Credo CCM03

muldox

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Cube Stereo 29
Tranquilli, sappiamo benissimo che bici abbiamo provato. CREDO è infatti il nome di questo nuovo marchio svizzero, mentre CCM03 è il modello in test, una all mountain in carbonio da 150 mm di travel posteriore.
Ma lasciamo la parola a Domebike Parts, che ne cura la distribuzione in Italia, per una breve introduzione dell'azienda:

"CREDO è un marchio nuovo svizzero, i due titolari dell'azienda sono Marco Woecke e Thomas Hochstrasser, quest' ultimo già corridore professionista di MTB a livello mondiale (con partecipazione alle olimipadi di Sydney).
L'azienda si trova a Morgarten, vicino a Zurigo, e crea attualmente 4 modelli: 3 MTB e 1 Strada, tutti in carbonio. I telai prodotti da credo sono testati da uno staff di professionisti ed ex professionisti.

Si tratta di telai di alta gamma curati in tutti i dettagli e vengono proposti con una livrea carbonio laccato. Questo permette all' azienda di mantenere basso il costo nonostante l'alto livello di qualità.

La distribuzione avviene direttamente dal produttore al consumatore, ed anche questo permette un prezzo finale molto interessante.

Le bici vengono assemblate secondo le richieste del cliente con un montaggio personalizzato
".

Prima di passare all'analisi del mezzo vorremmo porre l'accento sull'ultimo aspetto menzionato da Domebike, vale a dire la possibilità di avere un montaggio personalizzato.
La cosa è di una certa importanza sia perchè qualcuno potrebbe desiderare delle variazioni rispetto ai kit proposti sul sito CREDO, che perchè eventuali componenti che nel corso del test non sono risultati di particolare gradimento potrebbero essere sostituiti secondo le esigenze dell'acquirente.
A nostro modo di vedere si tratta di un notevole valore aggiunto che non tutte le case concedono.

IMG_001515.jpg




Analisi statica e prime sensazioni

Le foto presenti sul sito CREDO non rendono la minima giustizia alla CCM03. Tanto per cominciare le fibre superficiali del carbonio sono disposte in modalità "random" e lasciate in bella evidenza, coperte solamente da una pellicola protettiva (sembrerebbe lo stesso tipo di finitura già trovato sulla Rose Psycho Path testata tempo fa).
Passando alla linea, nonostante il disegno non sia nulla di nuovo o di particolare, l'uso del carbonio e l'ottima cura realizzativa conferiscono a questo telaio un innegabile fascino.
Analizzando i dettagli funzionali, ci si accorge che in CREDO hanno posto la massima attenzione nell'interpretare al meglio tecnologie ormai ben consolidate, piuttosto che seguire le ultime tendenze o cercare soluzioni particolari. Troviamo quindi una sospensione a giunto Horst realizzata secondo il più classico degli schemi, il passaggio cavi esterno, il fissaggio della ruota posteriore tramite RWS di DT Swiss e, in generale, nessuna soluzione esclusiva od “orpello” particolare.
Qualche perplessità desta lo stem montato con angolo negativo sopra a ben 3 cm di distanziali. Supponiamo si tratti di una disattenzione al momento del montaggio, quindi lo giriamo lasciando un solo spessore da un centimetro.

Il montaggio proposto sulla bici del test ci sembra coerente con la tipologia di telaio e privo di note stonate, coperture a parte. Per quanto riguarda queste ultime, fatichiamo a capire il senso di gomme da 2.4” da poco più di 500 g di peso, perplessità alla quale troveremo puntuale riscontro durante il test.
A voler essere pignoli, con un telaio ed un montaggio di questo livello ci stava anche un set ruote di maggior pregio. Sia chiaro, le DT Swiss X1800 non hanno nulla che non vada e durante il test si sono comportate egregiamente, ma si tratta pur sempre di ruote da XC non particolarmente leggere. A pari peso si poteva andare su ruote più “corpose” o, in alternativa, rimanere su ruote di pari tipologia ma più leggere.
Si tratta comunque di un aspetto puramente economico, dato che CREDO offre montaggi personalizzati. In altre parole, ognuno si farà i propri conti e valuterà se sia o meno il caso di investire qualcosa in più su questo importante componente.



Notevole l'impatto estetico del carbonio laccato adottato dalla CCM03, con le fibre superficiali disposte in modalità "random".



Una finitura tanto pregiata meritava qualche protezione nei punti di contatto fra guaine e telaio, altrimenti ecco quel che succede.




Ancora qualche dettaglio: la bella piega Syntace in carbonio, il bloccaggio della ruota posteriore con l'RWS di DT Swiss (che secondo loro dovrebbe garantire una forza di serraggio fino al 50% superiore a quella di un classico QR) e la biella di rinvio della sospensione posteriore lavorata con parecchi punti di "scarico".


La posizione in sella è molto ben bilanciata, con il peso che, come è giusto attendersi da bici di questa tipologia, non grava né troppo avanti né troppo indietro.
Unica anomalia a livello geometrico, se così vogliamo chiamarla, un top tube relativamente corto in relazione ai 470 mm del seat tube (vedere tabella con quote geometriche a fine test). Per noi questo è solamente un bene, dato che ci permetterà di pedalarla con un fuorisella accettabile nonostante la nostra statura sia un po' eccessiva per una bici che a tutti gli effetti può essere considerata una taglia M. Tradizionali invece gli angoli sterzo e sella rilevati, rispettivamente di 68.0° e 71.5°
I 90 mm dello stem, abbinati ai 680 mm della bella piega Syntace in carbonio, ci sembrano coerenti con il montaggio scelto ed adeguati ad un mezzo dove la ricerca del miglior bilanciamento possibile fra prestazioni in salita e discesa è l'imperativo.

Le classiche due pedalate di prova sul sentiero di fronte al garage ci suggeriscono di non lesinare con l'aria nelle sospensioni, dato che entrambe sembrano mangiarsi il travel disponibile con una certa facilità già di fronte ad ostacoli non certamente mostruosi.
Carichiamo quindi la Talas 32 con una pressione superiore a quella suggerita da Fox per il nostro peso e l'RP23 in modo da ottenere circa il 20% di SAG.
Pressioni superiori a quelle abituali le utilizziamo anche al momento di pompare le ruote, vista la scarsa consistenza delle Continental Mountain King Supersonic da 2.4 in dotazione.


Ascoltare per credere on Vimeo
La Credo CCM03 spremuta sui sentieri del Monte Tamaro, nello svizzero Canton Ticino


Salita scorrevole

Che questa Credo si sarebbe comportata bene c'era da aspettarselo, visto il peso contenuto, le geometrie ben bilanciate e l'ammortizzatore dotato di propedal settabile su tre posizioni. Che lo avrebbe fatto anche a propedal completamente aperto è stata invece una sorpresa positiva, anche se abbiamo pur sempre 150 mm di travel e conseguentemente il presupposto è che si pedali seduti e “rotondi”. Il propedal comunque c'è e sarebbe stupido non utilizzarlo, motivo per cui anche chi avesse una pedalata scomposta, o amasse andare frequentemente in fuorisella, non ha nulla da temere .
Fino a quando si rimane su valori di pendenza “umani” la CCM03 non fa assolutamente sentire la necessità di un anteriore più basso, trasmettendo la piacevole sensazione di essere perfettamente equilibrata proprio a forcella tutta estesa.


Salita tecnica
La leggerezza in salita non guasta mai, e se abbinata ad una posizione di guida ben bilanciata e ad una sospensione posteriore che non assorbe le energie del biker e non si “infossa” più del dovuto, permette di rilanciare con facilità e di trarsi d'impaccio dove altrimenti si getterebbe la spugna.
A tutto ciò la CCM03 aggiunge una perfetta spaziatura e perciò sfruttabilità dei tre livelli di propedal ed una agilità che permette di trarsi d'impaccio anche nelle sezioni più tortuose, mentre la forcella all'occorrenza abbassabile costituisce la ciliegina sulla torta sui tratti estremamente ripidi. In definitiva, gli unici bikers che probabilmente non apprezzeranno questa CREDO sono quelli che amano accampare scuse quando costretti alla resa. La CCM03 infatti di scuse ne lascia ben poche: basta inserire il propedal in posizione uno o due, in base alle preferenze personali ed al tipo di fondo, ed a quel punto bisogna solamente...averne dentro.


Discesa scorrevole
La CCM03 si è dimostrata molto godibile anche in questo ambito, specie lungo le discese più guidate dove agilità, leggerezza e centralità di guida danno l'impressione di avere per le mani un giocattolino e condurla nelle sequenze di curve e curvette diventa divertimento puro.
Stabile anche sul veloce, ovviamente per quanto lo può ragionevolmente essere una bici di questa tipologia, la resistenza al finecorsa della sospensione non ci ha invece convinti, dato che bastano salti di piccola entità per ritrovarsi l'o-ring a fine stelo. Ok, chi vuol saltare o prendere i gradoni a cannone probabilmente si indirizzerà verso altre tipologie di bici, ma un po' di riserva in caso di errore piuttosto che la possibilità di concedersi degli occasionali “fuori programma” non guasterebbero.
Un interessante esperimento per migliorare la progressività potrebbe essere quello di dotare l'ammortizzatore di una camera “standard” al posto della high volume montata sulla bici in test.


Discesa sconnessa/tecnica
Agilità e leggerezza permettono alla CCM03 in test di cavarsela bene sino a quando le difficoltà tecniche sono date dalla tortuosità del tracciato e gli ostacoli non superano una certa entità. All'aumentare della velocità, ed in particolare se il fondo è costituito da pietre smosse, la nostra Credo diventa invece piuttosto nervosa ed una accurata scelta delle traiettorie è d'obbligo.
Le coperture pompate un po' più del dovuto e dal grip non entusiasmante non aiutano né sullo sconnesso né in presenza di fondi critici; idem la catena, la quale cade con una certa facilità.
In generale si ha l'impresione di pagare un montaggio improntato più alla pedalabilità che alla discesa (forcella, coperture, ruote...) nonostante il buon comportamento del carro non venga meno anche lungo le sezioni più sconnesse.
Una nota positiva anche per i freni Formula The One, sempre all'altezza della situazione in quanto a potenza e ben modulabili.


Conclusioni
Particolarmente performante in salita in rapporto all’escursione posteriore, molto facile e maneggevole in discesa. Questi sono i maggiori pregi della CCM03.
Alcuni limiti emergono invece quando in discesa il gioco “si fa duro”, sia per via della leggerezza generale che della scarsa progressività del carro, troppo incline al finecorsa.
In definitiva questa CREDO è particolarmente indicata per chi, in ambito all mountain, ama macinare molti metri di dislivello in salita per poi affrontare la discesa con il comfort e la sicurezza conferiti da un’abbondante escursione posteriore.





Problemi riscontrati nel corso del test:



guaina11.jpg


Dopo qualche uscita ci siamo accorti che la guaina del deragliatore si era leggermente usurata all'altezza della biella di rinvio dell'ammortizzatore. Comprimendo totalmente la sospensione abbiamo scoperto l'inghippo: quando la biella raggiunge un certo angolo, la guaina si va ad incastrare fra la biella stessa ed il tubo sella, come si vede nella foto qua sopra. Niente di grave (si tratta più di uno sfregamento che di uno schiacciamento), ma come detto sufficiente ad usurare leggermente la guaina.



cuscinetti_carro1.jpg


Gli snodi fra i foderi inferiori e superiori del carro manifestavano del gioco. Gioco che non è aumentato in modo significativo con l'utilizzo, ma chiaramente percepibile a bici ferma e sicuramente non destinato a diminuire.
Abbiamo voluto metterci il naso, ed ecco la sorpresa: nei cuscinetti è stata inserita una riduzione polimerica che non "riduceva" a sufficienza o, più probabilmente, era usurata.
Il motivo di una tale soluzione non ce lo spieghiamo. Non era più semplice utilizzare perni o cuscinetti della misura corretta?



reggisella1.jpg


Il reggisella della Syntace in carbonio è una "vecchia conoscenza" ed ogni volta ne apprezziamo la pregevole fattura. E' però altrettanto vero che ogni volta che l'abbiamo utilizzato su bici da all mountain, sulle quali alzare ed abbassare la sella è la norma, si è rovinato in breve tempo. Quello montato sulla CREDO non ha fatto eccezione, ed a fine test la scala graduata non era praticamente più leggibile.



Quote geometriche rilevate e pesi:

_interasse: 1115 mm
_angolo sterzo: 68°
_angolo sella: 71.5°
_altezza movimento centrale: 350 mm

_Bici completa (senza pedali): 11.93 Kg
_peso ruota ant completa* (perno escluso): 1810 g
_peso ruota post completa* (perno escluso): 2239 g

*= con "ruota completa" intendiamo la ruota in ordine di marcia, quindi incluse coperture, dischi e pacco pignoni.

Geometrie dichiarate (cliccare sull'immagine per ingrandire):




Montaggio e costi:

La bici in test era così montata:

Gruppo completo XT 2010 9 V
Ruote DT Swiss X 1800
Freni Formula The one 180 mm / 180 mm
Forka FOX Talas FIT 100-120-140
Ammortizzatore FOX RP23
Kit reggisella e manubrio Syntace carbon
Sella Fizik Gobi
Gomme Continental Mountain King Supersonic 2.4
Manopole Credo
Stem Syntace F119

Con questo montaggio la bici viene proposta a 3900 Euro

Altri prezzi:

Kit telaio e ammortizzatore FOX RP23: 1790 Euro

Bici completa con gruppo SLX dyna sys 10V, freni Formula RX, Forcella FOX Talas 100-120-140, Ritchey set: a paritre da 3199 Euro

__________________________________________________ ________________________________________________


Dalla pratica alla teoria, ovvero la Credo CCM03 analizzata da Zergio con il software Linkage

Di seguito i grafici della bicicletta in esame (determinati assumendo che l'unità ammortizzante posteriore sia una molla, lineare). Un approfondimento sulla loro lettura qui

La curva delle forze è perfettamente consistente con le sensazioni percepite alla guida: la pendenza di questa curva mostra una lieve progressività fino a circa 100 mm di escursione alla ruota per poi diventare sensibilmente regressiva.
Il grafico può quindi spiegare la difficoltà di aver un valore di bottom out adeguato ma allo stesso tempo un carro posteriore abbastanza sostenuto fino oltre metà corsa .

picture.php


Il rapporto di compressione non è, come ci si poteva aspettare da una escursione di 150 mm condotti da 50 mm di ammortizzatore, dei più bassi;
elevato rapporto di compressione significa maggior stress per l'ammortizzatore e minor sensibilità sulle piccole e veloci asperità.

picture.php


Di seguito due valori di pedal kick back. Con rapporto di marcia 32/15 e 22/34.
I valori non sono dei più bassi se paragonati a biciclette con la medesima escursione ma comunque non allarmanti:

picture.php


picture.php
 

bis

Biker augustus
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Besana in Brianza
A guardare le immagini (0.53") s'intuisce che la misura e' effettivamente "piccola" rispetto alle tue dimensioni.
La cosa dovrebbe aiutare in salita (come confermi) e probabilmente giustificare l'aver dovuto aumentare la pressione sulla talas.
 

muldox

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A guardare le immagini (0.53") s'intuisce che la misura e' effettivamente "piccola" rispetto alle tue dimensioni.
La cosa dovrebbe aiutare in salita (come confermi) e probabilmente giustificare l'aver dovuto aumentare la pressione sulla talas.

Non ti seguo. Una taglia troppo piccola è proprio in salita che potrebbe essere penalizzante, mentre la risposta della forcella non è in funzione della taglia (al netto di una possibile differenza nella distribuzione dei pesi, ma penso che la cosa sia davvero minimale).
 

bis

Biker augustus
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Non ti seguo. Una taglia troppo piccola è proprio in salita che potrebbe essere penalizzante, mentre la risposta della forcella non è in funzione della taglia (al netto di una possibile differenza nella distribuzione dei pesi, ma penso che la cosa sia davvero minimale).
Nel filmato dai l'impressione di essere raccolto quindi ho immaginato appunto una dirversa distribuzione di pesi (che gravano piu' sulla forcella).
Per la stessa ragione mi e' parso che il ginocchio fosse piu' avanti e quindi che la gamba rendesse meglio con un po' di pendenza.
 

muldox

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Nel filmato dai l'impressione di essere raccolto quindi ho immaginato appunto una dirversa distribuzione di pesi (che gravano piu' sulla forcella)...

In teoria potrebbe essere vero il contrario: posizione più raccolta = busto più eretto = peso che si sposta sul posteriore.
In discesa però si sta in piedi sui pedali ed il peso viene continuamente spostato avanti o indietro a seconda delle situazioni, quindi non credo che la spiegazione sia da cercare lì.

Per la stessa ragione mi e' parso che il ginocchio fosse piu' avanti e quindi che la gamba rendesse meglio con un po' di pendenza.

A pari lunghezza stem il ginocchio è più vicino alla piega rispetto ad una taglia maggiore, quindi in quel senso si può dire che sia più avanti.
Rispetto ai pedali però la posizione non cambia, essendo funzione dell'inclinazione del tubo sella e di come è posizionata quest'ultima.
 

bis

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In teoria potrebbe essere vero il contrario: posizione più raccolta = busto più eretto = peso che si sposta sul posteriore.
In discesa però si sta in piedi sui pedali ed il peso viene continuamente spostato avanti o indietro a seconda delle situazioni, quindi non credo che la spiegazione sia da cercare lì.
Mi sa proprio che hai ragione tu anche se ci sarebbe da capire meglio quanto incida il busto piu' eretto rispetto ad un passo piu' corto - a parita di peso che grava ad una certa distanza dalla ruota posteriore, una ruota anteriore piu' vicina dovrebbe risultare piu' carica.

A pari lunghezza stem il ginocchio è più vicino alla piega rispetto ad una taglia maggiore, quindi in quel senso si può dire che sia più avanti.
Rispetto ai pedali però la posizione non cambia, essendo funzione dell'inclinazione del tubo sella e di come è posizionata quest'ultima.
Hai ragione. :pirletto:
 

domebike

Biker novus
12/30/09
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Lugano
Ciao a tutti

Come prima cosa ringraziamo lo staff del forum per il test eseguito in maniera estremamente professionale come sempre .....

Per tutti gli interessati vi informiamo che siamo disponibili per preventivi ed informazioni sulla gamma credo.

Non esitate a contattarci

[email protected]

O direttamente via forum
 

RENO

Biker serius
8/6/10
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Fc
www.mtb-forum.it
Bike
Yeti sb95
per 12 kg scarsi non credo si possa chiedere tanto di piu' mi sembra ottima, pero' a quel prezzo magari potrebbero curare meglio quelle piccole imperfezioni...
 

RENO

Biker serius
8/6/10
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Fc
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Yeti sb95
Scusate la mia ignoranza epica, ma le forcella e' Fox quindi dovrebbero essere tutte uguali...quindi come mai gonfiare di piu' rispetto ad altre bici.. gli unici motivi sono la taglia inferiore rispetto al rider (quindi un ipotetico rapporto peso taglia differente) e le gomme sottodimensionate?!?!?!?
 

muldox

Diretur onorario
10/30/02
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Valtellina
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...ma le forcella e' Fox quindi dovrebbero essere tutte uguali...quindi come mai gonfiare di piu' rispetto ad altre bici...

Ho scritto che la forcella veniva gonfiata con una pressione maggiore di quella indicata da Fox per il nostro peso, non che la gonfiavamo di più rispetto ad altre bici!


...gli unici motivi sono la taglia inferiore rispetto al rider (quindi un ipotetico rapporto peso taglia differente) e le gomme sottodimensionate?!?!?!?

Come già detto la taglia della bici credo c'entri praticamente nulla, mentre il tipo di copertura e la conseguente necessità di utilizzare pressioni più elevate penso abbia un ruolo molto marginale. Comunque la bici è stata usata anche con coperture diverse da quelle con cui ci è stata data.
 

ananda

Biker popularis
2/12/07
80
0
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siracusa
Bellissima la colazione e l'impatto cromatico, mi fa' impazzize quando sui tornanti fai saltare la bici con la ruota dietro.........................ma come fai? bravissimo :i-want-t:
 

Vudienne

Biker assatanatus
1/2/10
3,013
-1
0
Per incattivirla un po' in discesa sarebbe possibile montarla con forca da 160 o si sballerebbero le geometrie o cmq sarebbero piu gli svantaggi dei pregi per via del peso? Ah.. sterzo conico non è previsto, giusto?
 

muldox

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Per incattivirla un po' in discesa sarebbe possibile montarla con forca da 160 o si sballerebbero le geometrie o cmq sarebbero piu gli svantaggi dei pregi per via del peso? Ah.. sterzo conico non è previsto, giusto?

Secondo me la forcella da 160 non avrebbe senso. La CCM03 è una all mountain che strizza più l'occhio al marathon che all'enduro.
Sterzo di tipo "classico".
 

Vudienne

Biker assatanatus
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Secondo me la forcella da 160 non avrebbe senso. La CCM03 è una all mountain che strizza più l'occhio al marathon che all'enduro.
Sterzo di tipo "classico".

Chiarissimo. Chiamiamola "light mountain" va'.
Sembra soffrire di qualche piccolo peccato di gioventu, normale per un prodotto nuovo; ad ogni modo un mezzo molto interessante.
 

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