, Reinhold Messner, Nives Meroi, Mick Flowler) che fino a domenica continueranno a discutere sulle problematiche legate alla montagna. Così Alexander Huber che assieme al fratello Thomas, è ritenuto uno degli alpinisti più completi al mondo, non ha esitato ad affermare: «Per me il pericolo è il sale della vita, corro consapevolmente dei rischi, perché solo in questo modo posso assaporare e sentire la vita come non potrei altrimenti, e per questo faccio fatica a rinunciarvi», ha detto, come riportato dal Corriere dell'Alto Adige, «ma ritengo anche che è solo attraverso il rischio, che si può acquisire esperienza, e migliorare se stessi. Direi che il rischio è una necessità per l'essere umano».

INCIDENTI - Ma come la mettiamo allora con la continua serie di incidenti, d'estate e d'inverno, dalle Alpi all'Himalaya, che fanno porre molti interrogativi persino sull'opportunità di correre in soccorso di chi si è messo in pericolo? Lo scorso inverno, dopo la morte in val di Fassa di quattro componenti del soccorso alpino impegnati nella ricerca di due escursionisti imprudenti (morti anche loro) si parlò di sanzioni, restrizioni, limiti e divieti. Con una polemica che coinvolse lo stesso capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. Dal dibattito è emerso che se da un lato una grande fetta del popolo del tempo libero sente il bisogno di avventura e «sballo», dall'altro spesso mancano l'esperienza necessaria per farlo, il senso di responsabilità personale e una consapevole relazione dei singoli con il rischio.

REGOLE - Ma di ulteriori regole allo stesso Club alpino italiano (come per altro le analoghe associazioni europee) non ne vogliono sapere: «Non esistono leggi dello Stato né leggi regionali che regolamentano l'alpinismo», dice l'avvocato Vincenzo Torti, vice presidente del Cai. «Tutti fanno riferimento alla normativa civile e penale generali. Gli alpinisti dicono: lasciatici assumere la nostra dose di rischio, è una libera scelta e vogliamo che nessuno ce lo impedisca. Dobbiamo però ricordare a tutti che il rischio in montagna non si elimina». Diverso è il caso dei professionisti della montagna, guide alpine e accompagnatori: «Non si può portare un bambino che ha appena messo gli sci su una pista nera», continua il vice presidente, «né portare su una via di quarto grado chi ha appena messo le mani sulle roccette. Se c'è un grande pericolo di valanghe e il sindaco ordina che in quella zona non ci vada nessuno, va bene. Ma bisogna stare attenti perché il passo è breve: se per esempio una via alpinistica è difficile, ma diciamo che non si può andare ad arrampicare, questo non va bene né agli alpinisti né al Cai, va garantita una libera scelta». Cosa fare allora? Carlo Zanantoni, rappresentante del Cai e delegato al Comitato europeo di normazione (Cen) per l'Italia, dice: «Il rischio in montagna c'è e va affrontato con molto senso di responsabilità».

link :-o
 

Gepp1

Biker assatanatus
5/27/08
3,484
2
0
rovereto
come non dargli torto...d'altronde anche certi nostri single track possono sembrare talmente rischiosi da essere da vietare...eppure li facciamo e molto volte ne godiamo talmente tanto da volerli ripetere subito, io credo che gli stessi "angeli" del soccorso alpino o dell'aiut alpin sappiano valutare e sciegliere e se scelgono sono ben consapevoli dei rischi che corrono.
A caldo anch'io ho gridato per avere leggi e pene ma riflettendo è come vietare di uscire con la moto qnd piove forte come la settimana scorsa
 

pierlo8961

Biker ciceronis
c'e' una considerazione da fare che vale ancora di più della libera scelta nell'assumersi la 'dose personale di rischio'.

Se c'e' un'ordinanza di divieto allora è VIETATO !

Non va bene a qualcuno ? Che provi a pensare a questo: se il signor 'qualcuno' se ne frega del divieto e incappa in qualche problema serio, c'e' sempre pronto qualcun'altro che corre in suo soccorso, anche a rischio della propria vita.
Ricordiamoci cosa è successo quest'anno, quanti soccorritori hanno perso la vita.

Quindi sono d'accordo e condivido la linea di pensiero della libera scelta del rischio, molti sport sono potenzialmente pericolosi e chi lo pratica lo sa ma, mettere a repentaglio ANCHE la vita degli altri per inosservanza a leggi e divieti questo non è tollerabile.
 

a.ron.mtb

Biker superis
10/29/06
392
0
0
provincia Monza Brianza
ognuno è libero di rischiare la propria vita come crede purchè non metta a repentaglio la salute altrui, ma.......premesso che sono ignorante in materia, chi ne paga i costi ?
...quanto costa il soccorso alpino a qualcuno che pensa " ...il pericolo è il sale della vita" ? senza contare il costo umano, la vita dei soccorritori...
se queste persone pensano di non dover tenere in considerazione nessun limite se non la propria volontà, se ne assumano la responsabilità fino in fondo, come ?
pagando i costi puri ed magari firmando una bella dichiarazione in cui dicono che se il soccorritore rischia la vita, loro rinunciano al salvataggio.
 

bafio

Biker dantescus
10/16/03
4,540
0
0
44
Casatenovo-LC
dico solo una cosa......poi non dico altro....

quest'autunno sono morti più di 50 cercatori di funghi...ma nessuno si è sognato di vietare alla gente di andare a raccogliere funghi.....
mentre se non ricordo male lo scorso inverno in italia sono morti in montagna sotto le valanghe "solo" una ventina di persone.....però tutti a voler mettere divieti....
e soprattutto chi vuole mettere i divieti è tutta gente che la montgna l'ha vista solo in cartolina.....
io capisco benissimo che anche una sola morte possa sembrare comunque troppo...ma prima di mettere divieti all'alpinismo cominciamo a fare qualcosa dove serve veramente....in primis le morti sulle strade...circa 50/60 persone ogni weekend....



e soprattutto.....lasciateci andare in montagna in santa pace,a camminare,a scalare,a fare sci alpinismo.....

o-oo-oo-o
 

avofabio

Biker tremendus
4/10/08
1,346
0
0
Castell'Arquato PC
dico solo una cosa......poi non dico altro....

quest'autunno sono morti più di 50 cercatori di funghi...ma nessuno si è sognato di vietare alla gente di andare a raccogliere funghi.....
mentre se non ricordo male lo scorso inverno in italia sono morti in montagna sotto le valanghe "solo" una ventina di persone.....però tutti a voler mettere divieti....
e soprattutto chi vuole mettere i divieti è tutta gente che la montgna l'ha vista solo in cartolina.....
io capisco benissimo che anche una sola morte possa sembrare comunque troppo...ma prima di mettere divieti all'alpinismo cominciamo a fare qualcosa dove serve veramente....in primis le morti sulle strade...circa 50/60 persone ogni weekend....



e soprattutto.....lasciateci andare in montagna in santa pace,a camminare,a scalare,a fare sci alpinismo.....

o-oo-oo-o

Si ma i cercatori di funghi pagano per andarci... se si vieta di andare a raccogliere i funghi sai quanti soldi in meno!!!
mentre chi va in montagna ci va gratis quindi secondo me stan puntando a far su casino per poi trovare il modo di farci pagare "un qualcosa" come quando si va per funghi cosi poi se la gente muore non sarà piu un problema perchè quello che importa è fare soldi...:medita:
 

burdenbike

Biker immensus
ognuno è libero di rischiare la propria vita come crede purchè non metta a repentaglio la salute altrui, ma.......premesso che sono ignorante in materia, chi ne paga i costi ?
...quanto costa il soccorso alpino a qualcuno che pensa " ...il pericolo è il sale della vita" ? senza contare il costo umano, la vita dei soccorritori...
se queste persone pensano di non dover tenere in considerazione nessun limite se non la propria volontà, se ne assumano la responsabilità fino in fondo, come ?
pagando i costi puri ed magari firmando una bella dichiarazione in cui dicono che se il soccorritore rischia la vita, loro rinunciano al salvataggio.
bellalì....la prossima volta che capita, consiglierà mia moglie di non uscire col 118 per andare a soccorrere uno che si è stampato in auto senza cinture...perchè comunque la benzina dell'ambulanza costa...
 

maurizio62

Biker tremendus
5/18/08
1,252
0
0
59
Ualtellina
I divieti non servono a niente, quello che ci vuole è un pò di consapevolezza di quello che si sta facendo, poi gli incidenti accadono, sia per chi va in montagna per svago che per chi ci va per lavoro...
Un piccolo deterrente alle facilonerie con cui ci si avvicina a certi ambienti è il far pagare salato i costi di eventuali soccorsi, di solito toccare il portafogli fa un certo effetto...
Comunque il mese di agosto nella mia zona sono morti 6 cercatori di funghi, mentre in montagna tranquillo tutta l'estate, e di Montagne ce ne sono parecchie qui.....
 

burdenbike

Biker immensus
I divieti non servono a niente, quello che ci vuole è un pò di consapevolezza di quello che si sta facendo, poi gli incidenti accadono, sia per chi va in montagna per svago che per chi ci va per lavoro...
Un piccolo deterrente alle facilonerie con cui ci si avvicina a certi ambienti è il far pagare salato i costi di eventuali soccorsi, di solito toccare il portafogli fa un certo effetto...
Comunque il mese di agosto nella mia zona sono morti 6 cercatori di funghi, mentre in montagna tranquillo tutta l'estate, e di Montagne ce ne sono parecchie qui.....
il deterrente migliore e più efficace è la formazione: con quella chiunque con il buon senso e la capacità di discernere i pericoli riesce a non cacciarsi nei guai...se non per cause indipendenti dalla sua volontà...o per scelta.
Poi il rischio è insito in alcune attività.
Certo, al formazione costa ed è lunga da fare, mentre un bel divieto è subito efficace e costa assai poco...
 

kikhit

Biker incredibilis
12/9/03
12,591
584
0
Torino
www.thegroupmtb.it
Si ma i cercatori di funghi pagano per andarci... se si vieta di andare a raccogliere i funghi sai quanti soldi in meno!!!
mentre chi va in montagna ci va gratis quindi secondo me stan puntando a far su casino per poi trovare il modo di farci pagare "un qualcosa" come quando si va per funghi cosi poi se la gente muore non sarà piu un problema perchè quello che importa è fare soldi...:medita:


non ci sei andato troppo lontano.....in alcuni ambienti si paventava l'introduzione di fantomatici 'patentini' per lo scialpinismo...qui in Piemonte a dicembre scade la deroga alla nuova legge regionale e c'è l'obbligo di artva pala e sonda (ma non l'obbligo di saperli usare..)...

comunque la questione è complessa...ci sono indubbi costi sociali legati agli incidenti...però è anche vero che gli incidenti, almeno per lo scialpinismo, negli ultimni trentanni sono in calo percentuale...o meglio, il numero di incidenti è rimasto invariato, ma è triplicato il numero di sci escursionisti...

Chiedo solo un favore...di non tirare ogni volta fuori l'incidente dello scorso inverno in val di lasties, dove sono morti i soccorritori...quello è stato un caso molto particolare, in cui i soccorritori, a detta di molti esperti di soccorso e di nivologia (dal buon Cresta, per cominciare), non sarebbero dovuti andare ad effettuare il soccorso, perchè le ocndizioni erano più che proibitive ed il rischio era enormemente alto. E' stato un fatto di indubbio impatto emotivo, dovuto anche e soprattutto all'amplificazione dei media, ma è stato un caso molto particolare, di doppio errore, di chi è finito sotto la prima slavina, di chi è andato in soccorso..(e volento anche di superficialità di un noto sciatore di ripido che è passato sopra la slavina poco dopo l'incidente e non si è chiesto come mai le tracce di ciaspole finissero proprio sotto la slavina...senza controllare per scrupolo se continuassero più a monte).
 

Ultimi itinerari e allenamenti