La Salsa beargrease di nonnocarb: test in progress! (con test cerchi in carbonio)

nonnocarb

Redazione
11/11/03
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Merano
www.meranobike.it
Scrivo qui le impressioni delle mie uscite con la beargrease, visto che molti vogliono sapere cosa ne penso delle fat e specialmente come si comporta anche al di fuori della neve.






Prima uscita con bici in prova, 26/01/2014
Domenica mattina passo a prendere gli amici lonebiker, albert1978, Geep, nicola377, PierVI e Spa e mi impossesso finalmente della beargrease, che Lonebiker mi ha portato direttamente dal negozio Scavezzon di Mirano. Regolo l’altezza della sella, la bici è semplicissima, altre regolazioni non ce ne sono. La alzo e qui la prima sorpresa, con quei cerchi e quelle gomme sembra massiccia e invece è piuttosto leggera, sui 13.5 kg, e a confronto con la mia strive da quasi 15 kg la differenza si sente nettamente. Partiamo in salita su asfalto verso la montagna, e qui subito la seconda sorpresa. La cicciona sale con una facilità disarmante ed è anche molto maneggevole in curva. Avevo sentito parlare di bobbing e lentezza, invece le nostre Salsa salgono scattanti e veloci, tanto che dopo un po’ dobbiamo aspettare gli amici con le full. A questo punto bisogna aprire una parentesi sulle gomme, che come si può immaginare sono una delle parti fondamentali di queste bici, e sulla loro pressione. Sapendo di dover affrontare una lunga salita inizialmente asfaltata, abbiamo tenuto le gomme piuttosto gonfie, a circa 1 atmosfera e in questo modo la scorrevolezza e la rigidità sono assicurate. Salendo poi, visto che il percorso diventava più tecnico, abbiamo sgonfiato le gomme un po’ alla volta, fino a quando siamo arrivati sulla neve, dove abbiamo tenuto una pressione minima, forse inferiore a 0,5 atmosfere. Alla fine del giro però, tornando su asfalto, la fat con quella pressione era effettivamente più dura da pedalare. Bisogna perciò imparare ad usare le giuste pressioni ed eventualmente a rigonfiare le gomme se a fine giro dovremo fare dei tratti asfaltati, ma del resto questo succede anche in molti giri am, dove si cercano di sgonfiare le gomme al massimo prima delle discese tecniche.
Gli amici hanno delle bici da am-enduro, cosi il test diventa ancora più veritiero, perché potremo vedere sugli stessi sentieri innevati la differenza di galleggiamento e aderenza fra le gomme strette e quelle larghe, anzi larghissime! Imbocchiamo un sentiero innevato e già qui le fat avanzano più facilmente delle loro cugine “magre”, che ogni tanto si piantano nella neve morbida.







Finche la strada innevata avanza in piano, entrambi i tipi di bici si riescono a pedalare, ma appena la strada si impenna le gomme strette si impiantano nella neve ancora morbida, mentre le ciccione avanzano, magari piano, ma continuano ad avanzare.
E questo nonostante le nostre Salsa abbiano le gomme posteriori con tasselli molto poco pronunciati, quasi lisci oserei dire, se fossero più grossi il grip sarebbe ancora migliore. Arriviamo adesso alla base dello Spieler, la cima che vogliamo raggiungere, e qui non ce n’è per nessuno: bisogna salire con la bici in spalla! Ma anche in questo caso la Beargrease mi riserva una sorpresa: i 2 kg in meno rispetto alla mia enduro si sentono, eccome, sulle spalle!
Arriviamo in cima, abbassiamo le selle e cominciamo la discesa. La neve qui è poco battuta e molto morbida, facciamo una ventina di metri e poi un bel capottone con divertimento generale, ma anche adesso la differenza fra “grasse e magre” è notevole, peso completamente indietro, anteriore alleggerito al massimo e la gomma da 4.8 scorre sulla neve morbidissima a lungo e con nostra grande goduria.
Adesso ci aspettano 1800 metri di dislivello su sentieri innevati e sentieri sterrati fino in città, l’ideale per la prova in discesa delle fat.






Fra l’altro le bici continuano a passare da una mano all’altra, cosi ci possiamo rendere conto in tempo reale della differenza su ogni tipo di neve e di terreno fra gomme larghe e strette. Scendiamo prima su forestale innevata e ben battuta e qui la differenza è minima, basta arretrare un po’ il peso e le bici scorrono bene.







Arrivati alla base degli impianti di risalita, la stradina finisce e lascia posto ad un entusiasmante single track scavato nella neve. Ci stiamo abbassando di quota, e la neve comincia ad essere trasformata, con una crosta dura, più difficile da percorrere. In più, la scia è sempre più stretta e rovinata dalle peste degli escursionisti.
Qui le bici “normali” cominciano a fare una certa fatica ad avanzare e molte volte bisogna spingerle, mentre le gomme larghe galleggiano sulla crosta cedevole. Ci vuole una certa forza per continuare a pedalare e galleggiare, ma le fat aiutano notevolmente, e ogni tanto devo fermarmi ad aspettare i miei compagni costretti a spingere.







Per passare questi tratti molto impegnativi, ho provato ad abbassare la pressione al massimo, adesso avrò circa 0,4 atmosfere, praticamente niente, ma sulla neve non dovrei avere problemi di bucature e cosi lo pneumatico si adatta perfettamente ad ogni minima asperità. Arriviamo alla chiesetta di S. Caterina, ormai qui in basso di neve ce n’è poca, cosi potrò provare la fat anche sul bel sentiero tecnico non innevato. Partiamo, le lastre levigate sono umide per l’ultima neve che si sta sciogliendo, ma le gomme aderiscono perfettamente dando sensazione di sicurezza. Ecco un tratto tecnico, dove di solito sfrutto tutti i miei 160 mm della strive, sia anteriori che posteriori. Qui invece sono su una bici rigida, ce la farò? Inizio con una certa cautela, ma le grosse gomme (e molto sgonfie) passano sopra ogni ostacolo senza nessun problema! Aumento allora la velocità, ma la fat sembra essere su un binario, non si scompone con niente. Realizzo allora che i cerchi sono da 26”, ma con una gomma da 4.8 è come avere fra le mani più di una 29”, e in più larghissima. Risultato: tenuta perfetta anche sui passaggi tecnici, non certamente con la velocità di una gara superenduro, ma quello non mi interessa, anche quando scendo con la mia 160 cerco più lo stile e il divertimento che la velocità.
Adesso ci sono trecento metri di sentiero sassoso, tutto smosso, come spesso si trova sul Garda per chi ci è stato. Mi ci butto sopra e le gommone si mangiano tutto senza scomporsi, nelle bici degli amici la forcella lavora alla grande, qui lavora solo la gomma dando una sensazione di morbidezza e di aderenza perfetta. Arriviamo alla fine del sentiero, so cosa c’è in fondo e mi preparo, un piccolo drop di circa 1 m con atterraggio quasi in piano che faccio sempre con l’enduro. Provo, vediamo cosa succede. Stacco, quasi mi dimentico di avere fra le mani una bici rigida, ma l’atterraggio con le gomme molto sgonfie è confortevole, certo bisogna lavorare molto di gambe e braccia ma anche questo si può fare! Adesso c’è un piccolo tratto di asfalto prima dell’ultimo sentiero, parto ma mi sembra di essere incollato al terreno, forse ho bucato, penso, controllo ma è tutto a posto. Realizzo allora che la gomma a 0,4 atmosfere su asfalto è proprio al limite, in questo caso dovrei fermarmi e gonfiarla, ma siamo quasi arrivati e non ne ho voglia. Pedalo allora il per fortuna breve tratto di asfalto con una certa fatica, e appena le gomme passano sulla terra battuta del sentiero in falsopiano la bici come magicamente cambia assetto e diventa leggera come una piuma, nonostante le gomme molto sgonfie. Ma che bella sensazione! Con le bici “normali” non l’avevo mai provata, se una gomma da 2.4 è troppo sgonfia, lo si sente anche su sentiero, con la fat no! Ultime curve strette che richiedono il nose press, tentando il primo a momenti mi ribalto, ma poi ci prendo la mano e la bici si alza che è un piacere. Ultima impressione positiva, nell’entrata in curva veloce e liscia, l’anteriore resta perfettamente incollato al terreno. Mi spiego: con l’enduro entrando in curva devo mollare il freno anteriore, per non far scivolare via la ruota, mentre con la fat posso continuare la frenata anche con il freno davanti almeno fino a metà curva e la gomma non perde neanche un po’ di aderenza. Bellissimo!
Sono passate le 17, abbiamo girato tutto il giorno su tutti i tipi di sentieri e utilizzando diverse bici. Sicuramente un giorno solo non basta per testare a fondo una bici, ma facendolo in questo modo si riescono a capire abbastanza sia i pregi che i difetti. E sia io che lonebiker siamo rimasti stupiti da come si comportano le fat, e non solo sul loro terreno migliore, la neve, ma anche su tutti gli altri.



Scattanti in salita scorrevole, copiano tutto in salita tecnica, pedalano bene su neve ancora abbastanza morbida, ottime su salita innevata, facili da portare in spalla (perlomeno la mia da 13 kg), scendono bene su neve ripida non battuta, ottime su sentiero innevato scassato, si comportano bene anche su sentiero tecnico, scendono come sui binari sullo smosso, si riescono anche a fare dei piccoli drop, maneggevoli sui tornanti stretti e aderenza perfetta. Manca qualcosa? Ah si, il lato diciamo cosi negativo è che per ogni situazione bisognerebbe trovare la giusta pressione delle gomme, che su un giro salita-discesa non rappresenta un problema, si parte con le gomme belle gonfie e si sgonfia in cima, mentre su un lungo giro am con più salite vorrebbe dire gonfiare e sgonfiare più volte, perdendoci un po’ di tempo. Il mio consiglio è quello di aver nello zaino una pompa con un buon volume d’aria, in modo da ridurre i tempi al minimo e poi di tenere il posteriore gonfiato sempre ad una pressione media o medio-alta, in modo da non doverlo variare, e giocare di più sull’anteriore. Comunque su un giro di un giorno il dover perdere dieci minuti a gonfiare e sgonfiare le gomme non mi sembra certo un dramma. Per il resto la fat è veramente divertente, un po’ più fisica di una am, ma veramente polivalente, usabile da percorsi tipo xc fino ad am, oltre che sulla neve e per chi è vicino al mare (o per chi si avventura nel deserto) naturalmente sulla sabbia. Io non voglio certo convincere nessuno, queste sono solo le mie (e non solo mie a dire il vero, ma anche dei miei compagni) sensazioni dopo un giorno di prova su tutti i tipi di sentieri. A chi pensa che sia solo una moda o agli scettici dico solo questo: prima provatela e poi esprimete un giudizio, come ho fatto io, è una bici troppo diversa dalle altre per poter immaginare come possa andare e le sensazioni che si provano.







Il 04/02/2014 sono a Mirano da Scavezzon bici per acquistare la Salsa beargrease che ho provato qualche giorno prima, i fratelli Scavezzon sono simpatici e preparati, mi fanno una buona offerta sull’usato e cosi acquisto la beargrease del 2013, che è cosi montata:

  • telaio Salsa beargrease 2013 alluminio
  • ruote Surly marge lite
  • copertoni e camere Surly Knard 3.8 Bud 4.8
  • guarnitura surly
  • attacco thompson
  • reggisella thompson
  • sella Bontrager paradigm rl
  • serie sterzo cane creek
  • cambio XTR
  • deragliatore X0
  • Comandi XTR
  • cassetta XT 10V 11-36
  • catena
  • freni Avid elixir 9
  • piega Bontrager 720 15 mm rise
  • manopole Ritchey WCS
  • pedali Straightline
  • peso 13.5 kg



Prima uscita con bici acquistata, 05/02/2014
Piove e nevica da una settimana. Non sono abituato ad uscire in queste condizioni. Di solito a Merano piove poco e i sentieri sono quasi sempre secchi, il fango non esiste. Oggi invece l’umidità regna sovrana. Ma almeno ha smesso di piovere e ho una voglia matta di riprovare l’orsetta grassona. Salgo prima su asfalto, le gomme sono belle gonfie e la bici sale benissimo, anche nei rilanci e negli scatti non si sente per niente il peso sulle masse rotanti. Pendenze fino oltre il 20% si passano tranquillamente. Salita su sterrato scassato e bagnato, anche qui sale bene, comincio però a sgonfiare un po’ le gomme perché ogni tanto rimbalzano un po’. Salita su sentiero ottima trazione e velocità anche qui. Fino a qui tutto simile alla salita con la strive da 160, forse un po’ meglio per via del peso. Ultimo tratto di salita su forestale fradicia e con neve bagnata, con queste condizioni la strive farebbe molta fatica sulla terra bagnata e si pianterebbe sui pochi cm di neve umida. L’orsetta invece sale senza problemi con le sue gommone che non affondano con la loro larghezza. Arrivo perciò sempre pedalando in cima alla salita, 1100 m di dislivello. Abbasso la sella (prossimo acquisto telescopico!) e mi butto sul sentiero con mezzo metro di neve.







Nei tratti meno ripidi la neve è troppa, non si riesce a scendere, ma dove la pendenza aumenta la 4.8 fa da spartineve in semi galleggiamento e si riesce a scendere in sella, cosa impossibile con le “gommine” da 2.4 della strive. Scendendo di quota ed entrando nel bosco la neve diminuisce, ma è tanto bagnata e scivolosa, ho sgonfiato le gomme al massimo, circa 0.4 atm, ma la 4.8 scivola da tutte le parti, comunque procedo.







C’è da dire che condizioni di neve bagnata come questa non le ho mai trovate, veramente difficile. Scendo fino al limite della neve senza troppi problemi e comincia adesso il sentiero tecnico che ho scelto apposta per oggi, arriva a castel Tirolo ed è in assoluto uno dei più difficili dei dintorni, forse il più difficile, oggi poi è anche bagnato…La prima parte è una impegnativa scalinata di un centinaio di gradini ripidissimi, ci ho messo due anni prima di trovare il coraggio di farla con la canyon, anche perché l’arrivo è in curva stretta, vietato sbagliare. Mi butto. Le gomme sono sgonfissime, ogni tanto sento che il cerchio tocca attraverso la gomma, ma questa ammortizza alla grande e la discesa con la forcella rigida è forse anche più regolare e liscia che con i 160 mm della strive, ricordando anche che queste gomme hanno il diametro di gomme da 29. Il resto del sentiero è formato tutto da tornanti stretti e alti gradoni. Per i gradoni non c’è problema, le gommone si mangiano tutto, col nose press devo fare ancora un po’ di pratica, perché l’esecuzione è un po’ diversa con la forcella rigida, comunque mettendo qualche volta il piede a terra riesco a scendere.







Diciamo che questo è un sentiero veramente al limite per la fat, o meglio è al limite per me con la fat, perché bisogna lavorare tantissimo di braccia e gambe, la guida è molto più fisica e non ci si può rilassare. Inoltre la discesa è più lenta, mentre con la full da 160 la guida è più morbida e veloce. Bisogna anche dire che la strive la uso da tre anni, mentre con la fat è solo la seconda discesa che faccio. Un ultimo sentiero veloce e liscio, dove l’orsettina può scorrere veloce, mi riporta fino a casa.
Giudizio dopo la seconda uscita: oggi le condizioni erano molto difficili, comunque in salita mi è piaciuta tantissimo, sia su asfalto che su sterrato che su sconnesso che su neve. In discesa su neve scende bene anche su punti impensabili per ruote normali, su sentiero liscio senza problemi, sul tecnico (tecnicissimo) scende ma è abbastanza stancante, molto fisica, magari se avessi avuto vent’anni di meno avrei apprezzato di più…. Risultato: non è certo la bici totale, quella migliore su tutti i terreni, però secondo me è quella che ci si avvicina di più, quella che ha uno spettro di uso maggiore in assoluto. L’importante è non avere fretta, si pedala su tutti i tipi di terreni però non bisogna guardare il cronometro, anche perché per la migliore resa bisognerebbe regolare più volte la pressione delle gomme. A questo proposito vorrei testarla la prossima volta su un percorso collinare, i classici sentieri mangia e bevi, per vedere se con una pressione media può essere performante sia in salita che in discesa. Alla prossima!

08/02/2014

Oggi test come richiesto su percorso collinare, tutti sentieri e forestali su e giù per un totale di 1200 d. Sono partito come al solito con gomme abbastanza gonfie e un pò alla volta ho sgonfiato fino ad arrivare ad una pressione media che andava bene sia per le salita che per le discese, che erano comunque piuttosto flow. Mai uscito con i sentieri in queste condizioni, di solito qui l'inverno è piuttosto secco, invece adesso il fango, l'umidità e i ruscelli sui sentieri la facevano da padrone. Condizioni perfette per la fat e la sua aderenza e trazione. Fra l'altro è stato un ottimo test anche perchè sono uscito insieme a Roberto e alla sua radon slide 150, cosi ci siamo potuti scambiare le bici in alcuni tratti e vedere nello stesso punto come si passava. Non me la voleva più ridare!



Incredibile montare sulla slide on quelle gommine da 2.4, sul fango affondavano non poco, mentre la fat avanzava senza problemi. Bello il confronto anche in salita, che per adesso rimane il terreno dove più mi è piaciuta la bici, scattante e reattiva, altro che masse sospese! Robi è uno che parla molto quando si pedala, e questa è una delle poche volte lo ho sentito ansimare parlando, per starmi dietro!
Per il resto la prova con gomma a pressione media è stato buono, leggermente pesante su un corto tratto in asfalto, ma appena si ritorna su forestale e sentiero subito perfetta. In discesa sempre con la stessa pressione leggermente dura, ma usando un pò le braccia divertimento assicurato! Per non farvi mancare niente ho anche bucato l'anteriore, cosi ho fatto la prova di cambio, più o meno siamo sugli stessi tempi di una camera normale, specialmente usando la performante pompa leyzine high volume, perfetta per le fat, tanto che non ho neanche usato la bomboletta che mi ero portato dietro. Sempre più convinto della fat!


12/02/2014

Continua il test dell'orsetta cicciona, oggi lunga salita e discesa su neve e su sentiero tecnico. 1200 m/d su asfalto piuttosto ripido, in salita è perfetta, leggera e reattiva, naturalmente con le gomme piuttosto gonfie. (ricordo che il termine di confronto è una bici da all mountain-enduro, non certo una xc!). Arrivato in cima sgonfio le gomme e via sulla neve.



Goduriaaaaaa vedere galleggiare cosi l'anteriore (per forza, larga 4.8 peggio di una moto!). Finita la neve inizia il sentiero tecnico, molto tecnico come quasi tutti quelli del Montesole. Le gomme sgonfie al punto giusto fanno il loro dovere, certo bisogna ammortizzare anche con braccia e gambe, ma si scende anche ad una dicreta velocità e, specialmente, ci si diverte tanto.



La gommona larga e alta passa dappertutto con una sicurezza incredibile, pensando di avere un telaio rigido fra le mani sembra impossibile. Non nego che con la strive scenderei più veloce e rilassato in questa situazione, ma questo sentiero è veramente impegnativo.



Tratto finale con tornanti stretti, vediamo un pò come va il nose press! La bici sembra una piuma, si alza con una facilità incredibile e in un attimo sono girato, perfetto!



I freni dopo mille metri di dilivello cominciano a lamentarsi, in effetti 160 al posteriore è un pò pochino per queste lunghe e ripide discese, un 180 andrebbe sucuramente meglio. Bene, sono sempre più soddisfatto di questa bici, veramente divertente! Non è certo la bici migliore per le discese tecniche, però è una bici che va su tutto e se ci si sveglia alla mattina non sapendo dove andare oppure non sapendo se in alto ci sarà la neve allora è sicuramente la scelta perfetta. Non so quale bici scegliere? Prendo la fat e non posso sbagliare mai! Insomma, come si diceva una volta, il classico "allround". Ma di alto livello!


15/02/2014

Oggi altra giornata molto chiarificatrice sull'uso delle fat! Oltre al fatto che ci siamo divertiti tutti un sacco, è stato un test proficuo perchè eravamo in 6 con diverse tipologie di bici: la mia salsa beargrease da 13.5 kg con gomme 3.8-4.8, le due surley pugsley da circa 16.0 kg con gomme nate da 4.0 di laura e spa, le due radon am con 2.35 chiodate di robi-one e mirko e la am di lonebiker con gomme semislick inguardabili :rosik:.



Naturalmente ce le siamo scambiate un pò tutti per vedere le varie differenze.
In salita asfaltata, come ormai già ampiamente testato, la mia sale benissimo, sia per le geometrie che per il buon peso. Le pugsley sono invece più penalizzate, la geometria è buona ma il peso è tanto e le gomme nate sono ottime in fuoristrada ma sul liscio scorrono veramente poco, del resto non è quella la loro funzione. Su salita innevata bene battuta le bici salgono tutte bene, comprese le chiodate e la semislick, naturalmente anche qui il peso si fa sentire.



Comincia poi un tratto in falsopiano e salita con neve meno battuta, e qui le differenze cominciano a farsi importanti. La mia sale bene, anche se ogni tanto slitta leggermente la gomma posteriore, la surly knard 3.8 infatti è perfetta per terreni asciutti-scorrevoli, ma patisce un pò la neve e il bagnato. Le due pugsley invece salgono perfettamente anche grazie all'ottimo grip su neve delle gomme nate. Le gommine da 2.35, chiodate e non, invece sprofondano e scivolano costringendo gli amici a proseguire a piedi.



Discesa su forestale con neve battuta morbida: differenze incredibili: le fat scendono senza scomporsi minimamente, forse la mia con un pò più di sicurezza per la grande 4.8 surley bud con grip ottimo. Le gommine invece continuano a piantarsi e a scivolare a destra e a sinistra, io non ci credevo, ma quando con Mirko ci siamo scambiati le bici, con le chiodate che pur conosco sembravo un principiante, non riuscivo assolutamente a stare in piedi! Appena rimontato sulla mia riuscivo a fare curve e controcurve in totale sicurezza. Ho anche provato la pugsley e in discesa mi è piaciuta.
Poi un tratto di risalita su asfalto e neve, pur con le gomme leggermente sgonfie le fat salivano bene, come naturalmente le altre.
E adesso viene il bello, discesa finale strepitosa su sentiero stretto con neve piuttosto morbida. Praticamente si scendeva sulle scie battute in salita dagli scialpinisti larghe un quarantina di cm. Provano subito le bici "normali", ma rinunciano anche subito perchè pur in discesa le gomme si piantavano nella neve senza speranza. I nostri prodi perciò rinunciano e scendono su asfalto.



Le fat invece galleggiano e si mangiano la neve morbida in velocità, tornanti, controcurve, rettilinei, divertimento unico, in assoluto uno dei più bei sentieri che ho mai fatto!
Insomma sono sempre più contento della mia fat e per il momento non ho nessuna intenzione di tornare a pedalare quelle gommine. Un giorno vedremo, non so, per adesso no!

18/02/2014

Questa volta ho voluto testare l'orsetta cicciona su un percorso molto vario, che comprendesse tutto quello che si può trovare in montagna, dall'asfalto alla neve, anche perchè durante l'uscita ho realizzato un video per poter meglio farvi vedere le potenzialità di questa bici. Si comincia con una salita asfaltata di mille m/d al 10%, nonostante qualcuno si aggrappi ai vetri accampando discorsi sulla fisica dei corpi rotanti in movimento, la salita è la parte dove questa bici mi soddisfa di più (insieme alla neve naturalmente). Con le gomme discretamente gonfie sale che è un piacere, rilancia senza problemi alzandosi sui pedali ed è rigidissima (per forza è una rigida!) senza nessuno spreco di forza dovuto a bobbing o sospensioni delle full, che per quanto ben tarate un pò si muovono sempre. Ormai è la quarta salita lunga che faccio ed è la quarta volta che mi sorprende, ma siccome la cosa a qualcuno sembra strana (e anche a me a essere sinceri), questa volta ho anche confrontato i tempi visto che è una salita che faccio spesso. Su un'ora e trenta ci ho messo dai 3 ai 5 min in meno che con la mia strive, che pure in salita è piuttosto rigida. D'accordo che è difficile confrontare tempi da un anno all'altro per molte variabili, però il dato è questo! Qui non si parla di sensibilità o sensazioni, si parla di tempo! Insomma confermo la sensazione che mi ha dato fino dalla prima pedalata in salita, per me è una delle doti migliori di questa bici! (ricordo che il confronto è sempre con la strive da 14.5 kg, certo che se uno è abituato con una front da 10 kg la differenza di peso la sentirà!).
Dopo l'asfalto altri 400 m/d su sterrata in gran parte innevata, la parte bassa ghiacciata e quella alta neve impedalabile con bici normali (esco su neve da dieci anni e ormai conosco i limiti di pedalabilità). Sgonfio un pò le gomme e la bici sale bene, lenta per via del fondo sconnesso, ma sale. Parte alta prima forestale in falsopiano e poi sentiero battuto (poco) da ciaspole. Anche qui ero al limite con la fat ma è passata, con bici normale mi sarei piantato subito. Discesa su forestale innevata e neve bagnata, galleggiamento incredibile, peso indietro e la gomma da 4.8 si mette sul binario immaginario e vi porta a valle a gran velocità. Qui la differenza con una am con gomme 2.35 è abissale, l'ho provato sull'alpe di siusi, con la mia andavo via liscio, mentre la am si piantava ogni metro. Discesa su sentiero tecnico, prima in parte ancora innevato, dove si ha una buona tenuta e poi solo bagnato. Qui c'è un passaggio, questo



che è già molto impegnativo da fare da asciutto, ma la cicciona 4.8 mi da una tale fiducia che mi butto e lo passo senza problemi (lo faccio anche con la 160, ma mai mi sarei immaginato di farlo con una rigida!). Il resto del sentiero è scorrevole, si può far correre la bici, con parti tecniche non da poco, ma l'orsetta passa sopra a tutto. Nei tornanti stretti il nose press si fa senza problemi, la bici è molto maneggevole e i drop naturali si fanno fino ai 50-70 cm, di più si possono fare ma si sente l'atterraggio su polsi braccia gambe schiena e chi più ne ha più ne metta. Questo è finora il punto più sfavorevole che ho trovato di questa bici, a me piace droppare e fino a che si fanno sentieri naturali non ci sono problemi, che invece potrebbero sorgere (anzi sicuramente) facendo i sentieri enduro per esempio di Sanremo o Diano dove si trova qualche struttura artificiale. Il finale del sentiero è su tecnico veloce lastricato irregolare e sconnesso, dove con la strive scendo senza problemi ma facendo sempre attenzione. E con la fat stessa cosa, le gomme galleggiano e si adattano alle asperità senza problemi. Con le doppie sospensioni naturalmente la discesa è più morbida, con questa invece bisogna lavorare di più di braccia e gambe, però gli ostacoli li passa e la soddisfazione forse è anche maggiore, nel senso che non fa tutto la bici ma anche l'uomo.
Insomma, avete presente quelle ragazze in clamoroso sovrappeso che si avvicinano ad una pista da ballo? Senza conoscerle i commenti di derisione si sprecano, però ce n'è qualcuna che appena comincia a ballare si trasforma e sembra leggera e aggraziata come una piuma! Anche su di lei, se fosse solo per le leggi della fisica, non avreste scommesso un soldo di cacio, come sulla fat con le sue ruotone "spropositate". Eppure....
E come non tutte le ragazze sovrappeso sono leggere mentre ballano, anche le fat non sono tutte uguali. Perciò la cosa migliore è sempre provarle, possibilmente più di una, e poi decidere, anche perchè i prezzi non sono proprio da supermercato.

qui il video sul forum, se vi piace votatelo!
http://video.mtb-forum.it/videos/view/4554


qui il video su vimeo https://vimeo.com/87040249


o su you tube https://www.youtube.com/watch?v=vh0bWLoRpx4&feature=youtu.be

Primo upgrade sulla beargrease, molto comodo per percorsi vari. Telescopico della x-fusion, abbassamento purtroppo di soli 10 cm ma sulla fat è già sufficente, del resto per il diametro di 27.2 non esistono escursioni maggiori. Se servisse, su sentiero tecnico e ripido, al limite basta abbassare tutto a mano. Il telescopico sulla salsa è abbastanza necessario, se si vogliono fare certi tipi di sentieri, visto che io la userò tutto l'anno sui sentieri alpini. Questo perchè la beargrease ha un problema, il tubo reggisella normale non si riesce ad abbassare molto perchè viene bloccato dai dadi interni del portaborraccia sul tubo verticale (sono saldati e non si possono levare). Telescopico sperimentato per 4i uscite e per adesso ottimo funzionamento.



22-23/2/2014

we pieno per approfondire i segreti della beargrease.
La fat va anche su asfalto? domanda lecita che molti si pongono. E allora approfittando del fatto che sabato gli amici robi-one e mirko volevano farsi un giro lungo per la maggior parte su asfalto per farsi un pò di gamba, mi aggrego. Gonfio un pò le gomme via, chi direbbe mai che una 4.8 possa scorrere cosi bene? 30 km fra merano e bolzano in pianura alla media di 27 con punte sopra i trenta, aiuta anche il copertone posteriore che è molto scorrevole. Nessun problema a stare insieme ai due soci, mirko aveva addirittura la vecchia specialized da xc. Poi salita, misto sempre su asfalto, con il suo buon peso qui la rigida non ha nessun problema anche sui rilanci. In discesa un sentiero tecnico, un tratto con grandi sassi smossi e bagnati. Mentre robi-one con la slide da 150 non si fida e fa qualche metro a piedi, la fat con la 4.8 passa sopra a tutto, avendo naturalmente cura di sgonfiare le gomme. Questo è un tratto che facevo anche con la strive, ma sbandando qua e la, mentre la beargrese scende sulla sua traiettoria fregandosene di tutto!
Insomma anche il test asfalto passato senza problemi, con 70 km e 1200 di dislivello!

Domenica invece giornatona spaziale a Prato Piazza con 6 fat, tutto il giorno sulla neve senza toccare l'asfalto. Pugsley, khs, beargrease carbon da 10.2 kg, c'è di tutto. Chi ha dubbi sul fatto di alleggerire troppo le fat si può ricredere, le carbon con 5 kg in meno delle altre saliva veloce e leggera senza sprofondare nella neve fresca, una vera bomba adatta a tutto l'anno!



Siamo saliti su strada innevata appena battuta dal gatto delle nevi, il giorno prima aveva fatto circa 40 cm , perciò morbidissima. Con una bici normale non si faceva neanche un metro, le fat salivano, piano magari ma salivano, solo ogni tanto qualche metro a piedi.



Discesa sulla pista delle slitte verso ponticello, goduriaaaa! anche qui neve morbida, con gomme normali sarebbe stata una lotta, invece le fat galleggiavano in velocità. Risalita sulla strada innevata ben battuta, io sono salito con la khs e laura con la mia orsetta. La differenza di peso si sente, ma su neve un pò meno e sono riuscito a salire bene fino in cima. Però Laura con la mia saliva più veloce e io più piano, perciò andavamo quasi uguali, mentre prima di scambiarle la differenza di velocità era netta. Due kg di diff si sentono eccome, figuriamoci 5 kg della carbon!
Poi discesa su single track innevato battuto solo da poche ciaspole, anche qui con bici normali sarebbe stato impossibile, invece con le fat era una goduria!

25/02/2014

Ieri prima uscita in notturna per l'orsetta cicciona, il confronto era con le due radon 150 di robi-one e mirko chiodate schwalbe 2.35. Giro completamente sulla neve, fra l'altro non ghiacciata e abbastanza morbida (mi piace vincere facile :rosik: ).
Ormai si sa, la neve è il suo campo giochi, non ha perso un colpo in salita dove gli amici ogni tanto affondavano e dovevano spingere e in discesa dove l'orsetta correva al doppio della velocità galleggiando sulla neve. Vittoria netta per manifesta superiorità. Ma sulla neve lo sanno tutti, è una bici adatta solo al Canada o al massimo all'Islanda.
Quel che non si sa, invece, è che la fat, oltre a far ricrescere i capelli tiene anche caldo. Di notte a 2200 metri e sottozero senza avere freddo, basta provarla e pedalarla :hahaha:




1-3-2014

ha, ha, ha oggi mentre arrivavo senza problemi alla fine di una salita di 35 km su sterrato-asfalto senza neve pensavo a chi dice che in salita le fat non vanno, anzi non possono (perchè non hanno provato naturalmente) andare con quelle ruotone e l'effetto masse sospese e altre amenità simili!
Ripeto ancora: il punto di forza della beargrease (oltre alla neve naturalmente) è proprio la salita. Una bomba! Ruote naturalmente per l'occasione piuttosto gonfie e via. Il confronto è sempre con i miei due soci, che in salita mi tirano sempre il collo, oggi avevano addirittura due bici leggere da marathon con agganci contro i miei flat. Gli sono rimasto dietro senza problemi per tutta la salita e nell'ultimo km al 10% ho provato a dare una tirata e li ho anche staccati! Adesso non venitemi a dire per forza tu sei nonnocarb, oppure di ai tuoi soci di allenarsi meglio o altre fesserie del genere, perchè usciamo insieme da 10 anni e ci conosciamo alla perfezione, loro in salita sono un pò più veloci di me, come io sono un pò più veloce in discesa. Non ce n'è, ormai l'ho provato più volte sia nei loro confronti che nel confronto con i miei tempi con la strive. L'orsetta in salita va che è una meraviglia! 75 km, 1300 d in 4 ore senza tirarsi il collo!
Potrei anche fregarmene, non espormi e non dire niente per non rischiare attacchi da chi non crede o non ha provato, mi godrei la mia bici e la mia vita sarebbe più tranquilla, ma amo la verità e non mi piacciono quelli che parlano di teoria senza avere sperimentato o avere sperimentato solo in un certo modo. Ripeto ancora, non dico che tutte le fat vanno bene in salita, ne ho provata più di una e ognuna ha le sue caratteristiche, i suoi pesi e le sue gomme, io dico che la mia beargrease va bene in salita, e questo nonostante "l'assurda" gomma da 4.8 davanti!
E da domani me la godo per una settimana a Dobbiaco solo sulla neve, visto che solo li la fat funziona :hahaha: ;-)

2-3-2014

Oggi salendo con la fat alle tre cime di lavaredo ho cominciato a pensarci un pò seriamente. I punti in discussione sono due, maggior impronta a terra e effetto volano per il peso sulle masse rotanti. Dai contributi sopra sembra che la maggior impronta a terra non influisca negativamente, anzi una gomma più larga scorre anche meglio. Se questo può essere applicato anche alle fat è da vedere, ma non è da escludere. Rimarrebbe di sicuro l'effetto volano, che essendo una legge fisica non si può non tenere in considerazione.
Provate a seguire il mio ragionamento e vediamo se può avere una logica. Ripeto ancora una volta che il confronto è fra la beargrease da 13.5 kg e la canyon strive da 14.5-15 kg, o altra enduro con caratteristiche simili. Allora, la fat dispende energia, se escludiamo come abbiamo detto l'impronta a terra con gomma ben gonfia, sulle masse rotanti. Stop, perchè il telaio è rigido alluminio e non disperde niente. Le grosse gomme da circa 1.5 kg però, non sono cosi esageratamente diverse dalle gomme supergravity che uso sulla strive, circa 1,1 kg. Diciamo che si perde qualcosa sullo scatto e la ripresa, ma una volta che l'effetto volano entra a regime, specialmente in piano o leggera salita, la bici va senza problemi.
Guardiamo invece cosa disperde una enduro. 1) sospensioni: pur potendo bloccare forca e ammo, un pò di dispersione rimane sempre, anzi rispetto ad una rigida abbastanza. 2) gomme: in questo tipo di bici le gomme vengono solitamente tenute ad una pressione media, adatta forse per avere ottimo grip in discesa che alla salita, dove disperdono sicuramente energia rispetto ad una gomma gonfia al massimo. Pochi usano gonfiare e sgonfiare le gomme ogni salita e discesa, specialmente nelle gare superenduro. 3)l'angolo più disteso della forcella rispetto alla fat aiuta in discesa ma non certo in salita.
Allora ricapitolo: dispendio di energia sulla fat riguardano le masse rotanti.
Dispendio di energia sull'enduro gomme, sospensioni e angolo sterzo. Calcoliamo poi che l'enduro pesa da 1 a 1.5 kg in più della fat. Adesso, mettendo insieme questi fattori, ditemi voi dove si disperdono più energie, sulla strive o sulla beargrease? Ripeto ancora, sto confrontando solo queste due bici, proprio perchè ho confrontato i tempi di salita, e con la beargrease sono minori. Non che a me interessi andare più veloce con una bici che con l'altra, la velocità è stata sempre l'ultimo dei miei problemi, solo che qualcuno dice che è impossibile che questo avvenga, e allora tento di dare una spiegazione logica. Naruralmente, se confrontiamo la mia fat con una xc da meno di dieci kg il discorso cambia completamente, ma non è questo il mio scopo. Confrontando per esempio la beagrease carbon da 11 kg con una trail con peso simile, si possono fare rapporti di dispersione energia simili a sopra e vedere quali possono essere le differenze.
Tutto questo senza voler fare il paladino delle fat, ma solo perchè io ho delle sensazioni quando pedalo, riscontrate poi dai tempi sul campo, che sono in effetti strane a guardare le due bici a confronto, ma solo a guardarle però, perchè pedalarle è un'altra cosa.

1-8 marzo 2014

Settimana bianca a Dobbiaco, quest'anno non ho resistito, di solito mi dedico a fondo e snowboard, ma con questa bici e questa neve non potevo fare a meno di pedalare tutti i giorni! E ho fatto bene, dalle Tre Cime di Lavaredo al Corno di Fana era uno spettacolo, piste battute per la salita e sentieri larghi 40 cm battuti dalle ciaspole per la discesa, tutto perfetto. Ho trovato la giusta pressione sulla neve e non l'ho cambiata per una settimana, ottimo grip in salita anche molto ripida e sicura in curva sui sentieri stretti in discesa.
Una cosa che mi ha stupito è l'aderenza incredibile nei curvoni veloci, poi tornando a casa ho visto questa foto e ho capito



guardate come sia la gomma anteriore che la posteriore si deformino e si modellino sulla neve, praticamente si adattano alla curva con una grande superficie di appoggio e con i tasselli laterali e si riesce a piegare con facilità e sicurezza.
Bene, con 250 km e 7000 m/d in sei giorni l'orsetta ha ricevuto la definitiva consacrazione sulla neve, ma del resto questo già si sapeva. Adesso basta neve e da questa settimana via a continuare il test sui sentieri tecnici e rocciosi :i-want-t:

12/03/2014

Dopo la fantastica settimana sulla neve avevo bisogno di ritrovare i miei sentieri tecnici, allora via sul monte sole completamente secco.
Anche perché sulla neve l’orsetta è fantastica, ma avevo bisogno di conferme sul secco. Conferme puntualmente arrivate, la beargrease è divertentissima anche senza neve! 50 km e 1500 d. in 4 ore, la maggior parte su sentieri. Dopo la prima salita asfaltata, dove avevo le gomme abbastanza gonfie, ho sgonfiato un po’ e tenuto ad una pressione media, che mi è andata bene sia in salita scorrevole che in discesa tecnica. In salita ho superato tratti al 30% molto sconnessi dove con la strive non ero mai riuscito a salire senza mettere il piede a terra,



perciò grande soddisfazione e poi via in discesa. Su sentiero flow è perfetta, la tenuta della grande gomma anteriore da una sicurezza incredibile, essendo leggermente sgonfia tende ad uscire un po’ dalla linea ideale in curva, bisogna allora un po’ domarla e buttarla per bene in curva piegando. In questo modo tiene la curva perfettamente. Divertimento assoluto e velocità! Quando comincia il tecnico su roccia a sassi fissi bisogna per forza rallentare, qui una enduro da 160 è naturalmente superiore in comfort e velocità, però lo stesso si riesce a scendere domando il sentiero e non subendolo, e pensando che stai scendendo appena più lento con 0 mm invece di 160 mm la soddisfazione è tanta!



La guida è più fisica, bisogna danzare sui sassi invece che mollare la bici “tanto 160 mm fanno tutto loro” ma il divertimento è uguale. Nei punti con grandi scalini sconnessi la gomma che, ricordo, corrisponde a più di una 29 ma larga il doppio, dà una grande sicurezza antiribaltamento e porta a valle senza problemi. Sul tecnico veloce si va inevitabilmente più lenti, ma a me la velocità non è mai interessata troppo, non faccio gare e mi godo il sentiero e il paesaggio. Ritorno poi su ciclabile asfaltata, per essere perfetta avrei dovuto rigonfiare un po’, ma anche cosi scorreva a sufficienza, l’importante è imparare a pedalare il più rotondo possibile, in modo da evitare effetti rimbalzo.
Insomma anche senza neve la beargrease si comporta benissimo e fa divertire!




18/03/2014

Oggi altro test della beargrease, questa volta cambiamo completamente location e provo la fat completamente in piano, sul percorso della medio fondo del Piave a S. Donà, 55 km e ben (!) 180 metri di dislivello lungo argini e single track molto divertenti lungo le rive del Piave. Accompagnatori e sparring partner due fra i migliori pedalatori del team magikabike di S. Donà, marco e roberto, entrambi dotati di leggere front 29 da xc. Il single track interseca la strada arginale con qualche piccolo dislivello di 2-3 metri e continui zig-zag nel bosco, molto divertente e tutto da guidare. Qui, seguendo marco a buona velocità, mi sono accorto molto bene di come va la fat sulle curve guidate.
Ho tenuto una pressione medio-alta per una buona scorrevolezza. In curva la fat tende ad avere un pò di sottosterzo, ovverosia a seguire la tangente, guidandola come una normale mtb. Bisogna allora abituarsi ad inclinarla un pò di più, in questo modo segue perfettamente la curva. Arrivando poi al piccolo strappetto di un paio di metri, marco mi staccava leggermente, perciò in rilancio la fat perde un pò di velocità. Appena ritorniamo sul piano lineare, la fat riprende velocità e la mantiene facilmente. Ecco adesso un breve tratto su terreno più soffice e sabbioso, lasciato da una piena del fiume. Improvvisamente le ruotine di marco affondano e rallentano, mentre le ruotone galleggiano e passano senza perdere velocità, e recupero subito quei due metri che avevo perso. Questa situazione si ripete un pò di volte, confermandomi queste impressioni. Per il resto del giro, su argini scorrevoli, la fat tiene la stessa velocità delle due cugine magre e, essendo completamente rigida e in questo caso con le gomme piuttosto gonfie, perde poca energia in pedalata.



Al ritorno, visto che siamo un pò in ritardo, decidiamo di tagliare e fare una quindicina di km su asfalto, a velocità sostenuta. Fino ai 32 km/h nessun problema, spingo al massimo ma riesco a stare dietro ai due amici nonostante le gommone, quando però davanti aumentano ancora il ritmo allora comincio a mollare, un pò per la scorrevolezza delle gomme e un pò per la limitatezza della corona da 32, più di tanto infatti non si riesce a spingere. Marco rallenta allora un pò e continuiamo sui 30 km/h. La fat è fatta per andature più tranquille, questo è sicuro, però bisogna dire che la beargrease, che anche nel catalogo è definita race oriented, non ha sfigurato per niente nel percorso di questa medio fondo, nonostante io e la pianura non andiamo solitamente per niente d'accordo. Insomma, divertimento anche oggi.
Ripeto il mio concetto: sicuramente non è la bici migliore per ogni specialità, su neve o su sabbia si, ma non per xc, non per trail, non per am, però se a me piace fare tutto questo e non ho la possibilità o la voglia di avere 4 bici diverse, allora la fat (parlo di beargrese) può andare bene per tutto, dal xc, al trail, al am, alla neve. Anche all'enduro, inteso naturalmente non come gara. Non eccelle in queste specialità, ma con una bici sola ci posso fare tutto, e senza sfigurare. E se una volta, come spesso a me succede, parto da fondo valle e devo rientrarci per asfalto, salgo in montagna, magari non so se troverò neve o che tipo di sentiero farò per la discesa, non sto li a pensare a quale bici prendere, prendo la fat e sono sicuro di non sbagliare, dall'asfalto a qualsiasi tipo di sentiero o di fondo.


22/03/2014

Oggi ho continuato la preparazione per il tuscany trail (non allenandomi ma divertendomi ): 70 km tirati, 1800 m/d in 5 ore, insieme a robi-one.
Come al solito, non essendoci niente da regolare sul semplicissimo telaio rigido, si gioca tutto sulla pressione delle gomme. Sapendo di dover fare prima 20 km su asfalto in piano e poi 1200 m di dislivello in salita asfaltata piuttosto ripida, ho tenuto una pressione alta (più di una atmosfera) e la bici era velocissima in piano e scorrevolissima in salita. Arrivato all forestale ho sgonfiato un pò la gomma in modo da ammortizzare le piccole asperità. In cima alla salita ci cambiamo e sgonfio ancora, ma non troppo, perchè so di dover fare ancora dei trati in salita asfaltata. Perciò pressione media, intorno ai 0.6. Discesa in parte tecnica e in parte su neve , ogni tanto dovevo aspettare robi perchè la sua slide 150 affondava nella neve primaverile. Adesso risalita su asfalto, nonostante la pressione media la bici sale bene, solo un pò più morbida rispetto alla prima salita. Arriviamo adesso alla discesa finale su sentiero ripido e scassato, qui sgonfio tutto quello che c'è da sgonfiare, la pressione è veramente minima, la 4.8 anteriore avrà non più di 0.25 atmosfere, praticamente quando schiaccio la gomma con la mano arrivo quasi al cerchio. Sembra esagerato, ma ormai so che sul tecnico scassato la pressione deve essere minima, infatti la bici scende morbida e veloce. Unica controindicazione, con cosi poca pressione sulle curve veloci l'anteriore è molto pesante e tende a partire per la tangente, bisogna allora inclinare per bene la bici e buttarla dentro la curva. Il top arriva su un punto con sassi smossi, robi che era dietro di me mi ha detto che mi ha visto continuare a forte velocità, mentre lui, con le ruotine, ha dovuto rallentare molto. In questi casi la fat si mette come su un binario immaginario e si mangia tutto in sicurezza. 700 m/d di sentiero mangiati in 10 min. Arrivati in fondo alla discesa ci aspettano gli ultimi km su asfalto per tornare a casa, decido allora di rigonfiare l'anteriore per evitare l'effetto colla della gomma supersgonfia. Un minuto e con la ottima leyzine la gomma torna ad una pressione decente per pedalare. Ultimo sprint e torniamo a casa per mezzogiorno, ormai sia io che robi siamo piuttosto allenati e ci siamo fatti questi 1800 m/d senza avere le gambe maciullate, solo la fame comincia a farsi sentire, ma a quello ci sta pensando la dolce mogliettina.....


29/03/2014

Forse non vi avevo detto che finora, sulla fat, ho sempre usato pedali flat, e già con quelli in salita mi sono sempre trovato bene. Oggi, visto che per prepararmi al Tuscany trail avevo programmato (anzi l'amico robi-one mi ha costretto!) una salita lunga tutta asfaltata (42 km e 1700 di dislivello, 90 km in tutto in una mattina), ho montato i pedali a sgancio e ho gonfiato le gomme a circa 1.4, durissime insomma.
Accidenti! La bici volava in salita! Quasi incredibile. Un pò che in questo momento io sono piuttosto in forma perchè fra un mese parte il tuscany trail e dovrò essere al top, un pò che con i pedali a sgancio si riesce a tenere una pedalata rotonda e veramente molto efficace, e un pò che le gomme gonfie al massimo diventano veramente tanto scorrevoli, fatto sta che siamo arrivati in cima veramente in fretta, mai fatto lo stesso tempo neanche d'estate al pieno della forma. Praticamente la fat cosi settata diventa come una bici da xc. Fra l'altro l'ultimo km era anche innevato, cosi ho potuto testare anche come vanno le gomme gonfie sulla neve: una ciofeca, praticamente scivolano da tutte le parti, perciò quando siete sulla neve, sgonfiate e sgonfiate, e ancora di più di quello che sembrerebbe giusto. Un bel cappuccino in cima e poi discesa, e siccome asfalto un pò va bene ma è meglio non esagerare, mi getto sulla pista da fondo parallela alla strada (in questo periodo ormai deserta) e mi godo un pò di km sulla neve perfettamente liscia. Mirko e robi-one invece, devono continuare su asfalto visto che le loro slim affondano nella neve primaverile. In discesa pedalata su asfalto, vista la corona da 32, non riesco a pedalare a più di 32 all'ora, mentre in scia a miei compagni riesco a pedalare fino ai 38 all'ora. Anche in discesa più ripida, dove non serve pedalare, le gomme ben gonfie sono scorrevolissime, ne più ne meno delle 2.2 dei miei due compagni. Ultimo aneddoto: arrivo alla fine della discesa, mancano ancora 5-6 km in piano fino a casa, all'incrocio passa uno stradista in bdc, scatto e mi accodo subito per risparmiare un pò energie fino a casa. E' vero, non andava veloce, però sono riuscito a stargli a ruota a 34 all'ora! Sempre più innamorato della Beargrese!

30/03/2014
Oggi record di dislivello con l'orsetta, 80 km e 2800 m/d, tutto in su e giù su sentieri infiniti. Pressione media e bici confortevole sia in salita che in discesa. Ero cosi contento che mi sono dimenticato di mangiare abbastanza e alla fine sono andato in crisi di fame. Appena arrivato a casa mi sono mangiato 3 etti di pasta ma è stato come bere un aperitivo, e allora giù fette di torta, prosciutto, crackers, 1 litro e mezzo di acqua e quant'altro mi è capitato fra le mani e un buchino si è riempito! :smile:

05/04/2014

L'orsetta cambia assetto!
Raceware mi ha mandato da testare le nuove ruote in carbonio kuroshiro enso 685, già testate da Yoda sulle fredde nevi della val d'Aosta e appena tornate da una settimana dal caldo deserto del Sinai. Adesso tocca a me testarle sui tecnici sentieri delle alpi.



Appena arrivato il pacco, smonto le "vecchie" ruote e peso tutto: differenza totale 1.4 kg, che sulle masse rotanti sono tanta roba! Adesso l'orsetta da 13.5 kg scende a quasi 12 kg, un peso veramente di tutto rispetto per una fat. Ma oltre al peso mi interessa vedere cosa cambia sui sentieri, visto che questi cerchi v6 sono l'11% più rigidi allo schiacciamento e il 38% più rigidi alla torsione rispetto al rolling darryl di surly.
Le ruote sono equipaggiate con gomme 45nrth hüsker du da 3.8 latticizzate.



Siccome devo mettere su km per il tuscany trail del 1° maggio, per il nostro sabato mattina scegliamo con mirko e robi-one un bel itinerario lungo da 80 km e 1850 m/d. Partiamo allora da merano per 40 km di salita asfaltata e sterrata fino al passo del Giovo a 2100m. Tengo le gomme ben gonfie, le husker du sono molto scorrevoli e praticamente appoggiano sul terreno solo con il mezzo cm di tassello centrale, quasi come una bici da corsa su asfalto! Saliamo, saliamo con una buona andatura e dopo due ore e trenta e 1600 m/d, quando mancano 200 m/d, provo a forzare un pò. Il telaio è rigido, i cerchi sono rigidi e le gomme sono ben gonfie, la fat ha una accelerazione costante e quasi non me ne accorgo, ma dopo un pò mi giro e i miei due compagni, che pure oggi hanno preso le leggere bici da xc, sono già lontanissimi, eccoli ancora li sotto



In breve sono al passo fra due muri di neve



e il distacco con il quale arrivo in cima è veramente molto, pazzesco come sale la fat cosi leggera e rigida, già ero molto contento prima, ma adesso veramente vola.
Adesso vediamo un pò in discesa, la prima parte asfaltata, perciò non sgonfio. Anche qui la differenza si sente subito, se prima l'effetto deriva in curva si sentiva e bisognava inclinare abbastanza la fat per curvare, adesso è praticamente annullato, la bici, su asfalto, gira praticamente come una normale mtb, è proprio una bella sensazione.
Arriviamo all'inizio del sentiero, una bella sgonfiata alle gomme, saranno circa 0.4 davanti e 0.5 dietro e via. Il sentiero è molto tecnico con grossi gradoni, le gomme danno una sicurezza incredibile su questi passaggi, tanto che robi-one che mi segue, nota subito che io passo ostacoli dove lui invece ci deve pensare almeno due volte prima di tentare. Le husker du si comportano molto bene anche sul tecnico, infatti avevo sentito dire che sono sia scorrevoli che grippose, mentre ancora non riesco a percepire la differenza dei cerchi, si comportano sicuramente bene ma ho bisogno di più tempo per darne un giudizio finale sul tecnico.



Il lattice ha tenuto benissimo, pur a pressioni molto basse i cerchi non hanno fatto uscire neanche un pò di liquido o perso pressione.
Alla fine del sentiero rimangono gli ultimi 20 km su sterrato, mirko ha fretta di rientrare a casa e si mette a tirare. Non faccio neanche in tempo a gonfiare un pò le gomme che si riparte a 36 all'ora. Rimango subito indietro perchè con la corona da 32 più da tanto non riesco a pedalare, allora gli dico di rallentare un pò e a 34 all'ora riesco ad accodarmi e a pedalare sfruttando la scia, come avevo già sperimentato altre volte. Nonostante la pressione un pò troppo bassa delle ruote, che però da maggiore comfort, riesco a fare una bella tirata (come se già non fossero bastati i 1850 m/d fatti) e alle 12.30 puntualissimi siamo a casa.
Primo test dei cerchi in carbonio fatto con esito ampiamente positivo, adesso mercoledi mattina le provo ancora su un sentiero più conosciuto per capire meglio come si comportano sul tecnico

08/04/2014
Secondo giro con l'orsetta dotata di cerchi in carbonio.
Salita asfaltata con tratti molto duri da 1200 m/d: non c'è niente da fare, bici rigida, cerchi rigidi, gomme gonfie, risparmio di peso sulle masse rotanti, la bici sale che è una meraviglia. Sono riuscito a fare lo stesso tempo 6 anni fa con la scott genius da 120 e 12 kg, poi con torque e strive sempre 10 min di più. Ripeto, a me il tempo non interessa, infatti anche questa volta sono salito sempre alla mia andatura senza proprio badarci, ma registro tutte le tracce con il gps cosi posso fare eventuali confronti.
Discesa: questa volta avevo tempo e me la sono presa con calma, ho voluto provare con tutte el pressioni possibili.
Mauro di Raceware mi ha detto: ti do questi cerchi, fanne quello che vuoi, anche se li rompi è lo stesso (probabilmente quando me l'ha detto aveva bevuto un pò!), ma provali sui tuoi sentieri rocciosi e dimmi tutto!
E io lo accontento subito: sgonfio abbastanza la gomma posteriore (troppo non serve) e tanto, ma tanto, quella anteriore. Praticamente quando schiaccio con la mano arrivo facilmente al cerchio. Avrò forse 0.2 di pressione. Paura! Ricordo che le gomme sono tublessizzate. Il sentiero è molto tecnico, la gomma si adatta a qualunque asperità con grip mostruoso. Però appena c'è da curvare l'effetto deriva si sente alla grande e bisogna inclinare tanto la bici per farla entrare in curva. In più continuo a sentire dei tok, tok, tokkk, che mi lasciano un pò in apprensione. Il cerchio sbatte sulla roccia, attenuato solo dallo spessore della gomma. Che abbia sgonfiato troppo? Sicuramente si, ma del resto ai limiti bisogna arrivarci e qualcuno deve pur provarlo, se nò che test é? Gonfio allora la gomma davanti, adesso anche schiacciando con la mano non arrivo assolutamente al cerchio. Riparto. Tenuta laterale e entrata in curva adesso quasi perfette, però sui gradini rocciosi mi rimbalza un pò troppo. Sgonfio allora ancora un pò. Provo. Rigonfio. Riprovo. Risgonfio. Ecco adesso sono tiuscito a trovare il giusto compromesso fra ammortizzazione e precisione in curva. Ripeto è un compromesso. Questo è un tracciato da enduro e questa non è una bici da enduro, le velocità devono essere diverse per forza, però si scende dappertutto e con un comfort accettabile. Su tratti più flow invece il discorso è diverso, velocità e precisione dati dalla rigidità del cerchio aumentano.



Provo poi anche un piccolo drop, atterraggio comodo lavorando naturalmente anche di braccia a gambe



Per adesso perciò il giudizio è positivo, in salita ampiamente, in discesa secondo me la differenza la fa più la gomma (e la sua pressione) del cerchio. Però quello che a me interessava oggi era testare la tenuta del cerchio e delle gomme tublessizzate. Il cerchio l'ho messo a dura prova (che paura) ma tornando a casa ho visto che è perfetto, centrato e senza nessuna botta visibile e le gomme non hanno mostrato il benchè minimo segno di stallonamento, pur quasi completamente sgonfiate.
Questo we cercherò di fare un 5000 di dislivello in due giorni in preparazione del Tuscany trail con ulteriore test dei cerchi su tutti i tipi di fondo.

12/13/04/2014
Questo we, come promesso, fatti 5000 m/d e 185 km con l'orsetta, adesso per il tuscany trail mi sento a posto, farò solo qualche uscita di mantenimento. Sabato mattina 75 km e 1800 d con robi-one, uscita tirata classica del sabato, salita con la beargrease e i suoi cerchi in carbonio che volavano e discesa con gomme sgonfiate (specialmente davanti) perfetta anche su supertecnico. Alla fine due minuti per rigonfiare le gomme e ritorno su ciclabile a più di trenta all'ora (quando sento chi dice che la fat non è scorrevole mi viene da ridere).
Domenica invece 110 km e 3200 m/d fatti più con calma ai ritmi che terrò in toscana, 8 ore nette e 9 con soste. Il percorso è misto con tante salite e discese e sentieri, sterrate e asfalto. Ho tenuto le gomme ad una pressione media e più toccate, circa 0.8 dietro e 0.7 davanti, ma non ho misurato. In ogni caso andavano benissimo sia in salita che in discesa, visto che non c'era niente di troppo tecnico. Cerchi kuroshiro perfetti, leggeri e scattanti!

15/04/2014
Ieri bel giro sull'alta via di caldaro con EmilG, percorso misto, pressione delle gomme media e via senza problemi per tutta la mattina con 1300 m/d



Anche Emil ha naturalmente voluto provare la fat e naturalmente, guarda caso, gli è piaciuta



Mentre lui provava la fat io sono salito sulla sua full. Mamma mia, con quelle ruotine (2.30) la bici andava dove voleva, che impressione al confronto della grande stabilità della fat!
E adesso una settimana in Olanda a testare la fat e i cerchi in carbonio sull'unico terreno dove non l'ho ancora provata, la sabbia delle infinite spiagge del nord!

27/04/2014
Eccomi tornato dall'Olanda, che spettacolo l'orsetta sulle spiagge e sulle dune! Galleggia sempre, su qualsiasi tipo si fondo sabbioso si riesce sempre a pedalare, quasi meglio che sulla neve. Grande divertimento.










05/05/2014

Dopo i 650 km e 11000 m/d in tre giorni e mezzo del Tuscany Trail posso dire di conoscere la beargrease alla perfezione. L'avevo già detto e lo confermo: è una vera bici tuttofare! Il percorso era molto più duro e impegnativo di quello che mi aspettassi, tanti sentieri tecnici ed esposti, oltre a sterrate, asfalto, pietraie, salite al limite, discese ripide e scassate, insomma un pò di tutto. E l'orsetta andava sempre, e come se andava! Ho sempre tenuto la stessa pressione delle gomme, diciamo medio-alta, che per una fat vuole dire circa 1 atmosfera, ed è sempre andata bene, precisa nelle curve con i cerchi enso in carbonio, scorrevole su asfalto e sufficentemente morbida sullo scassato. Sulla pietraia di Albinia, che faceva frullare il cervello, viaggiava che era un piacere! Sono partito in configurazione bikepacking





con due comode e capienti borse al manubrio e sottosella. Certo il peso si sentiva, 12 di bici e 8 di bagagli, ma l'assetto era molto equilibrato e aerodinamico, una volta presa velocità sugli sterratoni dell'eroica si filava alla grande e anche sul ripidissimo in salita sono sceso molto poco dalla bici. Unica controindicazione sui sentieri tecnici dove bisognava spingere la bici a mano, qui risultava molto pesante, avrei preferito il classico zaino.
Insomma bici perfetta per questo tipo di tour (oltre che per tutto quelo di cui si era già parlato sopra naturalmente!).



Qui il video del Tuscany Trail

https://vimeo.com/94250695


Con la fine del Tuscany Trail si è conclusa anche la mia esperienza con la Salsa beargrease in alluminio. Sono stati 100 giorni intensissimi, un colpo di fulmine, un innamoramento come da tanto non mi succedeva! 35 uscite, 2000 km, 40000 metri di dislivello. L'ho usata su tutti i tipi di fondo, sulla neve, sull'asfalto, sulla sabbia, sulle sterrate, sui sentieri flow e su quelli supertecnici, in salita e in discesa. L'ho usata con vari assetti, con i cerchi Surly in alluminio e con i Kuroshiro in carbonio, con tantissime gomme da 3.8 a 4.8, con il reggisella telescopico e senza, "leggera" o in assetto da bikepacking, l'ho usata sulle piatte ciclabili olandesi o facendoci 11000 mteri di dislivello in 3 giorni in toscana. L'ho confrontata con la mia canyon strive da 160 e con altre fat.
Posso perciò dire di conoscere la beargrease alla perfezione. E confermo quello che ho detto finora: è una vera bici tuttofare, nel senso che si può fare tutto e con grande soddisfazione. Tutto! L'unico limite, come già detto, è sui sentieri molto tecnici e veloci, che si fanno con molta sicurezza ma solo più lentamente.
E visto che mi piace cosi tanto la cambio!
Si, la cambio, perchè sono talmente convinto della superiorità in polivalenza delle fat in generale e della beargrease in particolare, che passo al modello top, la Salsa beargrease carbon con ruote kuroshiro enso in carbonio, in tutto 11 kg di perfetta funzionalità, probabilmente la migliore fat in questo momento.
E se qualcuno si chiedeva come mai il mio nick è nonnocarb, adesso lo sa, visto che torno al carbonio, il mio primo vecchio amore! ;-)

 

 

lonebiker

Biker grossissimus
19/4/07
5.451
147
0
55
Thiene (VI)
Bike
Salsa Beargrease, Commencal Meta V3, Stevens Prestige CX, Trekking Konig
Scrivo qui le impressioni delle mie uscite con la beargrease, visto che molti vogliono sapere cosa ne penso delle fat e specialmente come si comporta anche al di fuori della neve.


Alla prossima!

Perfetto!!!! bell'analisi complessiva su 2 uscite che hai fatto, non ti posso chiedere i tornanti stretti perchè tu li fai sempre in nose press e io invece (che non sono capace) li faccio in sella in equilibrio e mi interessava sapere come curva sulla stretto perchè quelli che abbiamo fatto assieme domenica erano di media raggiatura.
Buono anche il tuo proposito per il prossimo test di mangia e bevi.

Come sempre perfetto resto sintonizzato

Ciaoo
 

mogiorace

Biker popularis
2/4/11
80
-1
0
piemonte
concordo su quasi tutto.
io usando la Fat come unica bici ormai da tempo, ho perso un po' il contatto con la realtà....
Sulle discese sul tecnico, per me, il discorso stà in questi termini:
1) se immagini la discesa stile freeride, velocità..adrenalina.insomma cose da giovani, diventa stancante come dici....
2) se intendi la cosa invece in maniera "tiralistica", il piacere di scendere a zero passaggi...impossibili, con una sicurezza ed una naturalezza impensabile.....allora è la bici perfetta, ecco perché per le uscite All mountain in montagna , sarà la mia bici

insomma l'unico posto dove magari ti fai qualche domanda, sono le salite medio facili, non tecniche, asfalto o strade bianche....ma, in fondo....non sono terreni per NOI!!!!!!!!!!:smile::smile:
 
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river71

Biker tremendus
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soresina
Bellissima recensione...si capisce che di bike ne sai...e sono pienamente d'accordo sul fatto che tu dica di provarla prima di esprimere giudizi...
Io ci farò la HERO questo'anno...tanto li di asfalto ce n'è ben poco!!!e le gomme penso di gonfiarle a 0,8/,09 e non toccarle più!!!
 

lonebiker

Biker grossissimus
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Thiene (VI)
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Salsa Beargrease, Commencal Meta V3, Stevens Prestige CX, Trekking Konig
Sullo stretto curva bene, è molto agile, ma quando ci vuole il nose...devi impararlo! ;-)

OK imparerò copiandoti quando arriverò a vederti in discesa :-)

concordo su quasi tutto.
io usando la Fat come unica bici ormai da tempo, ho perso un po' il contatto con la realtà....
Sulle discese sul tecnico, per me, il discorso stà in questi termini:
1) se immagini la discesa stile freeride, velocità..adrenalina.insomma cose da giovani, diventa stancante come dici....
2) se intendi la cosa invece in maniera "tiralistica", il piacere di scendere a zero passaggi...impossibili, con una sicurezza ed una naturalezza impensabile.....allora è la bici perfetta, ecco perché per le uscite All mountain in montagna , sarà la mia bici

insomma l'unico posto dove magari ti fai qualche domanda, sono le salite medio facili, non tecniche, asfalto o strade bianche....ma, in fondo....non sono terreni per NOI!!!!!!!!!!:smile::smile:

Bel contributo
 

marco

Баба Яга
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Giudizio dopo la seconda uscita: oggi le condizioni erano molto difficili, comunque in salita mi è piaciuta tantissimo, sia su asfalto che su sterrato che su sconnesso che su neve. In discesa su neve scende bene anche su punti impensabili per ruote normali, su sentiero liscio senza problemi, sul tecnico (tecnicissimo) scende ma è abbastanza stancante, molto fisica, magari se avessi avuto vent’anni di meno avrei apprezzato di più…. Risultato: non è certo la bici totale, quella migliore su tutti i terreni, però secondo me è quella che ci si avvicina di più, quella che ha uno spettro di uso maggiore in assoluto. L’importante è non avere fretta, si pedala su tutti i tipi di terreni però non bisogna guardare il cronometro, anche perché per la migliore resa bisognerebbe regolare più volte la pressione delle gomme. A questo proposito vorrei testarla la prossima volta su un percorso collinare, i classici sentieri mangia e bevi, per vedere se con una pressione media può essere performante sia in salita che in discesa. Alla prossima!

Mah.
Oggi ho fatto il mio solito giro, però con una fat. Tutto bene in salita fin quando c'erano 10 cm di fresca, dopodichè si comincia a spingere. Stesso discorso in discesa, o quasi. Era da tempo che non sudavo così tanto per spingere la bici.



In discesa è divertente con la quantità giusta di neve (max 20-30 cm, poi toccano i pedali e si fa lo spazzaneve), ma nelle parti tecniche senza neve avevo paura mi saltassero fuori le otturazioni dai denti, pur essendo sceso a 0.5 bar. Si scende, per carità, ma piano. In confronto ad una bici da enduro si è fermi.

Io la vedo bene come bici da spedizione, tipo Islanda, con su le borse e via su sterratoni con tanta ghiaia dove scorrono molto bene.

Dimenticavo: l'effetto volano delle ruote è notevole. Su discese medie veloci ci vorrebbe un sidecar per impostarle al meglio :-)
 

nonnocarb

Redazione
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Merano
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Mah.
Oggi ho fatto il mio solito giro, però con una fat. Tutto bene in salita fin quando c'erano 10 cm di fresca, dopodichè si comincia a spingere. Stesso discorso in discesa, o quasi. Era da tempo che non sudavo così tanto per spingere la bici.



In discesa è divertente con la quantità giusta di neve (max 20-30 cm, poi toccano i pedali e si fa lo spazzaneve), ma nelle parti tecniche senza neve avevo paura mi saltassero fuori le otturazioni dai denti, pur essendo sceso a 0.5 bar. Si scende, per carità, ma piano. In confronto ad una bici da enduro si è fermi.

Io la vedo bene come bici da spedizione, tipo Islanda, con su le borse e via su sterratoni con tanta ghiaia dove scorrono molto bene.

come bici da spedizione è il top sicuramente. Le borse forse no, di solito con queste bici si va via in stile bikepacking. Per la neve hai ragione, non puoi certo pretendere da queste bici di andare con qualsiasi tipo e quantità di neve. In questo momento c'è una neve fradicia e impedalabile, solitamente bisogna aspettare un pò dall'ultima nevicata, come era successo quando ho provato la salsa la prima volta . Allora la differenza con bici normali si vede tutta.
Se ti saltavano le otturazioni, per la poca esperienza che ho, avevi sicuramente troppa pressione, bisogna sgonfiare fino quasi a far toccare il cerchio, e poi vai molto più morbido. Che bisogna andare più piano l'ho scritto anche io, sul trialistico lento la differenza è infatti minima, sul veloce invece si tocca il limite di queste bici. Come ho detto, secondo me lo spettro di queste bici è da percorsi xc fino ad am, + neve e sabbia e fango. Enduro no, il cronometro non gli piace ;-)
 
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marco

Баба Яга
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come bici da spedizione è il top sicuramente. Le borse forse no, di solito con queste bici si va via in stile bikepacking. Per la neve hai ragione, non puoi certo pretendere da queste bici di andare con qualsiasi tipo e quantità di neve. In questo momento c'è una neve fradicia e impedalabile, solitamente bisogna aspettare un pò dall'ultima nevicata, come era successo quando ho provato la salsa la prima volta . Allora la differenza con bici normali si vede tutta.
Se ti saltavano le otturazioni, per la poca esperienza che ho, avevi sicuramente troppa pressione, bisogna sgonfiare fino quasi a far toccare il cerchio, e poi vai molto più morbido. Che bisogna andare più piano l'ho scritto anche io, sul trialistico lento la differenza è infatti minima, sul veloce invece si tocca il limite di queste bici. Come ho detto, secondo me lo spettro di queste bici è da percorsi xc fino ad am, + neve e sabbia e fango. Enduro no, il cronometro non gli piace ;-)

guarda la Caribou in foto: ha tutte le viti per gli attacchi delle borse. Io mi ci vedo in Islanda. Ci sono già stato, sempre con una rigida ma con manubrio da corsa, e una fat me la sarei sognata.

Non per niente anche le auto lì hanno le gomme superfat

 

nonnocarb

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[MENTION=135578]Marco s[/MENTION]i infatti, ideale per i lunghi giri, dopo che avrò fatto il tuscany trail ti saprò dire meglio!
Però secondo me anche per giri am in giornata ha da dire la sua.
Tanto per dire, pensa la discesa dal piz umbrail, la prima parte sul ghiaione se la mangia tutta alla grande, la parte restante è piuttosto flow e andrebbe benissimo anche li, poi sulle forestali e resto dei sentieri verso livigno divertimento assicurato non meno che con 160 o trail.
 

marco

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[MENTION=135578]Marco s[/MENTION]i infatti, ideale per i lunghi giri, dopo che avrò fatto il tuscany trail ti saprò dire meglio!
Però secondo me anche per giri am in giornata ha da dire la sua.
Tanto per dire, pensa la discesa dal piz umbrail, la prima parte sul ghiaione se la mangia tutta alla grande, la parte restante è piuttosto flow e andrebbe benissimo anche li, poi sulle forestali e resto dei sentieri verso livigno divertimento assicurato non meno che con 160 o trail.


Su quei sentieri ti ritrovi più lento e impacciato, secondo me. Non rinuncerei ad una Full su sentieri alpini. Alla fine rimane una rigida con gommoni, che non rimpiazzano 20 anni di sviluppo delle sospensioni.
 
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fabio93

Biker serius
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Lombardia (Prov di Varese)
come bici da spedizione è il top sicuramente. Le borse forse no, di solito con queste bici si va via in stile bikepacking. Per la neve hai ragione, non puoi certo pretendere da queste bici di andare con qualsiasi tipo e quantità di neve. In questo momento c'è una neve fradicia e impedalabile, solitamente bisogna aspettare un pò dall'ultima nevicata, come era successo quando ho provato la salsa la prima volta . Allora la differenza con bici normali si vede tutta.
Se ti saltavano le otturazioni, per la poca esperienza che ho, avevi sicuramente troppa pressione, bisogna sgonfiare fino quasi a far toccare il cerchio, e poi vai molto più morbido. Che bisogna andare più piano l'ho scritto anche io, sul trialistico lento la differenza è infatti minima, sul veloce invece si tocca il limite di queste bici. Come ho detto, secondo me lo spettro di queste bici è da percorsi xc fino ad am, + neve e sabbia e fango. Enduro no, il cronometro non gli piace ;-)

Concordo totalmente con te... Non é nata per far la superenduro, certo scende ovunque:medita::medita: l'importante é NON scordarsi che rimane una rigida ... :celopiùg::celopiùg:
 

scratera

Biker nirvanensus
30/6/07
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rovereto TN
Bike
...solo full...rigide...
Su quei sentieri ti ritrovi più lento e impacciato, secondo me. Non rinuncerei ad una Full su sentieri alpini. Alla fine rimane una rigida con gommoni, che non rimpiazzano 20 anni di sviluppo delle sospensioni.
Concordo totalmente con te... Non é nata per far la superenduro, certo scende ovunque:medita::medita: l'importante é NON scordarsi che rimane una rigida ... :celopiùg::celopiùg:
...con cui ci si diverte un mondo....:omertà:
...ops...dovevo stare zitto.....:smile::smile::smile:
 

magicomaggio

Biker velocissimus
20/11/08
2.664
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Brescia
Maurizio e Lone ho letto ogni vostro commento riferito a queste mtb e credo che i pro siano sicuramente maggiori dei contro. Test Bike nn facile da trovare e se trovo una buona occasione la prendo a scatola chiusa anche perché i vostri sentieri sono i miei sentieri .... Il trialistico lento è quello che prediligo... Io credo che le fat nascano rigide e non le vedo con la forcella ammortizzata. Ma è solo un mio personale pensiero.... Comunque grazie per i vostri sempre utili report... :celopiùg:
 

nonnocarb

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Maurizio e Lone ho letto ogni vostro commento riferito a queste mtb e credo che i pro siano sicuramente maggiori dei contro. Test Bike nn facile da trovare e se trovo una buona occasione la prendo a scatola chiusa anche perché i vostri sentieri sono i miei sentieri .... Il trialistico lento è quello che prediligo... Io credo che le fat nascano rigide e non le vedo con la forcella ammortizzata. Ma è solo un mio personale pensiero.... Comunque grazie per i vostri sempre utili report... :celopiùg:

Ciao magico, come detto i "nostri" sentieri sono quelli al limite per le fat. Secondo me ha senso prenderle se si sa di usarle anche per altri tipi di percorsi, a me piace per esempio uscire tutto l'inverno con la neve e li sono sicuramente superiori, oppure fare giri di più giorni come l'anno scorso in africa o quest'anno dove andrò al tuscany trail. Oppure se si fanno giri misti am con percorsi innevati in quota. Facendo solo salita e discesa tipo enduro la 160 rimane sempre il top, io infatti la strive la tengo, ma per tutto il resto, compreso tratti tecnici, secondo me la fat è valida e ha grandi potenzialità, e quantomeno va provata. E' un altro tipo di bici e va usata senza guardare il cronometro, specie in discesa. Solo cosi diventa divertente. Io intanto non vedo l'ora di fare la prossima uscita per provarla ancora e scoprirla sempre meglio. Non ho ancora capito perchè, ma da quando ho iniziato a pedalare, nessuna bici mi aveva rapito in questo modo. Voglio scoprirlo ;-)
 
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lonebiker

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Maurizio e Lone ho letto ogni vostro commento riferito a queste mtb e credo che i pro siano sicuramente maggiori dei contro. Test Bike nn facile da trovare e se trovo una buona occasione la prendo a scatola chiusa anche perché i vostri sentieri sono i miei sentieri .... Il trialistico lento è quello che prediligo... Io credo che le fat nascano rigide e non le vedo con la forcella ammortizzata. Ma è solo un mio personale pensiero.... Comunque grazie per i vostri sempre utili report... :celopiùg:

Magico concordo anch'io sulla tipologia di giri che andiamo a fare ma io una prova di un giro completo dei "nostri" la farei. Effettivamente nei Test bike fai fatica a poter fare questa prova di 1 giornata completa, l'unica soluzione è il noleggio o qualcuno che te la presti e a questo proposito l'occasione potrebbe essere il 15 Marzo all'invitational di [MENTION=1523]nonnocarb[/MENTION] te lo fai pedalato con noi o resti/vieni il 16 per il giro AM :-)
 
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albert1978

Biker tremendus
24/11/07
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Riese Pio X° (TV)
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Transition
Nei spezzoni di tracciato provata durante le uscite di Bolzano-Merano, mi aveva lasciato impressioni veramente positive soprattutto in salita, sia su fondo compatto ma soprattutto sul mosso. Quando di fatto il sabato l'ho testata per qualche chilometro sull'argine ciottolato dell' Isarco ne ho apprezzato subito la facilità di superamento degli ostacoli, la grande aderenza (soprattutto nelle contropendenze) e la notevole trazione.
Certo che quando la si prova, l'amica qui sotto sale di parecchio...