Aneddoto su una salita

mach1

Biker superioris
27/5/13
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Ieri esco per fare un giro, era una di quelle giornate in cui ti trascini un po' fuori dal letto, non hai dormito molto bene, non ti senti particolarmente in forma, una parte di te ha voglia di uscire per sfruttare quello che potrebbe essere uno degli ultimi buoni weekend autunnali, l'altra vorrebbe rimanere a casa a poltrire, il piumone ti guarda con occhi languidi e le braccia aperte.
a Milano alle sette di mattina sollevate le tapparelle mi sorprende il primo nebbione di stagione, un nebbione fittissimo che quasi non si vede la casa di fronte, penso che forse allora è il destino. Per scrupolo cerco su internet le webcam di Como, la zona designata per l'escursione, e vedo che lì c'è il sole e il cielo azzurro: dai su allora si parte. Preparo lo zaino, faccio colazione con qualche biscotto e mi dirigo alla stazione. Salgo sul treno, la nebbia insiste fin verso Saronno poi si dirada e come previsto appare il sole. Arrivo a Como, sono circa le dieci, non fa caldissimo, sono tutti in maniche lunghe, qualcuno per strada ha già tirato fuori il piumino. A pochi metri dalla stazione mi dirigo alla funicolare che avevo in programma di prendere, mi colpisce che non ci sia nessuno in coda, mi avvicino e vedo dei fogli appesi alle vetrate: è chiusa per manutenzione.
Il piano era di sfruttare la funicolare fino a Brunate per saltare circa 6 km di strada asfaltata al 10% di pendenza media, angusta, ripida e trafficata che non ha niente da offrire se non la fatica di percorrerla e gli insulti degli automobilisti, per poi fare il percorso della dorsale che molti della zona probabilmente conoscono.
Penso un attimo sul da farsi, guardo sul telefono se da lì posso puntare qualche altra meta, dopo un breve conciliabolo con me stesso decido di rimanere sul mio obiettivo, anche perché era già abbastanza tardi.
Non avevo mai fatto la strada di Brunate ma la conoscevo di fama come abbastanza tosta, Infilo la salita che dal vialone principale di Como subito si presenta come un nastro d'asfalto diritto e verticale. La strada continua cattiva, imbocco i primi tornanti maledicendo i lavori alla funicolare. vengo continuamente schivato dalle automobili, la carreggiata è stretta, fa il filo a muri e cancellate e il traffico abbastanza sostenuto, qualche cane mi abbaia da dentro i cortili, non c'è nulla che contribuisca a migliorare l'umore. Tornante dopo tornante sento subito la fatica, mi monta addosso un certo scoramento e nella testa inizio a accampare ogni sorta di scusa per fermarmi "fa freddo, ho mangiato poco, dormito male, non sento le gambe girare": conto i tornanti come le tappe della via crucis.
Dopo qualche chilometro mi fermo per davvero su un tornante perché due auto, due di quei suv larghi quanto una corriera, si incrociano davanti a me e non ci passano: inizia la danza tra i due mezzi per riuscire a svincolarsi dalla situazione. Sono fermo, rifiato respirando affannosamente e ingurgitando i gas di scarico della coda di macchine al mio fianco che non spengono il motore, vorrei fare due chiacchiere con quelli che sostengono che sono i ciclisti a rompere le balle agli automobilisti la domenica sulle salite.
Ne approfitto per smangiucchiare qualcosa dato che avevo fatto una colazione leggera non avendo in previsione la lunga salita. le auto si sbloccano, il traffico riparte, io no, finisco di fare ciò che sto facendo. Inizio a pensare che quasi quasi meglio se giro la bici, vado a farmi un giro in centro a Como e sul lungo lago che è sempre bello ed è un po' che non ci passo e poi torno a casa presto a fare qualcos'altro.

Mentre mi sono quasi deciso a mollare il colpo e sono lì lì per girare la bicicletta mi supera all'interno del tornante un ragazzo in bici, giovane, faccia pulita, facendomi un sorriso a mezza bocca spezzato dal ghigno della fatica. Lo seguo con lo sguardo mentre si allontana, c'è qualcosa di strano ma non riesco subito a mettere a fuoco cosa.
lo guardo meglio: Ha una gamba sola.
Primo pensiero "vorrei che lo vedesse chi denigra le bici a pedalata assistita e dice che servono solo ai ciclisti da divano". Guardo il movimento centrale e il tubo obliquo, non c'è niente, batteria, motore, cavi, niente, è una bicicletta normalissima. La pedalata è si assistita, ma dal cuore e dalla volontà di quel ragazzo. Lui continua, diritto, deciso, su una delle salite tra le più dure della zona, guardarlo è onestamente uno spettacolo.

Reset mentale. Le scuse non sono più contemplate, si è detto che si va su e si va su.
Riprendo a pedalare, magari riesco anche a ribeccarlo e lo saluto, ci scambio due chiacchiere, gli manifesto la mia ammirazione, una cosa tra l'altro che probabilmente avrebbe fatto sentire meglio me che lui.
Tengo lo sguardo su di lui che adesso sarà 50 metri avanti a me ma invece che avvicinarsi lo vedo allungare e sparire nel giro di un paio di tornanti, salendo come uno stambecco. sono stato sganciato in salita come un sacco di patate da un ragazzo con una gamba sola. Sorrido.
Un tempo li chiamavano handycappati. Poi qualcuno ha pensato che era meglio disabili. Ora diversamente abili. Chissà quante volte qualcuno, magari di quelli che vanno in macchina pure a prendere il pane e il giornale, che non lo ha visto su una bici lo ha chiamato diversamente abile con quel tono un po' pietoso o condiscendente senza rendersi conto del vero significato che quelle parole hanno nel suo caso, un po' come dire che Cancellara o Froome sono dei diversamente abili rispetto al ciclista medio.
Morale: non l'ho più visto, ne ridiscendere e nemmeno in cima, perché poi, 5 km di rampe e tornanti dopo, in cima proprio spinto da quel fugace intreccio di storie ci sono arrivato e in fin dei conti non è stata nemmeno così dura. Mi sono fatto tutto il giro che mi ero prefissato e nonostante il freddo, l'umido e i tratti a spinta me lo sono goduto tutto, sicuramente più che un altro giro a guardar vetrine nel centro di Como.
L'ennesima riprova, se ce ne fosse bisogno, che davanti a una salita, qualsiasi tipo di salita, metà della pendenza ce la mette la strada ma l'altra metà ce la mettono la testa e il cuore.
 
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spec29

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Bello! Grazie per aver condiviso questa esperienza :)

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Un bel post, ma un poco romanzato all'inizio.

Mi alzo anche io tutte le mattine alle sette, compreso il fine settimana.
E anche ieri mattina è stato lo stesso.
Ma di nebbia in quella zona nemmeno un velo
 

mach1

Biker superioris
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Un bel post, ma un poco romanzato all'inizio.

Mi alzo anche io tutte le mattine alle sette, compreso il fine settimana.
E anche ieri mattina è stato lo stesso.
Ma di nebbia in quella zona nemmeno un velo

che c'hai l'anticiclone sul condominio? Io ero su dalle sei ( volevo vedere un incontro di MMA prima di uscire in bici ) ma avevo la tapparella abbassata. L'avrò tirata su proprio giusto alle sette e ci son rimasto sbalordito perchè non c'è ancora clima da nebbia, tant'è che faceva anche insolitamente caldo ( ci saran stati 12/14 gradi quando sono uscito, avevo giusto un felpino e stavo bene ). Alle nove ho preso il treno in Cadorna, c'era ancora nebbia e se non era fino a Saronno sarà stato a Garbagnate che s'è aperto ma ti garantisco che milano era immersa.

https://www.meteogiuliacci.it/meteo...bia-autunnale-val-padana-domenica-7-ottobre-0
 

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che c'hai l'anticiclone sul condominio? Io ero su dalle sei ( volevo vedere un incontro di MMA prima di uscire in bici ) ma avevo la tapparella abbassata. L'avrò tirata su proprio giusto alle sette e non vedevo niente.
https://www.meteogiuliacci.it/meteo...bia-autunnale-val-padana-domenica-7-ottobre-0
Si vede che hai un monsone personale. :smile:
Alle sette stavo facendo colazione. Con la finestra aperta. Faceva freschino, ma mi piace svegliarmi con il fresco.
Poco dopo le sette e trenta ero praticamente pronto per uscire in bici.
Nebbia? Ma nemmeno un po'... e poi con il sole la temperatura era anche gradevole, altro che piumino.
Pantaloni corti e via

" la nebbia insiste fin verso Saronno"
... abito proprio da quelle parti
 

mach1

Biker superioris
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Si vede che hai un monsone personale. :smile:
Alle sette stavo facendo colazione. Con la finestra aperta. Faceva freschino, ma mi piace svegliarmi con il fresco.
Poco dopo le sette e trenta ero praticamente pronto per uscire in bici.
Nebbia? Ma nemmeno un po'... e poi con il sole la temperatura era anche gradevole, altro che piumino.
Pantaloni corti e via

scusa posso chiederti di che zona sei? Io zona baggio. Nella zona da baggio a cadorna e poi da cadorna direzione affori che è quella che fa il treno non si vedeva niente.
 

Tc70

Entomobiker
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Picola ma carattarastica...
Bella esperienza...la stessa che provammo io e i soci circa 2 anni fa...ci accodiamo a ciucciar gomme ad un gruppetto di bitumari...ma come uno di quelli frenava e cambiava,da dietro mentre lo osservavo mi lasciava perplesso...alchè faccio uno spunto e lo affianco...dovevate vedere che roba...mai visto una cosa del genere,aveva su 2 mani 1 solo dito e una sorta di marchingegno cambio/freno su un apposito manubrio,dove si appoggiava con i monchetti delle mani e in più tutto il viso provato da una scottatura da fuoco stile Niki Lauda...incredibile la sua sicurezza,si viaggiava attorno ai 35km/h e non batteva ciglio,dopo i saluti di rito al bivio io e i soci ci siam guardati e il più forte del gruppo fa, 'il primo che si lamenta per il mal di schiena (e lui è torturato da questo) oggi lo piglio a pedate in [email protected]'...
 

mach1

Biker superioris
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ah ok mi era sfuggito. Probabilmente eri sul confine. Ho scritto Saronno perchè mi ricordo che Saronno era la prima stazione dove s'è fermato il treno in cui c'era il sole. Buon per te che non sei andato a pedalare verso sud :D

per la temperatura ti ricordo che como è sul lago che tira su un sacco di umidità
 

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Biker spectacularis
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Comunque, sia chiaro, questa diatriba meteorologica non cambia l'interesse per il post.

ah ok mi era sfuggito. Probabilmente eri sul confine. Ho scritto Saronno perchè mi ricordo che Saronno era la prima stazione dove s'è fermato il treno in cui c'era il sole. Buon per te che non sei andato a pedalare verso sud :D
Sono andato nel parco del Ticino, infatti
 

spatolino

Biker popularis
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Whistle Comanche 2021
bellissima la tua esperienza, grazie di cuore di averla condivisa. mi ha fatto pensare, soprattutto la tua ultima frase: “davanti a una salita, qualsiasi tipo di salita, metà della pendenza ce la mette la strada ma l'altra metà ce la mettono la testa e il cuore.”