I cibi NON VIOLENTI si vendicano di chi li mangi

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BERGAMO
di Nico Valerio scrittore scientifico e autore di manuali Mondadori

LA SCIENZA DISTRUGGE IL MITO DELL'EDEN


Altro che "mangiar sano" o "cibo elettivo dell'uomo". La scienza ha provato che tutti gli alimenti vegetali, come verdure, legumi, tuberi, cereali e frutti, contengono "insetticidi naturali", più abbondanti e cancerogeni di quelli artificiali oggi in uso in Occidente. Così, da millenni, le piante operano una selezione naturale tra gli esseri umani, più crudele di quella degli animali "feroci". Ecco perché i cibi "biologici" – più costosi anche del 300 per cento – non sono né più nutrienti, né più sani di quelli ordinari…


«Non solo Dio non esiste, ma anche il cibo "biologico" è un bluff», direbbe Woody Allen. E ci metteremmo tutti a ridere. E invece è vero. Altro che pomo d'Eva. A leggere le conclusioni dei più recenti studi sull'agricoltura biologica e a confrontarle con i dati di tossicologia degli alimenti, c'è da restare a bocca aperta. Le analisi più sofisticate stanno rivelando che tutti i nostri cibi, cioè cereali, legumi, patate, verdure, frutta, erbe aromatiche – perfino il basilico e il peperoncino, nuovi simboli della cucina italiana – contengono ciascuno da 1000 a 10.000 sostanze chimiche naturali, molte delle quali antinutritive, tossiche o cancerogene

Ma come, gli alimenti non erano solo proteine, carboidrati, grassi, sali e vitamine, come ci avevano insegnato prima le buone maestre elementari e poi i nutrizionisti e i dietologi da televisione? Nient'affatto. Per Walter Mertz, già direttore del laboratorio di nutrizione umana del Dipartimento di agricoltura a Beltsville (Maryland), ogni alimento contiene oltre alla quarantina di sostanze nutritive migliaia di sostanze extra-nutrizionali, veri e propri principi attivi farmacologici, utili per prevenire o curare molte malattie dell'uomo. I biochimici e i tossicologi li hanno identificati e divisi in classi dai nomi strani, come fitati, saponine, agglutinine, inibitori delle proteasi e anti-enzimi, polifenoli, ossalati, fitormoni, antibiotici, amine, indoli, tiocianati, glucosidi, alcaloidi, micotossine ecc.

Si è scoperto che dal "punto di vista" delle piante si tratta solo di potenti insetticidi naturali. Che si chiamino eugenolo, floretolo o quercetina, idrossigenistina o kempferolo, acido clorogenico, limonene o capsaicina, sono tutti mezzi di difesa chimica e tossicologica con cui le piante si difendono da predatori come larve, insetti, vermi, uccelli, roditori. E anche dall'uomo. La ricerca oncologica ha rivelato che alcuni di questi pesticidi naturali in laboratorio sono più cancerogeni dei tanto deprecati pesticidi artificiali, come ha denunciato per primo lo scienziato Bruce Ames, decano della ricerca biologica americana. Analizzando le varie sostanze naturali estratte dagli alimenti e dalle erbe aromatiche, gli analisti dell'IARC di Lione, ente di eccellenza mondiale nelle ricerche sulla cancerogenicità, sono sobbalzati più volte davanti ai computer: anche i cibi più comuni e insospettabili contengono molecole capaci di far stramazzare i topi di laboratorio o di procurare loro un tumore.

Niente allarme, sia chiaro. Innanzitutto a essersi rivelate altamente cancerogene sono le sostanze estratte e isolate, non gli alimenti integri, nei quali agiscono complesse sinergie tra migliaia di sostanze naturali. Del resto, per consolarsi, basta considerare che, una volta estratti dagli alimenti, il beta-carotene si è rivelato cancerogeno e la vitamina C mutagena. E gli stessi scienziati continuano a mangiare come noi, se non peggio. Dopotutto, non c'è alternativa. Però, le attuali scoperte dimostrano che l'etichetta di cibo "biologico" o "privo di pesticidi artificiali" non vuol dire necessariamente sano. La natura è spesso più pericolosa dell'uomo.

I più tossici sono i pesticidi naturali

Quanti sono questi potenti veleni che più volte al giorno, per 70 o 80 anni, finiscono sul nostro piatto? Nei cibi vegetali il rapporto in peso tra insetticidi naturali e fitofarmaci dell'uomo è stimato in 10.000 a 1, nei casi più "favorevoli" in 1000 a 1. Conferma Ames: «Un uomo medio, e ancor più un vegetariano, assume ogni giorno col cibo 1,5 grammi di pesticidi, di cui come minimo il 99,9 per cento sono naturali e solo lo 0,1 è artificiale». Ma forse – è la speranza dei lettori – si tratterà di sostanze quasi innocue perché «ormai l'uomo vi è abituato». Macché. Non si tratta di batteri, a cui può far fronte il sistema immunitario. Infatti i pesticidi naturali si sono dimostrati cancerogeni per il 45 per cento delle molecole sperimentate. E si deve tener conto che sono migliaia di volte più abbondanti e persistenti nel tempo dei moderni fitofarmaci. Un duro colpo alle convinzioni filosofiche di verdi e naturisti romantici, che praticando poco scienza e natura avevano coltivato il mito del "cibo puro" destinato per speciale favore divino alla specie Uomo.

La prima conseguenza pratica di queste scoperte è che l'alimento "biologico" non ha più importanza per il consumatore. Vale la pena di acquistare ad un prezzo più caro anche del 200 per cento un cibo vegetale garantito "privo di sostanze artificiali", talvolta non di prima qualità, con la speranza nel migliore dei casi di un nanogrammo di pesticidi in meno su diecimila, ma in realtà del tutto analogo per rischio cancerogenico ai cibi ordinari che si comprano al supermercato? Insomma, "bio" è logico? Evidentemente, no.

Oggi, per fortuna, in Occidente non siamo più ai tempi del dieldrin, del parathion e di altre sostanze altamente tossiche, non più in uso da anni. Il vegetale "biologico", perciò, è esente solo dai pesticidi oggi meno tossici, quelli umani, ma non dai più insidiosi pesticidi della natura. E' un paradosso non facile da spiegare all'opinione pubblica. Nei paesi progrediti, negli ultimi anni la chimica degli antiparassitari è cambiata radicalmente e in meglio. Come mostrano le monografie dell'IARC e le tabelle dell'International Centre for Pesticide Safety, un ente di controllo dell'OMS e dell'Università di Milano, in laboratorio nessuno dei nuovi composti chimici, al contrario di alcuni pesticidi naturali, si è rivelato della classe 1, cioè "sicuramente cancerogeno per l'uomo". «Il loro rischio è molto limitato, perché sono più mirati ed efficaci a dosi minime» dice il prof.Giuseppe Della Porta dell'Istituto europeo di oncologia di Milano, membro della Commissione di controllo della Sanità sui fitofarmaci. «Alcuni sono stati creati copiando le molecole naturali». Al massimo, i più tossici principi attivi sono testati alle categorie 2a o 2b, "possibilmente cancerogeni" per l'uomo solo in teoria e in grandi quantità. Certo, nel tempo anche questi dovranno essere eliminati. Ma in natura, si è visto, c'è molto di peggio. Attenti, piuttosto, a cibi, tè, erbe medicinali e spezie importati dal sud-est del mondo e dalle piccole economie non globalizzate: potrebbero avere tracce dei vecchi pesticidi cancerogeni ancora in uso per povertà o pigrizia in Asia, Africa e Sud America.

«Scienza e leggi hanno permesso minore tossicità dei fitofarmaci, minore persistenza nel tempo, minori residui nel cibo», aggiunge Della Porta. Una commissione scientifica sulle cause del cancro condotta dal National Cancer Institute of Canada, diretta dal tossicologo Len Ritter, con una relazione su Cancer ha escluso già nel 1997 ogni influenza epidemiologica dei pesticidi sintetici sulla mortalità da tumori. Ma, in compenso, ha confermato il ruolo devastante del fumo di tabacco. Ed è curioso che questa pianta venga usata in decotto come pesticida naturale dagli agricoltori biologici. La scienza, quindi, non è più malvagia della natura? Nient'affatto. «Se dosi e metodi corretti sono rispettati, il rischio pesticidi oggi è inferiore su scala logaritmica (migliaia di volte, NdR) ai rischi da cattiva conservazione del cibo o da sigaretta», conclude Della Porta. Un rischio, quello del tabacco, che perfino tra coloro che mangiano "biologico" pochi sono disposti ad eliminare.

Insomma, per il consumatore non sono sempre rose e fiori, ma almeno, dicono in sostanza sia Della Porta che all'ICPS, «il rischio tossicologico dei pesticidi artificiali è del tutto paragonabile a quello dei pesticidi naturali. Talvolta inferiore». Il rotenone, pesticida naturale estratto da una radice, così come l'estratto di tabacco (nell'immagine a lato), entrambi usati in agricoltura biologica, sono molto più tossici di certi fitofarmaci dell'ultima generazione. Il secondo addirittura più cancerogeno. Eppure, grazie a un regolamento dell'allora ministro Pecoraro Scanio ("Norme di semplificazione"), oggi sono entrambi esenti da autorizzazioni. Chiunque li può acquistare e usare sui campi, magari in dosi eccessive.

"Biologico"? Ha gli stessi nutrienti

Le indagini della Sanità nei negozi italiani, hanno smentito i dati allarmanti diffusi da verdi, Legambiente e Wwf. Non è vero che i nostri cibi sono inquinati. Nei vegetali sono state trovate scarsissime tracce di pesticidi, al di sotto dei limiti in Europa. Quest'anno, su 10.460 campioni analizzati, solo 136 (1,3 per cento) erano irregolari. Il 98,7 erano nella norma. Tra questi il 30,7 per cento al di sotto dei limiti consentiti, e il 68 per cento – udite, udite – addirittura senza alcun residuo. Che vuol dire? Che i normali vegetali che acquistiamo ogni giorno – dalla pasta alle mele – sono per la maggior parte privi di tracce di pesticidi artificiali, proprio come i cibi "biologici" che però costano fino al 300 per cento in più.

La comunità scientifica, del resto, era molto scettica sul "biologico". In uno studio ormai classico gli epidemiologi Richard Doll, Richard Peto e altri hanno attribuito all'inquinamento del cibo solo l'1-3 per cento dei tumori (al contrario della nostra "percezione" comune) e invece ben il 30-50 per cento all'alimentazione, ai normali cibi. Negli Stati Uniti, dove l'organic food è un grande business, indizi sull'inconsistenza scientifica del "biologico" esistono fin dal 1990 ("Omnis Committee"). Ma il colpo finale si è avuto di recente. Da una nostra meta-analisi su 3500 studi scientifici pubblicati dalle più importanti riviste scientifiche al mondo è emerso che tra le centinaia di alimenti rivelatisi preventivi o curativi in oltre 60 malattie, tumori compresi, nessuno era biologico, ma tutti erano stati acquistati dagli usceri di laboratorio al più vicino supermarket o alla bancarella all'angolo. Quasi tutti, però, erano utilizzati negli esperimenti con la buccia, cioè integrali ("Manuale di terapie con gli alimenti", Oscar Mondadori). E se «i normali alimenti "inquinati" del supermercato si sono dimostrati protettivi e anticancro» come ha osservato causticamente il prof. Silvio Garattini, farmacologo e direttore scientifico dell'Istituto Mario Negri di Milano, che cosa potrebbero offrire di più i cosiddetti alimenti "biologici"?

Come se non bastasse, ora la scienza prova che l'alimento biologico non ha nulla di più, sul piano nutrizionale, vitaminico e minerale, rispetto a quello comune dei supermercati. Lo dimostra il primo rapporto del progetto finalizzato del ministero dell'agricoltura "Determinanti di qualità dei prodotti dell'agricoltura biologica", coordinato dal prof. Gianbattista Quaglia dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione. Lo studio, iniziato nel 1998 e appena concluso nella sua prima fase, prova che il contenuto di frutta (pesche, pere, susine, mele) e cereali (frumento duro e tenero) coltivati senza antiparassitari con le tecniche biologiche, è del tutto simile a quello degli alimenti convenzionali. A conclusioni analoghe è giunto il Department of Crop and Soil Sciences della Washington State University in uno studio sulle mele biologiche, a cura di John P. Rega­nold, pubblicato su Nature del 19 aprile dello scorso anno.

Le pesche bio dell'esperimento italiano hanno mostrato, è vero, più beta-carotene di quelle comuni (93 contro 49 microgrammi), ma le susine bio ne avevano di meno, solo 68 anziché 107. La vitamina C era quasi pari nei due tipi di pesche, più alta nelle pere bio, ma più bassa nelle susine bio. «Dati contrastanti o non significativi», è stato in sintesi il commento di Emilia Carnovale, responsabile del sotto-progetto nutrizionale. Le colture erano state curate dall'Istituto sperimentale di frutticoltura (Roma), dal Centro per l'incremento agricolo della Lombardia (Pavia), e dall'Università della Tuscia (Viterbo).

Piccola sorpresa: nei frutti bio c'è qualche traccia in più di zucchero (fruttosio e sorbitolo). Nelle pesche italiane 5,9 invece di 5,2 grammi. Ma secondo la Carnovale, ciò è dovuto in realtà «al tipo di fertilizzazione del terreno e al grado di maturazione». Nei vegetali bio sono state trovate anche meno fibre. I chicchi di cereali erano più piccoli ("cariossidi striminzite") e con meno amido, il che «ha falsato i dati delle proteine e dei sali», hanno commentato le responsabili di settore Rita Acquistucci e Marina Carcea. Per il resto, i vegetali biologici si sono dimostrati nutrienti e gustosi più o meno come gli altri. Però più piccoli, con qualche traccia in più di sali, ma anche con più pesticidi. E' noto, infatti, che se l'uomo non usa insetticidi artificiali, la pianta emette per compensazione più pesticidi naturali. Una spia della moltiplicazione degli antiparassitari naturali è stata l'aumento dei fenoli, come acido caffeico, clorogenico e catechine. Le susine bio ne avevano 70 anziché 42 milligrammi.

Vantaggi? Solo per animali e agricoltori

Insomma, "bio" non sarà per caso diventato un marchio "di nicchia" come altri, per differenziare in modo artificiale un prodotto, fare soldi alle spalle dei consumatori più disinformati, gratificare con un consumo di status un'élite snob che può spendere? Ecco perché già nel 1991 le autorità di Bruxelles nel regolamento n.2092 sul commercio del cibo biologico hanno stabilito che «nell'etichettatura o nella pubblicità non possono essere contenute affermazioni che suggeriscano all'acquirente che l'indicazione di prodotto biologico costituisca una garanzia di qualità organolettica, nutritiva o sanitaria superiore».

Eravamo abituati a vedere negli animali i più aggressivi competitori con il genere umano. Ma ora, alla luce di queste inquietanti scoperte, abbiamo le prove che i vegetali hanno compiuto tra gli Umani nel corso di milioni di anni una "selezione" darwiniana così crudele che nessun animale feroce ha mai avuto la forza di compiere. Altro che "piante amiche" e "alimenti tradizionali". «Le piante operano tuttora una selezione delle specie animali, uomo compreso», conferma Della Porta. Aumentando o diminuendo, a seconda delle scelte alimentari dei popoli e degli individui, i rischi di intossicazioni e tumori, e così influendo drammaticamente sulla loro durata di vita, le piante definite dall'uomo – spesso prematuramente – "alimentari" hanno in realtà svolto il compito di migliorare l'intelligenza della specie umana.

L'unico reale vantaggio del cibo biologico – va riconosciuto – riguarda gli alimenti di origine animale: carni, pesci, formaggi, latte, uova. Epidemie come "mucca pazza" e quelle dovute ai mangimi tossici per i pesci, o ai residui di antibiotici e ormoni nei vitelli, nei suini e nel pollame, non sarebbero state possibili con l'allevamento biologico. Ma anche in agricoltura, il biologico si prende una piccola rivincita. Riduce il rischio di overdose per gli agricoltori durante l'irrorazione. Giova anche alla salute degli animali e alla qualità del terreno. Infatti, l'esperimento sulle mele biologiche dello Stato di Washington riferito da Nature ha accertato un impatto ambientale minore di 6,2 volte rispetto all'agricoltura convenzionale. E la bioagricoltura è anche un affare, in termini di reddito. Nello studio Usa, pur con raccolti inferiori, sono bastati i prezzi di mercato più alti e i costi più bassi ad assicurare agli imprenditori margini di guadagno medio più elevati. Insomma, per dirla con Woody Allen, «se il cibo "bio" guarisce da qualcosa, questo è la povertà»

QUANDO UN VEGETALE "TRADISCE"

L'orto di Getsemani e la "retata"

dei carabinieri. Ma la dieta è meglio


Se una ditta biotech di Genova oggi inventasse il basilico, avrebbe la visita di Finanza e Carabinieri del Nas, magari in camice bianco e con i mitra spianati. Infatti, un solo grammo di basilico secco, anche se "biologico", ha ben 3,8 mg di estragolo, vietato in tutta l'Unione Europea, risultato 25 volte più cancerogeno del benzene (Ames, Magaw e Swirsky-Gold su Science).

Ma stiano tranquilli i fans del pesto e dell'odoroso basilico. Anche se un vegetale tradisce nell'orto di Getsemani, i CC non arriveranno. Continuino pure a gustarli entrambi, perché in pratica sono neutralizzati da olio d'oliva, pinoli, noci e aglio (pesto), e da una dieta mediterranea ricca di pomodori, verdure e altri cibi antiossidanti, come legumi e pasta integrale. Per meglio difendersi dai cancerogeni naturali, i Consensus di oncologia consigliano, in sintesi, una dieta con 5-6 porzioni di verdure e frutta ogni giorno, farinacei integrali, legumi, olio vergine d'oliva, pesce, ma pochi grassi animali, formaggi, dolci e carne. Insomma, i vegetariani sono fortunati. E ovviamente no a fumo e alcol.

UOMO "BUONO", NATURA "MALVAGIA"

Ne ammazza più la natura bio…

Ma per "fortuna" ci sarà il biotech


Oggi legumi, patate e pomodori – anche quelli di recente geneticamente trasformati dall'uomo, come i celebri "Pachino" – sono contro tumori, diabete, colesterolo, invecchiamento, obesità e stipsi. Ma un tempo, quando erano "biologici" (diremmo oggi), potevano uccidere. Le patate avevano troppa solanina, poi ridotta a causa del trattamento con fitofarmaci per il noto fenomeno di "risparmio". E allora avevano ragione quei contadini tradizionalisti che fino a tutto il ‘700 si rifiutavano di mangiare i "tuberi del diavolo", malgrado la prigione minacciata dal re di Prussia. Il pomodoro importato dall'America era giallo, acido e immangiabile. Fino al ‘700 era una stranezza botanica, consumato di rado, per lo più fritto o lungamente cotto. Il consumo di alcuni legumi, poi, provocava crampi, rigidità degli arti e paralisi spastica. Una va­rietà di fagioli Lima ricca di acido cianidrico provocò nel primo ‘900 numerosi morti. E ancora oggi nei nostri piatti continua la "selezione umana" operata dai cibi vegetali (v. sopra Della Porta). Dice il farmacologo Silvio Garattini: «Le molecole della natura non sono sottoposte ai limiti di legge che hanno quelle dell'uomo. L'unico limite è l'ingegneria genetica. Si potrebbero, per esempio, far nascere delle piante alimentari senza estragolo o altri pesticidi cancerogeni».

Ma lo sopporterà l'opinione pubblica, abituata da una secolare cattiva divulgazione a considerare la natura l'oasi destinata da Dio al genere umano, e ad attribuire pessimisticamente ogni genere di nequizia all'uomo?
 

gattonero

Princeps Mechanicorum
11/8/03
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Straquoto, d'altronde anche io fino a qualche anno fa mangiavo carne, mica sono nato vegetariano :mrgreen:

Il problema principale quindi è: "ci possiamo fidare?"
E questo vale anche per gli allevamenti "biologici"!
Non è una novità che ogni tanto spuntano fuori coltivazioni di mais "biologico" affiancate da discariche, o da altre coltivazioni non biologiche (ci metterà tanto il pesticida ad arrivare dall'altra parte della strada...!).
 
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XANDER

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il Verde Mugello
gattonero ha scritto:
Straquoto, d'altronde anche io fino a qualche anno fa mangiavo carne, mica sono nato vegetariano :mrgreen:

Il problema principale quindi è: "ci possiamo fidare?"
E questo vale anche per gli allevamenti "biologici"!
Non è una novità che ogni tanto spuntano fuori coltivazioni di mais "biologico" affiancate da discariche, o da altre coltivazioni non biologiche (ci metterà tanto il pesticida ad arrivare dall'altra parte della strada...!).

Beh, io mi fido e vedo che il numero delle persone che, nel mondo industrializzato, scelgono di alimentarsi nel modo più naturale possibile (e nel biologico sono inclusi carne, pesce e derivati animali, non solo vegetali) è in aumento, certo come in tutte le attività umane c'è sicuramente una percentuale di frodi e sofisticazioni ad opera di gente disonesta e delinquente e quindi una certa attenzione ci vuole.

Il discorso delle micotossine ( ammesso che esista e sia veramente pericoloso, cosa di cui dubito) mi sembra legato ad un problema di conservazione e distribuzione delle derrate alimentari, infatti oggi gli alimenti biologici freschi, vengono distribuiti con le modalità ed i tempi di quelli trattati che ovviamente sono meno soggetti ad attacchi fungini; a questo punto la scelta sembra essere questa:
- o ti mangi il prodotto biologico, che però è mal conservato e arriva già "vecchio" a casa tua, e alla fine non migliori niente..
- oppure continui a mangiarti quello bello chimico che nemmeno tra cent'anni ammuffirà tanta è la roba con la quale l'hanno trattato ( e con la quale finisci per trattare anche il tuo intestino) :???:

forse non sarebbe l'ora di cominciare a scegliere prodotti coltivati il più vicino possibile a noi, evitando lunghi tempi di trasporto e conservazione, che fanno lievitare i costi e peggiorare la qualità del cibo, oltre che intasare le autostrade di TIR inquinare il mondo?

A scanso di equivoci, questa è solo la mia personale opinione, senza voler insegnare nulla a nessuno, sono solo liberi pensieri non verità assolute :-o
 
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veganrunner

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11/2/05
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XANDER ha scritto:
...forse non sarebbe l'ora di cominciare a scegliere prodotti coltivati il più vicino possibile a noi, evitando lunghi tempi di trasporto e conservazione, che fanno lievitare i costi e peggiorare la qualità del cibo, oltre che intasare le autostrade di TIR inquinare il mondo?
Quando è possibile... in Svezia si è obbligati a mangiare diversi prodotti importati e la gente non vuole spendere.
Vincono i prodotti importati, come in Italia.
I prodotti ortofrutticoli di stagione sono ottimi, ma d'inverno non c'è scelta..o di serra o d'importazione.
La carne a prezzi stracciati importata dal brasile e dall'australia, il pesce da chissaddove, e i salmoni dalla norvegia.
 
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Da-Franck

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5/12/03
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grottaferrata
veganrunner ha scritto:
XANDER ha scritto:
...forse non sarebbe l'ora di cominciare a scegliere prodotti coltivati il più vicino possibile a noi, evitando lunghi tempi di trasporto e conservazione, che fanno lievitare i costi e peggiorare la qualità del cibo, oltre che intasare le autostrade di TIR inquinare il mondo?
Quando è possibile... in Svezia si è obbligati a mangiare diversi prodotti importati e la gente non vuole spendere.
Vincono i prodotti importati, come in Italia.
I prodotti ortofrutticoli di stagione sono ottimi, ma d'inverno non c'è scelta..o di serra o d'importazione.
La carne a prezzi stracciati importata dal brasile e dall'australia, il pesce da chissaddove, e i salmoni dalla norvegia.
non ci sono arinche e merluzzi???lì dovrebbero essere ottimi!!!
 
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STRIKEAGLE

Biker urlandum
29/10/03
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veganrunner ha scritto:
XANDER ha scritto:
...forse non sarebbe l'ora di cominciare a scegliere prodotti coltivati il più vicino possibile a noi, evitando lunghi tempi di trasporto e conservazione, che fanno lievitare i costi e peggiorare la qualità del cibo, oltre che intasare le autostrade di TIR inquinare il mondo?
Quando è possibile... in Svezia si è obbligati a mangiare diversi prodotti importati e la gente non vuole spendere.
Vincono i prodotti importati, come in Italia.
I prodotti ortofrutticoli di stagione sono ottimi, ma d'inverno non c'è scelta..o di serra o d'importazione.
La carne a prezzi stracciati importata dal brasile e dall'australia, il pesce da chissaddove, e i salmoni dalla norvegia.

:-o ...che è esattamente quello che io dicevo, ovvero, per poter avere la scelta degli alimenti di cui nutrirsi si è costretti comunque a ricorrere a risorse a notevole impatto ambientale: non esiste luogo dove tutto cresca tutto l'anno per far si che sia possibile permettersi la dieta che ognuno preferisce.
Non mi pare nemmeno che i consumatori siano migliorati: la richiesta di prodotti fuori stagione è sempre più forte, così come di prodotti precucinati o di salumi.

Vorrei cmq ricordare che gli antiparassitari e i pesticidi non sono adiuvanti della conservazione...soprattutto per la frutta si usano celle con atmosfera modificata (si inibisce la respirazione cellulare ed i processi di maturazione con opportuni accorgimenti) che non comporta rischi di residui nelle derrate.

Il problema delle micotossine ( :-o Xander, non dubitare...guarda che esiste, se vuoi cerco qualche mio testo specifico che ne parli...) riveste sia vegetali coltivati normalmente sia "biologici", interessa cmq soprattutto determinate derrate/substrati come ho già accennato in precedenza.

La sintesi di quanto voglio dire è che cmq ogni cosa ha un costo/impatto ambientale, probabilmente anche con differenze sensibili tra una scelta od un'altra, ma cmq non è possibile teorizzare la possibilità di non aver (per noi occidentali) impatto ambientale nei confronti dell'ecosistema nel quale viviamo.

I paradossi che vegan ha male interpretato servivano proprio ad evidenziare che ognuno di noi, dipendentemente da dove vive, il lavoro che fa, le sue abitudini di vita, ha un impatto ambientale differente e composito, sul quale la scelta di esser vegetariano o onnivoro ha una rilevanza non essenziale (a prescindere ovviamente dalle motivazioni etiche) o comunque di valore non tale da motivarne l'adozione.

:-o Bye :-o
 
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XANDER

Biker assatanatus
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il Verde Mugello
Strikeagle ha scritto:
.. ognuno di noi... (omissis) ...ha un impatto ambientale differente e composito, sul quale la scelta di esser vegetariano o onnivoro ha una rilevanza non essenziale (a prescindere ovviamente dalle motivazioni etiche) o comunque di valore non tale da motivarne l'adozione.

No, su questo non sono d'accordo, tu sai meglio di me che un ettaro di terreno se coltivato a per esempio a Mais permette di sfamare un certo numero di animali che a sua volta sfameranno tot persone, lo stesso ettaro di terreno se viene coltivato a Mais o altri cereali per sfamare direttamente l'uomo permette il sostentamento di un maggior numero di persone, quindi la scelta su come alimentarsi non è inifluente, tutt'altro ( potrei andare avanti con esempi di serre che non esisterebbero se mangiassimo solo verdure di stagione e/o locali, e le serre consumano molta acqua ed energia etc. etc.), poi c'è il discorso dell'erosione e del terreno e della perdita di suolo dovuta a certe coltivazioni...

E' vero quello che dici, noi un "impatto ambientale" lo abbiamo solamente per il semplice fatto di esistere....

però a me non piace parlare di "Impatto" , l'impatto è quello del meteorite che cade dal cielo, dà comunque l'idea di un qualcosa di esterno ed estraneo che entra in contatto violento con l'ambiente, e se questo può essere vero per certe realizzazioni umane ( tipo edifici, strade, dighe etc.) la sfera dell'alimentazione individuale resta invece il modo principale con il quale l'individuo entra in contatto con il resto dell'ecosistema, quando mangiamo parte di esso entra a far parte di noi e noi entriamo a far parte del sistema, la famosa "catena alimentare" nella quale ogni anello influenza ed è influenzato dagli altri livelli, sia superiori che inferiori.

Mentre prima il raggio entro il quale agivano le modificazioni dell'uomo indotte dal suo modo di alimentarsi era limitato ai dintorni del villaggio, o al massimo della vallata dove viveva, nel ventunesimo secolo le nostre scelte alimentari, quando riempiamo il carrello della spesa, si ripercuotono su tutto il pianeta e non solo oggi ma anche e soprattutto domani.

Secondo il mio modo di vedere scegliere di acquistare e consumare alimenti biologici ( o almeno da produzioni a lotta integrata) vuol dire scoraggiare l'immissione di sostanze tossiche nell'ambiente e nel corpo umano, così come acquistare prodotti "equi e solidali" vuol dire scoraggiare lo sfruttamento delle persone, non sono scelte che cambieranno il mondo, ma un segnale lo danno.

Insomma conosco sempre più persone che guardano sempre meno a come un prodotto si presenta ( aspetto, confezione, pubblicità) e danno sempre maggiore importanza a ciò che un prodotto E' e a come è stato fatto, a me sembra una cosa sensata e nel mio piccolo cerco di fare così anche io, ridetene pure... però pensateci su un attimo anche voi :prost:
 
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veganrunner

Biker superioris
11/2/05
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STRIKEAGLE ha scritto:
...sul quale la scelta di esser vegetariano o onnivoro ha una rilevanza non essenziale (a prescindere ovviamente dalle motivazioni etiche) o comunque di valore non tale da motivarne l'adozione.

:-o Bye :-o
Sono contento di controbattere che questo che tu dici non fa una importante considerazione.
E' vero solo se i vegetariani rimanessero una minoranza.
Ma col crescere del numero dei veg (e fortunatamente è quello che sta accadendo, raddoppiato in un paio d'anni) , sempre meno animali verranno al mondo (forzatamente), i campi si convertirebbero in colture per sfamare direttamente l'uomo.

Come ha ricordato anche Xander la produzione vegetale (a parità di estensione) dà circa venti volte più cibo di quanto ne dà un'area dedicata ad allevamento animale.
Si potrebbero rimboschire vastissime aree, visto che non ci sarebbero più milioni e milioni di animali da sfamare, per ridare posto a flora fauna selvatica. Tutto questo avverrebbe in modo graduale.

Si avrebbero molti più parchi e aree verdi per il tempo libero e non ci sarebbe più la necessità di tirar giù alberi per farne campi di cibo per animali, inutili dal punto di vista ecologico.
Il disboscamento globale è direttamente legato al consumo di carne globale.

S.E. sai che questo è uno dei motivi per cui sempre più persone cambiano le proprie abitudini alimentari?
Quindi non solo etico (contro la schiavitù animale) e salutare (prodotti animali infilati dappertutto, anche nel pane).
Ma anche per il nostro futuro e quello dei nostri figli.

Anche se non ne hai intenzione di farlo tu, non puoi negare che chi prende questa decisione non sia una parte della soluzione.
 
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Sushi

Biker ultra
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Metà strada tra Milano e Pavia
Mangio carne e pesce ma anche una quantità industriale di verdure e un topic come questo mi ha scombussolato non poco in tutti i sensi, non ultimo l'incazzatura. Se fosse vero che i vegetali producono per autodifesa più sostanze cancerogene di quelle che l'uomo generalmente utilizza per irrorarle, non si capisce perchè il tumore sia una malattia in continua crescita e soprattuto dei nostri tempi. Chiedete ai vostri genitori/nonni, magari contadini, che di antiparassitari utilizzavano solo il verderame e la calce (solo quelli c'erano), chiedete a loro quanti casi di tumore si registravano una volta e paragonateli a quelli registrati oggigiorno.
 
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gattonero

Princeps Mechanicorum
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London, Nxxxx
myspace.com
giogiò ha scritto:
Mangio carne e pesce ma anche una quantità industriale di verdure e un topic come questo mi ha scombussolato non poco in tutti i sensi, non ultimo l'incazzatura. Se fosse vero che i vegetali producono per autodifesa più sostanze cancerogene di quelle che l'uomo generalmente utilizza per irrorarle, non si capisce perchè il tumore sia una malattia in continua crescita e soprattuto dei nostri tempi. Chiedete ai vostri genitori/nonni, magari contadini, che di antiparassitari utilizzavano solo il verderame e la calce (solo quelli c'erano), chiedete a loro quanti casi di tumore si registravano una volta e paragonateli a quelli registrati oggigiorno.

Per par condicio, occhio che prima un sacco di cose "non si sapevano"...

E cmq, lo sanno anche i muri che se ti fai una minestra con dentro due mazzi di prezzemolo ci vai intossicato! %$))
 
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Sushi

Biker ultra
12/2/04
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Metà strada tra Milano e Pavia
gattonero ha scritto:
giogiò ha scritto:
Mangio carne e pesce ma anche una quantità industriale di verdure e un topic come questo mi ha scombussolato non poco in tutti i sensi, non ultimo l'incazzatura. Se fosse vero che i vegetali producono per autodifesa più sostanze cancerogene di quelle che l'uomo generalmente utilizza per irrorarle, non si capisce perchè il tumore sia una malattia in continua crescita e soprattuto dei nostri tempi. Chiedete ai vostri genitori/nonni, magari contadini, che di antiparassitari utilizzavano solo il verderame e la calce (solo quelli c'erano), chiedete a loro quanti casi di tumore si registravano una volta e paragonateli a quelli registrati oggigiorno.

Per par condicio, occhio che prima un sacco di cose "non si sapevano"...

E cmq, lo sanno anche i muri che se ti fai una minestra con dentro due mazzi di prezzemolo ci vai intossicato! %$))

Sostanze tossiche in natura ce ne sono tante ma quando si parla di cancerogeno è un altro discorso, vuol dire che una sostanza ha la proprietà di modificare le cellule
 
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blu

Biker infernalis
22/11/02
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casalgrande alto (RE)
veganrunner ha scritto:
Il disboscamento globale è direttamente legato al consumo di carne globale. .

Questa frase a me risulta essere errata.

Se mi parli di DISBOSCAMENTO GLOBALE ti devo informare che non E' DIRETTAMENTE COLLEGATO AL CONSUMO DI CARNE.
spiego meglio: da quello che scrivi tu, sembra che sia il MOTIVO PRINCIPALE per cui avviene il disboscamento globale.
attenzione nell'usare termini e frasi.grazie
 
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gattonero

Princeps Mechanicorum
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London, Nxxxx
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blu ha scritto:
Questa frase a me risulta essere errata.

Se mi parli di DISBOSCAMENTO GLOBALE ti devo informare che non E' DIRETTAMENTE COLLEGATO AL CONSUMO DI CARNE.
spiego meglio: da quello che scrivi tu, sembra che sia il MOTIVO PRINCIPALE per cui avviene il disboscamento globale.
attenzione nell'usare termini e frasi.grazie

beh, trovami una motivazione... :-o
 
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blu

Biker infernalis
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casalgrande alto (RE)
gattonero ha scritto:
blu ha scritto:
Questa frase a me risulta essere errata.

Se mi parli di DISBOSCAMENTO GLOBALE ti devo informare che non E' DIRETTAMENTE COLLEGATO AL CONSUMO DI CARNE.
spiego meglio: da quello che scrivi tu, sembra che sia il MOTIVO PRINCIPALE per cui avviene il disboscamento globale.
attenzione nell'usare termini e frasi.grazie

beh, trovami una motivazione... :-o

beh, eccotela..

"UNA" fra le motivazioni...la puoi trovare qui
http://www.greenpeace.it/progettoforeste/

;-)


ah...e informo VEGAN che in BRASILE (E PARLIAMO DEL BRASILE...non so se rendo.... no parliamo di emilia romagna, ma di BRASILE)....
la minaccia maggiore per le foreste e la savana (22 milioni di ETTARI entro il 2020 solo della SAVANA) è LA COLTIVAZIONE indiscriminata di SOIA, CANNA DA ZUCCHERO E CAFFE'. NON ALLEVAMENTI!!!

quindi...per favore...non diciamo frasi campate per aria.

;-)

(sinceramente gatto non mi aspettavo questa domanda, perchè da noi queste cose le spiegano alle elementari.. DAVVERO!! )
 
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blu

Biker infernalis
22/11/02
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casalgrande alto (RE)
PER CHIARIRE....(di modo che non mi mettiate in bocca frasi che non ho detto) io NON STO DICENDO che gli allevamenti e pascolo non siano una delle cause della deforestazione, ma che questa non è LA MOTIVAZIONE PRINCIPALE, ma è una fra le cause insieme a:
-prelievo intensivo di legname
-gli incendi
-le coltivazioni
-la costruzione di strade
-l'estrazione MINERARIA.

[email protected]: sono sufficienti le motivazioni? o ne vuoi altre??

quindi: prima di sparare certe frasi.....non pensate solamente al vostro obiettivo finale. ci sono anche altri a questo mondo..
 
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XANDER

Biker assatanatus
7/3/04
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il Verde Mugello
blu ha scritto:
veganrunner ha scritto:
Il disboscamento globale è direttamente legato al consumo di carne globale. .

Questa frase a me risulta essere errata.

Se mi parli di DISBOSCAMENTO GLOBALE ti devo informare che non E' DIRETTAMENTE COLLEGATO AL CONSUMO DI CARNE.
spiego meglio: da quello che scrivi tu, sembra che sia il MOTIVO PRINCIPALE per cui avviene il disboscamento globale.
attenzione nell'usare termini e frasi.grazie

A me non sembra... IMHO le foreste vengono abbattute, il legname venduto, il suolo "liberato" (sic) dagli alberi viene coltivato a pascolo o altre attività agricole intensive parimenti distruttive tipo Canna da Zucchero, caffè, mais etc. e poi a pascolo, finchè il suolo non perde le proprie capacità produttive e i fenomeni erosivi rendono il terreno improduttivo, fine del guadagno.

Il legame mi sembra DIRETTO, che nella frase di Gattonero sia indicato come motivo principale mi sembra più una tua interpretazione, secondo me il motivo principale è LO SFRUTTAMENTO indiscriminato e distruttivo a fini speculativi, cioè il denaro e cmq alla fine il risultato non cambia!
 
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blu

Biker infernalis
22/11/02
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casalgrande alto (RE)
XANDER ha scritto:
secondo me il motivo principale è LO SFRUTTAMENTO indiscriminato e distruttivo a fini speculativi, cioè il denaro


è quello che ho detto 600 pagine prima...ma visto che siete intenti solo ad "attaccare" non ve ne siete nemmeno resi conto...
:smile:


ps: ma xander l'hai letto il messaggio che ho scritto DOPO quello che hai riportato?? si direbbe di no... :-o :-o
 
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