e quindi? l'hope è semiflottante? a me pareva fosse flottante a tutti gli effetti!
e quindi? l'hope è semiflottante? a me pareva fosse flottante a tutti gli effetti!
uhm.. ingannevole!nono, è semiflottante. NON SE MOVE PROPRIO a dire il vero o-o
uhm.. ingannevole!
Anche il vented è fasullo-flottante? i giunti oltre che strutturali potrebbero essere anche termici...
capito, capito.
Ma i dischi delle moto che accorgimento hanno per evitare questo problema?
le moto hanno tutti dischi flottanti veri e propri?
sulla mia Yamaha XT sono classici... ma è una moto poco competitiva... :-P
credo che flottante non significhi "con un cm di gioco"... ma si parli sempre di millimetri e frazioni di millimetro... e dubito che centrino le vibrazioni...
Ma qui stiamo sparando alla cieca...
attendiamo in silenzio pareri più consapevoli... o-o
Non è fasullo...provato sul campo...i dischi quando surriscaldati si dilatano e il "ragno" che li tiene no...sentendo il classico rumore di metallo su metallo che si muove...mi sarò spiegato?
Beh comunque l'effetto c'è e si sente...
preso dalle FAQ di Ducatida un altro forum ha scritto:Dal sito ducati.com:
Qual è la differenza tra disco freno fisso e disco freno flottante?
Il disco flottante rappresenta un grande passo nell'evoluzione dei sistemi frenanti motociclistici. L'esigenza di "svincolare" il disco del freno dal suo supporto nasce dal forte riscaldamento a cui esso è sottoposto nelle violente staccate, tipiche dell'impiego agonistico. La struttura del disco, di piccolo spessore per contenerne il peso ma di superficie estesa, è particolarmente sensibile alla dilatazione termica: forti riscaldamenti causano infatti notevoli deformazioni in senso radiale ed assiale (cioè parallelamente all'asse della ruota) che, amplificate dalla dinamica della veloce rotazione (sfarfallamento), creano notevoli scompensi nella meccanica della frenata. Le pastiglie, e dunque i pistoncini, vengono respinte dentro alla pinza e la frenata perde efficenza. Si risolve concedendo al disco una piccola di possilità di assestamento, in modo che sia "libero" di deformarsi senza nuocere alla frenata. In pratica vengono frapposti tra il disco e la sua flangia (che lo collega al mozzo ruota) una serie di nottolini cilindrici che ne permettono piccoli movimenti in senso assiale. Ducati, che utilizza su tutta la gamma dischi flottanti, applica da qualche anno una soluzione che ne neutralizza la tipica rumorosità: ogni nottolino è dotato di una molla di recupero del gioco. L'alternativa, meno diffusa, al disco flottante è la pinza flottante.
non mi parevi sicurissimo...TheGabler David ha scritto:(ma perdonatemi se dico una stronzata)
SOLOBIKE.IT ha scritto:Brembo sbarca nella mtb
Brembo Racing, la plurititolata azienda bergamasca produttrice di impianti frenanti ad altissime prestazioni per auto e moto da corsa, ha deciso di entrare nel mondo della mountain bike. E lo ha fatto con un impianto idraulico a disco che si pone subito al vertice della categoria sia come soluzioni adottate che come costo data l’esclusività del progetto.
Ebbene è giunto il momento che anche questo fiore all’occhiello della tecnologia tricolore entri nel campo della mountain bike portandosi subito al vertice per scelte costruttive, prestazioni, esclusività e, di conseguenza, per costo di acquisto. Basti pensare all’adozione del disco flottante (pista frenante e campana sono divisi permettendo così l’eventuale adozione di differenti materiali per contenere i pesi e aumentare lo smaltimento di calore), ai pistoncini in titanio da 24 mm di diametro oppure ad una tipica soluzione da motoGP come la pinza radiale.
Il progetto, nato circa un anno fa, è stato sviluppato in Brembo Racing da quelle stesse persone che si occupano di Moto Gp, motocross e SuperBike: ambiti che sono il top delle competizioni motociclistiche mondiali.
Le tappe per arrivare al prodotto finito sono state graduali: innanzi tutto lo studio dei migliori impianti presenti sul mercato, poi la realizzazione di prototipi utilizzando parti della produzione Brembo. Fondamentale il momento dei test fatti da rider professionisti e la rielaborazione dei risultati in laboratorio. Si è poi giunti alla prova del fuoco quando, la scorsa estate al Mountain Bike Park di Whistler, c’è stata la prima apparizione ed alcuni impianti sono stati provati da alcuni fortunati. Unanimi i commenti: ottima modulabilità di controllo, ottima potenza frenante e resistenza alla fatica.
Ed ora è storia di oggi: la commercializzazione è imminente (non è stato ancora definito da chi verrà curata ma le linee generali sono tracciate). Come detto l’esclusività del prodotto avrà la sua ricaduta sul prezzo, che dovrebbero essere intorno a 1.200 euro per l'impianto completo (anteriore + posteriore). Da sottolineare che si tratta di tirature molto limitate (per l'Italia sono previsti solamente 20 impianti e 300 in tutto il mondo ).
In attesa di poterlo toccare dal vero (alcuni impianti dovrebbero essere presenti al Bike Festival di Riva del Garda montati su alcune bici) ecco le caratteristiche principali e le relative foto:
Pinza con adattatore:
corpo freno ricavato dal pieno per lavorazione CNC
2 pistoni in lega di titanio con diametro 24 mm
pastiglie sinterizzate
attacco radiale e staffe di adattamento Boxxer, I.S. e PostMount
Peso di 210 grammi per pinza, pastiglie e staffa
Pompa:
Diametro del pistoncino : 10 mm - leva con interasse 13 o 14 mm
Distanza della leva dal manubrio regolabile
Fluido freni DOT 4 - tubo in treccia
Possibilità di variare il punto di attacco delle pastiglie sul disco facendo fare alla leva una parte di corsa a vuoto
Peso di 190 grammi
Disco:
diametro di 203 mm – spessore 2 mm
disco flottante con molle tra disco e campana
campana in lega di alluminio
pista frenante in acciaio inossidabile dello stesso tipo utilizzato in MotoGP e in SuperBike
peso di 220 grammi
Emanuele Vizzi
ma perché cavolo cerchi continuamente di alzare i toni???
paece!
Originalmente inviato da da un altro forum
Dal sito ducati.com:
Qual è la differenza tra disco freno fisso e disco freno flottante?
Il disco flottante rappresenta un grande passo nell'evoluzione dei sistemi frenanti motociclistici. L'esigenza di "svincolare" il disco del freno dal suo supporto nasce dal forte riscaldamento a cui esso è sottoposto nelle violente staccate, tipiche dell'impiego agonistico. La struttura del disco, di piccolo spessore per contenerne il peso ma di superficie estesa, è particolarmente sensibile alla dilatazione termica: forti riscaldamenti causano infatti notevoli deformazioni in senso radiale ed assiale (cioè parallelamente all'asse della ruota) che, amplificate dalla dinamica della veloce rotazione (sfarfallamento), creano notevoli scompensi nella meccanica della frenata. Le pastiglie, e dunque i pistoncini, vengono respinte dentro alla pinza e la frenata perde efficenza. Si risolve concedendo al disco una piccola di possilità di assestamento, in modo che sia "libero" di deformarsi senza nuocere alla frenata. In pratica vengono frapposti tra il disco e la sua flangia (che lo collega al mozzo ruota) una serie di nottolini cilindrici che ne permettono piccoli movimenti in senso assiale. Ducati, che utilizza su tutta la gamma dischi flottanti, applica da qualche anno una soluzione che ne neutralizza la tipica rumorosità: ogni nottolino è dotato di una molla di recupero del gioco. L'alternativa, meno diffusa, al disco flottante è la pinza flottante.
non mi parevi sicurissimo...
per essere puntigliosi, a occhio è difficile stabilire se un disco è flottante o semiflottante... soprattutto perché non so se è definito un limite di gioco per distinguerli nettamente.
Mettendo insieme quanto sono riuscito a leggere e documentarmi, credo che la differenza tra flottante e semiflottante non sia nella quantità di gioco consentito, ma proprio nella presenza o meno delle molle autoallineanti.
bene, un po' più di chiarezza è stata fatta.
mi scuso se il mio tono ironico e spensierato è stato frainteso o-o
Tornando agli Hope vented e non-vented.. i nottolini danno o non danno possibilità di assestamento?
Il gioco che hanno è percepibile solo "a freddo"? cioé lo spazio concesso è il minimo indispensabile per consentire una dilatazione termica della pista o hanno possibilità di assestamento assiale?
Lo stridore di cui si parlava era dovuto allo sfregamento tra il metallo della pista e quello della campana(o ragno che sia)? motivo? i nottolini non danno sufficiente spazio tra i due pezzi, e dilatandosi si toccano?
l'arcano è semplicemente risolto guardando il sito HOPE: i dischi floating e quelli fixed sono esteticamente identici...io non riesco, con le mani, a percepirlo, nemmeno a freddo. Quindi ci sarà anche ma è davvero minimo.
in effetti dubito che una dilatazione della pista possa andare a protendersi fino a toccare la campana... anche perché la dilatazione è assiale e radiale (verso l'esterno). Poi Hope non sono proprio gli ultimi arrivati...Non so, perché io sinceramente non sento provenire dai dischi hope rumori diversi da quelli dei dei dischi non flottanti
lSuppongo che i rumori siano più o meno gli stessi che si sentono sui freni tradizionali... boh.
esatto, non si sente niente di diverso quando si scaldano e quando si raffreddano
mandaci un audio!Non so ragazzi io non sono un gran tecnico ma non ho mai sentito dischi che alla fine di una discesa fanno...STIK...STAK...STTRIK (Son bravo eh?)
I miei lo fanno e tutti mi chiedono cos'è sto rumore...frase più bella?....sembra un Porsche!
Non so ragazzi io non sono un gran tecnico ma non ho mai sentito dischi che alla fine di una discesa fanno...STIK...STAK...STTRIK (Son bravo eh?)
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